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domenica 31 gennaio 2010

Menem è male che Silvio lo è. Italia Argentina 1-1



Diario di un saccheggio

Questo è filmato mostra chiaramente come la deriva politica dell'Argentina verso la mafiocrazia abbia delle forti attinenze con ciò che sta avvendendo in Italia da un po' di anni a questa parte.


Il Menem argentino italiano non può essere che ...
“Non hanno prove, solo teoremi. Una certa magistratura non gradisce il modo chiaro con cui faccio politica disturbando la vecchia politica che ispira le persecuzioni di pochi magistrati comunisti. Mi vogliono in galera per odio, ed anche invidia. Non digeriscono l'amore col quale il popolo argentino continua ad appoggiarmi”. (Carlos Memem)

Links utili

L'Italia oggi: "Furore latino ed Amor di popolo" (articolo di Angelo D'Addesio)

mercoledì 20 gennaio 2010

L'uomo del Ponte ha detto sì



Per fare un Ponte ci vuol denaro, per far la TAV ci vuol denaro, per fare tutto ci vuol denaro...


A cosa serve la TAV?
A cosa serve il vaccino dell'influenza suina?
A cosa serve il ponte sullo Stretto di Messina?
A cosa serve la privatizzazione? ...

Lo scopo di queste opere non risiede nella loro utilità, ma in quello di veicolare la corruzione e le mazzette, finendo così per prosciugare le tasche dei cittadini onesti.

E inoltre a cosa servono i processi brevi, le leggi ad personam, i vari lodi e imbrodi?...

Governo ladro! Non ditemi niente. Sono incazzato nero!

mercoledì 18 novembre 2009

Le privazioni delle cose pubbliche


Dopo la privatizzazione delle ferrovie, delle linee civili e incivili, aeree e terree, il prode, l'inattendibile, l'incoercibile eroe della Governativa Silvio & co. S.p2.a. ottenne la privatizzazione dell'acqua e del cibo. Silvio si prodigava anima e corpo per liberalizzare tutto e tutti. La ditta appaltatrice anzidetta, riuscì anche a privatizzare le patrie galere (dato che ormai lui era di casa) trasformandole in ville lussuose di tolleranza. Era tollerante, eccome se tollerava! Osò sfidare la minoranza, ormai minorata e decimata dell'opposizione, privatizzando l'esercito. In effetti fu una svista, dovuta più che altro al suo zelo intransigente; non si rese lì per lì conto che le forze armate e quelle di polizia erano già privatizzate e di sua proprietà. Il parlamento serviva ormai solo per dare udienza alle barzellette del presidente che, come abbiamo già detto altrove, facevano parte della sua astuta tattica: chi non ride in compagnia o è contro la Governativa di Silvio o è una spia. Niente rimase di pubblico, tutto divenne privato, anche i cessi pubblici che, per usufruirne, bisognava essere tesserati della Governativa. Fu privatizzato anche il diritto che d'allora in poi divenne soltanto privato.

                                                     Addì 18 novembre 73 d.B.