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martedì 23 febbraio 2010

Il pelo nell'uovo di Bertolaso




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mercoledì 17 febbraio 2010

Il vergognoso grafico della disinformazione

Video, testo e immagini sono stati prelevati dal video blog di Claudio Messora


Il vergognoso grafico della Disinformazione


Notizie Reati Percezionen Governo Prodi

 Se qualcuno avesse ancora dubbi, fategli vedere questo grafico. I dati sono stati resi noti dall'Osservatorio di Pavia, e riguardano il conteggio delle notizie di eventi criminosi apparse sui nostri telegiornali nel quinquennio 2005 - 2009.
 La linea rossa mostra il numero di notizie relative agli atti criminosi, la linea blu descrive l'andamento reale dei crimini, mentre la linea gialla mostra la percezione degli stessi da parte degli italiani. Potremmo ribattezzarla: linea della paura.
 La fascia evidenziata in verticale, invece, è mia. Per la precisione, identifica gli anni della XV legislatura, più comunemente nota come Governo Prodi II, in carica dal 17 maggio 2006 al 7 maggio 2008.

 Ed ecco il sortilegio: durante l'ultimo governo di centro-sinistra il numero di reati ha subito una flessione, ma la percezione di insicurezza è aumentata di una quindicina di punti, fino a superare il 53%. Lo spettacolo di illusionismo è stato magistralmente messo in scena dai media televisivi, che hanno trasformato il normale tran-tran dell'ordinaria delinquenza in un film horror degno delle migliori sceneggiature.

 Poi, come per magia, con l'apparizione del Governo Berlusconi IV - tolto un lieve, marginale incremento dovuto alla necessità di approvare il pacchetto sicurezza - le notizie relative ai piccoli reati sono state sostanzialmente dimenticate da Riotta, Minzolini e soci.

 Ecco dunque in soldoni - espresso in grafici e tabelle per i più duri di comprendoniocome ti strumentalizzo l'opinione pubblica per influenzare il consenso politico e legittimare o delegittimare questo o quello.
 Del resto, qui da noi i delinquenti sono un facile spauracchio, disponibile alla bisogna, con il quale tenere per le palle nonni, impiegati e casalinghe di Voghera. L'equivalente mediatico del bau-bau, insomma. Altrimenti non si spiegherebbe come mai, rispetto ai maggiori telegiornali dei nostri cugini europei, dedichiamo oltre il doppio del tempo a furti, rapine, risse ed altre simpatiche bazzecole, quisquilie e pinzellacchere.
Notizie criminalità sui principali telegiornali 
europei

 I nostri giornalisti dipendenti di RaiUno sprecano il 64% del canone Rai a informarci circa gli sviluppi del giallo di Via Poma e circa i pedali della bicicletta di Alberto Stasi, contro il 28% del principale telegiornale della televisione spagnola, il 18% di quello francese, il 14% di quello inglese e l'infinitesimale 3% del telegiornale tedesco. Evidentemente al di là delle Alpi l'informazione ha altro a cui pensare.

 Questi sono fatti, non pugnette!

 Fonte
Società e politica in Italia - III Rapporto su la sicurezza in Italia. Significati, immagine e realtà.

Video, testo e immagini sono stati prelevati dal video blog di Claudio Messora (http://www.byoblu.com/)

lunedì 15 febbraio 2010

La Pro-intenzione dei Vili: L'Aquila è Cosa Nostra



L'Aquila agli aquilani. I corrotti in galera... In fondo basterebbe murare il Parlamento nel momento in cui i populisti della libertà sono proni a votare l'ennesima legge ad personam. Porte e finestre murate o con sbarre; le prese d'aria devono essere però letali...


Claudio Messora riguardo a "La videocassetta che uccide"... scrive

"Ecco il servizio, girato da una troupe il 31 marzo 2009 a L'Aquila, che due alti profili istituzionali, legati alla Commissione Grandi Rischi, hanno impedito fosse mandato in onda.
Ecco l'operatore che ha visto Giampaolo Giuliani avvisare la troupe che, entro una settimana, si sarebbe verificato a L'Aquila un sisma molto più forte di quello appena avvenuto, che aveva già ridotto la scuola elementare De Amicis a un campo di battaglia.
Ecco la videocassetta che uccide... chi non l'ha potuta guardare
". (La videocassetta che uccide - dal videoblog di Claudio Messora)



Ricordo a Porta a Porta il vespone che si aggirava tra le macerie, la breve intervista fatta a Giampaolo Giuliani, difeso da Di Pietro che insinuava il dubbio galileano dell'eppur si muove. Per non lasciarsi sopraffare e squalificare dal sospetto, nella sua nostalgica immobilità, il luci-ferino Ignazio La Russa, stizzito, sbraitava: "... ma gli si concede troppo spazio!..." Questi nostri governanti invece, rubando sempre più spazio ai cittadini, si sono presi tutto lo spazio possibile, e non solo quello...

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lunedì 8 febbraio 2010

IL CANTO DI PROTESTA contro il Decreto Romani - il 20 febbraio davanti ambasciata Usa a Roma!




Testo e video sono di Enzo Di Frenna

Un messaggio a tutti i membri di Diritto alla Rete

Salve a tutti di Diritto alla Rete,

come ho scritto più volte, servono azioni audaci per contrastare i continui tentativi di legiferare contro la Rete italiana. Detto, fatto.
Vi segnalo il mio video CANTO DI PROTESTA contro il Decreto Romani, che vi prego di diffondere su Facebook, blog, siti vari, ecc.
Di cosa si tratta?

Io e Claudio Messora stiamo organizzando l'evento mediatico "Mr. President, help Internet in Italy!". Davanti all'ambasciata americana a Roma, il 20 febbraio nel pomeriggio, 60 audaci utenti della Rete, a piedi nudi, bendati con una fascia nera, a ritmo di tamburi, danzeranno e canteranno "Mr President...", con uno striscione ben visibile. Gireremo un video (italiano/inglese) e lo diffonderemo su You Tube, per totalizzare il più alto numero di visite in un anno, denunciando l'alleanza tra destra e sinistra, che in due anni ha tentato 8 volte di fare leggi contro la Internet italiana.

Ci rivolgiamo simbolicamente a Barack Obama, il primo presidente afroamericano eletto grazie al contributo della Rete, e soprattutto difensore della libertà d'informazione in Internet, contro ogni forma di censura da parte dei governi (come ha detto Hillary Clinton nei giorni scorsi in un discorso storico su You Tube.

La nostra iniziativa è stata già segnalata dalla tv svizzera, dal blog di Alessandro Gilioli, Marco Travaglio, Beppe Grillo, ed altri. Il 12 febbraio dovrebbe uscire un articolo sull'Espresso, che parla di noi.

Se volete partecipare, scrivetemi una mail su enzo.difrenna@hotmail.it - oppure lasciate un commento con la vostra mail sul mio blog nel post di oggi.
Solo per 60 coraggiosi...

                                       Un caro saluto.
                                                               Enzo Di Frenna

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mercoledì 20 gennaio 2010

Attacco alla Rete

Articolo tratto dal video blog di Claudio Messora



 Il Decreto Romani, con il quale l'Italia da attuazione alla direttiva europea AVMSD (Audiovisual Media Services Directive), interpreta in maniera tutta italiana il principio condivisibile della Commissione Europea, secondo il quale la trasmissione di materiale audiovisivo deve rispondere agli stessi criteri indipendentemente dal media sul quale transita.
 Quello cui il governo si guarda bene dal dare attuazione è il considerando 16 della stessa direttiva europea, che chiarisce inequivocabilmente cosa deve rientrare in questa regolamentazione e cosa no.
«La definizione di servizio di media audiovisivo non dovrebbe comprendere le attività precipuamente non economiche e che non sono in concorrenza con la radiodiffusione televisiva, quali i siti internet privati e i servizi consistenti nella fornitura o distribuzione di contenuti audiovisivi generati da utenti privati a fini di condivisione o di scambio nell’ambito di comunità di interesse.»
 Romani avrebbe potuto ricopiare il testo tale e quale, ma non sarebbe stato Romani, cioè il paladino del protezionismo televisivo e del controllo dell'informazione. Così ridefinisce nel seguente modo la direttiva europea:
«Non rientrano nella nozione di servizio media audiovisivo i servizi prestati nell’esercizio di attività principalmente non economiche e che non sono in concorrenza con la radiodiffusione televisiva, fermo restando che rientrano nella predetta definizione i servizi, anche veicolati mediante siti internet, che comportano la fornitura o la messa a disposizione di immagini animate, sonore o non, nei quali il contenuto audiovisivo non abbia carattere meramente incidentale.»
 Sparisce il riferimento ai siti internet privati, sparisce il riferimento agli utenti privati  così come spariscono i riferimenti alle paroline magiche: condivisione, scambio, comunità di interesse. In cambio, con una tortuosità degna del miglior azzeccagarbugli, si dice che se pubblichi video per uno scopo non precipuamente economico, non rientri nella definizione (qui fingono di recepire le indicazioni), fermo restando che ci rientri (e qui si fanno i cazzi loro) perché metti a disposizione immagini animate (ma che è... un manga?), sonore e non (infatti la rete è piena di clip muti) nelle quali il contenuto audiovisivo non ha ovviamente carattere incidentale.
 Carattere incidentale? In quale video, sul tubo, il contenuto video potrebbe mai avere carattere incidentale? Sarebbe come aprire una concessionaria all'interno della quale la presenza di automobili avesse carattere incidentale, o come farsi una scopata nella quale l'attività sessuale abbia carattere puramente incidentale.

 Io credo che l'unica cosa davvero a carattere incidentale è il cervello del legislatore italiano, o più precisamente la sua onestà.

 Ieri sera tardi ho incontrato Guido Scorza alla stazione centrale di Milano. Guido è il Presidente dell'Istituto per le Politiche dell'Innovazione. E' avvocato, giornalista, membro di mille consigli, ma soprattutto è un uomo ragionevole e di buon senso. Se conosciamo con largo anticipo gran parte delle minacce che la banda bassotti IV perpetra costantemente ai danni della rete, lo dobbiamo anche e soprattutto a lui.

 Perchè non posso avere uno Scorza come Ministro dei Beni e delle Attività Culturali? Anzi, lo voglio a capo di un nuovo ministero che subito istituirò, alla mia prima Presidenza del Consiglio: il Ministero della Rete.

 [la trascrizione dell'intervista seguirà a breve]

Articolo tratto dal video blog di Claudio Messora (http://www.byoblu.com/)

martedì 17 novembre 2009

Le vostre domande a Giuliani




Le vostre domande a Giuliani (di Claudio Messora)

Il Discepolo 1816: tutto come da programma...




Il Discepolo 1816: tutto come da programma... (dal blog di Claudio Messora)