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venerdì 22 gennaio 2010

mercoledì 20 gennaio 2010

Governo mafio-ladro



Fondo monetario popolare.
L'Italia è una Repubblica privata fondata sulla corruzione.


Dopo il voltastomaco di quest'ultima vergognosa farsa senatoriale di commemorazione, che non ricorda più chi era Bottino, intenzionata più che altro a redimere Berlusca dai suoi oscuri trascorsi, legittimando di fatto i suoi stessi scagnozzi e la corruzione stessa, cosa ci resta se non sparare nel fondo monetario popo-ilare?

giovedì 7 gennaio 2010

Gli amorevoli Craxi e Berlusconi si riabilitano a vicenda



Emendamento all'articolo 1 della Costituzione:
L'Italia è una Repubblica privata fondata sulla corruzione

Traduzione dell'articolo Omaggio vergognoso (The Economist, 7 gennaio 2010).

Bettino Craxi, un primo ministro decaduto, viene nuovamente riabilitato.

Fuggito dalle mani della giustizia, è il politico caduto in disgrazia, nel modo più totale, nell'ambito della moderna storia d'Italia. Bettino Craxi, due volte primo ministro, morì in Tunisia nel 2000. Si rifugiò là sei anni prima, dopo aver perso la sua immunità parlamentare con l'arresto. Prima di ciò, i dimostranti fuori dall'hotel di lusso da lui utilizzato come sua casa a Roma, lo umiliarono tempestandolo di monete.

Come leader dei socialisti in Italia, dal 1976 al 1993, Craxi fu tra gli orchestratori di un sistema in cui i principali partiti, e i suoi ufficiali, si mantenevano con le bustarelle estorte alle compagnie legate ad appalti pubblici. Il costo di queste tangenti era in pratica aggiunto al prezzo dell'opera, così questo sistema contribuiva al vasto debito pubblico sotto cui gli italiani e i loro governi adesso si affiticano. Quando morì, Craxi fu condannato per un totale di 11 anni per corruzione e finanziamento illecito al partito, e dichiarato colpevole o imputato in altri cinque casi.

I cittadini di Milano, suo luogo natale, potrebbero presto trovare una strada da dedicare in suo onore. Approssimandosi il decimo anniversario della morte (19 gennaio), il sindaco, Letizia Moratti, ha detto agli ufficiali di trovare una strada centrale, piazza o parco da dedicare a Craxi. A Roma il presidente Giorgio Napolitano ha acconsentito di ricevere una delegazione della fondazione Craxi (un gruppo che promuove la sua “eredità culturale e politica”) ed è invitato a presiedere la ceremonia in parlamento.

Riabilitando Craxi si disperderebbero le ombre sul suo protetto politico, il primo ministro, Silvio Berlusconi. Un decreto del governo Craxi nel 1984 assicurava al signor Berlusconi, allora soltanto uomo d'affari, il suo virtuale monopolio sulla televisione privata. Ma, per gli accusatori e i giudici che condannarono Craxi significherebbe anche essere screditati. E tutto questo succede perché Berlusconi vuole introdurre riforme che frenerebbero i poteri della magistratura.

Come Craxi a suo tempo, Berlusconi asserisce che egli è la vittima di una caccia alla steghe condotta da magistrati motivati politicamente. “Gli italiani allora non credevano a Craxi - dice la figlia, Stefania, la quale è un viceministro nell'attuale governo - ma oggi io vedo che essi credono a Berlusconi”.

Links utili
9 gennaio / Aggiornamenti (blog di Piero Ricca)
Una mappa per Bettino Craxi (blog di Claudio Messora)
‘O Sistema non si condanna (blog di Piero Ricca)

sabato 2 gennaio 2010

Mani pulite e manigoldo


Queste parole di colore oscuro vid' ïo scritte al sommo d'una porta...

« L'equivoco su cui spesso si gioca è questo: si dice quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto. E no! questo discorso non va, perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire: beh!... ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest'uomo è mafioso. Però, siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato, quindi è un uomo onesto. Ma dimmi un poco, ma tu non ne conosci di gente che è disonesta, che non è stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c’è il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre soprattutto i partiti politici a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reati. »(Paolo Borsellino)
Curriculum (breve riassunto tratto dalla pagina Procedimenti giudiziari a carico di Silvio Berlusconi di Wikipedia )

- P2. Precedentemente prosciolto dall'accusa di falsa testimonianza perché "il fatto non costituisce reato", fu condannato ugualmente per lo stesso reato dalla corte d'appello di Venezia, nel 1990, dopo che il procuratore Stefano Dragone ne impugnò il proscioglimento, ma comunque  «il reato attribuito all’imputato viene dichiarato estinto per intervenuta amnistia». [Berlusconi risulta essersi iscritto alla loggia massonica P2
il 26 gennaio 1978 nella sede di via Condotti a Roma, con la tessera n. 1816...]

- Tangenti alla Guardia di Finanza. Accusa di corruzione.  In primo grado condannato a 2 anni e 9 mesi senza attenuanti generiche. In appello vi è la prescrizione per 3 tangenti grazie ad attenuanti generiche e infine l'assoluzione per la quarta (Telepiù) con formula dubitativa (comma 2 art. 530 codice di procedura penale).

- All Iberian 1. Finanziamento illecito al PSI (tangenti a Craxi). Condannato in primo grado a due anni e 4 mesi di reclusione. In appello, a causa della sua lunga durata, il processo va in prescrizione. Si parla della somma di diversi miliardi dati a Craxi. La Cassazione conferma la prescrizione.

- All Iberian 2. Falso in bilancio. Rinviato a giudizio. Il processo, come si legge in Wikipedia, si conclude con l’assoluzione perché il fatto non costituisce più reato (in seguito alla riforma del diritto societario del Governo Berlusconi, facenti parte delle cosiddette leggi ad personam) emessa dal Tribunale di Milano il 26 settembre 2005.

- Processo Lentini. Falso in bilancio. Il processo si conclude 4 luglio 2002 con il proscioglimento definitvo di Berlusconi per intervenuta prescrizione del reato (per il subentrare ad hoc di un'altra legge ad personam).

- Medusa Cinematografia: In primo grado è stato condannato a 1 anno e 4 mesi per falso in bilancio. per 10 miliardi non dichiarati nell'acquisto della casa produttrice. In appello giunge la prescrizionel reato grazie alle attenuanti generiche.Ssentenza confermata dalla Cassazione.

- Terreni di Macherio. Falso in bilancio. In primo grado viene assolto per i reati di appropriazione indebita e frode fiscale; per le due imputazioni di falso in bilancio scatta invece  la prescrizione. In appello viene confermata l'assouzione-prescrizione.

- Lodo Mondadori. Concorso in corruzione in atti giudiziari (insieme a Cesare Previti & co). Con la nomina di Berlusconi a Presidente del Consiglio seguiranno interminabili contrasti tra il Tribunale di Milano, la Procura della Repubblica presso lo stesso Tribunale e la Presidenza del Consiglio, con intervento della Corte Costituzionale in sede di soluzione di confitti di attribuzione tra poteri dello Stato.  Processo archiviato con formula dubitativa (comma 2 art.530) dal GUP. Un appello seguirà la prescrizione del reato. Comunque, la sentenza acarattere esecutivo del Tribunale di Milano, depositata il 3 ottobre 2009, stabilisce che la Fininvest di Silvio Berlusconi deve risarcire circa 750 milioni di euro alla Cir di Carlo De Benedetti per il danno causato dalla corruzione giudiziaria nella vicenda del lodo Mondadori. Risale a questo periodo la baggianata del pedinamento del giudice Mesiano.

- SME-Ariosto. Corruzione in atti giudizziari. Il Tribunale di Milano ha ritenuto provati i fatti di corruzione, lo ha prosciolto per prescrizione sui soldi pagati a Squillante  e assolto per insussistenza del reato di corruzione ai fini della mancata vendita della SME. Previti invece viene condannato.Silvio Berlusconi viene così prosciolto per l'accusa di falso in bilancio nel processo SME, in quanto il fatto commesso, a seguito della riforma promossa dal governo Berlusconi II (legge ad personam), non costituisce più reato.

Spartizione pubblicitaria Rai-Fininvest.  La Procura di Roma, non avendo raccolto prove a sufficienza per il reato di concussione, ha chiesto l'archiviazione, accolta dal GUP.

Tangenti fiscali sulle pay-tv. Reato di corruzione. Berlusconi era accusato di aver pagato tangenti a dirigenti e funzionari del ministero delle Finanze. La Procura di Roma ha chiesto l'archiviazione, accolta dal GUP.

Stragi del 1992-1993.
  • del 14 maggio 1993 a Maurizio Costanzo (via Fauro, Roma)
  • attentato agli Uffizi del 27 maggio 1993 (via de' Georgofili, Firenze)
  • attentato al Padiglione di Arte Contemporanea del 27 luglio 1993 (Via Palestro, Milano)
  • di San Giorgio al Velabro e San Giovanni in Laterano (Roma, 28 luglio 1993)
  • allo stadio Olimpico (dicembre 1993 – gennaio 1994)
  • a Formello-Roma (attenato a Salvatore Contorno, 14 aprile 1994)
La procura di Firenze iscrisse nel registro degli indagati Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri , considerati mandanti delle suddette stragi. Il Pm di Firenze chiese l'archiviazione del procedimento al termine delle indagini preliminari, accolta dal giudice per le indagini preliminari competente, in quanto non si era potuta trovare la conferma delle chiamate "de relato" e delle intuizioni logiche, sebbene si evidenziasse nel decreto di archiviazione che vi era «un’obiettiva convergenza degli interessi politici di Cosa Nostra rispetto ad alcune qualificate linee programmatiche della nuova formazione» (ovvero Forza Italia) e che durante le indagini «l'ipotesi iniziale abbia mantenuto e semmai incrementato la sua plausibilità»

A Caltanissetta Berlusconi e Dell'Utri furono iscritti nel registro degli indagati come mandanti delle stragi di Via D'Amelio (Paolo Borsellino) e Capaci (Giovanni Falcone).

Il 3 maggio 2002 il fascicolo viene archiviato, su richiesta dello stesso PM, perché il quadro indiziario risulta friabile. Il Gip tuttavia, nel decreto di archiviazione, lascia alla valutazione dei pubblici ministeri di effettuare ulteriori indagini su «piste investigative diverse da quelle sinora perseguite» ritenendo che «tali accertati rapporti di società facenti capo al gruppo Fininvest con personaggi in varia posizione collegati all'organizzazione Cosa nostra, costituiscono dati oggettivi che rendono quantomeno non del tutto implausibili né peregrine le ricostruzioni offerte dai diversi collaboratori di giustizia» [...]

Concorso esterno in associazione mafiosa. La procura di Palermo ha indagato su Silvio Berlusconi e su Marcello Dell'Utri per concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco. Nel 1998 il procedimento è stata archiviato al termine delle indagini preliminari, che erano state prorogate per la massima durata prevista dalla legge. Dell'Utri, infine, è stato condannato a Palermo a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa; dagli atti risulta che Forza Italia sarebbe stata fondata per fornire nuovi agganci politici alla mafia e che Berlusconi sarebbe stato messo da Dell'Utri nelle mani della mafia fin dal 1974 [...]

Diffamazione aggravata dall'uso del mezzo televisivo. Silvio Berlusconi risulta attualmente indagato dalla procura di Roma per diffamazione aggravata dall'uso del mezzo televisivo, in relazione alla vicenda delle dichiarazioni dell'allora Premier in merito alle relazioni tra le cosiddette Cooperative Rosse e camorra durante una intervista rilasciata il 3 febbraio 2006 ad una emittente nazionale. L'iscrizione è avvenuta in seguito alla querela presentata dal presidente della Lega Nazionale delle Cooperative Poletti.

Telecinco (Spagna). Silvio Berlusconi, insieme ad altri manager Fininvest, è stato accusato di violazione della legge antitrust, frode fiscale e reati vari (quali riciclaggio di denaro) a favore dell'emittente Telecinco da lui fondata. Il processo è stato sospeso dal 1999 al 2006 per l'immunità di cui Berlusconi godeva nel paese in qualità di eurodeputato prima e di capo di stato estero poi; nell'aprile del 2006, anno in cui è subentrato al terzo mandato di Berlusconi il secondo di Prodi, il giudice Baltasar Garzón che per primo aveva avviato il procedimento ha riaperto il fascicolo a suo carico. Nel 2008 l'avvocato Niccolò Ghedini annuncia l'assoluzione del suo assistito.

Caso Saccà. Nel 2007, Silvio Berlusconi è stato indagato dalla procura di Napoli con l'accusa di aver corrotto l'allora presidente di RaiFiction Agostino Saccà e di aver istigato alla corruzione il senatore Nino Randazzo e altri senatori della Repubblica «in altri episodi non ancora identificati». Nel luglio 2008, su richiesta dei difensori di Silvio Berlusconi, gli atti del procedimento sono stati trasferiti a Roma a causa dell'incompetenza territoriale del tribunale di Napoli. Il 17 aprile 2009 il gip Pierfrancesco De Angelis ha archiviato il caso.

Compravendita diritti televisivi. Falso in bilancio. I PM Alfredo Robledo e Fabio De Pasquale, che hanno collezionato 50.000 pagine di atti con rogatorie in 12 paesi, hanno richiesto il rinvio a giudizio per 14 indagati:
  • Silvio Berlusconi (appropriazione indebita, frode fiscale e falso in bilancio)
  • Fedele Confalonieri (falso in bilancio)
  • Frank Agrama (uomo di "appoggio" Fininvest in America)
  • David Mills (marito di un ministro del governo Blair)
  • Daniele Lorenzano (capoacquisti Finivest)
  • Erminio Giraudi (mercante di carni a Montecarlo)
  • Paolo del Bue (banchiere svizzero)
  • Giancarlo Foscale e Candia Camaggi (cugino del Cavaliere e consorte, responsabili della finanza svizzera)
  • altri dirigenti di Fininvest e Mediaset.
Il 17 febbraio 2009 Mills è stato infine condannato dal tribunale di Milano a 4 anni e 6 mesi per aver ricevuto quei 600.000 dollari e per aver testimoniato due volte il falso nell'ambito dei suddetti procedimenti giudiziari. Il legale è stato inoltre interdetto per 5 anni dall'esercizio dei pubblici uffici e dovrà risarcire 250 mila euro alla presidenza del consiglio, costituita parte civile. La posizione del coimputato è invece stata stralciata in attesa che la Consulta si pronunciasse sulla costituzionalità del Lodo Alfano, dichiarato decaduto nell'ottobre 2009. Il 27 ottobre 2009 la corte d'appello ha confermato la sentenza di primo grado, ovvero la condanna a 4 anni e 6 mesi a Mills per aver ricevuto 600.000 dollari da Silvio Berlusconi per testimoniare il falso in 2 processi, quello su All Iberian e quello sulle tangenti alla guardia di finanza.

Voli di stato.  Il 3 giugno 2009 Silvio Berlusconi è stato iscritto nel registro degli indagati dal procuratore della Repubblica di Roma Giovanni Ferrara, con l'accusa di abuso d'ufficio. Le indagini si riferiscono ad un presunto abuso nell'utilizzo degli aerei del 31º stormo dell'Aeronautica militare di stanza a Ciampino, finalizzato al trasporto del Presidente del Consiglio e di altre persone (tra cui Mariano Apicella) ad una serata di intrattenimento tenutasi in Sardegna, a Villa Certosa.
Il 16 giugno 2009 la Procura ha richiesto l'archiviazione delle indagini dopo aver accertato che su tutti i voli era presente almeno una persona autorizzata ad usufruirne (Berlusconi), constatando che per il resto «l'utilizzo ella flotta non è disciplinato da alcuna disposizione di legge o regolamento, ma soltanto da direttive della Presidenza del consiglio dei ministri». Anche l'ipotesi di peculato, avanzata in un primo tempo, è stata scartata, appoggiandosi su una sentenza della Cassazione risalente al 2007.

giovedì 31 dicembre 2009

Il carroccio unisce l'Itaglia




Cosa ha comportato, per il Paese e le sue istituzioni, questa coalizione disomogenea di maggioranza, formata da tre entità promisque, con obiettivi molto diversi l'una dall'altra, se non addirittura contrastanti e contraddittori? Vi traspare a chiare lettere il paradosso e il comprensibile attritto manifestato talvolta in modo violento e addirittura feroce fra i suoi componenti. Allora, cos'è che lega questo calderone ideologico e programmatico? L'unitarietà, la coesione pattuita raggiunta, il comportamento, a volte balordo e illegale, dei componenti stessi della coalizione ne forniscono la risposta, abbastanza ovvia e intuitiva. Ciò che lega la Lega al PdL e ad AN è la spartizione del potere. Si potrebbe obiettare che è sempre (stato) così. Ma la questione adesso è ben diversa e raccapricciante. Nella prima metà degli anni '90 Bossi minaccia e impreca contro Roma ladrona (giustamente) e contro Berlusconi mafioso, quando in realtà, (col senno di poi) quello che il padano nostrano veramente desiderava in cuor suo, era farsi ladrone lui stesso. E infatti ora che lo è diventato, avendo subito questa preziosa mutazione genetica, si guarda bene dall'attaccare il suo collega corrotto e corruttore. Legittimare la Lega, ha significato, in un certo senso, leggittimare la scissione e la disunità, fomentando l'odio e la divisione fra gli italiani. Quindi, alla base della coesione raggiunta della maggioranza, c'è senz'altro lo squallore del compromesso fatto soprattutto di ricatti. Fini è l'opposto: impeccabile, fedele ai valori tradizionali di unità nazionale. Berlusca invece fa una politica ad personam che gli permetta così di sopravvivere agli attentati dei sovversivi rossi e agli intentati processi fatti dalle toghe rosse (il suo incubo ricorrente), a costo di distruggere l'intero Paese. Una volta messisi d'accordo riguardo alla spartizione del potere, si è venuto quindi come a giustificare e a legalizzare in buona parte il sistema di corruzione, la delinquenza organizzata, gli usi ed abusi del potere.

Lo vediamo sempre, anche in questi giorni. Craxi lo si vuole commemorare dedicandogli una strada o in chissà quale altro modo. Se si vuole onorare un corrotto, vuol dire che i valori costituzionali e legali sono andati a farsi friggere. Se si fa un monumento alla corruzione, vuol dire che viviamo in un mondo alla rovescia, dove la regola è fare tutto ciò che non rientra nella norma. L'uomo d'Arcore, che si è fatto fare da solo, attacca i magistrati (solo quelli che lui ritiene di sinistra naturalmente e che gli mettono il bastone fra le ruote), attacca la costituzione (troppo vecchia per la sua novella libertà d'azione), si fa fare leggi ad personam... Questa maggioranza, fondamentalmente incoerente, per poter sopravvivere ha bisogno di un'ambiente adatto, di sotterfugi, di corruzione, appunto, di controllo dell'informazione, ovvero di far sapere all'opinione pubblica quello che lei vuole che si sappia e soprattutto far sapere che tutto è normale, anche modificare e svilire i valori costituzionali. Ha ragione Di Pietro: "Se non è dittatura questa, cosa ci vuole l'olio di ricino per capirlo?"

mercoledì 30 dicembre 2009

Azzurra libertà: due piccioni con una sola fava




Su Corriere.it si leggono alcune dichiarazioni alquanto lacunose e smemorate del ministro degli Esteri, Franco Frattini, riguardo alla commemorazione di quell'uomo politico, corrotto, latitante, riprovevole, che è Bottino Craxi.
«Non dobbiamo permettere che il decennale della scomparsa di Bettino Craxi ci butti in faccia una storia e una memoria manipolata [...] dobbiamo impedire che l'idea di Letizia Moratti, di onorare Craxi, nella sua Milano, dedicandogli una strada, ridia improvvisamente voce a tutta la canaglia che ha cercato di annichilire questa nostra Italia, puntando ad attribuire ad una sola parte politica la responsabilità e la colpa della cosiddetta "questione morale" [...] celebrare Bettino Craxi non significa soltanto compiere una doverosa opera di risarcimento morale: per la sua famiglia e la sua comunità politica. Significa restituire l'onore, insieme, ad un politico lungimirante ed al suo Paese [...] Lasciamo ai professionisti delle manette la povera prospettiva di seminare odio e inimicizie [...] La proposta del sindaco di Milano, e le celebrazioni che vedranno molti italiani riunirsi nel nome di Craxi, ad Hammamet, tra qualche settimana, debbano essere una importante occasione per cominciare a scrivere una memoria condivisa e comune: quella che ha visto in Craxi il campione del riformismo politico e di un socialismo che egli amava definire "tricolore" proprio perchè affondava le radici nella storia nazionale».
Egregio ministro Frattini, dobbiamo fare un monumento alla memoria tout court, dato che in Italia è proprio la memoria che è in gravissima perdita. La storia pare che ancora insegna o dovrebbe insegnare qualcosa. Sappiamo per es. che Craxi era un corrotto, per giunta dal suo beneamato presidente del Consiglio. Sono d'accordo che la corruzione non abbia una linea politica particolare, un colore preferenziale, ma non si può fare di un fuorilegge una persona da onorare e celebrare con dediche e ricordanze, solo per il fatto che non è stato il solo a aver preso le mazzette. Il suo discorso, onorevole, è tendenzialmente capzioso e falso. La "questione morale" e la responsabilità di avere una fedina penale pulita deve essere una priorità inderogabile e tantomeno non commissionabile per i signori parlamentari, deve rappresentare un esempio per il Paese. Ci risiamo ancora con la semina dell'odio e delle inimicizie, sproloqui tanto cari al reuccio d'Arcore. Chi sbaglia dovrebbe pagare, in uno Stato di diritto. Ma qui sembra che chi sbaglia, non paga; e se paga verrà comunque poi risarcito con tutti gli onori, dediche e ricordanze.

Egregio ministro Frattini, lei vuole prendere due piccioni, o meglio tanti piccioni, con una sola fava. Onorando un corruttore e latitante come Craxi, lei sta in realtà leggittimando e già commemorando il suo Presidente del Consiglio e il suo clan parlamentare; lo sta prosciogliendo (pur non avendone diritto) dal suo passato oscuro, sta in verità leggittimando il suo legame con mafiosi quale Mangano, il suo forte legame con il colluso Dell'Utri, e tante altre cose poco onorevoli per degli onorevoli. Altro che commemorazione! Ci vorrebbe la Damnatio Memoriae!

martedì 29 dicembre 2009

Letizia per Craxi e per tutti gli uomini di buona violenza




La Moratti Letizia, in vena di eresie, vuole dedicare una via o un porco, pardon, un parco, a Benito Craxi. Silvio e Dell'Utri già pensano a una statua sequestre, pardon equestre, commemorativa per Vittorio Mangano. Manco a farlo apposta il giorno 25 d'Aprile verrà dedicato alla festa del Papi della Libertà e non della Liberazione, disonorevole e immeritato omaggio ai partigiani comunisti mangiatori di bambini. Verrà abolita altresì l'era volgare, perché appunto troppo volgare e non consona all'amorevole sensibilità e delicazzittudine del premier; essa sarà sostituita dall'era gentilizia o clientelare. D'ora in avanti gli anni verranno conteggiati, non già dalla nascita di Gesù Cristo (di quell'eversivo rosso che voleva che il Regno dei Cieli finisse in mano ai morti di fame), ma dall'anno di nascita del Papi della Libertà. Quindi il 2010 prossimo sventuro verrà indicato come l'anno 74 d.B. e l'era volgare verrà sostituita definitivamente con l'era dell'amore berlusconico. Affinché il regno dell'amore e il bene si propaghino e prosperino infinitamente, verrà estirpato tutto l'odio e il male che c'è nel mondo, insieme ai ceppi più resistenti dei malfattori e untori del male, a cominciare da Travaglio e Santoro, per finire poi a Luttazzi e tanti altri seminatori di parole non regolamentate dal codice di connivenza civile e penale. Enzo Biagi e Indro Montanelli passeranno alla damnatio memoriae per direttissima. La giustizia terrena cederà così il passo alla giustizia divina di Silvio d'Arcore. Resterà solo l'amore e il Papi della sua Libertà.

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