Un messaggio a tutti i membri di Diritto alla Rete
Salve a tutti di Diritto alla Rete,
come ho scritto più volte, servono azioni audaci per contrastare i continui tentativi di legiferare contro la Rete italiana. Detto, fatto.
Vi segnalo il mio video CANTO DI PROTESTA contro il Decreto Romani, che vi prego di diffondere su Facebook, blog, siti vari, ecc.
Di cosa si tratta?
Io e Claudio Messora stiamo organizzando l'evento mediatico "Mr. President, help Internet in Italy!". Davanti all'ambasciata americana a Roma, il 20 febbraio nel pomeriggio, 60 audaci utenti della Rete, a piedi nudi, bendati con una fascia nera, a ritmo di tamburi, danzeranno e canteranno "Mr President...", con uno striscione ben visibile. Gireremo un video (italiano/inglese) e lo diffonderemo su You Tube, per totalizzare il più alto numero di visite in un anno, denunciando l'alleanza tra destra e sinistra, che in due anni ha tentato 8 volte di fare leggi contro la Internet italiana.
Ci rivolgiamo simbolicamente a Barack Obama, il primo presidente afroamericano eletto grazie al contributo della Rete, e soprattutto difensore della libertà d'informazione in Internet, contro ogni forma di censura da parte dei governi (come ha detto Hillary Clinton nei giorni scorsi in un discorso storico su You Tube.
Se volete partecipare, scrivetemi una mail su enzo.difrenna@hotmail.it - oppure lasciate un commento con la vostra mail sul mio blog nel post di oggi.
Solo per 60 coraggiosi...
Il Decreto Romani, con il quale l'Italia da attuazione alla direttiva europea AVMSD (Audiovisual Media Services Directive), interpreta in maniera tutta italiana il principio condivisibile della Commissione Europea, secondo il quale la trasmissione di materiale audiovisivo deve rispondere agli stessi criteri indipendentemente dal media sul quale transita.
Quello cui il governo si guarda bene dal dare attuazione è il considerando 16 della stessa direttiva europea, che chiarisce inequivocabilmente cosa deve rientrare in questa regolamentazione e cosa no.
«La definizione di servizio di media audiovisivo non dovrebbe comprendere le attività precipuamente non economiche e che non sono in concorrenza con la radiodiffusione televisiva, quali i siti internet privati e i servizi consistenti nella fornitura o distribuzione di contenuti audiovisivi generati da utenti privati a fini di condivisione o di scambio nell’ambito di comunità di interesse.»
Romani avrebbe potuto ricopiare il testo tale e quale, ma non sarebbe stato Romani, cioè il paladino del protezionismo televisivo e del controllo dell'informazione. Così ridefinisce nel seguente modo la direttiva europea:
«Non rientrano nella nozione di servizio media audiovisivo i servizi prestati nell’esercizio di attività principalmente non economiche e che non sono in concorrenza con la radiodiffusione televisiva, fermo restando che rientrano nella predetta definizione i servizi, anche veicolati mediante siti internet, che comportano la fornitura o la messa a disposizione di immagini animate, sonore o non, nei quali il contenuto audiovisivo non abbia carattere meramente incidentale.»
Sparisce il riferimento ai siti internet privati, sparisce il riferimento agli utenti privati così come spariscono i riferimenti alle paroline magiche: condivisione, scambio, comunità di interesse. In cambio, con una tortuosità degna del miglior azzeccagarbugli, si dice che se pubblichi video per uno scopo non precipuamente economico, non rientri nella definizione (qui fingono di recepire le indicazioni), fermo restando che ci rientri (e qui si fanno i cazzi loro) perché metti a disposizione immagini animate (ma che è... un manga?), sonore e non (infatti la rete è piena di clip muti) nelle quali il contenuto audiovisivo non ha ovviamente carattere incidentale.
Carattere incidentale? In quale video, sul tubo, il contenuto video potrebbe mai avere carattere incidentale? Sarebbe come aprire una concessionaria all'interno della quale la presenza di automobili avesse carattere incidentale, o come farsi una scopata nella quale l'attività sessuale abbia carattere puramente incidentale.
Io credo che l'unica cosa davvero a carattere incidentale è il cervello del legislatore italiano, o più precisamente la sua onestà.
Ieri sera tardi ho incontrato Guido Scorza alla stazione centrale di Milano. Guido è il Presidente dell'Istituto per le Politiche dell'Innovazione. E' avvocato, giornalista, membro di mille consigli, ma soprattutto è un uomo ragionevole e di buon senso. Se conosciamo con largo anticipo gran parte delle minacce che la banda bassotti IV perpetra costantemente ai danni della rete, lo dobbiamo anche e soprattutto a lui.
Perchè non posso avere uno Scorza come Ministro dei Beni e delle Attività Culturali? Anzi, lo voglio a capo di un nuovo ministero che subito istituirò, alla mia prima Presidenza del Consiglio: il Ministero della Rete.
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