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mercoledì 26 dicembre 2012

TOUR 2013 DI GIANNI LANNES

Su La Testa!: TOUR 2013 DI GIANNI LANNES: IL GRANDE FRATELLO. STRATEGIE DEL DOMINIO Giro d'Italia 2013: Milano   17 gennaio 2013 ore 20,30 Società Umanitaria Via S...

Gianni Lannes su Youtube"... La fantascienza ha intuito che l'essenza dei totalitarismi è il controllo tecnologico delle informazioni personali. La realtà si è spinta oltre. Viviamo in un'epoca in cui all'eccesso di "informazione" corrisponde un difetto di sapere: sovente l'extra occulta. Ma basta scalfire le apparenze per comprendere la realtà. Il testo spazia, prove alla mano, dall'attività di spionaggio Echelon sulla popolazione italiana e occidentale, alla democrazia totalitaria che ormai imperversa nel Belpaese, solcando in mare le bombe amare e la terapia bellica che oscura i cieli. Il futuro sembra militare, mentre la democrazia si restringe sempre più. Ci sarà un'altra guerra mondiale? Consumatori sempre più imbalsamati, telespettatori lobotomizzati e utenti imbambolati, avanti fate il nostro gioco. Trivellano il cuore della terra, oscurano il Sole, mentre la Luna l'hanno già bombardata. E noi?"

Dal blog di Gianni Lannes Su la testa!     

'Ragazzi' ininterrotti: Le Verità Nascoste 2

'Ragazzi' ininterrotti: Le Verità Nascoste 2:  La crisi.

Lucia Da PratoIn Italia, dopo gli anni 90 eravamo convinti di aver raggiunto un livello medio alto di benessere: tutti in fila, con il Suv, con l’abito firmato, con le tette  rifatte. Tutti in fila a pagare le rate dei prestiti, per non alleggerire i risparmi.

Da tempo però qualcosa accadeva.
La strage di Ustica del 1980 e del Cermis del 1998 per fare due esempi, non suonano a tutti come errori di dialogo internazionale....

Postato da Lucia Da Prato

martedì 25 dicembre 2012

UmanoMondoUmanoMondoUmanoMondoUmanoMondo



UmanoMondoUmanoMondoUmanoMondoUmanoMondo (postato da Lucia Da Prato)


 TERRE della FAME (Fame di Giustizia).
Lucia Da Prato Ci sono Organismi creati  dall'uomo civilizzato ed evoluto a difesa delle Violazioni dei Diritti Umani e sono numerosi, fitti  come una ragnatela avvolgente. Ciò vale per il sistema burocratico che li rappresenta, il quale porta via prezioso tempo e denaro  alla nobile causa, di vitale importanza per chi subisce un abuso o una violazione. Ma quanto costa in termini di tempo e denaro la macchina delle buone intenzioni? Troppo. Partendo da un dramma umano come la questione della fame nel Mondo che esiste da secoli, il ‘dramma’ non è la fame nel mondo, è che esiste da secoli.  Insieme alla Fame nel Mondo e gli Organismi in sua Difesa, concorre la realtà di un ‘Mondo Benessere’ che, per assurdo,  inventa nuove mete ai fini evolutivi. Cioè cresce a dismisura lo spreco economico per cause futili, o per priorità che non sono la Fame nel  Mondo. Le Organizzazioni a scopo benefico sono forse alibi rassicuranti per la Coscienza Collettiva? Sono invece, ostacolate da fattori diversi da quello che ci è dato sapere?
Ad oggi, tutte le risorse impegnate per realizzare l'Irrealizzabile compreso le Imprese di Beneficenza, sarebbero state sufficienti per spazzare via definitivamente la Fame nel Mondo e non solo.
All'approssimarsi del Natale fioccano inviti per partecipare alle raccolte fondi per le questioni spinose, le quali, aumentano anno per anno. Finito il Natale, stanno tutti bene? Le immagini delle campagne di raccolta fondi, utilizzano da sempre, per sollevare la coscienza collettiva e chiamarci in causa, le faccine emaciate di bambini bisognosi.
Chissà se oggi,  quelle faccine sono le stesse di persone realizzate e in carriera, o piuttosto di persone rimaste vittime di una granata. L’impressione è che i nostri soldi donati sembrano destinati al  Fondo Perduto. 
La Fame nel Mondo non è scomparsa. La coscienza sollevata appunto si chiede: Perché?
Lo scopo supremo non sarebbe  quello di strappare le vittime dalle violazioni e restituirle a vita degna?
Buona parte dei fondi compensano anche le spese dell’organizzazione, cosa ne resta per le vittime e delle vittime cosa ne resta?
La nostra compartecipazione può dimostrarsi vana?
Chi porta la propria esistenza e le proprie risorse, in quei luoghi come missionario, spesso ci lascia  la pelle;  è testimone di qualcosa che non doveva conoscere?
Siamo in grado di andare sulla Luna da oltre mezzo secolo, per quale motivo le popolazioni e quelle terre non vengono messe in condizioni di avviare uno sviluppo, senza tante cerimonie?
Quei bambini che a differenza dei nostri, imbracciano un fucile senza volerlo, lo sanno.
E’ più facile che siano quelle Terre a sostenere il nostro benessere.
Le Terre della Fame sono Regioni dalle Risorse Inestimabili, il sottosuolo è ricco di petrolio e pietre preziose e non è una novità. Il valore di tale patrimonio sarebbe sufficiente a dissolvere la Crisi Economica Mondiale e non solo. Molte attività militari internazionali sono presenti in quei luoghi da molto, troppo tempo... ma forse è solo una coincidenza. 
I  luoghi incantati, offerti al turismo con soggiorni in villaggi strepitosi e moderni, sono parte di quelle Terre. Il popolo residente, al contrario dei turisti, conduce vita randagia. Da ciò è facile intuire che sarebbe possibile trasformarle in Regioni Civilizzate. L’Umanità che le occupa quindi, non sceglie la povertà, la subisce.
Se le Terre della Fame seguissero uno sviluppo andrebbero a fare parte di un Sistema Economico Mondiale, e  forse non gioverebbe alle Potenze Industriali Mondiali.
La cosa certa è: l’azione e la non azione rispetto alle effettive possibilità equivale al CONTROLLO.
Ma tutto questo noi lo sappiamo da sempre. Partecipare alla raccolta fondi con pochi spiccioli, restituisce la falsa convinzione di aver fatto la nostra parte. E finché sarà messa a tacere la coscienza di tutto il Pianeta,  quelle Terre non vedranno mai la fine del loro dramma, il dramma umano.
Il giorno e la notte, il sole e la pioggia, sono dualità della vita che è insita nella Natura ma sfugge al controllo dell’uomo. Povertà e Ricchezza non sono della Natura.
Le condizioni della fame indipendentemente dalla propria volontà e comunque tali, per volontà dei propri simili non sono ammissibili. Andare sulla Luna  per scoprire nuove forme di vita incontrerebbe logica e coerenza dopo aver sostenuto la vita sulla Terra.
L'assunto cattolico della beneficenza non giustifica la palese violazione dei diritti umani occupandoci di altro. La beneficenza, oggigiorno, avrebbe dovuto dissolversi con l’ ultima guerra mondiale se parliamo di uguaglianza.
Tutta l'umanità e per inteso tutta, deve poter attingere alla possibilità di sopravvivere alla fame (senza supplicare il resto del mondo, oltre la propria vita) per potersi accordare  alla “meravigliosa” esperienza del vivere in quanto essere umano, nota come dignità.

Postato da Lucia Da Prato

domenica 16 dicembre 2012

L'ATOMICA ITALIANA ..::.. postato il 14/12/2012 (di Eugenio Benetazzo)




Se assunto con regolarità e in dosi controllate, il cioccolato è un alimento dalle virtù straordinarie con molteplici implicazioni per la salute ed il benessere, conosciuto sin dai tempi degli aztechi come tonico e corroborante fisico oltre a potente antiossidante in grado di contrastare l'azione dei radicali liberi. Anche un esposizione regolare e controllata ai raggi solari produce notevoli benefici al nostro organismo: stimola la produzione di serotonina (ormone del benessere) e delle vitamina D, che allontana il rischio di osteoporosi, riduce la possibilità di contrarre infezioni e patologie infiammatorie, senza dimenticare il contributo dato al potenziamento del sistema immunitario grazie all'azione dei raggi ultravioletti. Tuttavia chiunque è consapevole che un'abbuffata di cioccolato e un'esposizione prolungata ai raggi solari producono conseguenze devastanti sul nostro organismo, si va dalla costipazione all'eritema o dai calcoli biliari al melanoma. Quanto sopra rappresentato, per analogia lo potremmo affermare anche per la democrazia: quantità normali e ragionevoli sono assolutamente salutari per il benessere di una popolazione e l'economia di una nazione, un eccesso invece produce inesorabilmente forme di paralisi e contrazione economica.

L'Italia si è caratterizzata proprio di questo negli ultimi dieci anni: l'immobilismo associato alla cialtroneria della classe politica ha condotto alla sedimentazione delle forze conservatrici a danno delle istanze progressiste di rinnovamento e risanamento. Le primarie del PD o le recenti evoluzioni del PDL sono l'ennesima dimostrazione di come troppa democrazia sia deleteria ad una forza politica o ad un paese che spera nell'intimo di rinnovarsi e cambiare, ma quando si trova a premere i pulsanti che inneschino la New Way queste ultime soccombono e non riescono ad avere il sopravvento. La maggioranza degli italiani oggi denigra l'operato di Mario Monti, quello che ha fatto e quello che non ha fatto: sono pronto a scommettere con i lettori del mio portale che tra due anni rimpiangeranno le purghe fiscali ed i modesti cambiamenti apportati durante il suo breve regno tecnocratico. L'Italia non ha la volontà (lo scontro Bersani/Renzi ne è l'ennesima dimostrazione) e la spinta inerziale interna per cambiare, una spinta che accenda realmente il motore della necessaria trasformazione italiana, colpendo tanto l'assetto della pubblica amministrazione quanto quello della sua dorsale produttiva.

Al di là dei novanta giorni di limbo finanziario che ci attendono sino alla prossima pagliacciata elettorale, potete con grande presunzione aspettarvi il commissariamento sovranazionale (forse ad opera del MES) dell'Italia dopo la consulta elettorale. Il quadro offuscato che già ora emerge, oltre ai proclami ballerini di Berlusconi, delinea una successiva fase di ingovernabilità del paese o peggio una ipotesi di governo di coalizione destinato a sfaldarsi al primo contrasto ideologico. In questa parentesi di vita della nazione un eccesso di democrazia produrrà conseguenze devastanti e deleterie per tutti, famiglie, imprese e banche: preparatevi a vedere lo spread oltre 500 in poco tempo, con la fuga (già in corso) di operatori istituzionali del risparmio gestito dal mercato italiano, che lasceranno le banche italiane (e i loro depositanti) con il cerino in mano. Tuttavia l'Italia non verrà lasciata affondare, la dipartita italiana corrisponderebbe a quel punto alla fine dell'Europa e dell'Euro e nessuno si può permettere questo esito finale. La risposta di aiuto pertanto non tarderà ad arrivare (anzi forse si stanno già sfregando le mani), e probabilmente sarà strutturata attraverso un mix ibrido di interventi da parte della BCE con le OMT (outright monetary transactions) e l'assistenza del MES (con i programmi coatti di bank recapitalization).

Solo che queste misure di conforto ed aiuto finanziario non saranno concesse ed erogate senza contropartita, per ricevere assistenza e supporto sovranazionale sarà necessario accettare, senza alcuna pretesa di sovranità e rappresentanza democratica, il protocollo di intesa previsto, tecnicamente si chiama Memorandum of Understanding, il quale consiste in un programma di azioni volte a ristrutturare l'economia e la finanza pubblica in Italia secondo quanto già comunicato nell'estate del 2011 con la famosa lettera inviata dalla BCE al precedente esecutivo. Preparatevi a tal punto a vedere una spietata riforma del mercato del lavoro senza dimenticare l'accorpamento coatto della pubblica amministrazione e cosi via discorrendo. Come ho detto prima rimpiangerete Mario Monti. Mi auguro solo che in Italia più avanti negli anni riuscirà ad emergere un nuovo uomo forte che inizi ad utilizzare l'atomica italiana ovvero la parte del debito pubblico detenuta dagli investitori esteri. Tale montante finanziario (oltre 800 miliardi di euro) se macchiavellicamente manipolato e sfoderato sul piano mediatico può trasformarsi per l'Italia in una straordinaria arma di ricatto finanziario nei confronti di chi la sta invece detenendo, mentre ora, con rammarico, il ricatto lo stiamo subendo.



martedì 27 novembre 2012

Grillo fuori dall'euro