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lunedì 1 marzo 2010

L'illegittimo impedimento

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...



Negato il "legittimo impedimento". Oggi, durante l'udienza del processo Mediaset, i legali del premier Silvio Berlusconi si son visti respingere la richiesta di "legittimo impedimento" del loro assistito siccome occupato a presenziare il Consiglio dei Ministri.

L'udienza di oggi era stata concordata tra le parti, come hanno ben sottolineato i giudici della I sezione penale del Tribunale di Milano. La magistratura di Milano aveva stabilito con lui, e su sua proposta, questa data, dopo aver rimandato l’udienza per ben tre volte. Pertanto, è Berlusconi che ha disatteso l’accordo fissando, in via del tutto eccezionale, il Consiglio dei Ministri ad oggi.

Da questa vicenda emerge chiaramente l’abuso della funzione del Presidente del Consiglio che, approfittando del suo ruolo, modifica a proprio piacimento il corso della giustizia quando questa lo riguarda.

Non vi è dubbio che se tutti devono essere sottoposti alla legge, deve esserlo anche il Presidente del Consiglio. Infatti, Berlusconi non può permettersi di bloccare il corso della giustizia: è una regola alla base della nostra democrazia.

E’ una vergogna per la nostra democrazia che un Presidente del Consiglio abusi dei suoi poteri elevandosi al di sopra del principio de “la legge è uguale per tutti”.

Si sottoponga al giudizio senza patetici raggiri e pretestuosi Consigli dei Ministri.

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...

domenica 28 febbraio 2010

Vox populi. Ghedini e il suo impedimento legittimo... un cazzo!




Cosa sarà mai legittimo, l'impedimento del premier o la voce del popolo, impedito nelle sue rivendicazioni dall'informazione di regime?... I nostri mafio-parla(ele)mentari credono ancora di poter trovare rifugio in leggi e leggine ad personam... Parlano di riforme per i Paese, di Patria... ma ...

            [...] Non vedete che tutta si scote,
             Dal Cenisio alla balza di Scilla?
             Non sentite che infida vacilla
             Sotto il peso de’ barbari piè?

             O stranieri! sui vostri stendardi
             Sta l’obbrobrio d’un giuro tradito;
             Un giudizio da voi proferito
             V’accompagna a l’iniqua tenzon [...]

Se dovessi definirli con una sola parola questi nostri governanti autocratici, sì, utilizzerei proprio la parola stranieri.

Links utili

venerdì 5 febbraio 2010

Il cittadino più uguale degli altri: "io so’ io, e vvoi nun zete un cazzo"



C’era una volta un Re cche ddar palazzo
mannò ffora a li popoli st’editto:
"Io so’ io, e vvoi nun zete un cazzo,
sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.

Io fo ddritto lo storto e storto er dritto:
pozzo vénneve a ttutti a un tant’er mazzo:
Io, si vve fo impiccà, nun ve strapazzo,
ché la vita e la robba Io ve l’affitto.

Chi abbita a sto monno senza er titolo
o dde Papa, o dde Re, o dd’Imperatore,
quello nun pò avé mmai vosce in capitolo".

Co st’editto annò er boja pe ccuriero,
interroganno tutti in zur tenore;
e, arisposero tutti: È vvero, è vvero.

(Li soprani der monno vecchio, Giuseppe Gioacchino Belli)
DI TUTTO DI PIU'...

giovedì 4 febbraio 2010

Il NO al legittimo impedimento

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...


Pubblico il testo della dichiarazione di voto dell'Italia dei Valori sul "legittimo impedimento".

Testo dell'intervento

Sig. Presidente del Consiglio,

oggi Lei e la sua maggioranza vi accingete ad approvare una leggina con cui stabilite che Lei e si suoi Ministri – per il semplice fatto che ricoprite tali cariche – potete decidere a vostro piacimento di non recarvi in Tribunale se un giudice penale vi chiama a rendere conto del vostro operato.

Si vergogni, sig. Presidente del Consiglio, per la Sua ennesima scelta immorale ed anticostituzionale!

Solo in un Paese barbaro e dittatoriale si può immaginare che un Presidente del Consiglio, poiché egli stesso è sotto processo, si fa fare una legge apposita per non farsi processare.

Ma che dico: si fa fare decine e decine di leggi a seconda del bisogno, raggirando di volta in volta la Costituzione italiana e la buona fede degli elettori.

E’ proprio vero che al peggio non c’è mai fine e lei, Presidente del Consiglio, rappresenta il peggior Capo del Governo che la storia repubblicana italiana possa ricordare.

Lei è peggio del suo sodale di un tempo, quel Bettino Craxi - che da Capo del Governo pure Lui – prima le ha venduto a suon di miliardi di lire il sistema televisivo italiano e poi, macchiatosi di gravi reati (come Lei, d’altronde), ha avuto – lui - almeno la vergogna di darsi alla latitanza.

Lei, invece, no. Lei è qui. Lei ha trovato una soluzione ancora più spudorata.

Lei – sig. Presidente del Consiglio che non c’è - ha utilizzato i canali televisivi che ha comprato grazie a Craxi, per confondere e illudere gli elettori italiani e così venire in Parlamento con un manipolo di suoi sodali e farsi le leggi che le sono servite e le servono per risolvere i suoi guai giudiziari e per manipolare le sue fortune finanziarie.

Sono ormai numerose le “leggi personali” che Lei si è fatto fare ed altre le ha già fatte mettere in cantiere dalla sua asservita maggioranza, pronta ancora una volta ad abbassare il livello della propria dignità per non perdere la poltrona.

Mi riferisco alla odierna “doppietta” che ora avete messo in cantiere: la legge sul legittimo impedimento alla Camera e la legge sul “processo breve” al Senato.

Anche i bambini possono rendersi conto che il processo è breve se in breve tempo si fa.

Se invece, si decide che dopo un certo tempo non si deve fare più, si chiama “processo interrotto”, con buona pace di tutti coloro che chiedono ed attendono giustizia.

Se davvero volete che il processo sia breve, allora fornite più mezzi, più strutture e più risorse alla giustizia, invece di togliergli anche il minimo essenziale.

La legge sul processo breve è – a differenza delle altre leggi ad personam – non solo una beffa alla giustizia ma anche un danno alla collettività perché – per salvare alcuni della casta dai processi – si lasciano fuori dalle patrie galere migliaia di delinquenti e soprattutto non si assicura giustizia alle parti lese che finora dovevano aspettare anni e d’ora in poi dovranno rassegnarsi a morire senza mai ottenere giustizia.

Ma oggi in quest’Aula sta succedendo qualcosa di più e di veramente umiliante per le istituzioni!

Oggi, sig. Presidente del Consiglio, Lei sta chiamando in correità al suo progetto criminoso, anche tutti i suoi Ministri.

Lei ha chiesto ad i suoi Ministri di venire oggi tutti in Aula per votare anche loro questa legge.

Ma, buon Dio, stiamo parlando di una legge che riguarda proprio i Ministri, oltre che Lei, Presidente Berlusconi. Una legge che in futuro permetterà anche a loro di sfuggire ai processi penali durante tutto il loro mandato!

In un Paese serio ed in uno Stato di diritto, sarebbe uno scandalo assistere a Ministri che non si vedono mai in Aula – e voi, Ministri del Governo Berlusconi, non venite quasi mai in Parlamento - salvo presentarvi proprio oggi per votare la norma che interessa voi stessi!

Ah già! Questa volta il vostro capo è stato magnanimo e voi dovete far finta di assecondarlo: ha pensato anche a Voi e alla vostra impunità e non solo alla Sua.

Tutto ciò non è solo la manifestazione plateale di un evidente conflitto d’interessi ma è anche la riprova di una malattia etica che – sulla scia dei cattivo esempio offerto da Berlusconi – sta contagiando tutto il Governo e rischia di contagiare tutto il Paese.

Lei, Presidente Berlusconi, è il responsabile ed il mandate di tutto ciò.

Lei sta ballando sul fuoco della disperazione e della rivolta sociale.

Mentre lei se la ride alla Nerone maniera, milioni di persone stanno perdendo tutti i giorni il proprio lavoro e migliaia di aziende stanno chiudendo i battenti.

Ma il tempo della resa dei conti, per fortuna, si avvicina anche per Lei Presidente Berlusconi, perché stia pur certo che il morso della fame e dell’incertezza sta inducendo milioni di italiani a ripensare e considerare mal riposta la fiducia che finora hanno avuto nei suoi confronti.

Noi - può starne certo - faremo il possibile per svegliare le coscienze e accrescere la conoscenza degli italiani sulla sua persona affinché possano impegnarsi per disarcionarla dalla sella di comando prima che sia troppo tardi.

E quando dico noi, non mi riferisco a fantomatici ed inesistenti servizi segreti stranieri che avrebbero mosso o muoverebbero le nostre mani per far cadere ora il Suo Governo e prima quello del suo padrino politico Craxi.

Mi riferisco a tutti quei cittadini italiani che non vogliono abboccare all’amo dei ricatti e dei dossieraggi che Lei, Presidente Berlusconi, è tanto bravo ad ordinare e sfruttare per raggiungere i suoi privati obiettivi.

Obiettivi che anche questa volta abbiamo capito per tempo (e che sventeremo con forza).

Lei vuole alzare un polverone di fango sull’inchiesta di Mani Pulite per far ingoiare all’opinione pubblica il ripristino del famigerato art. 68 della Costituzione, in modo da garantire per sempre l’impunità a tutti parlamentari.

No, Presidente Berlusconi: noi di IDV non ci arrendiamo nemmeno di fronte ai ricatti e per questo votiamo convintamene No anche a quest’altra sua legge-porcata!

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...

mercoledì 3 febbraio 2010

Legittimo impedimento alla Giustizia (Leggi ad libertatem)



Questa è buona! Il legittimo impedimento, consentirebbe ai ministri di evitare i processi pendenti a loro carico, perché troppo impegnati nel loro lavoro... Fino adesso li abbiamo visti indaffarati a far approvare leggi e leggine ad personas, a fare affari con l'industria farmaceutica dei vaccini, a privatizzare anche i beni di prima necessità, a far costruire centrali nucleari contro la volontà popolare già espressa in modo inequivocabile in un precedente referendum, a stabilre la lunghezza della coda e delle orechie dei cani domestici, a mettere il bavaglio alla Rete, ad accentrare l'informazione nelle mani della maggioranza, a evadere le sedute in Parlamento... Non per niente l'onorevole (uno dei pochi a potersi fregiare del titolo di onorevole) Antonio Di Pietro, nelle sue arringhe, rivolgendosi al primo assenteista in assoluto, lo apostrofa(va) come "signor Presidente del Consiglio che non c'è, latitante". Ha ragione Corrado Guzzanti quando dice che "Berlusconi bisogna prenderlo sul serio. C'è gente che si ammazza di lavoro 20 ore al giorno per distruggere questo Paese. Perché non vogliamo prenderlo sul serio?..." Lavorano, eccome se lavorano.


RIDONO DI NOI...

THE GUARDIAN

La Camera affronta la legge che consente di rinviare i processi a carico di Berlusconi

Articolo orginale "Italian lower house backs law to delay Berlusconi prosecutions di Philip Pullella, Roma, mercoledì 3 febbraio 2010 (tradotto da Carlo Giordano)

Il disegno di legge sostiene il principio del 'legittimo impedimento', vale a dire che i ministri possono differire i processi a loro carico essendo 'troppo impeganti'

Il primo ministro italiano Silvio Berlusconi

Il primo ministro, Silvio Berlusconi, a Roma, 22 gennaio 2010, sei settimane dopo la ferita subita alla testa durante un attentato. Photografia: Stefano Carofei

La Camera ha approvato la legge che potrebbe effettivamente bloccare i processi a carico del primo ministro, Silvio Berlusconi, per 18 mesi, una manovra che l'opposizione considera un altro tentativo di evitare di farsi processare.

La Camera ha approvato la mozione con 316 votanti a favore e 239 contro. E adesso essa passerà al Senato.

Nota come legge del "legittimo impedimento", essa permette al primo ministro o ai membri del suo gabinetto di chiedere che le udienze del processo vengano rinviate per il fatto che essi sono troppo occupati dal lavoro che il governo si trova a svolgere.

Le udienze possono essere posposte tre volte per periodi di tempo che arrivano fino a sei mesi ciascuno, vale a dire che i due processi che Berlusconi attualmente si trova ad affrontare possono essere sospesi per un periodo massimo di 18 mesi.

La legge, che rimarrà in vigore per 18 mesi, dopo che sarà stata approvata dal Senato, di fatto toglie al giudice la possibilità di rigettare la richiesta di rinvio.

Il capo dell'opposizione del centro-sinistra (?), precedente magistrato che lottava contro la corruzione, Antonio Di Pietro, lo definisce "l'assassinio della legalità".

Di Pietro afferma: "C'è da dire che si è legittimamente impediti [a intervenire a un processo] quando ci si è rotti una gamba e si resta in ospedale; altra cosa è dire 'io sono ministro e il mio lavoro mi impedisce di andare in un aula di tribunale'".

D'altra aparte, Fabrizio Cicchitto, leader del partito di Berlusconi alla Camera, afferma che senza la legge, Berlusconi avrebbe trascorso molti giorni e settimane in tribunale.

Il partito democratico, il più grande dell'opposizione, insieme al partito dell'Italia dei Valori, ha votato contro. La piccola Unione dei Democratici Cristiani (UDC) si è astenuta.

Articolo orginale "Italian lower house backs law to delay Berlusconi prosecutions di Philip Pullella, Roma, mercoledì 3 febbraio 2010 (tradotto da Carlo Giordano)




DI TUTTO DI PIU'...

EL PAÍS

I deputati italiani approvano la legge-ponte che salva Berlusconi dai processi

Articolo orginale Los diputados italianos aprueban la ley-puente que salva a Berlusconi de los juicios di Miguel Mora - Roma - 03/02/2010 (tadotto da Carlo Giordano)

I deputati italiani approvano la legge-ponte che salva Berlusconi dai processi. Adesso tocca al Senato discutere la norma "del legittimo impedimento", que garantisce al primo ministro e ala suo Gabinetto la possibilità di non essere processati mentre occupano il loro posto fino a che non venga approvata una legge costituzionale per l'immunità.

L'iniziativa, che ora passa al Senato, consta soltanto di due articoli e garantisce che il primo ministro e i suoi ministri non possano essere processati mentre occupano il loro posto, "allo scopo di consentire loro un sereno espletamento delle loro funzioni". Dopo la votazione - 316 voti a favore, 239 contrari, e 40 astensioni -, ci furono fischi, lanci di oggetti, cartelli ("Casta degli intoccabili", "Costituzione violata") e rissa generale.

La maggioranza di centro-destra si è vista costretta, considerata la sua fretta di ratificare la norma, ad accettare decine di eccezioni alla legge che furono proposte in modo provocatorio e fantasioso dall'opposizione. Così, restano escluse le feste patronali e le fiere do ogni provincia italiana, le riunioni di partito, diverse tipologie conferenze stampa o l'incontro annuale di Comunione e Liberazione. Tutte queste date non costituiranno legittimo impedimento e non potranno essere invocate per prorogare i processi. La legge non contempla nemmeno bloccare i processi in cui Berlusconi e i suoi ministri siano parte lesa.

Il leader dell'opposizione, Pierluigi Bersani, ha usato toni inusualmente duri per spiegare il voto contrario del suo gruppo. "Fino a oggi, un primo mionistro imputato che non si fosse presentato a un processo doveva giustificarne la ragione. D'ora in poi può andare al tribunale perché deve lavorare serenamente. (...) [Silvio] Berlusconi non vuole essere processato e intanto lascia il paese incastrato, bloccato nel suo scontro con la giustizia. Queste scorciatoie su misura generano in molti italiani repulsione e indignazione".

Fabrizio Cicchitto, portavoce della maggioranza, ha replicato che "la legge risponde a una vecchia questione italiana: l'uso politico della giustizia. La sinistra crede sia un'arma più per liquidare l'avversario politico. Berlusconi ha subito continui attacchi fin da quando è entrato in política; il problema non sono i suoi casi privati bensì l'accanimento della magistratura".

Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, rivolgendosi all'assente Berlusconi: "Lei e la sua maggioranza approvano oggi una leggina che è la sua ennesima decisione immorale e incostituzionale. Solo in un paese barbaro e dittatoriale succedono cose simili. Anche i bambini se ne rendono conto. È una legge umiliante per le istituzioni, il Parlamento, il paese e i cittadini. Per raggiungere il suo scopo, obbliga a venire a votare i suoi ministri che non vengono quasi mai in Parlamento. L'infermità etica di Berlusconi ha contagiato il Governo e può contagiare il paese intero".

L'Unione di Centro (UDC), che aveva sostenuta la legge-ponte come il male minore per evitare l'approvazione della norma del processo breve, che cancellerebbe migliaia di processi in corso, decise di astenersi perché la maggioranza non aveva ritirato la proposta aprovata al Senato. "In un paese normale, questa legge non verrebbe discussa. Ma per disgrazia questo non è un paese normale", dice il portavoce Vietti. "Il primo ministro si considera una víttima della persecuzione giudiziaria, e il Parlamento si dedica a seguire i suoi processi. Il re è nudo, e sotto processo mette sotto scacco le istituzioni. Questo consente di accantonare i suoi processi, non li cancella. Senza questo alibi, dovrà governare e affrontare i problemi gravi del paese, non potra sfuggire dalla crisi con i suoi processi, e dovrà riformare la Giustizia".

Secondo il capo delle file della Lega Nord, Roberto Cota, non vi è motivo di scandalo. "Francia, Stati Uniti, Spagna e Germania hanno leggi simili. Il Governo deve poter governare perché è stato eletto dal popolo per questo".

Articolo orginale Los diputados italianos aprueban la ley-puente que salva a Berlusconi de los juicios di Miguel Mora - Roma - 03/02/2010 (tadotto da Carlo Giordano)

P.S. - Il piduista Fabrizio Cicchitto, nella sua smemoratezza galoppante, non contempla il fatto che Berlusconi avesse già problemi con la Giustizia ancor prima che entrasse in politica.

lunedì 1 febbraio 2010

Legittimo impedimento: truffa legislativa

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'Italia dei Valori http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/... - articolo di Luigi De Magistris


Il legislatore sta preparando la soluzione finale con tre provvedimenti, servendosi del gioco delle tre carte. La prima carta è il processo breve. Berlusconi non vuole essere processato nella vicenda Mills ed allora, con una norma retroattiva, cancella il processo.

La seconda carta è il legittimo impedimento: se il premier è impegnato politicamente è legittimato a non partecipare ai processi e, quindi, devono essere rinviati. Siccome lui è sempre impegnato, si realizza l'impunità permanente attraverso legge ordinaria.

Terza carta? La modifica dell'articolo 3 della Costituzione. Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, tranne uno. Indovinate chi?

Quella che è stata la culla del diritto è divenuta ormai la bara del diritto. Anzi, la terra dei bari del diritto, dei giocatori delle tre carte. Per favore almeno, non invocate l'Europa. Assumetevi la responsabilità di voler essere servi di un padrone che invece di perseguire gli interessi degli italiani piega le norme a suo uso e consumo.

Testo dell'intervista:

Giornalista: Come giudica la protesta dei magistrati?
Luigi de Magistris: La giudico legittima. E' un governo che sta massacrando la Costituzione, l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, che fa passare il processo breve come una riforma della giustizia, quando invece è un provvedimento che interessa una sola persona. Che poi questo provvedimento crei un effetto collaterale, producendo l'azzeramento di centinaia di migliaia di processi dove a pagarne le conseguenze saranno le persone offese e le vittime di reato, questo non interessa al governo. E' una protesta giusta, legittima, pacifica e rispettosa delle istituzioni, ma in questo momento c'è bisogno di questo tipo di proteste.

Giornalista: Come giudica il legittimo impedimento? C'è chi ha un apertura su questo provvedimento.
Luigi de Magistris: E' una truffa legislativa, perché si dice che se uno ha attività politiche non può andare davanti al giudice. Siccome il Presidente del Consiglio considera come attività politica ogni cosa che fa, anche un viaggio in Costa Smeralda, non ci sarà mai nessun processo.
Ecco perché non è sufficiente il processo breve, che lo salva solo dai processi Mills e Mediaset, mentre il legittimo impedimento non consentirà di celebrare gli altri processi. Qualora ci sarà un magistrato che non consideri legittimo impedimento alcune attività del Presidente del Consiglio ci sarà, dopo il lodo Schifani e il lodo Alfano, il terzo lodo, uno scudo personale e definitivo a Berlusconi che non sarà più processato: verrà modificato l'articolo 3 della Costituzione, “la legge è uguale per tutti tranne che per il Presidente del Consiglio”.

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'Italia dei Valori http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/... - articolo di Luigi De Magistris