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La situazione politica in Italia è grave ma non è seria
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Rien ne va plus, les jeux sont faits
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domenica 28 febbraio 2010

Torino 26 febbraio 2010




Certamente Piero Ricca non è uno stilnovista, ma nel suo dire c'è dell'arte. "Fatti processare buffone! Rispetta la legge. Rispetta la Costituzione! Rispetta la democrazia. Farai la fine di Ceauşescu..." Fraseggio epico da incorniciare ed esporre pernanentemente al Louvre.

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Vox populi. Ghedini e il suo impedimento legittimo... un cazzo!




Cosa sarà mai legittimo, l'impedimento del premier o la voce del popolo, impedito nelle sue rivendicazioni dall'informazione di regime?... I nostri mafio-parla(ele)mentari credono ancora di poter trovare rifugio in leggi e leggine ad personam... Parlano di riforme per i Paese, di Patria... ma ...

            [...] Non vedete che tutta si scote,
             Dal Cenisio alla balza di Scilla?
             Non sentite che infida vacilla
             Sotto il peso de’ barbari piè?

             O stranieri! sui vostri stendardi
             Sta l’obbrobrio d’un giuro tradito;
             Un giudizio da voi proferito
             V’accompagna a l’iniqua tenzon [...]

Se dovessi definirli con una sola parola questi nostri governanti autocratici, sì, utilizzerei proprio la parola stranieri.

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Ma la VITA... quanto vale?

Immagini e testo sono stati prelevati dal sito "Italia Terra Nostra" del giornalista freelance Gianni Lannes

Ma la VITA... quanto vale?




Presentazione del libro di Gianni Lannes:   Nato: colpito e affondato

Le date:


Ferrara 06 Marzo 2010:
Presso: Sala di musica - via Boccaleone, 19 ore 21:00


Vigevano 05 Marzo 2010:
Presso Cooperativa "E. Portalupi" ore 21:00


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sabato 27 febbraio 2010

Popolo Viola di nuovo in piazza


27 febbraio 2010

Banche nel tunnel




Testo:

Fallite più di 150 banche statunitensi

Un saluto a tutti i lettori del blog, ben ritrovati, questa settimana tenterò di dare una risposta o su quello che è uno dei principali interrogativi non solo del risparmiatore, dell’investitore a livello planetario, ovvero: "Per le banche il peggio è passato? È veramente passato?"
Direi di tornare indietro, per rispondere a questo quesito, di 18 mesi fa, alla detonazione finanziaria della Lehman Brothers, ottobre 2008, con le sue conseguenti vicissitudini, l’effetto domino sui mercati azionari e la fase di stress finanziario che hanno vissuto i grandi gruppi bancari.
Dalla Lehman Brothers a oggi sono fallite più di 150 banche statunitensi che hanno una peculiarità, è forse per questo motivo che non ne avete sentito parlare, sono banche che hanno una vocazione territoriale, sono le cosiddette "Community Bank", banche che per Statuto raccolgono denaro nel territorio e a sua volta lo riversano attraverso l’attività di prestito, quindi per alcuni aspetti ricordano le nostre Casse rurali, Casse di risparmio e Banche popolari.
Quello che è particolarmente inquietante è che all’interno di questa finestra temporale non si sono trovati in difficoltà i grandi gruppi bancari, ma piccole realtà. Due anni fa, il piccolo sembrava essere più forte, in grado di resistere alla tempesta finanziaria, mentre il grande si trovava con onde e mare in tempesta. Se non fossero intervenute quasi ovunque le autorità istituzionali, dalle banche centrali ai governi, a supportare il bilancio dei grandi istituti di credito, difficilmente oggi ci ritroveremmo ancora con grandi banche conosciute ancora in grado di operare.

400 piccole banche falliscono e le grandi restano influenti

Le Community Bank lanciano un segnale. Tim Geithner il ministro del Tesoro statunitense ha avvertito che, oltre a questi 150 fallimenti, ne esistono altri 400 potenziali. Non è detto che falliscano, però la disamina che dobbiamo fare in questo momento è: perché stanno fallendo e sono fallite le piccole banche, mentre le grandi mantengono il loro peso

e la loro capacità di essere influenti sul mercato, perché negli Stati Uniti la contrazione in termini di capacità occupazionale che ha avuto il Paese, è stata considerevole, si stima che la disoccupazione media negli Stati Uniti viaggi a oltre il 12%, alcuni Stati arrivano anche al 15%, le aree metropolitane oltre il 20%.
Quindi le banche di piccole dimensioni che hanno prestato e erogato denaro sottoforma di prestiti nelle aree di pertinenza, adesso si trovano in difficoltà nel riportare a casa i prestiti concessi perché si sta assistendo prima una polverizzazione di attività imprenditoriali e poi successivamente a una proliferazione di disoccupazione e quindi potete capire benissimo come nel giro di poco tempo, si stimano 6/9 mesi, la capacità di essere solvibili improvvisamente viene meno.

I mutui dei benestanti

Vi è poi un altro tipo di rischio sui mercati finanziari, vale a dire i mutui IOARM, che è un acronimo che sta per "Interest Only Adjustable Rate Mortgage", sostanzialmente sono mutui erogati a soggetti particolarmente benestanti, quindi nulla a che fare con i mutui trasformati in investimento, messi sul mercato e questo ha consentito per la banca che li aveva emessi, di liberarsi del rischio perché veniva spalmato sul mercato.
I mutui IOARM invece rimangono tutt’oggi nella pancia degli istituti di credito perché le banche non li hanno cartolarizzati essendo mutui concessi a benestanti. Questi mutui prevedono la restituzione del capitale discrezionalmente, cosa significa? Che la rata che viene pagata è composta solo di quote interessi e il mutuatario ha la libertà nei 15/20/30 anni che saranno la lunghezza della durata del mutuo, di decidere quando fare degli abbattimenti di capitale.
Con quello che è accaduto, quindi il crollo occupazionale, si sono frantumati posti di lavoro anche a livello impiegatizio particolarmente elevati e questo ha comportato l’incapacità di rimborsare i prestiti concessi. Improvvisamente si sono trovati con delle forme di mutuo che sono nei bilanci delle banche e destinati a esplodere nei prossimi 18/20 mesi.

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Enel: la centrale assassina di Cerano

Immagini, video e testo sono stati prelevati dal sito "Italia Terra Nostra" del giornalista freelance Gianni Lannes

Enel: la centrale assassina di Cerano

A Cerano in provincia di Brindisi, in riva al Mare Adriatico sorge la centrale termoelettrica più grande d’Europa. Le emissioni di anidride carbonica ammontano ad oltre un terzo del totale delle emissioni nazionali.Le emissioni di Cerano superano persino quelle degli interi Stati Uniti d’America.


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venerdì 26 febbraio 2010

Mills prescritto e i bugiardi che assolvono B. (Daniele Martinelli)



Prescritti, ma non innocenti



A quanto pare Verdini, Cicchitto, Capezzone, Gasparri, esultano per la prescrizione del corrotto David Mills e di conseguenza anche per la prossima prescrizione del corruttore Silvio Berlusconi. Cosa avranno da esultare, si chiede Massimo Donadi e tanti altri... È ovvio che la maggior parte degli italiani sa che Mills non è innocente così come non lo è Berlusconi. Ma la farsa del festeggiamento di una vittoria che non esiste serve ad abbindolare quella parte degli italiani (forse il 20-25%) che di politica non si interessano. Potranno così far credere loro la balla della magistratura che perseguita con ferocia da anni la sua vittima prediletta: Silvio d'Arcore, Santo e Martire.

Ricorda un po' la vittoria di Antonio dopo la battaglia di Azio... le navi della regina Cleopatra dirette verso il porto di Alessandria, addobate ad arte, issanti bandiere e stendardi multicolori ... Festeggiavano quella che in effetti era una disastrosa sconfitta.

Non c'è nulla da esultare. Prescritti non significa affatto innocenti, ovvero, non significa che la bella coppia Mills-Berlusconi non siano l'uno corrotto e l'altro corruttore, in questo processo specifico. Anche altre volte i processi a carico di Silvio Berlusconi sono stati sciolti per avvenuta prescrizione, ma non per il fatto che lui non abbia commesso il fatto. In effetti, l'esultanza di Verdini, Cicchitto, Capezzone, Gasparri, & co, non è altro che l'ennesimo festino imbandito per onorare la loro Signora (Domina) prediletta a cui sono proni e legati a filo doppio per devozione e sudditanza: la Corruzione.

DI TUTTO DI PIU'...

I tiggiunisti fanno veramente vomitare in quanto a deontologia professionale. Ma ci fanno o ci sono? Secondo il vocabolario della lingua italiota con il termine prescrizione s'intende l'"... estinzione di un reato o di una pena per il trascorrere di un determinato periodo di tempo". L'assoluzione invece "... esclude la responsabilità dell’accusato relativamente alle imputazioni mossegli". Sono due cose diverse. Orbene, Mills non è stato assolto, poiché è responsabile dei reati contestatigli, idioti! Il suo processo si è semplicemente estinto per sopravvenuta prescrizione. Un reato prescritto non è un reato non commesso, ma, nel caso specifico di Mills-Berlusconi, è un reato commesso ma non punito o punibile per la causa di cui sopra. E mo' guardatevi sta tele-stronzata di cui sotto...


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Strage del “Francesco Padre”: Sos dalla magistratura a Gianni Lannes

Immagini e testo sono stati prelevati dal sito "Italia Terra Nostra" del giornalista freelance Gianni Lannes

Strage del “Francesco Padre”: Sos dalla magistratura a Gianni Lannes

La Procura della Repubblica di Trani per la strage del motopeschereccio "Francesco Padre" ha chiesto aiuto al giornalista investigativo Gianni Lannes. Il fine potrebbe essere quello di inchiodare sul banco degli imputati gli assassini della Nato e la catena di complici a livello istituzionale, governativo, militare (Stato Maggiore Marina e Difesa) - anche in Italia - che per 16 anni ha insabbiato il caso.

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La prova delle menzogne

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...


David Mills e' prescritto e colpevole. C'e' un corrotto, e quindi anche un corruttore. Questa situazione non aggiunge nulla, o quasi nulla, alla dignita' mai avuta ne dimostrata da un uomo che occupa la Presidenza del Consiglio e che, nella sua carriera politica ed imprenditoriale, ha compiuto questa e ben altre vergognose gesta.

Riporto l'editoriale di Repubblica di oggi di Giuseppe D'Avanzo, che riassume in maniera esaustiva la vicenda ed il significato della condanna all'avvocato inglese David Mills.

Testo dell'editoriale

David Mills è stato corrotto. È quel che conta anche se la manipolazione delle norme sulla prescrizione, che Berlusconi si è affatturato a partita in corso, lo salva dalla condanna e lo obbliga soltanto a risarcire il danno per il pregiudizio arrecato all'immagine dello Stato. Questa è la sentenza delle Sezioni unite della Cassazione. Per comprenderla bisogna sapere che la corruzione è un reato "a concorso necessario": se Mills è corrotto, il presidente del Consiglio è il corruttore.

Per apprezzare la decisione, si deve ricordare che cosa ha detto, nel corso del tempo, Silvio Berlusconi di David Mills e di All Iberian, l'arcipelago di società off-shore creato dall'avvocato inglese. "Ho dichiarato pubblicamente, nella mia qualità di leader politico responsabile quindi di fronte agli elettori, che di questa All Iberian non conosco neppure l'esistenza. Sfido chiunque a dimostrare il contrario" (Ansa, 23 novembre 1999). "Non conosco David Mills, lo giuro sui miei cinque figli. Se fosse vero, mi ritirerei dalla vita politica, lascerei l'Italia" (Ansa, 20 giugno 2008). Bisogna cominciare dalle parole - e dagli impegni pubblici - del capo del governo per intendere il significato della sentenza della Cassazione.

Perché l'interesse pubblico della decisione non è soltanto nella forma giuridica che qualifica gli atti, ma nei fatti che convalida; nella responsabilità che svela; nell'obbligo che oggi incombe sul presidente del Consiglio, se fosse un uomo che tiene fede alle sue promesse.

Dunque, Berlusconi ha conosciuto Mills e, come il processo ha dimostrato e la Cassazione ha confermato (il fatto sussiste e il reato c'è stato), All Iberian è stata sempre nella sua disponibilità. Sono i due punti fermi e fattuali della sentenza (altro è l'aspetto formale, come si è detto). Da oggi, quindi, il capitolo più importante della storia del presidente del consiglio lo si può raccontare così. Con il coinvolgimento "diretto e personale" del Cavaliere, David Mills dà vita alle "64 società estere offshore del group B very discreet della Fininvest". Le gestisce per conto e nell'interesse di Berlusconi e, in due occasioni (processi a Craxi e alle "fiamme gialle" corrotte), Mills mente in aula per tener lontano il Cavaliere da quella galassia di cui l'avvocato inglese si attribuisce la paternità ricevendone in cambio "somme di denaro, estranee alle sue parcelle professionali" che lo ricompensano della testimonianza truccata.

Questa conclusione rivela fatti decisivi: chi è Berlusconi; quali sono i suoi metodi; che cosa è stato nascosto dalla testimonianza alterata dell'avvocato inglese. Si comprende definitivamente come è nato, e con quali pratiche, l'impero del Biscione; con quali menzogne Berlusconi ha avvelenato il Paese.

Torniamo agli eventi che oggi la Cassazione autentica. Le società offshore che per brevità chiamiamo All Iberian sono state uno strumento voluto e adoperato dal Cavaliere, il canale oscuro del suo successo e della sua avventura imprenditoriale. Anche qui bisogna rianimare qualche ricordo. Lungo i sentieri del "group B very discreet della Fininvest" transitano quasi mille miliardi di lire di fondi neri; i 21 miliardi che ricompensano Bettino Craxi per l'approvazione della legge Mammì; i 91 miliardi (trasformati in Cct) destinati non si sa a chi mentre, in parlamento, è in discussione la legge Mammì. In quelle società è occultata la proprietà abusiva di Tele+ (viola le norme antitrust italiane, per nasconderla furono corrotte le "fiamme gialle"); il controllo illegale dell'86 per cento di Telecinco (in disprezzo delle leggi spagnole); l'acquisto fittizio di azioni per conto del tycoon Leo Kirch contrario alle leggi antitrust tedesche. Da quelle società si muovono le risorse destinate poi da Cesare Previti alla corruzione dei giudici di Roma (assicurano al Cavaliere il controllo della Mondadori); gli acquisti di pacchetti azionari che, in violazione delle regole di mercato, favoriscono le scalate a Standa e Rinascente. Dunque, l'atto conclusivo del processo Mills documenta che, al fondo della fortuna del premier, ci sono evasione fiscale e bilanci taroccati, c'è la corruzione della politica, delle burocrazie della sicurezza, di giudici e testimoni; la manipolazione delle leggi che regolano il mercato e il risparmio in Italia e in Europa.

La sentenza conferma non solo che Berlusconi è stato il corruttore di Mills, ma che la sua imprenditorialità, l'efficienza, la mitologia dell'homo faber, l'intero corpo mistico dell'ideologia berlusconiana ha il suo fondamento nel malaffare, nell'illegalità, nel pozzo nero della corruzione della Prima Repubblica, di cui egli è il figlio più longevo.

E' la connessione con il peggiore passato della nostra storia recente che, durante gli interminabili dibattimenti del processo Mills, il capo del governo deve recidere. La radice del suo magnificato talento non può allungarsi in quel fondo fangoso perché, nell'ideologia del premier, è il suo trionfo personale che gli assegna il diritto di governare il Paese. Le sue ricchezze sono la garanzia del patto con gli elettori e dell'infallibilità della sua politica; il canone ineliminabile della "società dell'incanto" che lo beatifica. Per scavare un solco tra sé e il suo passato e farsi alfiere credibile e antipolitico del nuovo, deve allontanare da sé l'ombra di quell'avvocato inglese, il peso di All Iberian. È la scommessa che Berlusconi decide di giocare in pubblico. Così intreccia in un unico nodo il suo futuro di leader politico, responsabile di fronte agli elettori, e il suo passato di imprenditore di successo. Se quel passato risulta opaco perché legato a All Iberian, di cui non conosce l'esistenza, o di David Mills, che non ha mai incontrato, egli è disposto a lasciare la politica e addirittura il Paese. Oggi dovrebbe farlo davvero perché la decisione della Cassazione conferma che ha corrotto Mills (lo conosceva) per nascondere il dominio diretto su quella macchina d'illegalità e abusi che è stata All Iberian (la governava). Il capo del governo non lo farà, naturalmente, aggrappandosi come un naufrago al legno della prescrizione che egli stesso si è approvato. Non lascerà l'Italia, ma l'affliggerà con nuove leggi ad personam (processo breve, legittimo impedimento), utili forse a metterlo al sicuro da una sentenza, ma non dal giudizio degli italiani che da oggi potranno giudicarlo corruttore, bugiardo, spergiuro anche quando fa voto della "testa dei suoi figli".

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...


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Nunzio vobis maestitiam magnam: hanno prescritto n'antra vorta er Papi



"Non sembra essere in dubbio che il reato corruttivo è avvenuto con la comunicazione da parte di emissari di Bernasconi nei confronti di Mills della disponibilità della somma" (Gianfranco Ciani, sostituto procuratore generale) 1.


Accidenti a li quattrini! Se non ci'hai sordi finisci 'n galera solo per ave' rubbato na gallina.

Prescritto non vuol dire innocente. La colpevolezza resta.
"La prescrizione non è un'assoluzione, ma un proscioglimento tecnico per motivi solamente procedurali: l'avvocato inglese David Mills, dunque, è colpevole di essersi fatto corrompere con 600 mila dollari per favorire l'imputato Berlusconi in due processi (tangenti alla Guardia di Finanza; fondi neri Fininvest - All Iberian), ma non può più essere punito, perché ha incassato la tangente più di dieci anni fa. Della condanna di primo grado, che era stata confermata anche in appello, resta valido solo il risarcimento civilistico del danno morale (che non cade in prescrizione): Mills dovrà versare 250 mila euro allo Stato italiano, che per legge, paradossalmente, è rappresentato nel processo dalla presidenza del consiglio dei ministri". (Paolo Biondani su L'Espresso2)

RIDONO DI NOI...

EL PAÍS

La Cassazione dichiara prescritto il 'caso Mills'

Articolo originale "El Supremo italiano declara prescrito el 'caso Mills'" di Miguel Mora, Roma, 26/02/2010 (tradotto da Carlo Giordano)

La corte suprema italiana ha annullata ieri la condanna per corruzione in atti giudiziari dell'avvocato David Mills per avvenuta prescrizione del reato. L'avvocato britannico era stato considerato colpevole nelle due prime istanze giudiziarie e condannato a quattro anni e mezzo di carcere per avere incassato 600.000 dollari (450.000 euro) da Silvio Berlusconi per favoreggiamneto in due processi celebrati negli anni novanta.

Secondo la Corte Suprema, Mills commise il reato, vale a dire, mentì nelle sue dichiarazioni riscuotendo successivamente per questo una bustarella di Berlusconi, ma il reato di corruzione in atti giudiziari si consumò l'11 novembre del 1999 e non nel febbraio del 2000, come sostenuto nelle precedenti sentenze, per cui essendo trascorsi ormai 10 anni, la legge, per tale lasso di tempo, considera estinto il reato.

Per la corte, la data esatta dell'avvenuta corruzione si produsse nel momento in cui gli emissari di Carlo Bernasconi (dirigente di Fininvest, ormai deceduto) comunicarono a Mills di avergli depositato in un fondo i 600.000 dollari in azioni, e non quando l'avvocato dispose finalmente del denaro sul suo conto personale.

La salomonica sentenza sottintende una vittoria di Pirro sia per l'avvocato che per il primo ministro, poiché si considera comunque provato che costui corruppe Mills, creatore dell'intelaiatura di compagnie off shore della Fininvest.

Conseguenze per Berlusconi

Il processo aperto contro Berlusconi sortirà adesso probabilmente senza nessun effetto. La causa contro il primo ministro, per lo stesso reato imputato a Mills, fu separata da questa dopo l'approvazione, l'anno scorso, della legge sull'immunità che impediva di processare le alte cariche dello stato e che alla fine venne dichiarata incostituzionale.

Sebbene il processo a Berlusconi fosse stato sospeso nel corso di un anno, la prescrizione arriverebbe tuttavia nel novembre prossimo venturo, secondo la tesi della Corte Suprema, il che lascia soltanto alcuni mesi prima che si arrivi a una sentenza definitiva. Berlusconi si libererà così, come in altre occasioni in passato, dalla possibilità di esser condannato grazie alla prescrizione.

Durante l'udienza, il procuratore generale della Corte Suprema, Gianfranco Ciani, sottolineò l'assenza di motivazioni atti ad assolvere Mills dal reato contestato in base al "contenuto" dei fatti provati. Per questo, ironicamente, la Corte Suprema lo condanna a indennizzare con 250.000 euro il Governo "per avere pregiudicato l'immagine della giustizia italiana".

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giovedì 25 febbraio 2010

Carnevale Düsseldorf: Berlusconi chieda scusa

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'Italia dei Valori http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/... - articolo di Niccolò Rinaldi


Nella celebre cittadina della Germania del nord della Renania, Dusseldorf, lo scorso 15 febbraio, come in ogni lunedì grasso, fastosi e colorati carri di carnevale hanno sfilato tra le vie della cittadina tedesca. La notizia sembrerebbe irrilevante per chi non sapesse che proprio quest'anno uno dei carri fra i più irriverenti è stato così ispirato dalle vicende italiane da scegliere di rappresentare un enorme pupazzo in guisa di mafioso che sodomizza un Berlusconi cornuto, accanto alla scritta "matrimonio omosessuale all'italiana".

Quello che lascia più allibiti in questa vicenda non e' l'offesa a tutti gli italiani ma che nessuna autorità italiana abbia reagito a quel carro di carnevale sfilato a Düsseldorf. Nessuno.

Questo carro è un atto di volgarità verso tutti gli italiani e soprattutto verso coloro che sulla mafia hanno poca voglia di scherzare.

L'immagine del nostro Presidente del Consiglio in quella posizione probabilmente farà anche ridere qualcuno oltralpe ma è l'emblema di come siano considerati all'estero gli italiani. Chi abbia provato almeno una volta cosa vuol dire uscire dai confini nazionali, conosce bene quanto possa essere faticoso lottare contro i pregiudizi, contro quell'etichetta di "Mafioso" che spesso con superficialità viene cucita addosso agli italiani.

La mafia è  oggetto di lutto, di dolore, di sopraffazione come ben sanno ormai anche in Germania, al di là dei confini nazionali. La mafia può e deve anche essere derisa entro i limiti non solo del buon gusto ma di una sensibilità civica.

Nessuno si è mai permesso di scherzare sull'Eta, o sul conflitto nord irlandese. Ma su una piaga italiana questa volta l'irridere e' poi un modo di irridere lo stato italiano, visto i sospetti di connivenza tra Parlamento e mafia.

Ci può amareggiare che l'Europa ancora indugi in questi stereotipi ma ci indigna ancora di più il silenzio del Presidente del Consiglio che tace su un'immagine che fa il giro d'Europa e sulla quale anche i media italiani tacciono.È qualcosa di più di una coda di paglia, è la constatazione di quanto sia radicata nel resto d'Europa una certa idea di Berlusconi (considerato "mafioso" dai tedeschi, "il buffone" per la copertina de L'Express ) travolto da ogni genere di scandali finanziari, sessuali, giudiziari, o anche solo autore di ridicole battute, corna e altre gaffe pubbliche.

Di cosa ci lamentiamo, allora?

Lo sappiamo bene noi che rappresentiamo l'Italia all'estero, in un compito che è  sempre più difficile, e dove ogni sconfitta politica e diplomatica è legata a doppio filo a questa assenza di credibilità che sfocia perfino nei carnevali popolari.

Così, prima ancora che gli autori del carro allegorico di Düsseldorf, è il capo del governo che dovrebbe scusarsi con gli italiani per le condizioni nelle quali mette il paese.

Un atteggiamento contraddittorio, quello del governo di centrodestra, che accusa di “anti-italianità” coloro che osano criticare il premier, mentre non fa nulla per difendere l'immagine dell'Italia e non si preoccupa di come questa venga descritta sulla stampa straniera.

I veri anti italiani sono quelli che non si dissociano dall’immagine che Silvio Berlusconi e la sua biografia offrono del Paese, e che l'opinione internazionale vede come un’anomalia del sistema Europa.

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'Italia dei Valori http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/... - articolo di Niccolò Rinaldi

mercoledì 24 febbraio 2010

Male non fare, paura intercettazioni non avere



Nunzio vobis gaudium magnum: habemus Papis: Silvio I

"... Tutte le cose che noi diciamo al telefono, riservatamente ['ccetto la qualungue] con un'altra persona, appaiono sui giornali, e portino delle secchiate di fango, che poi alla fine si risolveranno in molti casi solo in secchiate di fango, perché non ci sono reati emersi con certezza ..." (Dall'Evangelio secondo Berlusca)


Berlusca, sempre fuor di luogo, dice che la "sinistra" (ovvero chi non la pensa come lui) vuole l'immigrazione per prendere voti. Altra perla del pirla: le intercettazioni servono solo a buttare fango su di lui e sulla sua congrega. Semmai le intercettazioni il fango dovrebbero toglierlo, dato che fango e merda vengono a galla proprio intercettando. Caro Silvio, si è capito benissimo che le intercettazioni riguardano il privato... Non si è mai visto un corrotto (e lei ne sa qualcosa) un delinquente, un uomo o una donna di malaffare fare le loro sporche cose in pubblico, alla luce del sole... Le intercettazioni servono a questo: a rendere chiaro ciò che viene tramato nell'ombra. Io, non avendo nulla da nascondere, dico: intercettatemi.
Chi governa deve rendere conto agli elettori della sua condotta (im)morale. Invece, a quanto pare, il cittadino più uguale degli altri, tra una legge di qua e una leggina di là, sembra voglia costruirsi una corazza per porsi al di là del bene e del male, al di là della morale. Sarà un'altra sporca legge ad personam, anzi, ad personas visto che ce ne sono parecchi. Troppi. Il pluri-sfacciato d'Arcore, condannato prescritto, con un processo in corso in cui lo si vede imputato per corruzione, capo del governo, parla di proteggere la privacy dalle intercettazioni. Strano! Come mai il Vanna è contrario alle intercettazioni?... Mi meraviglio!... Una persona così integerrima, così pulita, così impeccabile, così buona, così amorevole, così soccorevole!... Povero cocco, gli vogliono fare sempre la bua quei zozzoni giustizialisti, quegli spioni sempre attenti ad origliare sul privato altrui!
Ma silvio, imperterrito, con animo nobile, e soprattutto mobile, dato che lavora 20 ore al giorno, ispirato dallo Spirito Satano, continua spedito, sorridisdicevole, verso la sua meta beati-fica-nte. Ama (le belle donne) e perdona coloro che sono compromessi con il crimine. Pensate un po', aveva in casa un mafioso (più d'uno, se si considerano le riunioni di famiglia) al solo scopo di fornigli un'altra chance, magari un alibi da stalliere, ben remunerato. Il suo solo santo, disinteressato intento era quello di redimer lo peccatore dallo inferno che gli s'appressava. Purtroppo le inter(i)cettazioni lo colsero proprio sul più bello, e la sua privacy redentrice andò in fumo per sempre.

Lombardia: da fiore all'occhiello a vespasiano d'Italia

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...


Nel Milanese si sospetta che vi sia una correlazione tra inquinamento e leucemie infantili con tasso superiore alla media. Su circa 70 Comuni riunitisi nella sede della Provincia di Milano, in rappresentanza dei 134 dell'hinterland milanese che hanno aderito al blocco del traffico per domenica 28 febbraio, solo due, Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo, sono pronti all'iniziativa.

Contemporaneamente, nel Lambro, sono stati versati almeno 600mila metri cubi di sostanza inquinante, fuoriuscita dai depositi della ex-raffineria Lombarda Petroli di Villasanta, che ha raso al suolo e compromesso, a tempo indeterminato, l’intero ecosistema circostante confluendo nel Po.

Sul fronte politico ci sono stati arresti per mazzette e per infiltrazioni della ‘Ndrangheta. La Lombardia, considerata il motore dell’economia italiana con la produzione di un quarto del Pil nazionale e fiore all’occhiello dell’Europa, si sta trasformando nel vespasiano d’Italia.

Questa situazione non è più tollerabile.

I politici del centrodestra sono i principali responsabili di questo catastrofico risultato poiché governano da oltre vent’anni consecutivi la Regione e il capoluogo. Per quanto alzino la voce a fini propagandistici per dire “basta” a quanto è successo, per quanto improvvisino banchetti leghisti per raccogliere firme di petizioni fasulle, per quanto Formigoni si faccia filmare mentre pedala per cento metri nel tentativo di farsi eleggere per la quarta volta consecutiva Presidente della Regione, ad oggi, Pdl e Lega sono gli unici responsabili del decadentismo lombardo.

Il consenso elettorale non dà ai politici alcuna autorità per poter decidere sulla salute dei cittadini. Qualsiasi siano le ragioni della non adesione di 132 Comuni al fermo del traffico domenicale, il boicottaggio dell’iniziativa è intollerabile.

Mi sarei aspettato da parte di chi governa un atto di responsabilità a tutela dei cittadini e del bene comune che trascendesse, dunque, dai conflitti dichiarati tra amministrazioni comunali e provinciali giocati, purtroppo, sulla pelle dei milanesi.

La misura del fermo automobilistico potrà anche essere insufficiente ma, proprio per questo, mi sarei aspettato una richiesta di estensione del blocco auto anche per i giorni feriali e non un rigetto di una proposta che, seppur limitata, rappresenta comunque un punto di partenza.

I cittadini, le associazioni, le famiglie e gli imprenditori devono essere disposti a cambiamenti radicali poiché radicali saranno gli effetti del degrado che stanno già pagando loro e i loro figli.

Di una cosa sono certo: qualora Formigoni vincesse anche questa volta le elezioni regionali non cambierebbe nulla, la Lombardia rimarrebbe sì motore d’Italia, ma inquinato e malato.

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martedì 23 febbraio 2010

Il pelo nell'uovo di Bertolaso




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Il Gioco dell'Oca

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Il balletto pre-elettorale è penoso e appare una macabra danza della morte sul cadavere della politica. Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha una concezione dell’amministrazione pubblica e della politica simile a quella del Gioco dell’Oca, dove “se cadi nel pollaio, salti il turno”.
Infatti sostiene che chi è condannato in terzo grado per reati contro la pubblica amministrazione non debba essere candidato “per 5 anni”: è cerchiobottismo elettorale.
Alfano, come diretto dipendente del Premier, sa benissimo che se la proposta di Fini passasse, il Pdl si fermerebbe subito.
Fini sa altrettanto bene che il sistema clientelare fittissimo su cui viaggia il partito, di cui è co-fondatore, non si basa su valori ideologici ed etici ma esclusivamente sul voto di scambio e su una rete clientelare che ha radici tanto nella criminalità organizzata quanto nel sistema economico, finanziario e lobbistico italiano. Se questa rete venisse messa in discussione, il consenso di Berlusconi crollerebbe verticalmente. Per capirci: senza i Cosentino, i Fitto, i Dell’Utri, i Miccichè, Forza Italia, oggi Pdl, non esisterebbe nemmeno. E’ per questo motivo che io preferisco il giudice Nicastro, al suo indagato, Fitto. E’ per questo che Fitto non potrebbe stare un sol giorno nell’Italia dei Valori, mentre Berlusconi ne ha bisogno per supportare Palese.

La politica non è un gioco, né una professione in sé. Ci sono milioni di persone oneste in Italia che sono da preferirsi a qualsiasi condannato, a qualsiasi rinviato a giudizio e perfino a molti degli intercettati, non ancora rinviati a giudizio, ma semplicemente perché hanno tenuto comportamenti inadatti a gestire e collaborare con l’amministrazione pubblica e lo Stato.

La politica non è una professione da sposare per trent’anni né un parcheggio per amici dentisti e avvocati personali. Il politico ideale è una figura che nasce dalla società civile prestata allo Stato per un tempo limitato e non a vita.
Questo concetto di politica ha due vantaggi fondamentali: il primo consente un più facile ricambio generazionale nel Paese, governato oggi dai capelli bianchi; il secondo impedisce che il tempo possa favorire il consolidarsi di una rete di connivenze che, oltre a distogliere illegalmente risorse pubbliche alla comunità, soffochi il tessuto imprenditoriale locale e nazionale.

Montezemolo e Marcegaglia hanno parlato della corruzione prendendone le distanze e ignorando che è il sistema di cui sono alla guida che presenta questa malattia. Una parte della platea di Confindustria, che non ha aperto bocca quando si trattava di approvare lo scudo fiscale di Tremonti, che ha applaudito l’attacco di Berlusconi ai giudici, è oggi corresponsabile del degrado del rapporto tra politica e tessuto economico del Paese.

Da loro avremmo voluto sentire parlare di giustizia e di competitività del sistema, di fuga degli investimenti esteri e di multinazionali dal Paese, di corruzione e di strozzinaggio politico più spesso e prima che il problema emergesse in tutta la sua dimensione.

L’Italia dei Valori ha presentato, già all’inizio di questa legislatura, un disegno di legge nel quale si stabilisce che coloro che sono stati condannati non possono essere candidati, le persone rinviate a giudizio non possono ricoprire incarichi di governo e gli imprenditori che hanno commesso reati contro la pubblica amministrazione non possono più partecipare a gare pubbliche. Regole-base che noi abbiamo adottato per le liste dell’IdV. Ben venga se ora qualcuno è disposto ad approfondire e prendere provvedimenti reali per risolvere alla radice la questione, anche se, per ora, chi è parte del problema continua a definire “giustizialista” questa visione di una politica pulita.

PS: solidarietà all'avvocato ed ex-parlamentare An Enzo Fragalà rimasto ferito gravemente i seguito ad una vile aggressione messa a sgno questa sera da uno sconosciuto nei pressi del suo studio legale al centro di Palermo.

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Cooperativa Portalupi: Presentazione dell libro di Gianni Lannes

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lunedì 22 febbraio 2010

Il giornalista Lannes e il ministro Prestigiacomo a confronto

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Articolo pubblicato da Gianni Lannes il 18 febbraio 2010

Il giornale ITALIA TERRA NOSTRA invita il ministro per l’ambiente e la tutela del mare ad un confronto pubblico in sede televisiva sul seguente tema di notevole interesse pubblico: NAVI DEI VELENI: SEGRETI DI STATI E MULTINAZIONALI. Il ministro Stefania Prestigiacomo avrà a disposizione trenta giorni di tempo a partire da oggi – come prescrive la legge – per accettare il confronto dialettico prove alla mano. Il ministro godrà della facoltà di avvalersi di esperti, studiosi, scienziati, militari, addetti ai lavori (a lei favorevoli); potrà anche optare per una rete tv di suo gradimento, anche di proprietà e/o controllata da patron Berlusconi. Il giornalista Gianni Lannes sarà invece in studio da solo e fornirà soltanto prove materiali sui misfatti perpetrati in un
trentennio dalle autorità e dai poteri forti. Un contraddittorio pubblico non si rifiuta mai: così vedremo chi mente agli italiani e al mondo intero. Stop alle menzogne di Stato. È in gioco la vita di milioni di persone. Se il ministro Prestigiacomo optasse per la latitanza, allora sarà chiaro a tutti il messaggio. (p.s. l’invito è stato recapitato oggi stesso a Salvatore Bianca, addetto stampa nonché portavoce del ministro, alla segreteria del ministro e perfino all’ufficio stampa).


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Tangentopoli 2 sparirà dopo il 29 marzo

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Il Paese frana, economicamente, moralmente, nel vero senso della parola.
Da Messina al Comune di San Fratello, da Torre Annunziata a Rogliano, a Maierato che ha vissuto scene di esodo come se la cittadina fosse sotto bombardamento in tempi di guerra. Sicilia, Calabria, Campania, terre martoriate dalla criminalità su cui confluiscono milioni e milioni di euro di cui la popolazione assaggia solo le briciole, il resto se lo divorano opere appaltate ad amici di politici ed amici di amici di politici.
Le commesse nell’edilizia portano nomi altisonanti come “grandi opere” o “interventi di emergenza”.
Le grandi opere sono la quarantennale Salerno-Reggio-Calabria o il Ponte di Messina, a breve ci sarà qualche reattore nucleare. Mentre le emergenze hanno i nomi più disparati: dai terremoti agli sport village con massaggi.

Bertolaso è ancora lì dov’era, Verdini idem, Letta è di nuovo scomparso dai riflettori, qualcuno lo avrà rassicurato. Degli altri, gli imprenditori canaglia che hanno “orditoalle spalle dei bamboccioni, sentiremo parlare per un po’, poi tutto tornerà come prima.
Sappiamo che gli appalti e gli scandali di questi giorni sono in larga parte legali, con tanto di carte firmate, bandi e consulenze d’oro perfettamente e burocraticamente in ordine.

Tangentopoli 2 è la legalizzazione della mazzetta. I partiti sono fuori dal giro, i soldi finiscono direttamente nei conti privati di chi ruba e non nei loro. Chi ruba utilizza quei soldi per mantenere il potere, ma è un potere individuale, legato alla persona e non è patrimonio del partito. Questo è il motivo per cui nessuno lascia dopo essere stato scoperto e tutti fanno quadrato intorno a lui, perché se lasciasse si creerebbe un vuoto di potere da colmare ex-novo.
Un sistema il cui antesignano fu Craxi, ma che oggi trova una miriade di seguaci tra tutti coloro che continuo a definire più comunemente “ladri”.

Manca ancora un tassello affinché i rigurgiti di Tangentopoli 2 non tornino più a galla: le intercettazioni. E’ grazie alle intercettazioni che la banda Bassotti targata Pdl, ma anche gli affaristi locali di altri partiti stanno venendo a galla come cadaveri in decomposizione nell’immenso mare della corruzione del sistema Italia. Berlusconi riempie le menti inebetite dei teledipendenti con gli spot elettorali di liste pulite, occultando gli scheletri dei condannati in Parlamento e sul territorio. Contemporaneamente Alfano frena la discussione in Parlamento del bavaglio alla magistratura con la grave limitazione delle intercettazioni fino a dopo le regionali altrimenti la cura d’ipnosi dei cittadini, messa in piedi per la campagna elettorale che punta incredibilmente sulla legalità (ho il voltastomaco solo a pensarlo), potrebbe anche non funzionare.
Il cerchio si sta per chiudere e si chiuderà presto: dopo il 29 marzo. Tangentopoli 2 è il nome che io ho dato al nuovo sistema di corruzione ma il governo la chiamerà: “normale funzionamento dello Stato”, la fine delle intercettazioni renderà sorda la giustizia e ciechi gli italiani.

A questo punto gli onesti imprenditori potranno pure far valige ed emigrare da un Paese dove i cittadini si divideranno tra contribuenti-affamati ed evasori-milionari, i primi saranno la maggior parte, i secondi i soliti noti.
I primi non arriveranno mai alla fine del mese, i secondi si faranno fotografare sempre con belle ragazze in topless su un cabinato di16 metri. I primi finiranno in galera se evadono, i secondi dichiareranno di aver portato i soldi in Svizzera in attesa di un nuovo scudo fiscale. I primi si accontenteranno di vivere nel cemento, ascoltando Minzolini, i secondi compreranno ville dove l’aria è pulita. I primi non sapranno dove crescere i loro figli, i secondi gli riserveranno il meglio della vita, all’estero si intende.

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Telefascismo




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Testo:

Buongiorno a tutti, la tentazione sarebbe quella di parlare delle liste pulite, perché avete visto che Berlusconi ha scoperto le liste pulite e ha detto “adesso ve lo faccio vedere io”. Fino a qualche mese fa parlare di liste pulite, di non candidare condannati, rinviati a giudizio per reati contro la pubblica amministrazione o reati gravi era considerato giustizialismo. Tutti i giornali, anche indipendenti scrivevano "ma no, non si possono fare leggi che consegnano ai pubblici Ministeri o ai G.I.P. la selezione delle classi politiche" dopodiché l’ha detto Berlusconi, quindi tutti a complimentarsi, a dirci: "ci voleva un giusto segnale, ci mancherebbe". Dipende da chi le dice le cose in Italia, è interessante che abbiamo cominciato a dirle noi, poi, prima che gli arrestassero tutta la banda, è arrivato anche Berlusconi e il PD non è ancora arrivato, questa è la cosa interessante.

Le liste pulite di Berlusconi
Per cui l’ha detto Di Pietro per secoli, Grillo per secoli, l’abbiamo detto noi nei nostri libri per secoli, adesso lo dice Berlusconi, non lo dicono solo quelli del PD, anzi si apprestano a fare una legge per impedire la candidatura dei magistrati nel luogo dove stanno lavorando, che è proprio l’emergenza numero uno. Siamo in Finlandia, in Danimarca, quindi c’è una politica talmente pulita che può preoccuparsi di dove deve eventualmente candidarsi un Magistrato, perché?
Perché Di Pietro ha candidato un Magistrato come capolista in Puglia, invece di preoccuparsi di quello che succede in Campania dove hanno candidato un triplo imputato e dove purtroppo anche Di Pietro ha accettato per obbedienza di coalizione l’indecenza della candidatura di un pluri imputato come De Luca. Si occupano della candidatura dell’Italia dei Valori in Puglia perché li c'è un magistrato incensurato, faceva le indagini sia su Fitto sia su gente del centro-sinistra e quindi non si deve candidare lì, ci mancherebbe altro. Peraltro lì fa il Sindaco di Bari un ex Magistrato per il PD e lo fa anche bene, tra l’altro, Michele Emiliano, e nessuno del PD ha mai obiettato niente, lì sono candidati e vengono eletti il Magistrato scrittore Carofiglio che è un’ottima persona naturalmente, nel PD quindi va bene. Maritati, un ex PM, quello che ha indagato sulla tangente del re delle cliniche, Cavallari, a D’Alema e che poi la tangente si è prescritta e quindi Maritati è diventato parlamentare, sempre a Bari, ma dato che sta nel PD non c’è problema, adesso che candita un Magistrato Di Pietro, bisogna fare una legge per impedirgli di farlo, oppure magari bisogna fare una legge per fare il modo che uno che si candida al Consiglio regionale della Puglia e che è pugliese e che conosce la Puglia, venga candidato in Valle d’Aosta, lontano della regione che lui conosce e dove lui ha operato. E' una mossa geniale naturalmente, che dimostra quello che dicevo prima, che non contano i principi, conta semplicemente chi in quel momento bisogna cercare di eliminare o di danneggiare.

L'anticorruzione pro corrotti
Ma oggi non vi parlerò di liste pulite anche perché mi viene da ridere, leggo Berlusconi su Il Giornale, quello che Fortebraccio chiamava “il geniale” (e lo chiamava “Il Geniale" quando lo dirigeva Montanelli, pensate come lo chiamerebbe adesso che lo dirige Feltri) che dice “nelle nostre liste nessuna figura compromessa”, quindi lui non si candida. Questa è già una notizia, sapete che lui si candida sempre anche dove non può essere eletto, evidentemente questa volta non c’è lui. Infatti se non c’è nessuna figura compromessa, si presume che non candidino neanche la Signora Mastella, perché l’altro giorno era uscito che avevano candidato la Signora Mastella, quest’ultima è imputata per concussione in Campania; si suppone che non candidino nessuno delle decine di imputati rinviati a giudizio o addirittura pregiudicati che già siedono in Parlamento, anzi si presume che li caccino perché se un imputato o un condannato non può sedere in un Consiglio regionale, a maggior ragione non dovrebbe poter sedere nel Parlamento nazionale. Naturalmente cacceranno anche dal Governo il Ministro Fitto che ha due rinvii a giudizio per turbativa d’asta, corruzione, finanziamento illecito e altri reati, cacceranno ovviamente il Ministro Bossi che è un pregiudicato per finanziamento illecito ai partiti. Lo dico perché ho visto che anche quest’altro bel tomino di Cota, candidato alla Regione Piemonte, dice “stop ai condannati!”: la Lega se dice “stop ai condannati” perde contemporaneamente il Ministro delle riforme istituzionali, Bossi e il Ministro dell’Interno, Maroni, resistenza a pubblico ufficiale e oltraggio, quel reato che se lo fa un immigrato bisogna massacrarlo di botte. Mi viene da ridere perché siamo ovviamente nel ridicolo, però è significativo che almeno Berlusconi abbia annusato, dato che lui un certo fiuto ce l’ha e soprattutto una capacità pubblicitaria ce l’ha, visto che quello è sempre stato il suo mestiere, abbia colto il clima che c’è nel paese. Un clima frizzante, le avete viste le immagini delle contestazioni dei politici, politici che sono costretti a rifugiarsi in una libreria con la gente de L’Aquila che va a ricordargli le promesse. Poi è capitato al povero Ghedini e alla povera Bongiorno, bisognava ovviamente occuparsi del principale perché sicuramente non sono né Ghedini né la Bongiorno che hanno voce in capitolo, fanno quello che dicono i rispettivi leader, Berlusconi e Fini, però è significativo questo clima e Berlusconi che ha fiuto, ha capito che bisogna dare dei segnali. Sono segnali che naturalmente ciascuno può dare secondo le proprie possibilità, se Berlusconi davvero facesse le liste pulite gli si svuota il partito all’istante.
L’altro giorno c’era un articolo, del Foglio di Giuliano Ferrara “La rivolta dei deputati del Pdl contro la norma che diprietrifica le liste, moralizzare e punire, sgomento per iniziativa del governo che renderebbe ineleggibili gli inquisiti, è lo stesso tragico errore di Craxi”. Per la verità Craxi è scappato, quindi non si capisce bene il parallelo, ma sono talmente terrorizzati, anche Ferrara ha un certo naso, dall’idea che i rinviati a giudizio e i condannati non possano fare politica che giustamente il Foglio scrive “Sgomento nel Popolo delle Libertà”. Guardate che lo sgomento precede di pochi istanti la fuga. E' tutto da ridere, come le norme anticorruzione, avete visto che erano state commissionate a Ghedini e a Alfano, Berlusconi gli aveva detto: "fatemi una legge anticorruzione", quelli l’hanno guardato, gli hanno chiesto di ripeterlo 3 o 4 volte perché all’inizio a furia di sentire “fammi una norma pro corruzione” a forza dell’abitudine pensavano di dover fare la solita legge… Invece lui ha detto “no, questa volta non transigo, ne voglio una anti perché c’è un certo clima, la gente è incazzata, i nostri si stanno facendo prendere ormai con le tangenti nelle mutande, quindi provate a farne una anti, così per cambiare un po’”. E loro ci hanno provato poveretti, avete visto con quale dedizione si sono applicati, ve l’ho già detto, hanno queste borse sotto gli occhi, sono sempre più emaciati, curvi, perché sono lì che studiano, moltiplicano, dividono, applicano formule matematiche perché devono fare una legge anticorruzione che non porti all’arresto immediato di Berlusconi, quindi è una cosa difficilissima, devono stare attenti.
Poi hanno partorito un abortino, un testicolino che hanno portato in Consiglio dei Ministri, che ha fatto ridere perfino Berlusconi perché la norma anticorruzione prevedeva che il reato di corruzione in atti giudiziari, quando ti compri un giudice o un testimone che è uno dei reati tipici della famiglia (vedi caso Sme, caso Mondadori, caso Mills) sono tutte corruzioni giudiziarie, di giudici o testimoni. Quel reato per il quale Berlusconi e Mills sono ancora imputati, Mills è in Cassazione e Berlusconi in primo grado, che oggi è punito con una pena massima fino a 8 anni, sarebbe sceso a una pena massima di 6. Guardate che è spettacolare che in una norma anticorruzione, il reato più grave della corruzione, quando ti compri direttamente il giudice per ottenere una sentenza ingiusta a tuo favore e quindi provocare un danno ingiusto alla persona che ha ragione e a cui verrà dato torto perché devono dare ragione a te che hai torto, per quel reato diminuivano la pena, in una legge anticorruzione, pensate se facevano una legge procurruzione cosa veniva fuori!
Per cui è venuto da ridere anche a Berlusconi e hanno rinviato sine die la norma.
E’ bene citarla questa cosa perché se anche Berlusconi parla di norme anticorruzione di liste pulite, vuole dire che la situazione è veramente oltre il livello di guardia e a furia di ripetere che non c’è una nuova Tangentopoli, lo capiranno tutti che c’è una nuova Tangentopoli, altrimenti perché lo ripetono? E’ come quando dicevano: non c’è nessuna crisi, non bisogna parlare di crisi finanziaria, perché altrimenti la gente pensa che ci sia la crisi finanziaria, diffondiamo ottimismo, i disoccupati non sono disoccupati, è disoccupazione percepita, i poveri non sono poveri, è povertà percepita, sono loro che si percepiscono senza lavoro, ma in realtà hanno ancora un lavoro e sono pieni di soldi, solo che non li trovano.

Informazione e diversivi
Queste stronzate segnalano che c’è un problema e cioè che siamo alla vigilia di una nuova Tangentopoli e questo mi premeva dire.
Però questa volta volevo rompervi un po’ le scatole su una questione che apparentemente riguarda me e che io penso che in realtà riguardi l’informazione, una cosa un po’ più importante della mia misera persona, un meccanismo che avevo già descritto ne "La scomparsa dei fatti" e che Cristicchi a San Remo ha distillato in una canzone molto efficace da questo punto di vista, il diversivo: tu stai parlando di una cosa, arriva uno e distoglie l’attenzione da quella cosa per trasportarla verso altri lidi. C’è lo scandalo x e noi parliamo di quanto è bella Carla Bruni, perché sicuramente Carla Bruni è bella e quindi l’attenzione si rivolge a Carla Bruni, questo è il senso. Soltanto un demente poteva pensare che quella fosse una canzone contro Carla Bruni o contro Sarkozy, era questo il senso. Lo dico perché ovviamente tutti hanno sentito la canzone di Cristicchi, mentre ovviamente non tutti hanno letto "La scomparsa dei fatti", questo era il problema che segnalavo.
Adesso questo meccanismo del parlar d’altro si è ulteriormente raffinato ed è andato a infestare anche una delle poche trasmissioni nelle quali fino a qualche mese fa si riusciva ancora a parlare dei fatti. Parlare dei fatti non vuole dire parlare da soli, parlare dei fatti vuol dire, in una trasmissione, come la vedo io naturalmente infatti vi sto parlando io, che c’è un’inchiesta (filmati, interviste, immagini, dati, affidata a uno, due, tre giornalisti inviati) dopodiché si va in studio e si chiama a rispondere delle cose che si sono viste nell’inchiesta, dei problemi che emergono, per sapere le soluzioni che si intendono adottare i politici. Perché i politici servono o servirebbero in questa ottica? Perché bene o male purtroppo spetta a loro risolvere i problemi, quindi per evitare quel senso di impotenza, quell'enorme punto interrogativo che ci accompagna alla fine di una grande inchiesta di Iacona o della Gabanelli, dove poi non c’è un qualcuno lì al quale rinfacciare i problemi, adesso che fai? Avevi detto che facevi così, adesso cosa fai per risolvere il problema che abbiamo appena visto? Si invitano i politici e ovviamente non si può invitare politici di una sola parte, è bene che ci siano politici di entrambi gli schieramenti perché chi deve governare dica cosa vuole fare il governo e chi vuole fare l’opposizione, dica cosa vuole fare l’opposizione. Questo dovrebbe essere nel migliore dei mondi possibili, una trasmissione di approfondimento giornalistico. Non la ciancia, non una trasmissione basata sulla chiacchiera fine a sé stessa, una tribuna politica permanente tutto l’anno come sono Ballarò e Porta a Porta o quella robina di Matrix dopo che hanno cacciato Mentana e tutti i cloni più o meno minoritari nelle altre emittenti.

Annozero era riuscita a mettere in piedi questo format, secondo me ottimo, adesso come fanno a inquinarlo? Fanno una cosa molto semplice; quando ci sono i politici, i politici divagano e menano il can per l’aia, per cui avete visto che Santoro porta sempre meno politici in trasmissione, proprio perché il loro contributo al dibattito è nullo. Se accettassero, salvo rari casi naturalmente, di confrontarsi sul tema della puntata, su quello che hanno appena visto, sarebbe utile sapere cosa dicono, invece non lo fanno mai; li vedo, me li osservo durante i filmati, durante i filmati di solito, salvo rare eccezioni, si comportano come se ci fosse la pubblicità, chiacchierano, scribacchiano, guardano i messaggi, non hanno la minima intenzione di entrare in sintonia con la realtà.
Quindi poi dopo menano il can per l’aia e dicono quello che gli pare a loro per fare degli spot o cose del genere, adesso per fortuna, perché poi alla fine si è rivelata una fortuna, la Commissione di vigilanza ha detto che o si invitano tutti i politici di tutti i partiti possibili e immaginabili, oppure non si invita più nessuno, perché le trasmissioni di approfondimento devono diventare soggette alle regole della comunicazione che non è l’informazione. La comunicazione sono i partiti che comunicano ai cittadini quello che gli pare e quindi stiamo parlando degli spazi autogestiti, tribuna politica o comizi televisivi, quindi giustamente Santoro ha portato anche altri programmi a dire: benissimo, allora facciamo delle trasmissioni di informazione senza i politici, non c'è mica bisogno dei politici per fare l'informazione, sono dappertutto, sono perfino a San Remo e ne faremo a meno.
Infatti ha organizzato la puntata sullo scandalo del terremoto senza politici e devo dire che è stato un ottimo esperimento, nel senso che anche qui nel migliore dei mondi possibili, avere dei giornalisti che da vari punti di vista ti commentano, analizzano e ti raccontano dei particolari su un’indagine che in televisione nessuno ha mai seguito, ovviamente. Basti pensare che il Tg1 è diretto da Minzolini e ricordare cosa ha detto questo, non saprei neanche come definirlo, è una macchietta che si definisce da solo. Quindi in televisione hanno nascosto lo scandalo della protezione civile, oppure hanno fatto come al solito, dove a Ballarò in cambio dell’avere in studio Bertolaso nella prima serata di San Remo e quindi di reggere la concorrenza degli ascolti, gli hanno concesso praticamente di farsi una serata di gala a spese del contribuente, facendo in modo che non si venissero a affrontare i veri problemi, che sono quelli che abbiamo cercato di enucleare.
Vorrei solo ricordare di cosa si era parlato l’altra sera a Annozero, si era parlato del fatto che alla Maddalena lavora al risanamento ambientale il cognato di Bertolaso, il fratello della moglie di Bertolaso, che di professionisti del calibro del cognato di Bertolaso, l’Ing. Piermarini ce ne sono a centinaia, come abbiamo dimostrato, quindi non è vero quello che dice Bertolaso che se non c’era Piermarini non si faceva il risanamento della Maddalena, oppure che povero Piermarini è il più bravo di tutti e lo vogliamo escludere solo perché è il cognato di Bertolaso e magari lo vogliamo mandare in Svizzera? Sono stronzate, eppure gli è stato consentito di dire queste stronzate a Ballarò. Poi abbiamo raccontato che le spese stavano lievitando alla Maddalena da 300 a 600 milioni di Euro, pari a quasi 1.200.000.000 di lire, stiamo parlando dei costruttori Anemone, con i quali Bertolaso aveva una dimestichezza amicale, frequentazioni anche a ferragosto etc..Poi soprattutto si serviva per i massaggi particolari, erano i massaggi al termine dei quali c’era un addetto che andava a far sparire i preservativi, sono strani massaggi naturalmente, ho cercato l’altra sera di chiedere a Porro, dove te lo mettono il preservativo durante il massaggio terapeutico, ma non ho avuto risposta perché lui sosteneva naturalmente che si tratta di massaggi rigorosamente terapeutici.
A me non interessa il tipo di massaggio, mi interessa però il fatto che queste seratine in esclusiva al centro Salaria Sport village, chiuso soltanto per Bertolaso, venissero organizzato dallo staff dei costruttori Anemone che poi vincevano gli appalti alla Maddalena e non solo e ottenevano di poter ingrandire a dismisura il loro centro sportivo sulla Salaria che è a ridosso del Tevere, a rischio esondazione, che contro il permesso negato da tutte le amministrazioni locali, ha avuto in realtà, come al solito, le deroghe previste dalle ordinanze di protezione civile perché gli hanno fatto rientrare questi ampliamenti nelle onere dei mondiali di nuoto, delle quali si occupava Bertolaso e di cui era commissario straordinario l’ottimo Filippo Balducci che guarda caso aveva rapporti familiari di società con la famiglia Anemone. La moglie di Balducci è socia della moglie di Anemone e il figlio era uno di quelli che nel 2004 avevano comprato il centro Salaria Sport Village, che all’epoca si chiamava in un altro modo, insieme a Anemone. Quindi anche il figlio era socio e poi lavorava presso quel centro e quindi, dato che di centri massaggi ce ne sono tanti, se Bertolaso andava a farsi fare i massaggi proprio nel centro del costruttore che vinceva gli appalti alla protezione civile, c’è un conflitto di interessi chiarissimo, soprattutto se gli appalti non vengono vinti da Anemone con una gara pubblica europea a evidenza di bando e di curricula e di progetti, ma viene affidata segretamente, spesso direttamente, con la scusa dell’urgenza, non soltanto per i terremoti ma anche per i grandi eventi, tipo i 150 anni dell’Unità di Italia che sono proprio un evento a sorpresa che nessuno poteva sospettare che sarebbe arrivato! Era da 150 anni che si sapeva che l’anno prossimo ci sarebbe stato il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, soltanto dalle parti di Bertolaso sono stati colti alla sprovvista e l’hanno coperto all’ultimo momento.
Di questo si è parlato l’altra sera e si è parlato del fatto che se Bertolaso leggesse i giornali, saprebbe chi sono le due persone che si aggiravano in quel sottobosco e che vincevano gli appalti della protezione civile e che erano già state beccate dalla Magistratura: una era una vecchia conoscenza dell’inchiesta Why not? e l’altra era una vecchia conoscenza dell’inchiesta di Woodcock a Potenza.
Questo avevo raccontato l’altra sera quando è successo il patatrac, perché lo dico? Per quelli che magari hanno visto soltanto il seguito, il seguito è questo: "Travaglio minaccia Santoro, guerra nella coppia ammazza cavalieri, il giornalista scrive al conduttore "a Annozero non voglio più tra i piedi quelli del giornale di Libero, altrimenti me ne vado io", motivo? Non sopporta il contraddittorio e che gli si ricordino in diretta alcune cosette che lo riguardano” Libero, si fa per dire, occupato "Vi racconto chi è Travaglio" – c’è Maurizio Belpietro che pensando di insultarmi dice che io ero vicecorrispondente da Torino del giornale quando ero ragazzo. Sono onorato di essere stato vicecorrispondente del giornale e di essere stato assunto per due volte prima al Giornale e poi alla Voce da Indro Montanelli, non da Belpietro, quest’ultimo questa fortuna non l’ha mai avuta, il massimo della sua fortuna è stata quella di lavorare per Feltri, come vice addirittura di Feltri, pensate come deve sentirsi male in cuor suo al raffronto.
"Lo spirito fascitello del PM Travaglio, il giornalista è come certi giudici che difende, ogni volta che lo prendono in castagna perde la testa e inizia a negare anche le cose più evidenti. Travaglio sotto accusa fa il matto, guai a processare l’inquisitore". Infine "critica gli incontri del sottosegretario, ma Travaglio dimentica le sue vacanze", questo era ancora Libero.
Mentre sul Giornale sul numero di ieri, hanno aperto Il Giornale, è un giornale vero che va nelle rassegne stampa che tutti lo vedono e dicono: "cavolo, Travaglio ha minacciato Santoro, se ne va se non cacciano i giornalisti di destra, pensate un po’", “Marco il pasdaran dell’insulto - questi poveri analfabeti non sanno che pasdaran è plurale – in pochi giorni getta fango su tutti, quella conoscenza scomoda che lo manda in bestia”.
Cosa hanno fatto? Hanno fatto una cosa molto semplice, quando ho finito di parlare di Bertolaso, il vicedirettore de Il Giornale, quello con i capelli, e il direttore di Libero, hanno cominciato a parlare non di Bertolaso - avrebbero potuto fare quello che fanno sempre, per la verità a un certo punto l’hanno anche fatto e cioè gli Avvocati di ufficio di Bertolaso. Il bello di questa gente è che sono prevedibili; mentre tutti noi che facciamo i giornalisti e che non abbiamo un padrone da servire e da leccare, non siamo prevedibili, nel senso che può capitare che a volte ce la prendiamo con la destra, con la sinistra, recentemente mi è capitato di prendermela con Di Pietro per l’affaire De Luca. Diciamo quello che vediamo, quello che pensiamo, poi magari sbagliamo, però in proprio, non perché ce l’ha ordinato qualcuno o perché dobbiamo per forza dire qualcosa, loro invece hanno questo di bello, si sa in anticipo che per loro gli imputati di centro-destra sono tutti innocenti, perseguitati, quelli di centro-sinistra sono tutti colpevoli e le inchieste giudiziarie sono politicizzate soltanto quando riguardano il centro-destra, quando riguardano il centro-sinistra invece gli indagati devono dimettersi - per esempio Del Bono per quella storia da qualche centinaio di euro della sua segretaria, forse amante, l’hanno picchiato duro: via Del Bono, ci mancherebbe altro, mica ha rubato miliardi, altrimenti dovrebbe rimanere se fosse di centro-destra e avesse rubato miliardi.
Quindi sono prevedibili ma loro non si sono limitati a difendere Bertolaso, perché? Perché difendere Bertolaso con quello che si era visto nelle intercettazioni e con quello che avevo raccontato io e nei servizi dove c’erano piscine lunghe un metro e mezzo di più, dove c’era una sciatteria, una cialtronaggine, uno sperpero di denaro pubblico micidiale, era impossibile. Anche perché eravamo stati abituati a considerare Bertolaso l’unico genio della protezione civile, l’unico protagonista positivo, l’eroe buono, il superman che va e risolve, per cui è chiaro che se uno è così bravo che riesce a fermare i terremoti e le alluvioni con le nude mani e a ricostruire con un tocco di bacchetta magica intere città new town etc., addirittura l’abbiamo mandato a Haiti a insegnare agli americani come si fa la protezione civile dai terremoti etc. - sapete che gli Stati Uniti sono degli sprovveduti in fatto di terremoti, mica come noi, anche in fatto di catastrofi ambientali non ne hanno mai avute, quindi giustamente Bertolaso è andato a dargli i primi rudimenti: l’hanno rimpatriato con il primo volo naturalmente, la Clinton gli ha dato il foglio di via praticamente…
Ma in ogni caso se ci raccontano che questo è il salvatore della patria, è ovvio che poi se si scopre che tutto intorno a lui si ruba, che lui si fa massaggiare ed è pappa e ciccia con quelli che poi vincono gli appalti, che tra questi appalti ci sono quelli che vengono dati chissà come mai a suo cognato che è molto bravo - viene premiato perché è bravo, non perché è il cognato ci mancherebbe - è evidente che tutto quel popo’ di sperpero, ruberie, regalini, favori, ammiccamenti, fughe di notizie, è evidente che ricade sotto la sua responsabilità.
Infatti quando mi hanno detto che Bertolaso potrebbe essere stato incastrato, mi sono permesso di dire: tanto peggio mi sento, se è così facile incastrare Bertolaso, perché se si è fatto incastrare da questa combriccola che per anni gliene ha fatte di tutti i colori sotto il naso e lui non si è mai accorto di niente, questa è una responsabilità gravissima e se poi c’è qualcuno che riesce a incastrarlo per poi sputtanarlo, siamo di fronte a un incapace totale, a uno sprovveduto!
Allora hanno risposto: no perché ha ricostruito, ho detto: guardate che non sto parlando della sua capacità di ricostruire - anche perché non credo che le case le abbia proprio messe in piedi lui, ci sono costate ha un’ira di Dio quelle casette, mentre il centro de L’Aquila è esattamente a terra come vi ha mostrato ieri sera Iacona e l’altra sera Annozero. Ho detto: no, stiamo parlando della scelta degli uomini dei quali si circonda, dei controllori e degli appaltatori; allora lì il genio, il vicedirettore de Il Giornale con i capelli, ha tirato fuori le mie vacanze, dicendo: anche tu hai avuto delle frequentazioni di cui ti dovresti vergognare etc..
Vi segnalo il procedimento perché da quel momento tu cosa fai? Ti metti a parlare delle tue vacanze? Se ti metti a parlare delle tue vacanze la gente dice: ma come, stavamo parlando di Bertolaso, della protezione civile, che c’entrano le vacanze di Travaglio? Quindi se ne parli giustamente il conduttore dice: mica possiamo parlare delle vacanze, d’altra parte se non ne parli, la gente dice: ah, hai visto chissà cosa c’è dietro le vacanze di questo Travaglio, vedi che non risponde, lui che è sempre così loquace, questa volta è stato zitto, quindi se stai zitto autorizzi qualcuno a pensare che hai qualcosa da nascondere, se parli dovresti parlare per mezz’ora, perché è facile dire: tu hai frequentato gente in odor di mafia in vacanza, ci impieghi 10 secondi, per rispondere che non è vero e come sono andate le cose etc., impieghi 15 minuti, quindi non lo puoi fare, ecco perché ho scritto questa lettera… Avrei potuto fare anche una terza cosa, qualcuno me l’ha suggerita: loro sputtanano te e tu sputtana loro, ricordando a quello de Il Giornale che hanno pubblicato l’informativa falsa attribuendola alla Polizia sull’omosessualità di Boffo e a Belpietro per esempio ricordagli quanti soldi pubblici ci costa il suo giornale, compreso il suo stipendio - sapete che Libero, è a carico nostro, vostro, a carico anche di quelli che non hanno mai comprato una copia; ogni giorno contribuiscono a Libero - perché non gli hai rinfacciato questo?

Il mio modo di fare informazione
Il contraddittorio non è: ti racconto lo scandalo della protezione civile, risposta: sì ma tu vai in vacanza con.., sarebbe come se uno, finito di dare le pagelle ai giocatori dopo la partita, si sentisse rispondere: sì, però lei gioca male a pallone. Ma potrei anche non avere mai giocato a pallone, ma ti sto dicendo cosa ne penso io della partita di pallone, cosa c’entra come gioco io a pallone rispetto a quello che hai fatto tu? Sto giudicando quello che stai facendo tu perché sono un critico, perché sono un giornalista, perché do dei fatti e dei documenti, delle analisi,… mica chi fa la critica delle corse ippiche deve essere un cavallo! Quindi l’idea che dicano a me che sarei inadeguato a fare il capo della protezione civile perché sono andato in vacanza, secondo loro, con le persone sbagliate, è semplicemente folle. Perché? Perché non faccio, né voglio fare il capo della protezione civile, non ho mai dato nomine pubbliche perché non ho incarichi pubblici, non ho mai distribuito soldi pubblici perché non mi occupo di queste cose, faccio il giornalista, stiamo parlando della protezione civile, di cosa vogliamo parlare? Quindi in quel momento non sai cosa devi fare, dice: ti sei incazzato, certo, perché è la quarantesima volta in due anni che spiego come sono andate le mie vacanze! Guardate che dicono: "ah non vuole che gli si ricordino certe sue faccenduole". Come non voglio? Sono due anni che me le ricordano e guardate che sono due anni che me le ricordano e io sono due anni che rispondo, e mi dicono: non rispondere più perché tanto si sa che sei una persona per bene. Eh no, perché ogni volta che non rispondi ci sarà sempre qualcuno che non ha seguito quello che è successo prima: purtroppo in rete non ci vanno tutti gli italiani, in televisione ci vanno molti di più e quindi non sanno che io di quelle vacanze ho documentato fino all'ultimo centesimo e me le sono pagate io e che quindi era falsa la notizia che era stata ripresa da D'Avanzo che quelle ferie le avesse pagate quell’Aiello, quel costruttore che poi è stato condannato per concorso esterno - credo in appello - in associazione mafiosa; che ho frequentato una persona che quando l’ho frequentata io, era un ufficiale, anzi un sott’ufficiale della Guardia di Finanza, Ciuro, dell’antimafia che faceva le indagini antimafia. Dopo si è scoperto che si vendeva le notizie.
Lo dico perché naturalmente lo conosco l’obiezione, dice: ah va beh, ma allora tu perché hai detto di Schifani che aveva frequentato delle persone che poi sono state condannate per mafia? Attenzione, se fossero stati degli ufficiali dell’antimafia che poi sono state beccate a vendere delle informazioni a questo o a quell’imputato, uno dovrebbe dire: beh, come faceva quello a sospettarlo, erano degli ufficiali dell’antimafia? Ma stiamo parlando invece di imprenditori piuttosto opachi che Schifani non ha incontrato, che Schifani non ha conosciuto, ma che erano soci in affari di Schifani. Non sono mai stato socio di nessuna persona che abbia avuto delle disavventure. Perché? Perché probabilmente prima di mettermi in società con qualcuno mi informo, poi può sempre capitare, ma possibile che a Schifani abbiano arrestato un sacco di soci e un sacco di clienti? Non sto parlando del fatto che Schifani ha commesso dei reati e non ho neanche detto che non dovrebbe fare il Presidente del Senato, mi ero limitato da Fabio Fazio a ricordare una notizia che stava nei libri di Lirio Abbate e Peter Gomez e negli articoli di Marco Lillo e che non era mai uscita, proprio nei giorni in cui Schifani era diventato Presidente del Senato. L’avevano cancellata dalle sue biografie, per questo ne avevo parlato, dopodiché avevo detto: l’importante è che lo si sappia, dopodiché lo decideranno i cittadini se abbiamo un Presidente del Senato degno o non degno. Per come la vedo io, un Avvocato, personalmente anche onestissimo, faccio un caso generale di scuola, che abbia assistito dei mafiosi nei processi, non può fare il Presidente del Senato, non lo può fare secondo me! Siamo liberissimi, non ci può essere una legge che impedisce all’Avvocato dei mafiosi di fare il Presidente del Senato, deve essere il costume dei partiti che dice: no, se ha dei clienti o ha avuto dei clienti mafiosi - è giusto che i mafiosi abbiano un Avvocato difensore, ci mancherebbe altro - ma quell’Avvocato difensore nessun partito lo deve nominare Presidente del Senato o Presidente della Camera, o della Repubblica, così la vedo io. Ma dopodiché non ho mai detto né che Schifani avesse fatto dei reati, né che Schifani dovesse dimettersi da Presidente del Senato, avevo semplicemente raccontato da Fazio per quale motivo la stampa asservita alla politica, aveva omesso quel capitolo spiacevole della vita di Schifani che non era neanche paragonabile, non c’entrava niente con il fatto che mi sono ritrovato a conoscere per ragioni professionali - perché faccio il giornalista e mi occupo di processi di mafia, quindi conosco centinaia di poliziotti - un finanziere che poi è finito in galera ed è stato poi condannato perché passava notizie, attenzione non alla mafia, non a Provenzano - come leggete sui giornali dei falsari - passava notizie a un certo Aiello che non era mai stato condannato per mafia. E Ciuro non è stato condannato per favoreggiamento della mafia, perché? Perché si è riconosciuto passare delle informazioni sulle indagini a un indagato, ma gliele passava perché era amico suo, non perché intendesse, questa è l’aggravante mafiosa del favoreggiamento, favorire l’organizzazione mafiosa, mentre Cuffaro è stato recentemente condannato proprio per Art. 7. Dopodiché penso che sarebbe giusto se diventassi Presidente del Senato - cosa che vi assicuro non capiterà mai - che qualche giornalista ricordi che nella mia vita avevo conosciuto una volta un tizio che poi etc., etc., ma l’importante è scrivere la verità e cioè che l’ho conosciuto in quanto ufficiale dell’antimafia, assolutamente insospettabile, non imprenditore trafficone che poi si è scoperto, pure, essere mafioso come invece è quell’altro caso.

Vedete come si fa, il risultato è che per due giorni questi signori hanno potuto espellere dalle loro prime pagine la vicenda Bertolaso e occuparsi di altro, di demolire chi si occupa della vicenda Bertolaso, dando addirittura a me, delle lezioni di buona frequentazione e stiamo parlando di un giornale edito da Paolo Berlusconi, due volte arrestato, pregiudicato per lo scandalo della discarica di Cerro e questi signori continuano a frequentarlo e a prendere lo stipendio da questo pregiudicato, dopo che è stato arrestato e che è stato condannato e questi altri signori, quelli di Libero, continuano a fare i direttori etc, di un editore, Angelucci, che è stato arrestato due volte pure lui, per gli scandali della sanità, con l’accusa di avere corrotto Fitto, di avere truffato la Regione Lazio e che sono protagonisti di quelle meravigliose imprese che avete visto a Report e due settimane fa a Annozero. E vengono a dire a me che devo vergognarmi per avere frequentato uno che quando l’ho frequentato io- frequentato vuole dire che mi ha detto che c’era un villaggio turistico e sono andato a affittarmi una casetta, dove tra varie decine e decine di persone c’era anche la sua, perché questa è la mia frequentazione.
Mi dovrei vergognare di queste cose, dopo che addirittura ho documentato con tutti gli assegni e li trovate sul blog voglioscendere su antefatto.it tutti i pagamenti? Questi sono i signori con i quali noi dovremmo fare il contraddittorio in televisione. Non ho mai scritto su Il Fatto - la lettera per fortuna è pubblica e Santoro  dovrebbe rispondere domani sul nostro giornale - su Il Fatto quotidiano, non ho mai detto di epurare questi signori, ho semplicemente detto: cosa devo fare io per evitare di rovinare una trasmissione perfettamente riuscita come quella dell’altra sera? Con una delle tre reazioni che vi ho detto? Cosa faccio, li insulto? Gli rinfaccio qualche loro magagna? Non lo posso fare, passerei dalla parte del torto e io sono lì per parlare del tema della puntata, cosa faccio? racconto la rava e la fava della mia vacanza per la quarantesima volta? No. Perché? Perché stiamo parlando di un altro argomento. Allora cosa faccio? Mi alzo e vado a fumarmi una sigaretta?
Questo era il senso, perché penso che questo modo di impedire agli altri di parlare, non sia contraddittorio, contraddittorio è venire lì e parlare del tema della puntata che conosci prima e sulla quale ti prepari. Mi preparo ogni settimana sul tema della puntata, altri si preparano sempre su di me e tirano fuori sempre queste cose, peraltro false e poi il giorno dopo scrivono ancora il falso, che li vorrei epurare. Figuratevi se io ho il potere o anche soltanto l’intenzione di mandare via qualcuno, semplicemente vorrei confrontarmi con delle persone che se si parla di protezione civile, parlano di protezione civile e poi quando si parlerà, facciamo una bella puntata interessantissima, credo, sulle mie vacanze, allora si parlerà delle mie vacanze e poi magari si parlerà anche delle frequentazioni di tutti gli altri giornalisti e da dove prendono i soldi e allora ci sarà da ridere.

E' disponibile DemoCRAZYa2009, diario politico di un anno italiano, di Marco Travaglio. Acquista la tua copia.