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domenica 14 marzo 2010

Berlusconi e la strategia alla 'mago Do Nascimento'

Video, immagini e testo sono stati prelevati dal blog dell'Italia dei Valori http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/... - articolo di Massimo Donadi


La strategia di Silvio Berlusconi, per questa campagna elettorale, appare sempre più chiara: possiamo chiamarla “alla mago Do Nascimento”, il compare di Vanna Marchi, quello delle truffe nelle televendite. Visto che la stima del governo, ormai da un anno e mezzo a questa parte, è soltanto una collezione ininterrotta di disastri, con un economia che va sempre peggio, centinaia di migliaia di persone che hanno perso il posto di lavoro, i giovani con il più alto tasso di disoccupazione degli ultimi vent'anni, e via via sempre più famiglia che sprofondano nella povertà, aziende che chiudono, imprenditori che si tolgono la vita per non affrontare la tragedia delle loro aziende che non ce la fanno ad andare avanti. Di fronte a tutto questo era evidente che Berlusconi non poteva affrontare una campagna elettorale normale, fatta di confronto, fatta di pluralismo, fatta di idee e contenuti. Ecco allora che parte la strategia alla “mago Do Nascimento”.

Berlusconi, lo sappiamo, ha un controllo quasi totale dei mezzi d'informazione televisivi, ed ecco allora che partono le mosse strategiche: la “mordacchia” definitiva a quel poco di libera informazione che ancora esiste in Rai, chiudendo con un provvedimento ingiusto, probabilmente illegale e incostituzionale, i talk show televisivi. Provvedimento che poi verrà esteso anche alle tv private, ma è evidente che i più importanti e seguiti sono tutti in Rai. La seconda operazione, che si affianca a questa, è che l'unica informazione di comunicazione politica che a quel punto resta nelle televisioni è quella dei telegiornali, ormai quasi tutti interamente di informazione di regime. Guarda caso proprio oggi l'Agcom, che diffonde i dati sulla presenza delle forze politiche nei vari Tg nazionali, ci dice che nei Tg di Mediaset il governo e la maggioranza dilagano letteralmente con percentuali che arrivano oltre il 90%, con le opposizioni ridotte a percentuali da prefisso telefonico: 1-2%. In Rai non va molto meglio. Al Tg1 tutta l'opposizione insieme occupa appena il 18%, il resto va tutto alla maggioranza e al governo. Si chiude qui la strategia alla “mago Do Nascimento”, Berlusconi può andare in televisione a raccontare un sacco di bugie, ricostruendo la sua personale narrazione delle cose, falsa e bugiarda, che non ha nulla a che fare con la realtà ma che, come diceva il tristemente famoso Joseph Goebbels, ministro della propaganda di Hitler, a cui probabilmente Berlusconi si ispira: “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà verità”. Questa è la strategia alla “mago Do Nascimento” di Berlusconi.

Purtroppo per lui, in questo Paese c'è ancora un istituzione di garanzia che funziona, l'unica: la magistratura, che ci ha dato in queste settimane gli ultimi sprazzi, le ultime speranze, di una democrazia che ancora regge, prima facendo giustizia di quel tentativo indegno del centrodestra che con una norma illegale e incostituzionale ha cercato di ripescare le proprie liste all'ultimo momento, poi sospendendo il provvedimento dell'autorità garante delle comunicazioni che applicava anche alle televisioni private quel regolamento, dato dalla vigilanza Rai e poi applicato in modo ancora più estensivo dal CDA Rai, che impediva la trasmissione dei programmi di approfondimento politico durante la campagna elettorale. La prima decisione arriva da una commissione parlamentare, composta da deputati e senatori, che decide che i talk show televisivi di carattere politico in campagna elettorale o si trasformano in tribune politiche oppure non possono andare in onda. Successivamente il CDA Rai, andando addirittura oltre la decisione di questa commissione parlamentare di vigilanza, decide non di trasformare i talk show in tribune politiche, ma di cancellarli del tutto. A quel punto, un'altra autorità garante, l'AGCOM, decide che per una questione di equità questa norma vada estesa anche alle TV private. Oggi, il Tar, nell'ambito della sua competenza sugli atti amministrativi, sentenzia che questa scelta è stata una decisione illegale e sbagliata, dando alle televisioni private la possibilità di fare anche in campagna elettorale i talk show. Il Tar però deve alzare le braccia sulla decisione della commissione di vigilanza parlamentare, proprio perché è un atto di un organismo sovrano. A questo punto il rischio è che il Tar, pur avendo fatto giustizia, può imporre solo alle tv private di far ripartire i talk show, producendo un paradosso: le televisioni private, in particolare Mediaset, potranno già da questa sera fare talk show politici, ma l'unica a non poterlo fare rimarrebbe la Rai.

Noi crediamo che sia particolarmente importante l'iniziativa che abbiamo avviato in questi giorni, un'iniziativa di grande successo chiamata “Una mail per riaccendere l'informazione”  e che già oggi ha portato a più di 7000 mail inviate al direttore generale della Rai per chiedergli di riaccendere l'informazione libera in questo Paese. Iniziativa che abbiamo proseguito nei giorni più recenti avviando un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale verso il direttore generale della Rai e gli amministratori del centrodestra per una decisione che, non solo priva i cittadini italiani di uno spazio di libertà , ma danneggia anche le casse della Rai. Ma non è finita qui. La cosa che oggi dobbiamo impedire è che si produca questo paradosso, dove Mediaset è autorizzata a trasmettere i talk show televisivi mentre soltanto la Rai resta ammutolita.

Oggi, fortunatamente, il Presidente del CDA Rai, Zavoli, ha convocato per lunedì un consiglio straordinario. Il Presidente, però, è solo un organo di garanzia,  e non ha nessun potere su quel Cda che è composto da esponenti messi dalla maggioranza di centrodestra. Per questo chiediamo a tutti i cittadini una nuova mobilitazione: da lunedì a mezzogiorno, momento della convocazione del CDA Rai, faremo partire un presidio ininterrotto davanti alla Rai, perché oggi stiamo assistendo al tentativo di questi “Al Capini”, perché ladri di informazione, ladri di libertà e ladri di democrazia, di spegnere giorno dopo giorno un pezzo della libertà del nostro Paese. Saremo davanti alla sede generale della Rai, in via Mazzini, per testimoniare che c'è una parte del Paese che di fronte alla violenza e all'arroganza di questo regime non china la testa.

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'Italia dei Valori http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/... - articolo di Massimo Donadi

venerdì 19 febbraio 2010

Il governo degli affari, lo Stato dell'illegalità

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...


Pubblico il video ed il testo della dichiarazione di voto dell'Italia dei Valori, presentata da Massimo Donadi, sul DL Protezione civile.

Testo dell'intervento

Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi l'Aula della Camera si appresta a convertire questo decreto-legge sulla Protezione civile ma lo fa, all'evidenza, senza particolare gioia, senza alcuna euforia e ha ben donde a non avere di che rallegrarsi. Infatti quello che esce oggi da quest'Aula altro non è che brandelli di quanto voi avevate in mente, di quel progetto che avevate con tanto orgoglio e tanto fierezza sbandierato come una delle medaglie al petto di questo Governo. A seguito del pentolone scoperchiato dalle indagini di Firenze, a seguito della pressione dell'opinione pubblica e a seguito anche dell'opposizione ferma fatta dall'opposizione parlamentare in quest'Aula avete dovuto mettere in campo una ritirata nemmeno tanto decorosa.
Ecco allora che il cuore del provvedimento in esame, quello per il quale davvero vi eravate battuti - in testa il sottosegretario Bertolaso ed il Presidente del Consiglio - e cioè quella privatizzazione della Protezione civile con quell'altra norma odiosa che introduceva una sorta di scudo, una sorta di immunità addirittura per le strutture commissariali, l'avete dovuta completamente abbandonare.
Oggi in quest'aula si registra una grande vittoria dell'opposizione, una grande vittoria di quella parte del Paese che nella legalità crede ancora, che nelle regole crede ancora (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori), che è convinta che non vi possano essere veri servitori dello Stato, se davanti a tutto questi servitori dello Stato non mettono la tutela degli interessi collettivi e non i favori e non gli amici e non i parenti, siano moglie, fratelli, sorelle o cognati. Questo non è essere servitori dello Stato: questo è piegare gli interessi dello Stato agli interessi di pochi, ad interessi particolari, ad interessi che non sono mai né chiari né trasparenti. Oggi, come dicevo, da quest'aula escono soltanto brandelli, ma anche questi brandelli del vostro decreto-legge sulla Protezione civile per noi sono inaccettabili, perché in realtà la logica che sta dietro al provvedimento in esame è la stessa ed è tutta funzionale a quel vostro progetto.
Sia ben chiaro: da parte nostra non viene la benché minima critica alla Protezione civile intesa come quelle migliaia di persone che con straordinaria competenza, con coraggio, con passione e con abnegazione da anni sono davvero un fiore all'occhiello dell'Italia in tutte le grandi situazioni di emergenza. No, noi non ce l'abbiamo con quelle persone e con la loro straordinaria professionalità: ce l'abbiamo con quella cupola che si è installata al vertice dello Stato, al vertice della Protezione civile e che ha confuso il governo del fare con il governo degli affari (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori) ed ha stravolto progressivamente quella che doveva essere una legittima e comprensibile situazione di eccezionalità e di emergenzialità, legata alle calamità ed a quelle disgrazie che purtroppo in un Paese ogni tanto accadono.
Voi avete preso quella eccezionalità, quella eccezionalità in base alla quale in tutto il decennio degli anni Novanta, dal 1991 fino ai primi del 2000, in tutto nel nostro Paese lo stato di emergenza nazionale è stato dichiarato dieci volte in dieci anni. Da quando è arrivato lei, sottosegretario Bertolaso, da quando è arrivato il Governo Berlusconi, abbiamo assistito ad una mutazione genetica della Protezione civile: nei dieci anni successivi, e cioè dal 2001 ad oggi, lo stato di emergenza nazionale è stato dichiarato 587 volte e di queste 540 volte soltanto negli anni in cui avete governato voi. In tutti gli anni in cui ha governato il centrosinistra solo per 40 volte è stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale. Probabilmente anche quelle erano troppe, ma non è nemmeno paragonabile a quello scempio dello stato di emergenza che voi avete fatto. Questo Governo, soltanto nei primi 40 giorni di quest'anno, ha già dichiarato 30 volte lo stato di emergenza nazionale. Dunque l'emergenza nazionale è diventata dall'eccezione la regola: non riguarda più soltanto le calamità.
Si è passati prima alle grandi opere, poi alle opere medie, poi alle opere piccole. Insomma, dovunque vi erano affari da fare, dovunque vi erano soldi pubblici su cui mettere le mani, voi avete dichiarato lo stato di emergenza nazionale (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori), che non significa soltanto far le cose in fretta, caro sottosegretario Bortolaso, non significa questo. Questo nessuno lo mette in discussione e nessuno lo dovrebbe negare. Quello che voi avete fatto, grazie a questa sistematica adozione dello stato di emergenza, è stato bypassare tutte le leggi del nostro ordinamento giuridico.
Oggi su questi provvedimenti emergenziali non vi è più il controllo nemmeno di collegialità del Consiglio dei Ministri, non vi è il controllo politico del Parlamento (perché non passano per il Parlamento), non vi è il controllo preventivo contabile della Corte dei conti. Vengono bypassate 40 leggi nazionali ed europee, comprese tutte le norme sulla pubblicità degli appalti pubblici. Ecco allora che si arriva alla lista corta degli imprenditori, amici o amici degli amici, quando non parenti o sodali (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori). Ecco allora che si arriva alla discrezionalità che diventa arbitrio, sottosegretario Bertolaso. Questo è quello di cui noi la riteniamo colpevole, colpevole politicamente e non per indagini che oggi sono soltanto ai primi passi e sulle quali ci guardiamo bene dall'emettere giudizi o valutazioni.
Noi la riteniamo colpevole, senza appello, di avere trasformato, in questi dieci anni, la Protezione civile in una straordinaria macchina di potere e di gestione del denaro pubblico: 10 miliardi di euro spesi in dieci anni, al di fuori di qualsivoglia controllo di legalità è qualcosa che, nemmeno nei più disgraziati Paesi del Terzo mondo, sarebbe possibile.
Questo è ciò che condanniamo, quello che lei, insieme al Presidente del Consiglio, ha fortemente voluto: un sistema criminogeno (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori). Oggi, non dovete meravigliarvi se, all'oscuro, sotto il cono d'ombra di questo sistema che avete voluto, proliferano gli imbroglioni, gli sciacalli e coloro che ridono della notte del terremoto de L'Aquila. Questo, infatti, è il frutto necessario, scontato, prevedibile ed immaginabile di ciò che voi avete messo in piedi, e di cui portate tutta la responsabilità politica.
Per questo motivo, signor sottosegretario Bertolaso, abbiamo chiesto, e continueremo a chiedere, le sue dimissioni, perché lei è colpevole politicamente. Non siamo solo noi a dirlo, perché non si tratta di un problema di maggioranza ed opposizione. Vorrei ricordare le parole del presidente dell'Associazione nazionale costruttori edili (ANCE), che di questo sistema sciagurato, che avete messo in piedi, ha detto: crea una discrezionalità totale, che cancella un castello di leggi che regolano il mercato delle opere pubbliche, cancellando ogni principio di concorrenza e di mercato. Sottosegretario Bertolaso, l'ingegner Buzzetti parlava di lei, quando sosteneva che avete creato un sistema che cancella ogni principio di concorrenza e mercato.
Ma con voi se l'è presa anche Confindustria. Il vicepresidente di Confindustria ha affermato che avete messo in piedi un sistema privo di ogni criterio di legalità e totalmente arbitrario, che toglie ai grandi investimenti pubblici che si realizzano in Italia ogni visione di sistema, con l'assunzione di decisioni incoerenti e prive di una visione complessiva di efficienza e di sviluppo del Paese. Questo è ciò di cui vi accusiamo.
Di fronte a tutto questo, di fronte allo scempio delle istituzioni, noi chiediamo, soprattutto, una cosa: chiediamo chiarezza e trasparenza. Infatti, è evidente ed inevitabile che, quando si verificano straordinarie calamità naturali, è necessario azzerare la burocrazia e creare procedure rapide ed efficaci, che consentano allo Stato di intervenire con prontezza. Tuttavia, in una democrazia vera, degna di questo nome, quanto più si toglie da una parte, in termini di passaggi burocratici e di controlli democratici del Governo e del Parlamento, tanto più si deve dare dall'altra parte, con l'altra mano, in termini di trasparenza, dando a tutti gli italiani i mezzi e le condizioni per capire ciò che si sta facendo.
Signor sottosegretario, oggi, dobbiamo contestarle che, anche in Abruzzo, questa trasparenza non vi è stata, se è vero che le famose «casette» sono costate 2.800 euro al metro quadrato, al netto degli espropri, cioè quanto una casa di lusso in una media città italiana. Vogliamo sapere come spendete i soldi, gli italiani hanno diritto di saperlo (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).
Quando il Presidente del Consiglio Berlusconi ci viene a raccontare che metterà al centro della sua azione politica la lotta alla corruzione, noi gli diciamo: caro Presidente del Consiglio, quando parla di lotta alla corruzione, ha la stessa credibilità di una banconota da tre euro, perché, da quindici anni a questa parte, ha creato le condizioni legislative e politiche, affinché la corruzione in Italia la faccia sempre franca e i disonesti vincano sempre.
Sappiamo, in realtà, cosa voleva dire, e concludo. Il suo vero obiettivo è approvare quel provvedimento che, col pretesto di regolare le intercettazioni, in realtà, le impedisce (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori)! E non si parlerà più di corruzione, in Italia, perché nessuno scoprirà più le corruzioni (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori)! Volete creare lo Stato dove regna sovrana l'illegalità, ma noi non ve lo permetteremo (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori - Congratulazioni)!


Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...

lunedì 8 febbraio 2010

Congresso nazionale: i video

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'Italia dei Valori http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/... - IDV Staff


Autore IDV Staff IDV Staff
Pubblichiamo i video interventi del primo Congresso nazionale dell'Italia dei Valori.

Riportiamo di seguito il testo dell'intervento di Sonia Alfano.

Testo dell'intervento


Questo è il primo congresso del partito ed è il primo congresso anche per me, sono molto emozionata. Sono emozionata perchè come diceva Ivan è un percorso che ho vissuto con tantissima emozione e devo dire grazie ad Antonio Di Pietro, devo dire grazie all'Italia dei Valori, e se io oggi sono qui a parlare è il segnale più evidente che questo è probabilmente l'unico partito che si è davvero aperto alla società civile.

E vorrei fare una piccolissima premessa. Non vuole essere assolutamente una polemica con nessuno, devo fare una premessa doverosa e la faccio svestendo i panni di parlamentare, la faccio parlando da Presidente dell'Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia. Ringrazio il partito perchè quando le più alte cariche dello Stato, due settimane fa, compreso il Presidente della Repubblica, hanno preferito beatificare e osannare un pregiudicato, delinquente, morto da latitante ad Hammamet, questo partito e il suo Presidente Antonio Di Pietro, hanno preferito ricordare non solo mio padre, ma tutte le vittime della mafia e le vittime del terrorismo, i veri eroi di questo Paese. E non è una polemica, lo ripeto, perchè qualcuno di voi saprà che c'è stata una corrispondenza fitta tra me e il Capo dello Stato, a volte tramite il suo consigliere Cascella. Era la prima volta che un consigliere senza carta intestata scriveva ad un parlamentare, per dire che le parole di quel parlamentare erano sconcertanti. Mi è stato anche detto che mi devo assumere le responsabilità per quello che ho detto; probabilmente ci sarà, non so, vilipendio al Capo dello Stato? Beh, se questo dovesse accadere io mi prenderò le mie responsabilità con estremo onore, perchè io credo che ci sia stato vilipendio nei confronti dello Stato, ricevendo, beatificando e mandando lettere alla moglie di un delinquente. Perchè se qualcuno ha subito un torto sono tutti gli italiani onesti che non sono mai andati a rubare, che continuano a faticare, e sono soprattutto quelle vittime che hanno difeso questo Paese, e hanno difeso la Carta Costituzionale di questo Paese.

Detto questo, io sono molto preoccupata perchè ultimamente ho sentito spesso affermare che il ruolo  dei partiti dovrebbe essere quello di ascoltare cosa bolle nella pancia della società e assecondarne gli impulsi viscerali. Io sono molto in disaccordo con questo, perchè questo si chiama conservatorismo, ed è assolutamente l'opposto di quello che serve a questo Paese, ed è assolutamente l'opposto di quello che deve essere il nostro partito.

Noi dobbiamo spingere, osservare la realtà di questo Paese, dobbiamo capire che cosa sta accadendo in questo Paese e indicare la strada del cambiamento, il più positivo possibile. Però c'è una cosa fondamentale da dire. Oggi più che mai mancano quei pilastri che sono stati fondamentali per la vita repubblicana di questo Paese. La Carta Costituzionale, che dovrebbe essere la nostra stella polare, non a caso, quotidianamente, è sotto attacco da tutto il Parlamento e dalle più alte cariche dello Stato. E non abbia timore questo partito di essere additato come l'unico difensore della Carta Costituzionale, questo è un onore per l'Italia dei Valori. Questo è un onore per il partito, perchè significa che siamo gli unici a difendere la nostra Carta Costituzionale, per la quale ricordo che sono morte decine, centinaia, migliaia di persone. Quella Carta Costituzionale è intrisa del sangue di quelle persone che hanno creduto nell'unità di questo Paese. Guardate che cosa accade invece quotidianamente nelle aule del Parlamento italiano e nelle aule del Parlamento europeo.

C'è un virus che sta dilagando, quotidianamente. E' il virus del razzismo e della xenofobia. I discorsi che la Lega Nord scrive quotidianamente sono intrisi di odio verso le minoranze, verso gli immigrati. Dimenticano volutamente che questo è stato un Paese di migranti, e provo davvero molta mortificazione quando davanti alle aule e alle commissioni del Parlamento europeo, personaggi squallidi come Borghezio gridano dicendo che l'Italia è un faro in Europa per la lotta all'immigrazione clandestina. Loro probabilmente non si sono resi conto di essere non un faro, ma la vergogna per la gente onesta di questo Paese.

Persiste un atteggiamento, studiato a tavolino, che ha dei nomi e cognomi. Abbiamo assistito in questi anni a pseudoriforme della scuola, portate avanti, pensate, dal Ministro Mariastella Gelmini, che con la sua sola figura è la negazione vivente della meritocrazia, lei che abusivamente ha sostenuto gli esami di procedura legale a Reggio Calabria nonostante operasse a Brescia.
Vogliono distruggere la scuola, vogliono rendere questo Paese un Paese di ignoranti, vogliono mortificare l'istruzione perchè devono ridurre questo popolo a un popolo di persone non autonome nel proprio modo di pensare. Ecco che nascono i tagli alla scuola e continuano a dare sovvenzioni agli istituti privati violando palesemente l'articolo 33 della nostra Costituzione, che recita:

"Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato."

Però fate attenzione, perchè mentre continuano a mortificare la classe degli insegnanti italiani a cui noi tutti genitori dovremmo dire un sentito grazie per quello che stanno facendo e fanno quotidianamente nel tentativo di educare i nostri figli, l'unica categoria che non viene colpita da questi tagli è la classe degli insegnanti di religione, che vengono sì pagati dallo Stato, ma la loro assunzione è soggetta alle determinazioni delle curie. E' evidente che gli interventi del Ministro Gelmini manifestano un'insofferenza verso l'istruzione del popolo italiano, e ho come l'impressione che lei abbia in mente (sempre che riesca ad avere in mente qualcosa) di poter portare avanti uno stravolgimento del genere. E, vi dicevo prima, c'è tutta una serie di vicende aberranti che sono sotto gli occhi di tutti quotidianamente. La Lega che si erge a detentore del sapere, della verità, del buon governo, è ostinatamente contraria all'abolizione delle province, perchè altrimenti dovrebbe rendere meno servigi ai propri politicanti perchè avrebbe meno poltrone da poter distribuire. E, riallacciandomi all'istruzione, io vi voglio dire che una persona straordinaria come Anatole France diceva che "non si regna sulla natura, non si acquista l'impero dell'Universo, non si diventa Dio che attraverso la conoscenza. E non sarà il coraggio cieco a darci il potere dei cieli. Ci vogliono lo studio e la riflessione" per cui questo partito deve mettere, come ha già fatto, al primo punto del proprio programma e delle proprie battaglie politiche un diritto serio all'istruzione, per poter creare un Paese libero e in grado di poter pensare autonomamente, e non un Paese ingabbiato nei reality e in trasmissioni che continuano a essere la mortificazione della capacità di analisi dell'essere umano.

Ci sono tanti altri aspetti che vanno trattati, ma soprattutto bisogna avere il coraggio, oggi, di dire delle verità. E ci sono tante verità, che riguardano per esempio la mafia dei rifiuti; nessuno parla di quello che sta accadendo nel nostro Paese, di come il nostro territorio venga quotidianamente devastato, deturpato e violentato. E non è un caso, credetemi, se la stampa continua a non parlare del processo che vede Bassolino imputato per quello che ha fatto e ha consentito di fare nella sua terra: deturparla e inquinarla in maniera criminale. E soprattutto, questo partito deve essere in grado di continuare a dire seccamente NO a quelle che sono teorie e approdi mentali scellerati di colori i quali vorrebbero cercare di far credere agli italiani, che l'unico rimedio per combattere il problema dei rifiuti possano essere gli inceneritori. Questa è una cosa devastante, ed è una cosa sulla quale non possiamo venir meno assolutamente perchè significa continuare a distribuite morte ai nostri figli in questo Paese. Questo partito deve continuare ad essere in grado di dire no alla costruzione di inceneritori così come deve continuare a manifestare il suo secco no al nucleare in questo Paese, perchè è un'incoerenza.

E’ un’incoerenza fondamentale.

Tornando ad un tema che mi è molto caro, al Parlamento Europeo sono in una commissione straordinaria - e devo ringraziare questo partito e la società civile che mi ha dato l’opportunità di arrivare al parlamento europeo - che si occupa di libertà civili, di immigrazione, di sicurezza, di giustizia e di affari interni e credetemi, ogni qual volta abbiamo cercato, con successo ribadisco, di portare nelle aule del Parlamento Europeo non le tematiche italiane, ma quello che in Italia non riescono a risolvere, alcuni personaggi e alcune “veline” , perché questo sono, hanno pensato bene di alzarsi dalle loro sedie e di gridare a noi dell’ Italia dei Valori che eravamo degli anti-italiani. Solo perché avevamo osato parlare al Parlamento Europeo della libertà di stampa in Italia, della libertà di informazione. E’ un nostro dovere farlo, perché l’informazione oggi potrebbe essere l’ultimo baluardo di democrazia in questo paese e sottolineo il potrebbe essere. E quando ci sono stati questi notevoli attacchi da alcuni personaggi che hanno ribadito che io, che in quel momento stavo parlando, ero anti-italiana, mi sono premurata di rispondere che io non sono anti-italiana bensì sono anti-mafiosa.

E’ dovere di questo paese chiedere la verità in maniera assoluta, in maniera determinata su tutto quello che è accaduto.

Vi dicevo che per me uno dei temi più cari, oltre alla lotta alla mafia, è il tema dell’immigrazione. Palesemente questo Governo viola l’articolo 3, lo ha sempre violato, ha cercato di porre in essere situazioni davvero sconvolgenti, anticostituzionali, avvallate da chi non avrebbe dovuto farlo. Ma l’art.3 vale anche per gli immigrati, vale soprattutto per loro nel momento in cui dobbiamo pensare alla loro integrazione. E a proposito di opposizione, visto che noi al parlamento facciamo proprio questo, io vorrei dire una cosa senza tentennamenti alcuni: siamo in campagna elettorale, ci si appropinqua ad alleanze, ci si appropinqua ad accordi elettorali, ma io credo che questo partito nulla ha e nulla può aver a che fare con l’UDC. E lo dico perché sono convinta che quel partito ha da sempre svolto la parte di “stampella” del governo, sempre, a prescindere da quello che succedeva al Governo. E non bisogna dimenticare che l’UDC è il partito di Totò Cuffaro. Non possiamo dimenticarlo perché è vero che all’interno dell’UDC ci sono persone corrette ed oneste, allora se queste persone vogliono continuare, vogliono sancire un percorso, che buttino fuori dal loro partito UDC il buon 85% della classe dirigente siciliana. Perché se non ci fosse stato l’UDC in Sicilia, oggi questo non sarebbe nelle aule del Parlamento Italiano. Questo purtroppo è un dato suffragato da dati e numeri. Per cui io mi auguro fortemente che questo partito si tenga alla larga dall’UDC e anzi gli consenta di navigare verso il partito di Dell’Utri, stretti da un’alleanza in salsa mafiosa, perché quella è l’unica cosa che credo li possa legare.

Il nostro partito non deve essere arroccato sul comparativismo e lo dico perché in questi ultimi mesi abbiamo visto quanto importante sia stata la difesa, soprattutto nei confronti dei magistrati.
E se abbiamo visto e sentito, poco fa, Gioacchino Genchi parlare di magistrati straordinari che sono morti per questo paese, è pur vero che ci sono dei magistrati, ex magistrati come Luigi (de Magistris, ndr), magistrati come Clementina Forleo. Però guai a fare una difesa ad oltranza perché ci sono anche magistrati come Squillante e come Carnevale che bene farebbero ad essere fuori dalle aule del tribunale perché hanno mortificato la giustizia italiana e nel riconoscere le devianze del potere che si sono sviluppate nella politica italiana, attraverso la diretta discendenza di Licio Gelli, Bettino Craxi e Silvio Berlusconi, ognuno antenato e favoreggiatore diretto dell’altro, dobbiamo svolgere un presidio intelligente di libertà, legalità e uguaglianza. E non bisogna avere paura di farlo, né bisogna essere timorosi di essere additati perché facciamo questo.

A proposito di magistrati non possiamo dimenticare l’operato aberrante condotto dal CSM, a capo del quale c’è quel simile Nicola Mancino che invece di dirigere l’organo di autogoverno della magistratura, bene farebbe a mettersi a disposizione della giustizia delle Procure di Caltanissetta e Palermo con un rigurgito di memoria su ciò che avvenne nelle settimane che precedettero la strage di Via D’Amelio. E diciamolo chiaramente che questa causa è in corso un’opera di revisionamento per infamare la stagione delle indagini di Mani Pulite, la stessa pretesa di porre sotto processo i comportamenti illegali del potere per sottrarre al controllo di legalità gli apparati di potere.
E’ sulla spinta di queste tendenze che proprio negli ultimi anni hanno preso spinta e piede, aberranti posizioni politiche che dobbiamo avere la forza di respingere.

Il declino del paese è favorito dal progressivo ammutolirsi anche della classe intellettuale, sono davvero pochi gli intellettuali che fanno da pungolo e da coscienza critica in questo Paese e si sono forse piegati, purtroppo, alle logiche del tubo catodico. Se voi ci pensate, Pasolini oggi sembra veramente una reliquia, Pasolini sembra qualcosa che deve essere assolutamente dimenticato. E la defaillance della classe intellettuale è dimostrata anche dall’indirizzo assunto dal giornalismo italiano. A giornalisti liberi come Marco Travaglio e pochi altri, a cui permettetemi di aggiungere un nome a me caro quello di Beppe Alfano, corrispondono moltitudini e falangi ed intere testate giornalistiche che intendono i mezzi di informazione strumenti per nascondere la realtà ed orientare il consenso. La recente campagna di disinformazione lanciata nei giorni scorsi dal Corriere della Sera nei confronti di Antonio Di Pietro è un esempio mirabile. Esistono frotte di giornalisti infeudati ai servizi segreti più o meno deviati ed invece si cerca di creare dal nulla un caso che non è mai esistito.

Il permanente processo al palazzo è un dovere della classe intellettuale perché senza di esso non potremmo avere assolutamente nessun barlume di libertà e oggi più che mai nel momento in cui non esiste una libera informazione ma nel momento in cui spesso i giornalisti fanno a gara per asservirsi al potere, per autocensurarsi chi fa la differenza è la rete e il popolo di internet.
Ed è per questo che dobbiamo continuare a porci a difesa di questo strumento cosi come faremo proprio noi dell’ Italia dei Valori al gruppo ALDE questa settimana, lunedi pomeriggio, perché porteremo al Parlamento Europeo quello scandalo obbrobrioso del Decreto Romani. L’hanno chiamato “un imponente adeguamento alla direttiva CEE”, vi assicuro che non esiste in nessun’altra parte del mondo, neanche in Cina. L’altro ieri ho ricevuto nel mio ufficio il responsabile di Google per l’Europa che stranamente è venuto a ringraziarci e ha detto grazie perché state cercando di difendere la libertà di informazione su internet.
E proprio perché sono venute fuori proposte liberticide, bisogna avere oggi più che mai un’intransigenza determinata ed ostinata per difendere quello che in questo paese potrebbe farci riapprovare verso la democrazia, perché questo è un paese ormai in piena fase dittatoriale, non so se soft, perché non mi interessa affermare se è soft, so semplicemente che siamo in piena dittatura.

A questo punto, poiché il primo strumento della difesa pubblica, dell’ambiente, della giustizia, della libertà e dell’informazione è la rete dobbiamo rifarci a Piero Gobetti che diceva che : “l’intransigenza è l’unico valore e noi ne siamo i disperati sacerdoti”.

Tanto più critica è la situazione del nostro Paese e tanto più noi dobbiamo avere la forza per difendere i valori che hanno creato questo Paese. Ed io voglio chiudere ricordando le parole di una persona a me cara, che ho conosciuto da cittadina italiana che era fiera di identificarsi in lui e che oggi più che mai lo rimpiange. Vorrei che ci rifacessimo tutti quanti all’insegnamento del caro Presidente Pertini: non c’è vera libertà senza giustizia.

Giustizia e libertà devono essere i cardini anche di questa nuova resistenza. Da lì bisogna muovere per prefigurare un’alternativa. Riabituiamoci ad avere care giustizia e libertà e riabituiamo allo stesso modo il popolo italiano.

Grazie.

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'Italia dei Valori http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/... - IDV Staff