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mercoledì 10 febbraio 2010

Perché il governo vuole le centrali nucleari?



La parola al nobel Carlo Rubbia




Leggiamo su Corriere.it che...
"il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo sulla disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell'esercizio di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonchè misure compensative e campagne informative al pubblico". (Nucleare, ok dal Consiglio dei ministri, su Corriere.it)
Non si capisce bene il perché di tutta questa urgenza nel costruire le centrali nucleari, senza nemmeno l'avallo della volontà popolare, precedentemente espressa nel referendum post-Chernobyl. Il sospetto che sorge spontaneo è che tutti questi intrighi, privatizzazione della protezione civili, costruzioni di centrali nucleari, chissà magari anche la privatizzazione dell'esercito, abbiano un filo conduttore comune. Probabilmente nella nostra Repubblica delle Banane le centrali nucleari serviranno più per la produzione di armi nucleari che per la produzione di energia ad uso civile.

Rubbia Parla di centrali nucleari al torio, più sicure e meno costose, e che permettono un più facile smaltimento delle scorie. I nostri po-liticanti cosa dicono a tale proposito?


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giovedì 4 febbraio 2010

Puntano alla guerra civile

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...


Il governo si accinge ad impugnare dinanzi alla Corte Costituzionale le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata che impediscono l'installazione di impianti nucleari nei territori regionali. In termini di diritto la legge potra' anche permettere tale operazione, ma in termini di fatto e' una dichiarazione di guerra che porterà l’Italia sull’orlo di una guerra civile mettendo lo Stato contro i cittadini.

Le parole di Vendola quando ha affermato che il governo si dovrà munire dei migliori carri armati per disporre della Puglia e dei pugliesi a suo piacimento ieri appaiono come una provocazione.

Domani, con l’arroganza istigatrice di Scajola, potrebbero diventare realtà. Gli italiani sono scesi in piazza e si sono recati alle urne, nel 1987, ed hanno messo alla porta il nucleare con un referendum. Se Silvio Berlusconi, per interessi ed accordi interpersonali, ha deciso di riportarci indietro di vent’anni reintroducendo una tecnologia superata, nociva e fallimentare, deve farlo con le stesse modalità, piazza per piazza, regione per regione e non con i suoi sondaggi taroccati. Siamo stufi di dover far ricorso a mozioni, referendum, petizioni, per riaffermare ciò che è già stato deciso con il loro stesso utilizzo.

Se un governo può buttare nel secchio un referendum, c’è un'unica interpretazione: chi governa rappresenta un’organizzazione illegittima che minaccia la democrazia. E non si rispolveri il consenso elettorale che non è stato acquisito parlando del nucleare e di molte altre porcate realizzate dopo l’insediamento al potere. Sappiamo che dovremo ancora una volta essere noi cittadini a ricorrere al referendum per il No al nucleare.

Come per il Lodo Alfano è inutile aspettare che il governo si ravveda, pertanto, l’Italia dei Valori domani inizierà la raccolta firme per il referendum contro il nucleare. I quesiti sono già stati depositati presso la Corte di Cassazione ed hanno lo scopo di chiamare i cittadini ad assumersi responsabilità importanti che peseranno sul loro futuro e su quello dei propri figli. Nel XXI secolo il futuro è nelle energie rinnovabili, certamente non nell’uranio che esaurirà nel giro qualche decennio, provocando danni irreversibili per la salute e l’ambiente.

Faccio solo un’inquietante riflessione: se il Parlamento è bypassato dai decreti, se la macchina della Giustizia è ridotta all’impotenza, se si parla di stravolgere la Costituzione, se le regioni sono piegate al volere di un gruppo ristretto di persone, se le televisioni trasmettono a reti unificate, se la legge non è più uguale per tutti, se si calpestano i referendum da un governo all’altro, perché continuiamo a raccontarci che l’Italia è una Repubblica parlamentare in cui vige la democrazia? Siamo ipocriti o incoscienti nel negare la realtà?

Cittadini, svegliatevi! L’unica arma che avete per non farvi fregare è il voto: utilizzatelo bene.

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...

giovedì 24 dicembre 2009

Il Papi è per le centrali nucleari, in nome del popolo sovrastato




Berlusconi su Corriere.it le spara grosse: «Dobbiamo svegliarci dal nostro sonno, adeguarci, perché il futuro è nell'energia rinnovabile e nel nucleare [...] Eravamo protagonisti del nucleare negli anni '70, poi per il fanatismo ideologico di una parte politica abbiamo interrotto la costruzione di due centrali che erano vicine ad essere completate». Bel discorsetto, quello del premier; peccato che non sia soltanto il fanatismo ideologico della sinistra a contrariare la sua foga oratoria e il senso insensato del suo discorso; molti esperti del settore non sono affatto consoni al suo pensiero che va su ali dorate, intriso di conflitti di interessi e di sbugiardate quotidiane. Carlo Rubbia in una sua esternazione riportata su blogGalileo smonta le pretese e le sparate del nostro presidente del Malconsiglio. Il nucleare non è, né così sicuro, come si vuol far credere, né così economico e a buon prezzo, con tutti i problemi ad esso connessi riguardo allo smaltimento delle scorie radioattive.

Nel 1987, dopo il disastro di Chernobyl, un referendum abolì il nucleare. Adesso i ministri, la Prestigiacomo in testa, e i parla(ele)mentari, discutono le faccende tecniche e l'ubicazione delle centrali nucleari, bypassando e ignorando completamente la volontà popolare. Ma dove sarà mai finita la democrazia? Se l'è comprata e privatizzata il Papi della libertà? Ci vuole un altro referendum che stabilisca una volta per tutte, se le centrali vadano costruite oppure no. Intanto il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo con nonchalance dichiara "è tutto superato, abbiamo risolto". Superata, a quanto pare, la volontà del popolo, che dovrebbe essere sovrano in una democrazia.

L'Italia è un Paese territorialmente troppo piccolo per ospitare un industrializzazione selvaggia e, in special modo, non è adatta a contenere gli impianti delle centrali nucleari. Un incidente come quello di Chernobyl, potrebbe contaninare buona parte del territorio italiano, con danni irreversibili per l'agricoltura, il turismo, per gli esseri umani... Le centrali nucleari di qualsiasi generazione esse siano, per quanto dichiarate sicure, non sono esenti però da attacchi terroristici, alquanto probabili.

Non capisco tutta questa fretta del nostro governo che sembra deciso, contro ogni parere popolare, alla costruzione delle centrali nucleari. Io ho il sospetto che sotto sotto vi sia la ferma volontà di nascondere o mascherare qualche altra cosa, più inquietante, per esempio la radiazione proveniente dai siti di stoccaggio o di depositi di scorie nucleari che attualmente si trovano in Italia, ma che nessuno (tranne gli eletti) ne è a conoscenza. Sappiamo già che in mare ci sono scorie di ogni tipo, comprese quelle nucleari, e certamente anche sul territorio italiano. Il commercio di materiali fissili, inoltre, sarebbe un ottimo affare per la mafia, camorra e 'ndrangheta.

Le centrali nucleari non hanno nessuna motivazione di convenienza economica, ma rappresentano soltanto il tornaconto di alcuni o di qualche entità oscura. Evidentemente le centrali serviranno a ben altro, a meno che non si prenda in considerazione la remota possibilità che i nostri politici agiscano di fatto autonomamente da perfetti a dir poco imbecilli. Per capire il paradosso sull'effettiva utilità e l'assurdità del nucleare in Italia si può leggere l'eclatante articolo dove viene espresso il parere di Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica e il maggiore esperto in Italia del nucleare, che si esprime in modo chiaro e comprensibile riguardo all'argomento, contrariamente a quanto fanno i nostri ignorantissimi e pericolosissimi politicanti da strapazzo. Rubbia: Il nucleare in Italia? Non risolverebbe il problema dei costi energetici

Ormai ci siamo abituati a questo modo di riciclaggio di denaro: sottrarre denaro al cittadino onesto e fesso (che paga le tasse) per darlo a una casta privilegiata (vedi anche l'obbrobrio del business delle vaccinazioni, il Ponte sullo Stretto, e chi più ne ha più ne metta). Si fanno progetti ed esecuzioni di cose inutili, dannose, o antieconomiche che poi, anche se non saranno portate completamente a termine, hanno comunque il vantaggio di alleggerire le tasche dei cittadini a favore di chi non si fa tanti scrupoli, insomma. Altrimenti non si spiegherebbe questa pervicace e inconsulta volontà antidemoratica dei nostri parla(ele)mentari, ostinati a var valere la loro idiozia (ovvero furbizia) contro ogni buon senso, in barba alla più evidente realtà dei fatti.

Le centrali nucleari, il business delle vaccinazioni, il Ponte sullo Stretto, ecc,. hanno un riscontro economico positivo non indifferente, ma per la mafia, per i corrotti, per i corruttori e per i parlamentari poco onorevoli che stanno distruggendo e divorando fino all'osso il nostro Paese.

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