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martedì 29 dicembre 2009

Letizia per Craxi e per tutti gli uomini di buona violenza




La Moratti Letizia, in vena di eresie, vuole dedicare una via o un porco, pardon, un parco, a Benito Craxi. Silvio e Dell'Utri già pensano a una statua sequestre, pardon equestre, commemorativa per Vittorio Mangano. Manco a farlo apposta il giorno 25 d'Aprile verrà dedicato alla festa del Papi della Libertà e non della Liberazione, disonorevole e immeritato omaggio ai partigiani comunisti mangiatori di bambini. Verrà abolita altresì l'era volgare, perché appunto troppo volgare e non consona all'amorevole sensibilità e delicazzittudine del premier; essa sarà sostituita dall'era gentilizia o clientelare. D'ora in avanti gli anni verranno conteggiati, non già dalla nascita di Gesù Cristo (di quell'eversivo rosso che voleva che il Regno dei Cieli finisse in mano ai morti di fame), ma dall'anno di nascita del Papi della Libertà. Quindi il 2010 prossimo sventuro verrà indicato come l'anno 74 d.B. e l'era volgare verrà sostituita definitivamente con l'era dell'amore berlusconico. Affinché il regno dell'amore e il bene si propaghino e prosperino infinitamente, verrà estirpato tutto l'odio e il male che c'è nel mondo, insieme ai ceppi più resistenti dei malfattori e untori del male, a cominciare da Travaglio e Santoro, per finire poi a Luttazzi e tanti altri seminatori di parole non regolamentate dal codice di connivenza civile e penale. Enzo Biagi e Indro Montanelli passeranno alla damnatio memoriae per direttissima. La giustizia terrena cederà così il passo alla giustizia divina di Silvio d'Arcore. Resterà solo l'amore e il Papi della sua Libertà.

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venerdì 11 dicembre 2009

Chi è eroe: Mangano o Borsellino?



Chi è eroe: Mangano o Borsellino? O, detto altrimenti, chi è mafioso Mangano o Borsellino? Di questi tempi la domanda è alquanto compromettente, difficile e anche pericolosa da rispondere correttamente, dato che il Presidente del Coniglio sta rimodernando il vocabolario della lingua italiana. Alla voce eroe troveremo d'ora in avanti Mangano, a quella di eversivo rosso, troverete Borsellino, che come si sa era della fiamma (che è appunto rossa).

A proposito di uomini con le palle. C'è chi ce l'ha, e chi le spara grosse come il Presidente del Coniglio, ormai sempre in fuga dal suo passato e dai processi (intentati dalle toghe rosse), che vorrebbe, non si sa perché, accorciare. Meno male che c'è anche chi le palle ce l'ha e non le spara, a vanvera, per i territori nazionali ed esteri.


«Io vi dico, sono emerse dalle nostre indagini, tutta una serie di rapporti fra esponenti politici e organizzazioni mafiose che, nella requisitoria del maxi-processo vennero chiamati "contiguità", cioè delle situazioni di vicinanza o comunanza di interessi, che però non rendevano automaticamente il politico responsabile del delitto di associazione mafiosa, perché non basta fare la stessa strada per essere una staffetta. Ma [...] perché in quel momento, almeno dal punto di vista strettamente giuridico, si trova conveniente a fare convergere la propria attenzione sullo stesso interesse. Questo non ci ha consentito dal punto di vista giudiziario di formulare imputazioni su politici. Però stiamo attenti. Vi è un accertamento rigoroso di carrattere giudiziario che si esterna nella sentenza, nel provvedimento del giudice, e poi successivamente nella condanna che non risolve tutta la realtà, la complessa realtà sociale. Vi sono, oltre ai giudizi del giudice, anche i giudizi politici, cioè le conseguenze che da certi fatti accertati trae o dovrebbe trarre il mondo politico. Esistono anche [...] disciplinari, un burocrate, un alto burocrate, che ad esempio nell'amministrazione nella quale ha commesso dei favoritismi, potrebbe non aver commesso automaticamente perchè manca qualche elemento del reato [...], ma potrebbe essere sottoposto a procedimento disciplinare perché non ha agito nell'interesse della buona amministrazione. Ora l'equivoco su cui spesso si gioca è questo: si dice quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto. E NO! questo discorso non va, perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire: beh! Ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest'uomo è mafioso. Però, siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato, quindi è un uomo onesto. Ma dimmi un poco, ma tu non ne conosci di gente che è disonesta, che non è stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c’è il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre soprattutto i partiti politici a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reati. »

(Paolo Borsellino, Contiguità mafia-politica Istituto Tecnico Professionale di Bassano del Grappa 26 gennaio 1989)