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giovedì 21 gennaio 2010

Immunità parlamentare



Adesso che abbiamo inculato l'Italia, per un'equa e ragionevole par condicio, bisogna inculare gli italiani.


Bisogna stare al passo coi tempi. La costituzione è vecchia, va rifatta da capo; la Repubblica è vecchia, va rimessa a nuovo; la giustizia è ingiusta, va aggiustata; l'immunità va ripristinata; i comunisti, sia di destra che di sinistra, vanno soppressi... Noi siamo dei veri innovatori democratico-liberali, guardiamo al futuro, ma abbiamo un cuore antico.

domenica 3 gennaio 2010

Libera orgia in libero mercato



Gli amorevoli ridono e amano. Gli occhi degli invidiosi stanno a guardare.

Brunetta ovviamente, come la maggior parte dei componenti della maggioranza, presumo, concorda con quanto ribadisce Oscar Giannino: "Amiamo il mercato prima di qualunque altra visione, prima di qualunque altro ordinamento pubblico". Infatti il ministretto afferma che la Costituzione Italiana «ignora temi e concetti fondamentali, come quelli del mercato, della concorrenza e del merito». Aggiungendo inoltre che «...la riforma [costituzionale] non dovrà riguardare solo la seconda parte della Costituzione, ma anche la prima. A partire dall’articolo 1: stabilire che “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro” non significa assolutamente nulla». Effettivamente, fondare "una Repubblica sul lavoro" sembra un po' un'assurdità, ma di certo non la si può fondare sul libero mercato, sulla concorrenza, sulla corruzione... Adesso che i problemi umani, ambientali, della povertà su vaste aree del pianeta, mostrano tutta la loro urgenza, non si può ancora sperare nel sistema di libero mercato, un sistema che alla lunga genera soltanto mostri. La legge del più furbo porta inevitabilmente alla fine anche al disastro economico.

Chissa mai perché il premier e soci sono favorevoli alle centrali nucleari, al libero mercato, alla produzione sfrenata, ai festini orgiastici, alla guerre, alla povertà... Una statuina, che distrugge il lifting al Primo Ministro, fa tanta sensazione, da promuovere addirittura massicce accuse contro i giornali non allineati e l'intera opposizione. Questo è diventata l'Italia: quello che tocca loro, in bene o in male, è degno di attenzione e considerazione, il resto è poco più che spazzatura...

sabato 2 gennaio 2010

Il pistola Brunetta



Onorevole, un consiglio da nemico, non spari sulla Costituzione

Parole di Brunetta estrapolate dall'articolo apparso su libero-news.it
« ... la riforma non dovrà riguardare solo la seconda parte della Costituzione, ma anche la prima. A partire dall’articolo 1: stabilire che “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro” non significa assolutamente nulla [...] ... la parte valoriale della Costituzione ignora temi e concetti fondamentali come quelli del mercato, della concorrenza, del merito. È figlia del clima del dopoguerra. Adesso siamo in un’altra Italia. Capisco che alcuni costituzionalisti sostengano che non si riesce a cambiare la seconda parte della Costituzione proprio perché non abbiamo aggiornato la prima. Fermi restando i principi fondamentali, nei quali tutti ci riconosciamo, bisogna avere allora il coraggio di parlare anche della prima parte della Costituzione. E ritengo che debbano essere rivisti pure gli articoli della Carta sui sindacati, i partiti, l’Europa... perché gli articoli 39 e 49 della Costituzione, che riguardano i sindacati e i partiti, non sono mai stati seguiti da leggi. E quindi bisogna intervenire sia sulla Costituzione sia sulle leggi [...] La nostra Costituzione prescrive essa stessa come deve essere riformata. Se le modifiche vengono approvate a maggioranza dei due terzi, non si va a referendum confermativo. Se questa maggioranza non viene raggiunta, e se viene richiesto, si fa il referendum [...] Riportare, per via costituzionale, l’equilibrio tra potere politico e ordine giudiziario. Oggi il potere politico è in balia della cattiva giustizia. Bisogna reintervenire sulla immunità parlamentare [...] »
Tutto muta e le solite questioni restano. Sono d'accordo sul fatto che la Costituzione vada opportunamente modificata per adattarla alle nuove esigenze attuali della Nazione, ma non alle esigenze del premier, a suo uso ed abuso personale. Dalle mie parti un provebio dice: "ogni predica finisce in elemosina". Ha ragione Di Pietro di essere monotematico, poiché le richieste della maggioranza sono sempre quelle: monotematiche.

Onorevole Brunetta, sono d'accordo con lei che bisogna "riportare, per via costituzionale, l’equilibrio tra potere politico e ordine giudiziario", ma non certo a favore del suo padron di casa. Evidentemente l'Italia non è ancora preparata a questo nuovo sistema elettorale e i suoi poteri (specialmente per quanto concerne il politico e il giudiziario) si sono venuti a trovare in un equilibrio precario a favore di quello politico e nella fattispecie ad uso ed abuso del suo reuccio d'Arcore. Si vede che Lei non fa altro che ribadire la voce del padrone, ovvero che "il potere politico è in balia della cattiva giustizia", è nelle mani delle toghe rosse che perseguitano ingiustamente e condizionano la vita politica del Paese. Ora che il capoazienda d'Italia ha ottenuto le sue auspicate leggi ad personam e tiene in mano l'informazione del Paese, pensa, giustamente, di riequilibrare i poteri dello Stato, svuotando la magistratura del suo valore legale. In questo caso, amorevole Brunetta, Lei si sta comportando come un buffone di corte (e forse lo è sempre stato) che cerca di deliziare con i suoi numeri il suo signore. Sono anche d'accordo che "bisogna reintervenire sulla immunità parlamentare", ma per toglierla definitivamente, a tutti i parlamentari, compresi i ministri e le prime cariche dello Stato, poiché a quanto pare l'immunità in Parlamento vige di fatto!

Links utili

Ministro di Papi Opportunità




Mara Carfagna, dopo l'evento della bela madunina, ha dichiarato alla Stampa.it che vorrebbe «... approfondire il tema delle disabilità in generale, anche psichica, per migliorare la vita dei malati e delle loro famiglie. Abbiamo da poco organizzato un congresso sull’ansia e la depressione e non posso non pensare alle tante donne che accudiscono persone che hanno un disagio mentale, pensiamo a quello che è accaduto a Berlusconi e al Papa... [Riguardo alla legge Basaglia la Carfagna dice che] ... in questi casi la politica non può agire da sola, deve avvalersi di esperti. È un tema che riguarda il ministro della Salute e la società tutta. Diciamo che sono favorevole a riaprire il dibattito, ma per arrivare dove non sono in grado di dirlo io».

Questa velina prosperosa trasformata e camufatta a modo (certamente dietro consiglio del Papi) in ministro delle im-Pari Opportunità, sembra dia i suoi stabilianti numeri da showgirl. Da quanto si può arguire, se un folle (o due o tanti) aggredisce un signor Rossi qualunque, non rientra nei doveri del governo fare una legge ad hoc per il problema specifico. Mentre se un tartaglia qualunque prende a statuine in faccia il Papi della sua Libertà, oppure un'irrefrenabile cittadina svizzera butta a terra il Papa, in un eccesso di eccitazione o accesso di follia, il governo vorrebbe quasi mobilitarsi per creare leggi o proporre modifiche di leggi già esistenti. Per i massacrati di Bolzaneto nessuna legge è stata attuata o modificata ad hoc; per i lavoratori manganellati idem; e per quelli sui tetti, idem con patate... Il premier e il governo, precedentemente, tramite la legge sui processi brevi, non faceva altro che mettere in libertà un'infinità di delinquenti, al solo scopo di salvaguardare una sola persona: sempre Lui. Per un singolo individuo, che sta distruggendo l'intero Paese, si deve scomodare l'intero sistema, addirittura modificare la Costituzione. Sarebbe ora di smetterla con questa squallida buffonata delle leggi ad personam! Questo modo di procedere e di delirare è alquanto autoreferenziale e sancisce ancora una volta per tutte questo patto scellerato tra il premier e i suoi cagnolini e cagnette ministeriali e parla(ele)mentari, determinando una distanza abissale tra chi è al governo e i cittadini.

Il premier tempo addietro aveva ricevuto come souvenir un cavalletto in testa, se non vado errando, e non sembra che l'attentatore fosse considerato incapace di intendere e di volere, ovvero, malato di mente. Da un evento unico non si può estrapolare una generalizzazione così spropositata e dire che tutti i malati di mente hanno il desiderio e la profonda e acutissima sensibilità di devolvere in beneficenza un souvenir al premier, magari per ringraziarlo della sua esistenza. Pensiamo anche agli spropositi verbali portatti a termine dall'onorevole Cicchitto contro i presunti mandanti morali e immorali, tutti circoscritti nell'ambito dell'opposizione. Si è cercato la pagliuzza nell'occhio dell'avversario, ignorando la trave nel proprio.

Orbene, se si consultano le statistiche, si capisce che i delitti e le violazioni commessi dai cosiddetti malati di mente, in una data popolazione, rientrano nella media percentuale generale. Vale a dire che su una popolazione di tot abitanti, di cui il 10% sono considerati malati di mente e il 90% sani, la possibilità che un malato di mente commetta un delitto è pari al 10% rispetto alla popolazione totale, ovvero non c'è nessuna differenza nella percentuale riguardo alla possibilità che una persona malata possa commettere un delitto rispetto a una sana.

È ovvio che se prendiamo dei malati mentali che hanno o ottengono un grande potere e consenso, come Hitler, Mussolini, Stalin e qualcun altro (senza fare nomi), il discorso cambia. La loro è una pazzia contagiosa che, prima o poi, dovrà per forza di cose, produrre atrocità e distruzioni. Contro la forza non vale ragione.

giovedì 3 dicembre 2009

Brunetta, il ministro per le trasparenze altrui


Il Brunetta predica bene e razzola male, come la sua congrega parla(ele)mentare. Il ministrello, o menestrello sguattero del dittatore, vorrebbe pro(im)porre una trasparenza (una glasnost all'italiana, tanto per intenderci), quando in parlamento non ci si vede a un palmo dal naso per tutta l'opacità omertoica, a dir poco imbarazzante, che vi regna incontrastata, tutelata per di più da questa mafiocrazia di merda. Brunetta ma che cazzo dici?... La predica è giustissima. È sacrosasanta. Ma dovresti cominciare dal parlamento, è lì che devi scavare, cominciare a togliere gli scheletri nell'armadio di tanti emeriti dis-onorevoli e mafiosi, fare pulizia a cominciare dal primo ministro che in quanto a trasparenza, lascia alquanto a desiderare. Vuoi la glasnost ministretto, allora comincia a lavorare affinché gli introiti, soprattutto quelli del tuo padron primo ministro, siano resi pubblici, comprese le sue poco chiare questioni giudiziare. Chi è senza peccato scagli la prima pietra, diceva qualcuno in Galilea e, soprattutto, iniziasse a darsi da fare per frustare e scacciare i mafio-mercanti dal tempio della democrazia. Eh no, il sermone mio servile Brunetta vallo a fare in parlamento, se da qualche parte vuoi veramente cominciare. Eh no, caro Brunetta, voi (vi dò del voi poiché siete in tanti) la trasparenza la volete soltanto dove, come e quando vi pare e vi fa comodo. Tutte le leggi ad personam che avete contrabbandato sottobanco o sfacciatamente non sono forse un voler nascondere , un negare la trasparenza? Ecco cosa ci propone o meglio ci impone il nostro categorico fustigatore di usi ed abusi, Brunetta, apparso magicamente nella trasmissione Rai Cominciamo Bene...

Io sto portando avanti una cosa che riguarda anche voi, di pubblicare nei titoli di testa e titoli di coda, in tutte le trasmissioni Rai... i compensi dei conduttori, i compensi dei giornalisti, a prescindere ovviamente dall'audience... nel senso che non è giusto, che un giornalista che fa benissimo una trasmissione che ha poca audience sia pagato banalmente e uno che ha, magari un po' meno bravo che ha grande audience, sia pagato in maniera milionaria. Io per esempio sto cercando, ma ci riuscirò, di fare trasparenza su questo: trasparenza sugli stipendi, trasparenza sulle performance, trasparenza sui contratti miliardari, anche nella Rai pubblica...

Il menestrafreghello Brunetta vuole farsi giustiziere di casa nostra, mentre dovrebbe cominciare da cosa nostra, dai suoi colleghi parlamentari, poco trasparenti o compromessi con i loro segreti di Pulcinella.

il cannocchiale