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lunedì 1 marzo 2010

Ad personam




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Testo:

Buongiorno a tutti, oggi vi racconto qualcosa che ho scoperto e che ho scritto nel libro nuovo, quello che esce tra domani e dopodomani nelle librerie: vi faccio vedere in anteprima la copertina, anche se è un po’ schiacciata. Si intitola “Ad Personam 1994/2010: così destra e sinistra hanno privatizzato la democrazia”. Ho scritto il libro quando ho cominciato a leggere - ve l’avevo già preannunciato in un Passaparola all’inizio dell’anno che- le leggi ad personam che sta preparando Berlusconi, le quattro, anzi cinque (intercettazioni, processo breve o morto, Lodo Alfano bis costituzionale, immunità parlamentare e legittimo impedimento) sarebbero intorno alla ventesima, alla diciannovesima di questi quindici anni.

Tre leggi ad personam all'anno
In realtà negli elenchi non si tiene mai conto di tutte: ci siamo dimenticati la prima, il Decreto Biondi, ci siamo dimenticati tutti quelli che gli ha fatto il centrosinistra e allora sono andato a spulciare e ho visto che, in realtà, le leggi ad personam nel senso di personam uguale Silvio Berlusconi sono state, in questi quindici anni, 36 solo quelle già approvate definitivamente e quindi le cinque che vi ho appena detto sono fuori, nel senso che quando saranno legge anche queste cinque si arriverà alla ragguardevole quota di 41.
41 in quindici anni vuole dire quasi tre all’anno, tenendo conto che Berlusconi, in questi quindici anni, ha governato soltanto per sette e mezzo otto, mentre gli altri erano gli anni del centrosinistra e conseguentemente, se dovessimo calcolare soltanto gli anni in cui lui aveva la maggioranza in Parlamento, dovremmo parlare addirittura di - sette per sei - sei all’anno, che sono una discreta media e in più ce ne sono alle undici che, o sono state tentate e non sono riuscite, oppure sono lì depositate in Parlamento pronte, come colpi in canna, a essere sparate. Poi non ci fermiamo: nel libro scrivo ad personam, ma mi occupo anche di tutte le altre leggi ad, cioè di tutte le altre leggi che, in questi quindici anni, hanno appunto privatizzato la democrazia ovvero, invece che occuparsi degli interessi generali dei cittadini  -questa è una legge, un provvedimento generale e astratto nell’interesse della collettività, invece no  - si legifera per quello o quell’altro, oppure per questa o quell’altra categoria politica, imprenditoriale, mafiosa e infatti ho fatto tutto l’elenco delle leggi ad mafiam, delle leggi ad castam, delle leggi ad aziendas  (Confindustria) o ad aziendam, come quelle per Mediaset, per esempio e siamo arrivati così a un totale di circa 105 leggi che, naturalmente, sono pure approssimate per difetto, ma danno bene l’idea di che cosa è diventata la seconda repubblica e di che cosa è la seconda repubblica e cioè una repubblica ad personam, o ad poche personas, ad paucas personas. Per esempio, ci sono anche le leggi ad personam dove la personam non è Berlusconi e queste sono 16 e sono state fatte per altre personas: cinque, per esempio, sono state fatte - o comunque ne ha beneficiato - per Dell’Utri, tre sono state fatte apposta per mandare Piero Grasso alla Procura Nazionale Antimafia a impedire che ci andasse Caselli, perché quelle tre leggi sono leggi contra personam, nel senso di Caselli, ma ad personam nel senso di Grasso. Quattro leggi per salvare il Generale Pollari e i suoi amichetti per le deviazioni del Sismi, tra dossieraggi illeciti e sequestro di Abu Omar, due leggi per salvare gli spioni della Telecom, una legge per salvare Sofri, o meglio per cercare di fargli avere la revisione del processo, visto che a Milano gliela avevano negata hanno fatto una legge per stabilire che, visto che Milano aveva detto di no, allora bisognava andare a Brescia e poi, se a Brescia dicevano di no, come dissero di no, si andava a Venezia e, se a Venezia dicevano di no, si proseguiva il giro d’Italia, per cui poi si decise di fare il processo di revisione a Venezia, la revisione non funzionò perché fu confermata la condanna e conseguentemente la legge andò vana, ma intanto quella legge era stata approvata da centrodestra e centrosinistra negli stessi giorni in cui si faceva una legge ad personam (Dell’Utri, nel nostro caso) presentata dallo stesso relatore (il Senatore Valentino di Alleanza Nazionale) e anch’essa votata in maniera bipartisan, quindi fecero una legge pro Sofri e una legge pro Dell’Utri in contemporanea perché, come sempre, una mano lava l’altra. Poi ci sono le leggi ad mafiam, che sono state otto in questi quindici anni, una ogni due anni, le leggi pro mafia, sono quasi tutte ispirate o, addirittura, copiate dal papello di Totò Riina e che, insieme al piano di Rinascita Democratica di Gelli e a un memorandum che ho indicato nel libro, scritto da Berlusconi e mandato ai giornali del suo gruppo nel 93, segnano un po’ quella che è la costituzione materiale dell’Italia: il piano della P2, il memorandum di Berlusconi e il papello di Totò Riina sono i tre fari della politica legislativa di questa seconda repubblica, con analogie impressionanti. Poi ci sono le leggi ad personas, fatte per ampie categorie di personas, soprattutto per salvare dai processi il ceto politico e gli imprenditori retrostanti e queste sono 18, praticamente più di una all’anno, più sette che non sono riusciti a approvare, ma hanno tentato. Poi ci sono le leggi ad castam, per proteggere la casta dei politici e dopo vi farò un esempio in anteprima. Poi ci sono le leggi ad aziendas, quelle appunto per la Confindustria e poi ci sono quelle contra iustitiam, che sono una messe interminabile. Pensate, quando sentite parlare qualche politico che dice “ bisogna riformare la giustizia”, dovete sapere che in questi quindici anni di seconda repubblica riforme della giustizia ne sono state fatte circa 180 /200, in quindici anni vuole dire dalle dieci alle quindici all’anno, più di una al mese. Uno dice “ e vogliono riformarla ancora la giustizia?”, forse farebbero meglio a lasciarla in pace, se si astenessero dal riformarla può darsi che la giustizia si riprenderebbe, che riprenderebbe un po’ di colorito, il problema è che continuano a riformarla e, ogni volta che facevano queste quasi duecento leggi in materia di giustizia, ci raccontavano che le facevano per abbreviare i tempi della giustizia e, ogni volta, i tempi aumentavano. Nel 1999, undici anni fa, il processo penale durava in media 1457 giorni: il che vuole dire quattro anni; nel 2000 era salito a 1652 giorni, dopo le riforme del centrosinistra; poi è arrivato Berlusconi e, nel 2003, il processo durava 1805 giorni: oggi siamo nel 2010 e non sappiamo quanto dura esattamente un processo penale in media, perché hanno smesso di contarli, i giorni, per disperazione. Vista la progressione dovremmo pensare che sicuramente dura molto più di 2000 giorni: parliamo della media, eh, anche dei processetti del cavolo, anche loro fanno media. Ogni anno abbiamo 180. 000 prescrizioni, che sono 465 prescrizioni al giorno, cioè 465 reati che vengono commessi ogni giorno e che non verranno puniti a causa della prescrizione: questo è il risultato di duecento riforme della giustizia fatte dalla destra o dalla sinistra o, perlopiù, dalla destra e dalla sinistra messe insieme. Voi capite: la casta ci guadagna, noi meno. La tassa occulta che pagano gli italiani solo per la lungaggine dei tempi della giustizia penale e civile porta via ogni anno 2, 2 miliardi di Euro, la metà di quello che dicono di voler incassare con lo scudo fiscale: si potrebbe ottenere una cifra analoga facendo funzionare la giustizia, cioè facendo una legge di legalità anziché di illegalità, con lo scudo fiscale. E poi c’è il costo della corruzione che, come sapete, in Italia è di 40 miliardi l’anno per la Banca Mondiale, e di 60 miliardi l’anno per la Corte dei Conti. Facciamo buon prezzo, buon peso? 50 e un bacio sopra? Stiamo parlando di 50 miliardi di Euro all’anno, 100. 000 miliardi di vecchie lire, il decuplo rispetto a quello che costava, secondo l’economista Mario De Aglio, la corruzione quando scoppiò lo scandalo di tangentopoli, in meno di venti anni siamo riusciti a decuplicare i costi della corruzione.
Ci sono ladri e ladri...
Ora vi ho detto che vi anticipo un capitolo e è il capitolo che riguarda i finanziamenti ai partiti: perché vi anticipo questo? Perché è molto di attualità. Sentite dire “ non c’è una nuova tangentopoli, perché adesso si ruba per sé e non più per il partito”.

Premessa, rubare per il partito dal punto di vista della democrazia è più grave che rubare per sé, perché se uno prende una tangente e poi la spende per comprarsi una macchina di lusso, oppure per farsi una vacanza ai tropici, oppure per qualche escort, tutto rimane nel perimetro del suo privato; se invece uno, dopo aver preso la tangente in cambio di un affare illecito, quella tangente la utilizza per fare carriera in un partito comprando tessere fasulle, oppure portando soldi in nero a quel partito per costituirsi un merito in cambio di una candidatura, altera anche le regole democratiche all’interno di quel partito, avvantaggiandosi su coloro che non rubano e conseguentemente peggiora la qualità della democrazia interna e esterna, oltre a avere preso dei soldi in cambio di un atto illecito o scorretto.
Rubare per il partito è quindi molto più grave che rubare per sé, dal punto di vista dell’interesse generale ma, in ogni caso, è vero che oggi sono più numerosi i casi di tangenti per arricchimento del singolo, rispetto al 92 /93, dove vennero fuori molti casi di persone che magari facevano la cresta sulla tangente e quindi una parte se la mettevano in tasca, ma comunque facevano parte di un sistema criminale di massa finalizzato a portare una specie di oleodotto ininterrotto di soldi che, dalle imprese, in cambio di appalti truccati e abolizione della libera concorrenza, confluiva nelle casse dei partiti, perché i partiti per ipocrisia, cioè per non sfidare l’ira dei cittadini, si autoassegnavano  dei finanziamenti pubblici che non bastavano per mantenere gli apparati elefantiaci che avevano messo in piedi e quindi, anziché alzare la quota del finanziamento pubblico per paura che la gente li linciasse, lo tenevano basso sulla carta e poi rubavano, integrando con le tangenti.
Adesso effettivamente questa necessità i partiti non ce l’hanno: perché? Perché oggi spudoratamente destra e sinistra, dato che non c’è più opposizione né quando governa il centrosinistra, né quando governa il centrodestra su queste questioni di casta, i partiti si autoassegnano una barcata talmente enorme di denaro pubblico che poi non sanno che cosa farsene, quindi navigano nell’altro, incassano - ma lo vedremo - circa il quadruplo di quello che spendono. La storia della legge sul finanziamento pubblico dei partiti nasce nel 74, anzi nel 73, quando a Genova i Pretori scoprono che il Parlamento è sul libro paga dei petrolieri e conseguentemente il Parlamento vota leggi fiscali di favore per l’Unione Petrolifera la quale, a seconda di quanti soldi risparmia da queste leggi fiscali di favore, devolve una percentuale di quel risparmio ai partiti, praticamente si compra il Parlamento ogni anno per avere sgravi fiscali.
Così  i cittadini pagano più tasse per coprire quelle che non pagano più i petrolieri, i partiti incassano la loro tangente e sono tutti contenti tranne Pantalone, che alla fine paga. Questo scandalo fa molto scalpore - all’epoca gli scandali facevano molto scalpore - e i politici, per cercare di recuperare un minimo di credibilità, che cosa fanno? Una legge severa sul finanziamento dei partiti: stabiliscono che i partiti possono prendere denaro pubblico - prima prendevano soltanto denaro da privati - possono prendere una quota di finanziamento pubblico e poi possono pure continuare a prendere soldi da privati, purché naturalmente l’azienda che dà il finanziamento al partito o al politico metta a bilancio quel finanziamento, altrimenti è ovvio che, se un imprenditore deruba le casse della sua azienda e porta via dei soldi per darli a chi vuole lui, commette reato di appropriazione indebita, falso in bilancio e evasione fiscale, perché poi su quel nero non paga le tasse. Per cui le imprese che finanziano politici o partiti dovevano e devono- perché questa legge è ancora in vigore, sia pure un po’ ritoccata nell’81 e in altre epoche - mettere a bilancio questi finanziamenti e i partiti, a loro volta, debbono presentare ogni anno una dichiarazione con l’elenco di tutti i contributi privati che ricevono dalle imprese. Possono riceverli da qualunque impresa, salvo che sia un’impresa pubblica: un’impresa pubblica finanziata con denaro pubblico non può finanziare i partiti e invece i partiti, dopo aver approvato questa legge, continuarono a prendere i soldi dalle imprese private in nero, perché non erano finanziamenti a un partito, ma tangenti che gli imprenditori pagavano prima in vista di favori che avrebbero avuto dopo, oppure che pagavano dopo in cambio di favori che avevano avuto prima. Erano tangenti mascherate da finanziamenti illegali. Questa legge è stata violata per quasi venti anni finché, nel 92, è esploso lo scandalo di tangentopoli: erano i partiti che avevano fatto una legge e poi avevano cominciato subito dopo a violarla. L’avevano fatta per farsi belli davanti ai cittadini, questa legge: lo scandalo fu enorme, i partiti ancora una volta di fronte all’ira popolare, si tagliarono in qualche modo gli attributi, rinunciarono all’autorizzazione a procedere per le indagini, rinunciarono all’amnistia o agli indulti a maggioranza semplice, all’epoca bastava avere il 51% per fare amnistia o l’indulto, nel 93 la maggioranza fu portata ai due terzi e, da allora, fino all’arrivo di Mastella non fu varato più alcun provvedimento di clemenza. Di solito ogni tre o quattro anni facevano un indulto o un’amnistia, salvavano tutti e ricominciavano.


Il furto pubblico dei partiti
Infine fu abolito, grazie al referendum popolare del 1993, del 18 aprile del 93, il referendum dei radicali, il finanziamento pubblico dei partiti: il 90, 3% degli italiani disse “ noi non vogliamo più che i partiti prendano una lira di denaro pubblico”. Sarà giusto o sarà sbagliato?
Questo hanno stabilito i cittadini italiani, i referendum vanno rispettati e invece, subito dopo, con il governo Ciampi morente, siamo a fine del 93, alla vigilia dello scioglimento delle Camere da parte di Scalfaro, in vista delle elezioni politiche del marzo del 94, quelle che poi Berlusconi vinse per la prima volta, il governo Ciampi morente fece una leggina che consentiva ai partiti di fare rientrare dalla finestra il finanziamento pubblico che il referendum aveva appena scacciato dalla porta. Cambiarono il nome al finanziamento pubblico e lo chiamarono “ rimborso per le spese elettorali”: era una norma, anche se tradiva il senso del referendum, a giudicare da quello che succede oggi abbastanza accettabile o meno inaccettabile e prevedeva che ogni cittadino residente in Italia contribuisse alle spese delle campagne elettorali dei partiti, solo dei partiti che superavano il 3%, se prendevano meno non avevano diritto ai rimborsi, pro capite con 800 lire a testa ogni anno per ciascuna delle due Camere, per cui erano 1. 600 lire pro capite per ogni cittadino residente in Italia. Già allora si scoprì che era troppo: perché? Perché poi i partiti alle elezioni del 94 spesero 36 milioni di Euro, facciamo già i calcoli in Euro, mentre avevano incassato il doppio e quindi già il rimborso era molto largo rispetto alle spese effettivamente sostenute. Del resto, se è un rimborso, che cosa è un rimborso? Tu spendi, mi dai la ricevuta e io ti do l’importo equivalente, non è che prima ti fai dare dei soldi pensando che più o meno spenderai tot e poi te li tieni, anche se hai speso soltanto la metà: quello non è un rimborso, quella è una truffa e quindi la legge era già una truffa, perché dava i soldi prima presuntivamente rispetto a spese che non erano ancora state sostenute e che poi si sono sempre rivelate inferiori rispetto all’importo del rimborso. Ma i partiti non si accontentano e continuano a assaltare la diligenza: nel 97, maggioranza di centrosinistra, il Parlamento..  ma anche con i voti del centrodestra tutti insieme appassionatamente, tranne i radicali, dovete sempre tenere fuori i radicali e, da quando ci sono, i dipietristi, perché hanno sempre cercato di mettere un freno a questo andazzo, anche se poi ovviamente hanno ricevuto anche loro i finanziamenti pubblici, hanno cercato di modificarli, ma si sono sempre trovati in minoranza.
Ebbene, nel gennaio del 97, il Parlamento dell’Ulivo con i voti del Polo approva un’altra legge che dice “ facciamo che gli italiani devono scegliere se dare o meno i contributi ai partiti: possono devolvere ai partiti il 4 per mille dell’IRPEF, il denaro raccolto va a creare un fondo e questo fondo se lo dividono i partiti in base al loro peso elettorale” e così solo i cittadini che vogliono finanziare i partiti lo possono fare con una parte delle loro tasse. Naturalmente i cittadini versano in pochissimi questo quattro per mille e comunque l’importo versato dai cittadini non è mai stato comunicato ufficialmente, dovevano essere veramente quattro soldi. E allora i partiti rischiano la bancarotta e quindi tornano immediatamente indietro: che cosa fanno? Visco anticipa subito ai partiti, a spese nostre, 160 miliardi per il 97 e 110 miliardi per il 98 ai partiti, perché altrimenti quelli sono in bancarotta, avevano fatto un po’ di spese a babbo morto, pensando che i cittadini gioiosamente andassero a versare e in realtà non avevano versato. Naturalmente il centrodestra, che ce l’aveva con Visco anche quando respirava, questa volta zitto e mosca, intasca pure la sua parte. Si decide di tornare alla vecchia truffa del rimborso elettorale, che poi è un finanziamento pubblico camuffato, cioè il finanziamento diretto: i cittadini contribuiscono sia che vogliano, sia che non vogliano, lo Stato paga. Nel 99 passa la nuova legge che archivia l’esperimento del quattro per mille senza nessun dibattito sul perché i cittadini non vogliono dare i soldi ai partiti, niente, fanno tutto alla chetichella, di notte e di nascosto. Si torna ai rimborsi elettorali e qui, sempre in anticipo naturalmente, si decide di dare un Euro per ogni cittadino iscritto alle liste elettorali, ma non un Euro una tantum.. scusate, non un Euro per tutte le elezioni: no, un Euro per le elezioni alla Camera, un Euro per le elezioni al Senato, un Euro per i Consigli Regionali e un Euro per le elezioni del Parlamento europeo. Quindi, per tutta la legislatura, i partiti hanno diritto a 4 Euro per ogni cittadino; in più, si decide di abbassare il quorum per i partiti che ottengono il rimborso: prima era il 3%, adesso diventa l’1%, basta prendere l’1% dei voti per avere diritto a entrare nella spartizione della torta. Così le liste e i partiti hanno tutto l’interesse sa moltiplicarsi, invece di compattarsi e diventano decine e decine, perché tanto più sono e più prendono, cioè non hai più bisogno di avere almeno il 3% dei voti, che era proprio il minimo, basta l’1, conseguentemente si polverizzano per andare a incassare i soldi. I rimborsi vengono usati solo in minima parte per le campagne elettorali, che abbiamo detto che costano molto meno di quanto non venga rimborsato: servono a mantenere le strutture elefantiache dei partiti, che si sono ricostruite in barba al referendum che invece, proprio su questo, era intransigente. Super surplus di ipocrisia, i partiti promettono che se gli anticipi superano le spese effettivamente sostenute, le somme in sovrappiù verranno restituite entro cinque anni a rate, 20% all’anno. Ma il decreto per regolamentare questo conguaglio non viene mai varato e i soldi non vengono mai restituiti: in pochi mesi i tesorieri dei partiti decidono una modifica legislativa che ritocca addirittura verso l’alto l’importo del rimborso. Che cosa è successo? E’ entrato in vigore l’Euro e quindi, dalle ottocento lire della prima legge, hanno deciso di farsi il cambio alla pari: 1 Euro per ogni cittadino, invece di ottocento lire 1 Euro, praticamente hanno quasi triplicato l’importo che ogni cittadino deve per ogni elezione e, non contenti, fanno addirittura un’altra legge che impone di passare a 2 Euro per ogni elettore, per ogni camera, più elezioni europee e più regionali. Quindi praticamente ogni cittadino deve pagare - due per quattro - 8 Euro a legislatura: nel 2001, così facendo, le forze politiche incassano addirittura 92 milioni di Euro, sono 200 miliardi di vecchie lire.

Triplo rimborso carpiato con scasso
Ultima fase: nel 2001 abbiamo detto 92 milioni di Euro per i partiti, che hanno speso per le elezioni del 96  un quarto di questi 92 milioni, cioè alle ultime elezioni, quelle del 96, ne avevano speso un quarto. Ebbene, alle successive elezioni si attribuiscono il quadruplo e i soldi non bastano mai, perché nel 2002, una volta rieletto Berlusconi come Presidente del Consiglio, siamo nella legislatura che Berlusconi ha fatto tutta intera, dal 2001 al 2006, mentre i partiti si scontrano in Parlamento e in piazza sulle leggi ad personam etc. etc., di nascosto passa un’altra leggina bipartisan, con firme di centrodestra e di centrosinistra, dove viene approvato, come vi dicevo prima, il cambio da 800 lire a 1 Euro per ogni elettore e poi si passa ai 2 Euro per ogni elettore.
C’è un’altra furbata: gli elettori a cui prendere i soldi non vengono calcolati in base a quelli che votano, ma vengono calcolati sugli iscritti alle liste elettorali; si dirà “ quelle della Camera per la Camera e quelle del Senato per il Senato”: no, quelle della Camera sia per la Camera che per il Senato, perché? Perché al Senato vanno a votare meno persone, in quanto c’è un’età superiore dell’elettore minimo del Senato e quindi, alle elezioni del Senato, gli elettori sono 4 milioni in meno e per il Senato i partiti prenderebbero dei soldi in meno. Invece, anche per il Senato, il rimborso si calcola sugli iscritti alle liste elettorali della Camera, dopodiché abbiamo detto che nel 94 le elezioni erano costate 36 milioni, nel 96 erano costate 20 milioni, nel 2008 riusciranno a costare addirittura 136 milioni di Euro, eppure i partiti, nei cinque anni successivi, riceveranno 500 milioni, cioè praticamente 10 Euro per ogni elettore, guadagnando il 270% netto rispetto alle spese davvero sostenute e, come vi ho detto, per intascare questi rimborsi bisogna avere un minimo dell’1% di voti, per cui vi rientrano quasi tutti i partiti, anche quelli che non riescono a entrare in Parlamento, visto che in Parlamento ci vuole un certo quorum, che è a volte del 4% e a volte addirittura superiore . Se poi uno non fa neanche l’1% i suoi soldi non è che vadano sprecati: se li dividono gli altri partiti.
Ultima chicca, la nuova norma assicura la copertura di tutti e cinque gli anni di legislatura anche nel caso in cui la legislatura non duri cinque anni, ma si interrompa con la caduta anticipata del governo e le elezioni anticipate: per esempio, quello che succede nel 2006 /2008; la legislatura dell’Ulivo con il governo Prodi numero due dura soltanto due anni, poi Prodi cade e si rivà alle elezioni nell’aprile del 2008. Bene, quella legislatura è durata due anni, ma i partiti incassano i rimborsi elettorali per tutti e cinque gli anni, li stanno ancora incassando adesso - 2006 /2011 - finiranno di incassarli l’anno prossimo, cumulando tra il 2008 e il 2011 sia i finanziamenti per la legislatura virtuale (2006 /2011), sia quelli per la legislatura effettivamente in vigore (2008 /2013). Sono degli anni in cui prendono addirittura il rimborso doppio per risarcirsi di una legislatura che non c’è mai stata, perché è finita con tre anni d’anticipo e quindi non ha comportato le spese previste dalla legge. E così, di aumento in aumento e di ritocco in ritocco, nel 2006 il totale dei rimborsi elettorali raggiunge la cifra record di 200 milioni di Euro, più del doppio dei 93 milioni che avevano incamerato nelle elezioni precedenti, quelli del 2001 e quindi, se nel 93 ogni italiano versava - per fare le somme finali - ogni anno ai partiti - nel 93, quando fecero la leggina Ciampi - 1, 1 Euro all’anno, nel 2006 ne ha sborsati 10 e pochi mesi fa, alla vigilia di Natale, la Corte dei Conti ha calcolato che nei quindici anni della storia della seconda repubblica i partiti hanno prelevato dalle casse dello Stato 2 miliardi e 200 milioni di Euro, 4. 500 miliardi di vecchie lire. Non so se mi sono spiegato, ma stiamo parlando di una truffa legalizzata ai danni dei cittadini, a cui si è poi aggiunta una cosa che nessuno sa, ossia che nel febbraio 2006, mentre stava morendo la legislatura del governo Berlusconi due e stava per arrivare il governo Prodi due, in fretta e furia i partiti fecero una norma che alzava il tetto sopra il quale i partiti devono dichiarare da chi prendono i soldi. Questo tetto era di 5. 000 Euro (dieci milioni di vecchie lire): se uno riceveva un finanziamento sotto i 10 milioni di vecchie lire, sotto i 5. 000 Euro non era obbligato a dichiararlo nella dichiarazione pubblica alla Camera dei finanziatori. Se invece superava quella soglia doveva dichiararlo, altrimenti era un finanziamento illecito, se veniva scoperto. Bene, hanno alzato da 5 a 50. 000 Euro questa soglia e quindi, dal 2006, un politico o un partito che ricevono dei soldi in nero da un’azienda, in cambio di cosa non lo saremo mai, non sono neanche obbligati a dichiararli e conseguentemente si è creata una gigantesca area di franchigia che consente a ogni singolo politico di intascare ogni anno fino a 50. 000 Euro in nero e, con 50. 000 Euro in nero, naturalmente ce ne sono a sufficienza per farsi pagare la campagna elettorale da qualcuno che non vuole comparire, in cambio di qualcosa naturalmente, senza neanche il rischio che il magistrato possa chiederti chi ti ha dato quei soldi, perché non è più reato. Hanno istituito, dopo la modica quantità di falso in bilancio e la modica quantità di evasione fiscale, due leggi ad personas e ad castam che ho raccontato nel libro, di cui una fatta da Berlusconi e l’altra fatta dal governo Amato con la depenalizzazione dell’utilizzo di false fatture sotto una certa soglia, adesso hanno istituito la tangente, da quattro anni è in vigore la tangente legalizzata in modica quantità: basta rubare un tot non superiore a 50. 000 Euro all’anno e non rischi più di finire in galera e neanche sotto inchiesta. La modica quantità per uso personale, come si direbbe in linguaggio di legge sulla droga. Dato che oggi si sente parlare di fare delle leggi anticorruzione, bisognerebbe chiedere chi le ha fatte tutte queste leggi pro corruzione: sono le stesse persone.

Passate parola e buona settimana.
È disponibile DemoCRAZYa2009, diario politico di un anno italiano,

lunedì 22 febbraio 2010

Telefascismo




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Testo:

Buongiorno a tutti, la tentazione sarebbe quella di parlare delle liste pulite, perché avete visto che Berlusconi ha scoperto le liste pulite e ha detto “adesso ve lo faccio vedere io”. Fino a qualche mese fa parlare di liste pulite, di non candidare condannati, rinviati a giudizio per reati contro la pubblica amministrazione o reati gravi era considerato giustizialismo. Tutti i giornali, anche indipendenti scrivevano "ma no, non si possono fare leggi che consegnano ai pubblici Ministeri o ai G.I.P. la selezione delle classi politiche" dopodiché l’ha detto Berlusconi, quindi tutti a complimentarsi, a dirci: "ci voleva un giusto segnale, ci mancherebbe". Dipende da chi le dice le cose in Italia, è interessante che abbiamo cominciato a dirle noi, poi, prima che gli arrestassero tutta la banda, è arrivato anche Berlusconi e il PD non è ancora arrivato, questa è la cosa interessante.

Le liste pulite di Berlusconi
Per cui l’ha detto Di Pietro per secoli, Grillo per secoli, l’abbiamo detto noi nei nostri libri per secoli, adesso lo dice Berlusconi, non lo dicono solo quelli del PD, anzi si apprestano a fare una legge per impedire la candidatura dei magistrati nel luogo dove stanno lavorando, che è proprio l’emergenza numero uno. Siamo in Finlandia, in Danimarca, quindi c’è una politica talmente pulita che può preoccuparsi di dove deve eventualmente candidarsi un Magistrato, perché?
Perché Di Pietro ha candidato un Magistrato come capolista in Puglia, invece di preoccuparsi di quello che succede in Campania dove hanno candidato un triplo imputato e dove purtroppo anche Di Pietro ha accettato per obbedienza di coalizione l’indecenza della candidatura di un pluri imputato come De Luca. Si occupano della candidatura dell’Italia dei Valori in Puglia perché li c'è un magistrato incensurato, faceva le indagini sia su Fitto sia su gente del centro-sinistra e quindi non si deve candidare lì, ci mancherebbe altro. Peraltro lì fa il Sindaco di Bari un ex Magistrato per il PD e lo fa anche bene, tra l’altro, Michele Emiliano, e nessuno del PD ha mai obiettato niente, lì sono candidati e vengono eletti il Magistrato scrittore Carofiglio che è un’ottima persona naturalmente, nel PD quindi va bene. Maritati, un ex PM, quello che ha indagato sulla tangente del re delle cliniche, Cavallari, a D’Alema e che poi la tangente si è prescritta e quindi Maritati è diventato parlamentare, sempre a Bari, ma dato che sta nel PD non c’è problema, adesso che candita un Magistrato Di Pietro, bisogna fare una legge per impedirgli di farlo, oppure magari bisogna fare una legge per fare il modo che uno che si candida al Consiglio regionale della Puglia e che è pugliese e che conosce la Puglia, venga candidato in Valle d’Aosta, lontano della regione che lui conosce e dove lui ha operato. E' una mossa geniale naturalmente, che dimostra quello che dicevo prima, che non contano i principi, conta semplicemente chi in quel momento bisogna cercare di eliminare o di danneggiare.

L'anticorruzione pro corrotti
Ma oggi non vi parlerò di liste pulite anche perché mi viene da ridere, leggo Berlusconi su Il Giornale, quello che Fortebraccio chiamava “il geniale” (e lo chiamava “Il Geniale" quando lo dirigeva Montanelli, pensate come lo chiamerebbe adesso che lo dirige Feltri) che dice “nelle nostre liste nessuna figura compromessa”, quindi lui non si candida. Questa è già una notizia, sapete che lui si candida sempre anche dove non può essere eletto, evidentemente questa volta non c’è lui. Infatti se non c’è nessuna figura compromessa, si presume che non candidino neanche la Signora Mastella, perché l’altro giorno era uscito che avevano candidato la Signora Mastella, quest’ultima è imputata per concussione in Campania; si suppone che non candidino nessuno delle decine di imputati rinviati a giudizio o addirittura pregiudicati che già siedono in Parlamento, anzi si presume che li caccino perché se un imputato o un condannato non può sedere in un Consiglio regionale, a maggior ragione non dovrebbe poter sedere nel Parlamento nazionale. Naturalmente cacceranno anche dal Governo il Ministro Fitto che ha due rinvii a giudizio per turbativa d’asta, corruzione, finanziamento illecito e altri reati, cacceranno ovviamente il Ministro Bossi che è un pregiudicato per finanziamento illecito ai partiti. Lo dico perché ho visto che anche quest’altro bel tomino di Cota, candidato alla Regione Piemonte, dice “stop ai condannati!”: la Lega se dice “stop ai condannati” perde contemporaneamente il Ministro delle riforme istituzionali, Bossi e il Ministro dell’Interno, Maroni, resistenza a pubblico ufficiale e oltraggio, quel reato che se lo fa un immigrato bisogna massacrarlo di botte. Mi viene da ridere perché siamo ovviamente nel ridicolo, però è significativo che almeno Berlusconi abbia annusato, dato che lui un certo fiuto ce l’ha e soprattutto una capacità pubblicitaria ce l’ha, visto che quello è sempre stato il suo mestiere, abbia colto il clima che c’è nel paese. Un clima frizzante, le avete viste le immagini delle contestazioni dei politici, politici che sono costretti a rifugiarsi in una libreria con la gente de L’Aquila che va a ricordargli le promesse. Poi è capitato al povero Ghedini e alla povera Bongiorno, bisognava ovviamente occuparsi del principale perché sicuramente non sono né Ghedini né la Bongiorno che hanno voce in capitolo, fanno quello che dicono i rispettivi leader, Berlusconi e Fini, però è significativo questo clima e Berlusconi che ha fiuto, ha capito che bisogna dare dei segnali. Sono segnali che naturalmente ciascuno può dare secondo le proprie possibilità, se Berlusconi davvero facesse le liste pulite gli si svuota il partito all’istante.
L’altro giorno c’era un articolo, del Foglio di Giuliano Ferrara “La rivolta dei deputati del Pdl contro la norma che diprietrifica le liste, moralizzare e punire, sgomento per iniziativa del governo che renderebbe ineleggibili gli inquisiti, è lo stesso tragico errore di Craxi”. Per la verità Craxi è scappato, quindi non si capisce bene il parallelo, ma sono talmente terrorizzati, anche Ferrara ha un certo naso, dall’idea che i rinviati a giudizio e i condannati non possano fare politica che giustamente il Foglio scrive “Sgomento nel Popolo delle Libertà”. Guardate che lo sgomento precede di pochi istanti la fuga. E' tutto da ridere, come le norme anticorruzione, avete visto che erano state commissionate a Ghedini e a Alfano, Berlusconi gli aveva detto: "fatemi una legge anticorruzione", quelli l’hanno guardato, gli hanno chiesto di ripeterlo 3 o 4 volte perché all’inizio a furia di sentire “fammi una norma pro corruzione” a forza dell’abitudine pensavano di dover fare la solita legge… Invece lui ha detto “no, questa volta non transigo, ne voglio una anti perché c’è un certo clima, la gente è incazzata, i nostri si stanno facendo prendere ormai con le tangenti nelle mutande, quindi provate a farne una anti, così per cambiare un po’”. E loro ci hanno provato poveretti, avete visto con quale dedizione si sono applicati, ve l’ho già detto, hanno queste borse sotto gli occhi, sono sempre più emaciati, curvi, perché sono lì che studiano, moltiplicano, dividono, applicano formule matematiche perché devono fare una legge anticorruzione che non porti all’arresto immediato di Berlusconi, quindi è una cosa difficilissima, devono stare attenti.
Poi hanno partorito un abortino, un testicolino che hanno portato in Consiglio dei Ministri, che ha fatto ridere perfino Berlusconi perché la norma anticorruzione prevedeva che il reato di corruzione in atti giudiziari, quando ti compri un giudice o un testimone che è uno dei reati tipici della famiglia (vedi caso Sme, caso Mondadori, caso Mills) sono tutte corruzioni giudiziarie, di giudici o testimoni. Quel reato per il quale Berlusconi e Mills sono ancora imputati, Mills è in Cassazione e Berlusconi in primo grado, che oggi è punito con una pena massima fino a 8 anni, sarebbe sceso a una pena massima di 6. Guardate che è spettacolare che in una norma anticorruzione, il reato più grave della corruzione, quando ti compri direttamente il giudice per ottenere una sentenza ingiusta a tuo favore e quindi provocare un danno ingiusto alla persona che ha ragione e a cui verrà dato torto perché devono dare ragione a te che hai torto, per quel reato diminuivano la pena, in una legge anticorruzione, pensate se facevano una legge procurruzione cosa veniva fuori!
Per cui è venuto da ridere anche a Berlusconi e hanno rinviato sine die la norma.
E’ bene citarla questa cosa perché se anche Berlusconi parla di norme anticorruzione di liste pulite, vuole dire che la situazione è veramente oltre il livello di guardia e a furia di ripetere che non c’è una nuova Tangentopoli, lo capiranno tutti che c’è una nuova Tangentopoli, altrimenti perché lo ripetono? E’ come quando dicevano: non c’è nessuna crisi, non bisogna parlare di crisi finanziaria, perché altrimenti la gente pensa che ci sia la crisi finanziaria, diffondiamo ottimismo, i disoccupati non sono disoccupati, è disoccupazione percepita, i poveri non sono poveri, è povertà percepita, sono loro che si percepiscono senza lavoro, ma in realtà hanno ancora un lavoro e sono pieni di soldi, solo che non li trovano.

Informazione e diversivi
Queste stronzate segnalano che c’è un problema e cioè che siamo alla vigilia di una nuova Tangentopoli e questo mi premeva dire.
Però questa volta volevo rompervi un po’ le scatole su una questione che apparentemente riguarda me e che io penso che in realtà riguardi l’informazione, una cosa un po’ più importante della mia misera persona, un meccanismo che avevo già descritto ne "La scomparsa dei fatti" e che Cristicchi a San Remo ha distillato in una canzone molto efficace da questo punto di vista, il diversivo: tu stai parlando di una cosa, arriva uno e distoglie l’attenzione da quella cosa per trasportarla verso altri lidi. C’è lo scandalo x e noi parliamo di quanto è bella Carla Bruni, perché sicuramente Carla Bruni è bella e quindi l’attenzione si rivolge a Carla Bruni, questo è il senso. Soltanto un demente poteva pensare che quella fosse una canzone contro Carla Bruni o contro Sarkozy, era questo il senso. Lo dico perché ovviamente tutti hanno sentito la canzone di Cristicchi, mentre ovviamente non tutti hanno letto "La scomparsa dei fatti", questo era il problema che segnalavo.
Adesso questo meccanismo del parlar d’altro si è ulteriormente raffinato ed è andato a infestare anche una delle poche trasmissioni nelle quali fino a qualche mese fa si riusciva ancora a parlare dei fatti. Parlare dei fatti non vuole dire parlare da soli, parlare dei fatti vuol dire, in una trasmissione, come la vedo io naturalmente infatti vi sto parlando io, che c’è un’inchiesta (filmati, interviste, immagini, dati, affidata a uno, due, tre giornalisti inviati) dopodiché si va in studio e si chiama a rispondere delle cose che si sono viste nell’inchiesta, dei problemi che emergono, per sapere le soluzioni che si intendono adottare i politici. Perché i politici servono o servirebbero in questa ottica? Perché bene o male purtroppo spetta a loro risolvere i problemi, quindi per evitare quel senso di impotenza, quell'enorme punto interrogativo che ci accompagna alla fine di una grande inchiesta di Iacona o della Gabanelli, dove poi non c’è un qualcuno lì al quale rinfacciare i problemi, adesso che fai? Avevi detto che facevi così, adesso cosa fai per risolvere il problema che abbiamo appena visto? Si invitano i politici e ovviamente non si può invitare politici di una sola parte, è bene che ci siano politici di entrambi gli schieramenti perché chi deve governare dica cosa vuole fare il governo e chi vuole fare l’opposizione, dica cosa vuole fare l’opposizione. Questo dovrebbe essere nel migliore dei mondi possibili, una trasmissione di approfondimento giornalistico. Non la ciancia, non una trasmissione basata sulla chiacchiera fine a sé stessa, una tribuna politica permanente tutto l’anno come sono Ballarò e Porta a Porta o quella robina di Matrix dopo che hanno cacciato Mentana e tutti i cloni più o meno minoritari nelle altre emittenti.

Annozero era riuscita a mettere in piedi questo format, secondo me ottimo, adesso come fanno a inquinarlo? Fanno una cosa molto semplice; quando ci sono i politici, i politici divagano e menano il can per l’aia, per cui avete visto che Santoro porta sempre meno politici in trasmissione, proprio perché il loro contributo al dibattito è nullo. Se accettassero, salvo rari casi naturalmente, di confrontarsi sul tema della puntata, su quello che hanno appena visto, sarebbe utile sapere cosa dicono, invece non lo fanno mai; li vedo, me li osservo durante i filmati, durante i filmati di solito, salvo rare eccezioni, si comportano come se ci fosse la pubblicità, chiacchierano, scribacchiano, guardano i messaggi, non hanno la minima intenzione di entrare in sintonia con la realtà.
Quindi poi dopo menano il can per l’aia e dicono quello che gli pare a loro per fare degli spot o cose del genere, adesso per fortuna, perché poi alla fine si è rivelata una fortuna, la Commissione di vigilanza ha detto che o si invitano tutti i politici di tutti i partiti possibili e immaginabili, oppure non si invita più nessuno, perché le trasmissioni di approfondimento devono diventare soggette alle regole della comunicazione che non è l’informazione. La comunicazione sono i partiti che comunicano ai cittadini quello che gli pare e quindi stiamo parlando degli spazi autogestiti, tribuna politica o comizi televisivi, quindi giustamente Santoro ha portato anche altri programmi a dire: benissimo, allora facciamo delle trasmissioni di informazione senza i politici, non c'è mica bisogno dei politici per fare l'informazione, sono dappertutto, sono perfino a San Remo e ne faremo a meno.
Infatti ha organizzato la puntata sullo scandalo del terremoto senza politici e devo dire che è stato un ottimo esperimento, nel senso che anche qui nel migliore dei mondi possibili, avere dei giornalisti che da vari punti di vista ti commentano, analizzano e ti raccontano dei particolari su un’indagine che in televisione nessuno ha mai seguito, ovviamente. Basti pensare che il Tg1 è diretto da Minzolini e ricordare cosa ha detto questo, non saprei neanche come definirlo, è una macchietta che si definisce da solo. Quindi in televisione hanno nascosto lo scandalo della protezione civile, oppure hanno fatto come al solito, dove a Ballarò in cambio dell’avere in studio Bertolaso nella prima serata di San Remo e quindi di reggere la concorrenza degli ascolti, gli hanno concesso praticamente di farsi una serata di gala a spese del contribuente, facendo in modo che non si venissero a affrontare i veri problemi, che sono quelli che abbiamo cercato di enucleare.
Vorrei solo ricordare di cosa si era parlato l’altra sera a Annozero, si era parlato del fatto che alla Maddalena lavora al risanamento ambientale il cognato di Bertolaso, il fratello della moglie di Bertolaso, che di professionisti del calibro del cognato di Bertolaso, l’Ing. Piermarini ce ne sono a centinaia, come abbiamo dimostrato, quindi non è vero quello che dice Bertolaso che se non c’era Piermarini non si faceva il risanamento della Maddalena, oppure che povero Piermarini è il più bravo di tutti e lo vogliamo escludere solo perché è il cognato di Bertolaso e magari lo vogliamo mandare in Svizzera? Sono stronzate, eppure gli è stato consentito di dire queste stronzate a Ballarò. Poi abbiamo raccontato che le spese stavano lievitando alla Maddalena da 300 a 600 milioni di Euro, pari a quasi 1.200.000.000 di lire, stiamo parlando dei costruttori Anemone, con i quali Bertolaso aveva una dimestichezza amicale, frequentazioni anche a ferragosto etc..Poi soprattutto si serviva per i massaggi particolari, erano i massaggi al termine dei quali c’era un addetto che andava a far sparire i preservativi, sono strani massaggi naturalmente, ho cercato l’altra sera di chiedere a Porro, dove te lo mettono il preservativo durante il massaggio terapeutico, ma non ho avuto risposta perché lui sosteneva naturalmente che si tratta di massaggi rigorosamente terapeutici.
A me non interessa il tipo di massaggio, mi interessa però il fatto che queste seratine in esclusiva al centro Salaria Sport village, chiuso soltanto per Bertolaso, venissero organizzato dallo staff dei costruttori Anemone che poi vincevano gli appalti alla Maddalena e non solo e ottenevano di poter ingrandire a dismisura il loro centro sportivo sulla Salaria che è a ridosso del Tevere, a rischio esondazione, che contro il permesso negato da tutte le amministrazioni locali, ha avuto in realtà, come al solito, le deroghe previste dalle ordinanze di protezione civile perché gli hanno fatto rientrare questi ampliamenti nelle onere dei mondiali di nuoto, delle quali si occupava Bertolaso e di cui era commissario straordinario l’ottimo Filippo Balducci che guarda caso aveva rapporti familiari di società con la famiglia Anemone. La moglie di Balducci è socia della moglie di Anemone e il figlio era uno di quelli che nel 2004 avevano comprato il centro Salaria Sport Village, che all’epoca si chiamava in un altro modo, insieme a Anemone. Quindi anche il figlio era socio e poi lavorava presso quel centro e quindi, dato che di centri massaggi ce ne sono tanti, se Bertolaso andava a farsi fare i massaggi proprio nel centro del costruttore che vinceva gli appalti alla protezione civile, c’è un conflitto di interessi chiarissimo, soprattutto se gli appalti non vengono vinti da Anemone con una gara pubblica europea a evidenza di bando e di curricula e di progetti, ma viene affidata segretamente, spesso direttamente, con la scusa dell’urgenza, non soltanto per i terremoti ma anche per i grandi eventi, tipo i 150 anni dell’Unità di Italia che sono proprio un evento a sorpresa che nessuno poteva sospettare che sarebbe arrivato! Era da 150 anni che si sapeva che l’anno prossimo ci sarebbe stato il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, soltanto dalle parti di Bertolaso sono stati colti alla sprovvista e l’hanno coperto all’ultimo momento.
Di questo si è parlato l’altra sera e si è parlato del fatto che se Bertolaso leggesse i giornali, saprebbe chi sono le due persone che si aggiravano in quel sottobosco e che vincevano gli appalti della protezione civile e che erano già state beccate dalla Magistratura: una era una vecchia conoscenza dell’inchiesta Why not? e l’altra era una vecchia conoscenza dell’inchiesta di Woodcock a Potenza.
Questo avevo raccontato l’altra sera quando è successo il patatrac, perché lo dico? Per quelli che magari hanno visto soltanto il seguito, il seguito è questo: "Travaglio minaccia Santoro, guerra nella coppia ammazza cavalieri, il giornalista scrive al conduttore "a Annozero non voglio più tra i piedi quelli del giornale di Libero, altrimenti me ne vado io", motivo? Non sopporta il contraddittorio e che gli si ricordino in diretta alcune cosette che lo riguardano” Libero, si fa per dire, occupato "Vi racconto chi è Travaglio" – c’è Maurizio Belpietro che pensando di insultarmi dice che io ero vicecorrispondente da Torino del giornale quando ero ragazzo. Sono onorato di essere stato vicecorrispondente del giornale e di essere stato assunto per due volte prima al Giornale e poi alla Voce da Indro Montanelli, non da Belpietro, quest’ultimo questa fortuna non l’ha mai avuta, il massimo della sua fortuna è stata quella di lavorare per Feltri, come vice addirittura di Feltri, pensate come deve sentirsi male in cuor suo al raffronto.
"Lo spirito fascitello del PM Travaglio, il giornalista è come certi giudici che difende, ogni volta che lo prendono in castagna perde la testa e inizia a negare anche le cose più evidenti. Travaglio sotto accusa fa il matto, guai a processare l’inquisitore". Infine "critica gli incontri del sottosegretario, ma Travaglio dimentica le sue vacanze", questo era ancora Libero.
Mentre sul Giornale sul numero di ieri, hanno aperto Il Giornale, è un giornale vero che va nelle rassegne stampa che tutti lo vedono e dicono: "cavolo, Travaglio ha minacciato Santoro, se ne va se non cacciano i giornalisti di destra, pensate un po’", “Marco il pasdaran dell’insulto - questi poveri analfabeti non sanno che pasdaran è plurale – in pochi giorni getta fango su tutti, quella conoscenza scomoda che lo manda in bestia”.
Cosa hanno fatto? Hanno fatto una cosa molto semplice, quando ho finito di parlare di Bertolaso, il vicedirettore de Il Giornale, quello con i capelli, e il direttore di Libero, hanno cominciato a parlare non di Bertolaso - avrebbero potuto fare quello che fanno sempre, per la verità a un certo punto l’hanno anche fatto e cioè gli Avvocati di ufficio di Bertolaso. Il bello di questa gente è che sono prevedibili; mentre tutti noi che facciamo i giornalisti e che non abbiamo un padrone da servire e da leccare, non siamo prevedibili, nel senso che può capitare che a volte ce la prendiamo con la destra, con la sinistra, recentemente mi è capitato di prendermela con Di Pietro per l’affaire De Luca. Diciamo quello che vediamo, quello che pensiamo, poi magari sbagliamo, però in proprio, non perché ce l’ha ordinato qualcuno o perché dobbiamo per forza dire qualcosa, loro invece hanno questo di bello, si sa in anticipo che per loro gli imputati di centro-destra sono tutti innocenti, perseguitati, quelli di centro-sinistra sono tutti colpevoli e le inchieste giudiziarie sono politicizzate soltanto quando riguardano il centro-destra, quando riguardano il centro-sinistra invece gli indagati devono dimettersi - per esempio Del Bono per quella storia da qualche centinaio di euro della sua segretaria, forse amante, l’hanno picchiato duro: via Del Bono, ci mancherebbe altro, mica ha rubato miliardi, altrimenti dovrebbe rimanere se fosse di centro-destra e avesse rubato miliardi.
Quindi sono prevedibili ma loro non si sono limitati a difendere Bertolaso, perché? Perché difendere Bertolaso con quello che si era visto nelle intercettazioni e con quello che avevo raccontato io e nei servizi dove c’erano piscine lunghe un metro e mezzo di più, dove c’era una sciatteria, una cialtronaggine, uno sperpero di denaro pubblico micidiale, era impossibile. Anche perché eravamo stati abituati a considerare Bertolaso l’unico genio della protezione civile, l’unico protagonista positivo, l’eroe buono, il superman che va e risolve, per cui è chiaro che se uno è così bravo che riesce a fermare i terremoti e le alluvioni con le nude mani e a ricostruire con un tocco di bacchetta magica intere città new town etc., addirittura l’abbiamo mandato a Haiti a insegnare agli americani come si fa la protezione civile dai terremoti etc. - sapete che gli Stati Uniti sono degli sprovveduti in fatto di terremoti, mica come noi, anche in fatto di catastrofi ambientali non ne hanno mai avute, quindi giustamente Bertolaso è andato a dargli i primi rudimenti: l’hanno rimpatriato con il primo volo naturalmente, la Clinton gli ha dato il foglio di via praticamente…
Ma in ogni caso se ci raccontano che questo è il salvatore della patria, è ovvio che poi se si scopre che tutto intorno a lui si ruba, che lui si fa massaggiare ed è pappa e ciccia con quelli che poi vincono gli appalti, che tra questi appalti ci sono quelli che vengono dati chissà come mai a suo cognato che è molto bravo - viene premiato perché è bravo, non perché è il cognato ci mancherebbe - è evidente che tutto quel popo’ di sperpero, ruberie, regalini, favori, ammiccamenti, fughe di notizie, è evidente che ricade sotto la sua responsabilità.
Infatti quando mi hanno detto che Bertolaso potrebbe essere stato incastrato, mi sono permesso di dire: tanto peggio mi sento, se è così facile incastrare Bertolaso, perché se si è fatto incastrare da questa combriccola che per anni gliene ha fatte di tutti i colori sotto il naso e lui non si è mai accorto di niente, questa è una responsabilità gravissima e se poi c’è qualcuno che riesce a incastrarlo per poi sputtanarlo, siamo di fronte a un incapace totale, a uno sprovveduto!
Allora hanno risposto: no perché ha ricostruito, ho detto: guardate che non sto parlando della sua capacità di ricostruire - anche perché non credo che le case le abbia proprio messe in piedi lui, ci sono costate ha un’ira di Dio quelle casette, mentre il centro de L’Aquila è esattamente a terra come vi ha mostrato ieri sera Iacona e l’altra sera Annozero. Ho detto: no, stiamo parlando della scelta degli uomini dei quali si circonda, dei controllori e degli appaltatori; allora lì il genio, il vicedirettore de Il Giornale con i capelli, ha tirato fuori le mie vacanze, dicendo: anche tu hai avuto delle frequentazioni di cui ti dovresti vergognare etc..
Vi segnalo il procedimento perché da quel momento tu cosa fai? Ti metti a parlare delle tue vacanze? Se ti metti a parlare delle tue vacanze la gente dice: ma come, stavamo parlando di Bertolaso, della protezione civile, che c’entrano le vacanze di Travaglio? Quindi se ne parli giustamente il conduttore dice: mica possiamo parlare delle vacanze, d’altra parte se non ne parli, la gente dice: ah, hai visto chissà cosa c’è dietro le vacanze di questo Travaglio, vedi che non risponde, lui che è sempre così loquace, questa volta è stato zitto, quindi se stai zitto autorizzi qualcuno a pensare che hai qualcosa da nascondere, se parli dovresti parlare per mezz’ora, perché è facile dire: tu hai frequentato gente in odor di mafia in vacanza, ci impieghi 10 secondi, per rispondere che non è vero e come sono andate le cose etc., impieghi 15 minuti, quindi non lo puoi fare, ecco perché ho scritto questa lettera… Avrei potuto fare anche una terza cosa, qualcuno me l’ha suggerita: loro sputtanano te e tu sputtana loro, ricordando a quello de Il Giornale che hanno pubblicato l’informativa falsa attribuendola alla Polizia sull’omosessualità di Boffo e a Belpietro per esempio ricordagli quanti soldi pubblici ci costa il suo giornale, compreso il suo stipendio - sapete che Libero, è a carico nostro, vostro, a carico anche di quelli che non hanno mai comprato una copia; ogni giorno contribuiscono a Libero - perché non gli hai rinfacciato questo?

Il mio modo di fare informazione
Il contraddittorio non è: ti racconto lo scandalo della protezione civile, risposta: sì ma tu vai in vacanza con.., sarebbe come se uno, finito di dare le pagelle ai giocatori dopo la partita, si sentisse rispondere: sì, però lei gioca male a pallone. Ma potrei anche non avere mai giocato a pallone, ma ti sto dicendo cosa ne penso io della partita di pallone, cosa c’entra come gioco io a pallone rispetto a quello che hai fatto tu? Sto giudicando quello che stai facendo tu perché sono un critico, perché sono un giornalista, perché do dei fatti e dei documenti, delle analisi,… mica chi fa la critica delle corse ippiche deve essere un cavallo! Quindi l’idea che dicano a me che sarei inadeguato a fare il capo della protezione civile perché sono andato in vacanza, secondo loro, con le persone sbagliate, è semplicemente folle. Perché? Perché non faccio, né voglio fare il capo della protezione civile, non ho mai dato nomine pubbliche perché non ho incarichi pubblici, non ho mai distribuito soldi pubblici perché non mi occupo di queste cose, faccio il giornalista, stiamo parlando della protezione civile, di cosa vogliamo parlare? Quindi in quel momento non sai cosa devi fare, dice: ti sei incazzato, certo, perché è la quarantesima volta in due anni che spiego come sono andate le mie vacanze! Guardate che dicono: "ah non vuole che gli si ricordino certe sue faccenduole". Come non voglio? Sono due anni che me le ricordano e guardate che sono due anni che me le ricordano e io sono due anni che rispondo, e mi dicono: non rispondere più perché tanto si sa che sei una persona per bene. Eh no, perché ogni volta che non rispondi ci sarà sempre qualcuno che non ha seguito quello che è successo prima: purtroppo in rete non ci vanno tutti gli italiani, in televisione ci vanno molti di più e quindi non sanno che io di quelle vacanze ho documentato fino all'ultimo centesimo e me le sono pagate io e che quindi era falsa la notizia che era stata ripresa da D'Avanzo che quelle ferie le avesse pagate quell’Aiello, quel costruttore che poi è stato condannato per concorso esterno - credo in appello - in associazione mafiosa; che ho frequentato una persona che quando l’ho frequentata io, era un ufficiale, anzi un sott’ufficiale della Guardia di Finanza, Ciuro, dell’antimafia che faceva le indagini antimafia. Dopo si è scoperto che si vendeva le notizie.
Lo dico perché naturalmente lo conosco l’obiezione, dice: ah va beh, ma allora tu perché hai detto di Schifani che aveva frequentato delle persone che poi sono state condannate per mafia? Attenzione, se fossero stati degli ufficiali dell’antimafia che poi sono state beccate a vendere delle informazioni a questo o a quell’imputato, uno dovrebbe dire: beh, come faceva quello a sospettarlo, erano degli ufficiali dell’antimafia? Ma stiamo parlando invece di imprenditori piuttosto opachi che Schifani non ha incontrato, che Schifani non ha conosciuto, ma che erano soci in affari di Schifani. Non sono mai stato socio di nessuna persona che abbia avuto delle disavventure. Perché? Perché probabilmente prima di mettermi in società con qualcuno mi informo, poi può sempre capitare, ma possibile che a Schifani abbiano arrestato un sacco di soci e un sacco di clienti? Non sto parlando del fatto che Schifani ha commesso dei reati e non ho neanche detto che non dovrebbe fare il Presidente del Senato, mi ero limitato da Fabio Fazio a ricordare una notizia che stava nei libri di Lirio Abbate e Peter Gomez e negli articoli di Marco Lillo e che non era mai uscita, proprio nei giorni in cui Schifani era diventato Presidente del Senato. L’avevano cancellata dalle sue biografie, per questo ne avevo parlato, dopodiché avevo detto: l’importante è che lo si sappia, dopodiché lo decideranno i cittadini se abbiamo un Presidente del Senato degno o non degno. Per come la vedo io, un Avvocato, personalmente anche onestissimo, faccio un caso generale di scuola, che abbia assistito dei mafiosi nei processi, non può fare il Presidente del Senato, non lo può fare secondo me! Siamo liberissimi, non ci può essere una legge che impedisce all’Avvocato dei mafiosi di fare il Presidente del Senato, deve essere il costume dei partiti che dice: no, se ha dei clienti o ha avuto dei clienti mafiosi - è giusto che i mafiosi abbiano un Avvocato difensore, ci mancherebbe altro - ma quell’Avvocato difensore nessun partito lo deve nominare Presidente del Senato o Presidente della Camera, o della Repubblica, così la vedo io. Ma dopodiché non ho mai detto né che Schifani avesse fatto dei reati, né che Schifani dovesse dimettersi da Presidente del Senato, avevo semplicemente raccontato da Fazio per quale motivo la stampa asservita alla politica, aveva omesso quel capitolo spiacevole della vita di Schifani che non era neanche paragonabile, non c’entrava niente con il fatto che mi sono ritrovato a conoscere per ragioni professionali - perché faccio il giornalista e mi occupo di processi di mafia, quindi conosco centinaia di poliziotti - un finanziere che poi è finito in galera ed è stato poi condannato perché passava notizie, attenzione non alla mafia, non a Provenzano - come leggete sui giornali dei falsari - passava notizie a un certo Aiello che non era mai stato condannato per mafia. E Ciuro non è stato condannato per favoreggiamento della mafia, perché? Perché si è riconosciuto passare delle informazioni sulle indagini a un indagato, ma gliele passava perché era amico suo, non perché intendesse, questa è l’aggravante mafiosa del favoreggiamento, favorire l’organizzazione mafiosa, mentre Cuffaro è stato recentemente condannato proprio per Art. 7. Dopodiché penso che sarebbe giusto se diventassi Presidente del Senato - cosa che vi assicuro non capiterà mai - che qualche giornalista ricordi che nella mia vita avevo conosciuto una volta un tizio che poi etc., etc., ma l’importante è scrivere la verità e cioè che l’ho conosciuto in quanto ufficiale dell’antimafia, assolutamente insospettabile, non imprenditore trafficone che poi si è scoperto, pure, essere mafioso come invece è quell’altro caso.

Vedete come si fa, il risultato è che per due giorni questi signori hanno potuto espellere dalle loro prime pagine la vicenda Bertolaso e occuparsi di altro, di demolire chi si occupa della vicenda Bertolaso, dando addirittura a me, delle lezioni di buona frequentazione e stiamo parlando di un giornale edito da Paolo Berlusconi, due volte arrestato, pregiudicato per lo scandalo della discarica di Cerro e questi signori continuano a frequentarlo e a prendere lo stipendio da questo pregiudicato, dopo che è stato arrestato e che è stato condannato e questi altri signori, quelli di Libero, continuano a fare i direttori etc, di un editore, Angelucci, che è stato arrestato due volte pure lui, per gli scandali della sanità, con l’accusa di avere corrotto Fitto, di avere truffato la Regione Lazio e che sono protagonisti di quelle meravigliose imprese che avete visto a Report e due settimane fa a Annozero. E vengono a dire a me che devo vergognarmi per avere frequentato uno che quando l’ho frequentato io- frequentato vuole dire che mi ha detto che c’era un villaggio turistico e sono andato a affittarmi una casetta, dove tra varie decine e decine di persone c’era anche la sua, perché questa è la mia frequentazione.
Mi dovrei vergognare di queste cose, dopo che addirittura ho documentato con tutti gli assegni e li trovate sul blog voglioscendere su antefatto.it tutti i pagamenti? Questi sono i signori con i quali noi dovremmo fare il contraddittorio in televisione. Non ho mai scritto su Il Fatto - la lettera per fortuna è pubblica e Santoro  dovrebbe rispondere domani sul nostro giornale - su Il Fatto quotidiano, non ho mai detto di epurare questi signori, ho semplicemente detto: cosa devo fare io per evitare di rovinare una trasmissione perfettamente riuscita come quella dell’altra sera? Con una delle tre reazioni che vi ho detto? Cosa faccio, li insulto? Gli rinfaccio qualche loro magagna? Non lo posso fare, passerei dalla parte del torto e io sono lì per parlare del tema della puntata, cosa faccio? racconto la rava e la fava della mia vacanza per la quarantesima volta? No. Perché? Perché stiamo parlando di un altro argomento. Allora cosa faccio? Mi alzo e vado a fumarmi una sigaretta?
Questo era il senso, perché penso che questo modo di impedire agli altri di parlare, non sia contraddittorio, contraddittorio è venire lì e parlare del tema della puntata che conosci prima e sulla quale ti prepari. Mi preparo ogni settimana sul tema della puntata, altri si preparano sempre su di me e tirano fuori sempre queste cose, peraltro false e poi il giorno dopo scrivono ancora il falso, che li vorrei epurare. Figuratevi se io ho il potere o anche soltanto l’intenzione di mandare via qualcuno, semplicemente vorrei confrontarmi con delle persone che se si parla di protezione civile, parlano di protezione civile e poi quando si parlerà, facciamo una bella puntata interessantissima, credo, sulle mie vacanze, allora si parlerà delle mie vacanze e poi magari si parlerà anche delle frequentazioni di tutti gli altri giornalisti e da dove prendono i soldi e allora ci sarà da ridere.

E' disponibile DemoCRAZYa2009, diario politico di un anno italiano, di Marco Travaglio. Acquista la tua copia.

venerdì 19 febbraio 2010

L'asso pigliatutto della Protezione Civile Italiana




Con l’ideologia del fare si è costruito un sistema in cui il fine giustifica sempre tutto. Non ci sono regole, né contrappesi. Non ci sono più limiti agli interventi visto che il concetto di emergenza si è allargato a dismisura. E poi si è creato un sistema in cui non si capisce più nulla, non si capisce neppure chi stabilisce i fini. È nata una oligarchia che esclude tutto il resto in un contesto dove si perde il confine tra interesse pubblico e interessi del mercato”. (Guglielmo Epifani, Dl emergenze. Proteggiamo la Protezione civile, su Rassegna.it)

La Protezione Civile Italiana, lo dice l'acronimo stesso, deve proteggere i civili, i cittadini dunque nell'eventualità di calamità naturali o prodotte dall'incuria dell'uomo. La protezione fa troppe cose che non le competono, come la realizzazione di grandi eventi, l'allestimento di convegni, magari anche il commercio delle escort per politici e amministratori corrotti, ecc. Come viene detto, è un vero snaturamento del suo scopo che, appunto, è quello di proteggere l'incolumità dei cittadini.
Andrebbe anche distinta la prevenzione dagli eventi calamitosi stessi. Si dovrebbero realizzare strutture distinte per la prevenzione e per gll'interventi urgenti. La prevenzione non deve rientrare nell'ambito dell'urgenza. La logica di questo governo, a quanto pare, è quella dell'asso pigliatutto, ovvero, creare strutture accentratrici, dove scarseggia la trasparenza, soggette agli usi ed abusi e ai capricci del potere centrale che, in questo modo, può tenere ben celati i suoi scheletri nell'armadio, vista la scarsa controllabilità dell'intero sistema. Strutture queste che, come il cancro, in modo quasi autonomo e svincolate dalle leggi, corrodono il tessuto sociale. Così come vi è il cittadino più uguale degli altri, vi sono dipartimenti meno o scarsamente soggetti alle leggi uguali per tutti.
Lo stesso accade per la Costituzione che regola la convivenza civile, ma che convive nello stesso stato di diritto (malato), con leggi e leggine ad personas (quasi fossero una Costutizione a parte, fatte per una ristretta cerchia oligarchica) che la corrodono dall'esterno.
Queste strutture accentratrici (come la Protezione Civile), legate direttamente alla Presidenza del Consiglio, crescono per loro stessa natura (semi-legale) a dismisura a tal punto che prima o poi verrano a sostuirsi a quelle vecchie soggette alla legalità (egalitaria) ordinaria. In altri termini, accade un rinnovamento che è un vero golpe dove leggi elitarie ad structuram e ad personam prevalgono sulle rimanenti leggi egalitarie democratiche, ormai esautorate fino all'osso. Si viene a creare di fatto una vera classe oligarchica che gestisce, come più gli pare, l'intero Paese, senza avere avuto bisogno di sparare, come suol dirsi, un solo colpo, senza modificare un solo articolo della Costituzione.
La legge del più forte vale anche per le strutture, i dipartimenti... Se per esempio la ronda padana la si rende molto efficiente, incentivandola con mezzi e denaro, probabilmente si sarebbe man mano sostituita alle forze di polizia ordinarie, magari mal pagate e private dei mezzi necessari. Solo che la ronda ha uno spirito elitario e non popolare, soggetto al potere centrale e non determinato dalla base.
La Protezione Civile Italiana sembra abbia proprio il ruolo di accentrare tutte, o almeno la maggior parte, delle strutture, operando quasi in semi-clandestinità rispetto alle leggi ordinarie, data la presunta urgenza dei provvedimenti atti ad espletare la sua funzione.
Qualcosa che va ben oltre il Piano di Rinascita Democratica di Licio Gelli.

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lunedì 15 febbraio 2010

I Bertoladri




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lunedì 8 febbraio 2010

La magistratura sotto ricatto - Marco Travaglio




Buongiorno a tutti, se leggete i giornali domani, dubito che i telegiornali ne diano gran conto, parleranno dei commenti alla notizia, ma non parleranno della notizia, avete la possibilità oggi di mettere insieme un po’ di tessere del mosaico degli ultimi giorni, del mosaico politico-mediatico degli ultimi giorni, perché magari qualcuno si domandava, ma perché certi giornali, Il Corriere della Sera, che in certe pagine, grazie a certe firme sembra la succursale di Libero o del giornale, si è dedicato con tanta passione e con tanto spazio a una foto di 16, 18 anni fa che ritrae Di Pietro a tavola con dei Carabinieri, un investigatore americano e Bruno Contrada?

La cassaforte di Ciancimino
Perché i giornali di Berlusconi hanno ritirato fuori la storia della D'Addario che sembrava morta a sepolta? Non avevano niente di meglio da fare? Siamo sicuri che Berlusconi gradisca che si riparli delle sue avventure con una prostituta?
Che fine ha fatto il processo breve? E che ne è del legittimo impedimento? E quale sarà la prossima mossa, visto che ci hanno detto che il legittimo impedimento è soltanto un ponte di un anno e mezzo in vista di qualcosa di più sostanzioso e di ancora più definitivo? Questa roba che è venuta fuori negli ultimi giorni di una legge contro i pentiti, anzi contro i pentiti e contro i testimoni cos’è? Perché l’hanno annunciato e poi l’hanno smentita? Cosa sta succedendo? Oggi arrivano e lo troverete su qualche giornale domani, a cominciare da Il Fatto naturalmente, l’ultima fase delle dichiarazioni di Massimo Ciancimino al processo di Palermo, Ciancimino sta parlando al processo che riguarda la trattativa tra Stato e mafia, quello a carica del Giornale Mori e del Capitano Colonnello Mauro Obinu, imputati di favoreggiamento alla mafia per non avere, secondo l’accusa arrestato Provenzano a Mezzojuso nel 1995, aspettando poi che fosse la polizia a arrestarlo nel 2006.
Infatti l’Avvocato del Generale Mori che è lo stesso che era Avvocato di Contrada etc. che è l’Avvocato Milio che è anche un ex  parlamentare di area radicale, ma letto a suo tempo nel Polo della Libertà come si chiamava all’epoca, ha detto: ma cosa c’entrano queste cose di Ciancimino che parla di Berlusconi, di Dell'Utri nel nostro processo, c’entrano sì perché nel 1995 la maggioranza in Parlamento ce l’aveva il centro-destra, anche se Berlusconi aveva visto cadere il suo governo e quindi era in una posizione di attesa e sosteneva con l’astensione, almeno con l’astensione, che al Senato sapete corrisponde al voto favorevole, il governo Dini, Dini che più che altro non aveva bisogno di sostegno perché aveva anche i voti del centro-sinistra e quindi sapere quello che succedeva nel 1995 politicamente mentre i Carabinieri, secondo l’accusa si distraevano, un po’ come quando non avevano perquisito il covo di Riina e non andavano a fare il blitz neanche non casolare di Mezzojuso dove era nascosto Provenzano, può essere utile per capire il contesto politico, ma dato che la trattativa che i Carabinieri cominciano nel 1992, dopo la strade di Capaci, secondo Ciancimino è poi proseguita con l’arresto di suo padre e poi con l’arresto di Riina Provenzano ha continuato a trattare con altri soggetti che non erano più soltanto i Carabinieri, Carabinieri che peraltro secondo l’accusa, quelli del Ros, quelli di cui stiamo parlando, continuarono a garantirgli massima libertà di movimento, Provenzano andava, veniva, si spostava, andava a Palermo, a Roma e la certezza che nessuno l’avrebbe mai acchiappato, bene quella trattativa, secondo Massimo Ciancimino fu rilevata, fu ereditata da Marcello Dell’utri e poi nacque Forza Italia, non sono cose nuove per chi segue il Passaparola o per chi ha letto certi libri o chi legge certi giornali, ma oggi siamo arrivati alla punta più alta delle dichiarazioni di Ciancimino perché lui non si è limitato a parlare, ha consegnato dei documenti, compresa una cosa che neanche i magistrati sapevano che esistesse, una lettera di suo padre a Berlusconi, che parafrasava in certe parole tracopiava i concetti espressi nel famoso pizzino di cui abbiamo parlato spesso, il pizzino nel quale Provenzano o qualche suo scriba si era rivolto direttamente a Berlusconi, un pizzino senza data, non hanno data i pizzini, ma si può capire che è stato scritto tra la fine del 1993 e l’inizio del 1994, è il famoso pizzino nel quale Provenzano si rivolge a Berlusconi chiamandolo Onorevole, anche se probabilmente Berlusconi non era stato ancora eletto, ma stava per esserlo e in quel pizzino Provenzano gli garantiva appoggio per le imminenti elezioni del marzo 1994, le prime, quelle che Berlusconi ha vinto per la prima volta, quelle della discesa in campo, chiedendo in cambio la messa a disposizione di una delle televisioni e minacciando, in caso contrario un evento triste, infausto, luttuoso, un qualche attentato al povero PierSilvio, mi ricordate la storia di quel pizzino, quel pizzino stava nella cassaforte della casa al mare a Mondello di Massimo Ciancimino, nel 2005 i Carabinieri, sempre Carabinieri, spiace perché poi la stragrande maggioranza dei Carabinieri sono delle persone perbene, ma qui ci sono delle coincidenze veramente incredibili, evidentemente Carabinieri che si occupano di questa vicenda sono toccati dalla sfortuna, oppure cadono tutti in uno stato di Alzheimer, di torpore quando devono entrare in certe case o aprire certe porte.
Perché vanno a perquisire all’inizio del 2005 la casa di Ciancimino Massimo al mare a Mondello, fuori Palermo, c’è una bella cassaforte nella stanza, se non erro, della badante del figlio o della figlia, la troverebbe anche un bambino, non la trovano, secondo alcuni semplicemente non la aprono, tant’è che quando un collaboratore di Ciancimino che assiste alla perquisizione, chiama Massimo Ciancimino che in quel momento era all’estero “ci sono i Carabinieri che perquisiscono” Ciancimino gli dice: se vogliono accedere alla cassaforte gli diamo le istruzioni necessarie per aprirla, neanche a dirglielo questi reagiscono, non aprite quella cassaforte, questo è il titolo del film, come non aprite quella porta o quel covo è il titolo del film della mancata perquisizione del covo di Riina e non aprite quel casolare a Mezzojuso è il titolo del film della mancata cattura di Provenzano, non aprono mai le porte, sono troppo educati, hanno paura di disturbare!
Avete presente Fantozzi quando deve bussare all’ingresso dell'ufficio del megadirettore galattico e sfiora soltanto la porta perché non osa neanche bussare… sono fatti così questi Carabinieri che si occupano delle vicende di cui stiamo parlando.
E’ sfortuna, perché poi la stragrande maggioranza dei Carabinieri si fa un mazzo tanto e hanno avuto anche dei caduti, a cominciare dal Capitano Basile o dal Generale Dalla Chiesa, ma purtroppo ne abbiamo degli altri che hanno questi vuoti, improvvisamente non sanno più chi sono, dove sono, vedono una cassaforte e la scambiano per un quadro!
Peccato perché  in quella cassaforte quando fecero la perquisizione c’era probabilmente copia del Papello, come dice Ciancimino e c’era integrale la lettera di Provenzano o di un suo scriba a Berlusconi, quello che abbiamo descritto prima, quella che Massimo Ciancimino dopo averne fatto copia, come gli diceva sempre suo padre “fai fotocopia di tutto” speriamo che salti fuori questa fotocopia perché almeno quella sarà integrale, portò l’originale a suo padre e Provenzano l’aveva data a lui per fare da intermediario con suo padre e suo padre doveva darla a Dell'Utri, il quale doveva darla a Berlusconi, questo dice Massimo Ciancimino.

Vito Ciancimino e la lettera a Berlusconi
Qui non sono più le parole di Massimo Ciancimino, qui c’è la ciccia perché almeno un lembo di quella lettera è saltato fuori da uno scatolone l’estate scorsa, uno scatolone che c’era in un magazzino della Procura, dove erano accantonate tutte le carte ritenute non utili tra quelle ritrovate nella casa di Ciancimino figlio, mistero, come è possibile che una lettera indirizzata all’On. Berlusconi sia ritenuta non utile?
Visto che a Palermo c’è stata un’inchiesta per mafia e riciclaggio a carico di Berlusconi, archiviata, ma che in caso di elementi nuovi può essere riaperta, anzi deve essere riaperta immediatamente? C’è un processo Dell'Utri proprio perché è accusato di avere fatto da tramite tra Berlusconi e la mafia, ci sono stati il processo al Generale Mori e al Capitano Ultimo, De Caprio per la mancata perquisizione del covo, c’è il processo al Genere Mori e al Colonnello Obinu per la mancata cattura di Provenzano e in tutti questi 4 processi quella lettera sarebbe fondamentale, quella lettera viene abbandonata ai tempi in cui il Procuratore Capo di Palermo era Piero Grasso che poi per questi e altri meriti è stato promosso Procuratore Nazionale antimafia, l’hanno lasciata in quello scatolone e non l’hanno depositata né al processo dove era imputato Mori per la mancata cattura di Riina, né al processo Dell'Utri, né al processo d’appello, già c’è pure il processo a carico di Massimo Ciancimino, accusato di avere riciclato il tesoro sul padre e condannato in primo grado in appello per intestazione fittizia di beni, in tutti questi processi quella carta non c’è perché i magistrati che li stavano facendo quei processi non sono mai stati avvertiti che i Carabinieri avevano trovato quel pizzino e l’avevano trovato, dice Massimo Ciancimino intero, perché nella sua cassaforte era intero, non era a fette, invece è rimasta una fettina soltanto, è saltata la parte in cui dice, Massimo Ciancimino, c’era scritto che Dell'Utri avrebbe dovuto  riceverlo per passarlo a Berlusconi e forse c’era scritta una qualche indicazione di data.
Quindi era intero quando c’è stata la perquisizione, cosa sia successo nel frattempo non si sa, sta di fatto che è stata trovata soltanto la fettina nello scatolone della Procura l’estate scorsa, 4 anni dopo quella perquisizione distratta!
Cosa significa questo? Che quando voi leggete e ce ne saranno per tutto il giorno, tutta la sera, sui giornali di domani i commenti che diranno: Ciancimino è pazzo, delira, si inventa etc., c’è un piccolo problema, bisogna giustificare la fettina del pizzino che non è più una chiacchiera di Ciancimino e bisogna giustificare quella lettera che Vito Ciancimino mandò a Berlusconi in cui diceva più o meno le stesse cose che Provenzano aveva detto nel pizzino, gliele ribadiva a scanso di equivoci e è quella che oggi Ciancimino ha consegnato, per fortuna integrale, adesso la Procura è nelle mani giuste, quindi non c’è più il rischio che qualcuno faccia a fette un pizzino integrato all’On. Berlusconi. 
È di fronte a questi fatti che si scontra la polemica politica, perché uno può fare tutte le polemiche che vuole su Ciancimino, può dire che vuole conservare il suo tesoro, dimenticando che glielo hanno sequestrato, può dire che sta cercando di ingraziarsi la Procura di Palermo per salvarsi nel suo processo, un po’ difficile perché la Procura di Palermo l’ha fatto condannare a 6 anni e quando c’è stato l’appello di Massimo Ciancimino la Procura generale, i rappresentanti della pubblica accusa hanno chiesto la conferma dei 6 anni, dopodiché la Corte d’Appello contro la richiesta della Procura ha deciso di dare a Ciancimino le attenuanti generiche e devo dire che non c’è niente da eccepire, perché nel nostro sistema processuale le attenuanti generiche, soprattutto a un incensurato, veramente non si negano mai, non si capisce per quale motivo Berlusconi debba avere 6 o 7 volte le attenuanti generiche e Ciancimino neanche nel suo primo processo dovrebbe averle, oltretutto la Procura non c’entra niente perché le attenuanti la Procura non le ha chieste, gliele ha date motu proprio la Corte d’Appello, quindi non c’è nessuna ragione per cui Ciancimino dovrebbe dire queste cose, anzi, ci sarebbero molte ragioni per cui Ciancimino quelle cose non le dovrebbe dire, perché? Perché se uno è un uomo di mondo e Ciancimino lo è, sa benissimo che se fa quei nomi ha finito di vivere tranquillo e questo spiega le sue esitazioni, i suoi stop and go perché ha una famiglia, che naturalmente ogni volta che lui va a parlare di queste cose finisce nel mirino.
La svolta, il ricatto La domanda che avevamo fatto all’inizio era: perché sono successe tutte queste cose, la foto di Di Pietro, il presunto complotto della D'Addario, perché siamo di fronte a una svolta cruciale, vi ricordate quello che abbiamo detto prima, c’è stata un’inchiesta archiviata a Palermo a carico di Berlusconi e di Dell'Utri per mafie e per riciclaggio, capite la paura che possono averi questi, ogni giorno viene fuori un pizzino, una lettera, una dichiarazione di Ciancimino, un’altra di Spatuzza etc.
Temono ovviamente che le inchieste archiviate vengano riaperte, esattamente come temono che vengono riaperte come quelle nelle quali erano imputati a Firenze e a Caltanissetta per concorso nelle stragi, intanto mettono lì un Disegno di Legge che stabilisce che non basta la parola anche di più testimoni o collaboratori di giustizia, per formare un elemento probante, è la famosa legge Valentino rivelata la Repubblica l’altro giorno che poi è stata subito smentita dai Ministri Alfano e Maroni, ma intanto è lì e non c’è solo il governo che può approvare le leggi, anche se praticamente fa solo quello, ma il legislatore con i decreti, c’è anche il Parlamento che può andare avanti e loro possono benissimo dire “il Governo non c’entra” ma liberamente la maggioranza parlamentare la porta avanti, la tengono lì come una pistola carica, puntata, come a dire: o fate i bravi e la smettete di fare certe domande a Ciancimino e a altri e a Spatuzza e a altri, oppure noi vi vogliamo dalle mani la possibilità di utilizzare i mafiosi pentiti e i testimoni dichiaranti, qual è Massimo Ciancimino e così i processi per mafia per ve li sognate, perché tutti i processi per mafia, checché se ne dica, salvo quelli in cui hai la fortuna di riuscire a vedere o a filmare il mafioso mentre commette dei delitti, si basano sulla parola di pentiti e di eventuali testimoni votati al carachiri, come Ciancimino Massimo, al quale converrebbe tutto, tranne tirare in ballo Berlusconi e Dell'Utri, ve lo posso assicurare, gli converrebbe mangiarseli certi pizzini, invece di portarli o di commentarli in udienza. 
Lo farebbero Ministro, Presidente del Senato se se li mangiasse! Pistola puntata carica o saltano certe indagini, oppure vi facciamo saltare tutte le indagini, poi c’è il processo breve, anche quello, l’hanno approvato in un ramo del Parlamento e adesso lo lasciano lì, fermo alla Camera, altra pistola puntata, perché? Perché il 25 febbraio c’è la sentenza a carico di Mills, accusato di essere stato corrotto da Berlusconi, se la Cassazione assolve Mills, il processo breve viene lasciato morire, lasciano scadere, dimenticato, per il processo Mediaset che peraltro è stato mangiato quasi tutto la prescrizione grazie alla ex  *** e ai condoni fiscali di Berlusconi, basta e avanza il legittimo impedimento che porterà le cose alle calende greche e poi dopo si parlerà di che fare o una legge costituzionale che riprende il lodo Alfano e immunizzi soltanto Berlusconi e le altre 3 cariche dello Stato, oppure un’immunità parlamentare erga omnes extralarge che coinvolgerà tutti e mille i parlamentari, quindi il processo breve è lì a minacciare la cassazione, affinché si mettano una mano sulla coscienza il 25 febbraio quando dovrà giudicare Mills ed  una scappatoia alla Cassazione l’hanno fornita i giudici di appello che hanno ritenuto che Mills non sia stato d’accordo con Berlusconi perché concordare le sue falle testimonianze in cambio della mazzetta di 600 mila dollari, prima di farle, ma che l’accordo sia avvenuto dopo, è un’assurdità, se devi fare una falsa testimonianza a pagamento per favorire qualcuno ti metti d’accordo con quel qualcuno prima di farla, non dopo, altrimenti dopo che l’hai fatta magari quello si dimentica di avere preso degli… quello magari dice: non c’entro niente, hai fatto tutto tu, non ti pago, infatti nel processo ci sono molti elementi che fanno ritenere che Mills e Berlusconi si fossero messi d’accordo prima del 1997/1998 quando furono fatte le false testimonianze da Mills, invece la Corte d’Appello ha ritenuto che la corruzione fosse susseguente, l’accordo e la dazione fossero avvenute dopo, mentre in realtà quello che emerge da chi conosce bene le carte, leggetevi il libro di Gomez Mascali “Il regalo di Berlusconi”, prima c’è l’accordo, poi ci sono le due false testimonianze e poi c’è il versamento. 
Con questa scappatoia la Corte Costituzionale potrebbe tagliare la testa al toro e dire: ma non esiste la corruzione giudiziaria susseguente, la corruzione giudiziaria per esistere deve essere antecedente rispetto all’atto e se la mette così può benissimo annullare anche senza rinvio la sentenza d’appello, ma può anche annullarla, non condividendone la motivazione, ordinare un nuovo processo di appello e lì muore tutto per prescrizione e a quel punto nel primo caso, si annulla senza rinvio la sorte anche del processo di Berlusconi, accusato di avere corrotto Mills è segnata, perché? Perché se hanno assolto il corrotto perché non può essere stato corrotto in quanto l’accordo sarebbe avvenuto dopo e non prima della falla testimonianza, allo stesso modo il processo a carico del corruttore, finirebbe in un’assoluzione, in una derubricazione del reato in corruzione semplice e non più corruzione giudiziaria, perché qui sta il cavillo, corruzione semplice, non aggravata è punita con una pena più bassa e quindi con una prescrizione più breve e la corruzione giudiziaria, quindi aggravata è punita con una pena più alta e quindi con una prescrizione più lunga.
Se fossero accusati di corruzione semplice, Mills e Berlusconi avrebbero avuto già la prescrizione che è il reato si è commesso, secondo la Procura e secondo il Tribunale, fino al 2000, quindi 2000 più 7,5 fa 2007 e il reato sarebbe già prescritto, invece la corruzione giudiziaria si prescrive in 10 anni, quindi c’è tempo ancora per quest’anno 2010, di finire, ecco perché Mills potrebbe essere condannato in tempo se la Corte di Cassazione confermasse la sentenza d’appello, e Berlusconi naturalmente avrebbe un processo che potrebbe durare altri 2 anni, perché? Perché ha sospeso questi processi più volte con delle leggi, quindi i periodi di sospensione ovviamente vengono detratti dal computo finale, quindi lui sarebbe ancora possibile giudicarlo senza prescrizione se la corruzione fosse ritenuta aggravata, giudiziaria, se invece ritengono che è corruzione semplice, allora il reato è già prescritto da due anni, perché vi ho fatto tutto questo pippone? Perché il problema della corruzione giudiziaria è che secondo alcuni orientamenti della Cassazione, non può essere susseguente, solo la corruzione semplice può essere susseguente, quella giudiziaria no, per questo vi ho parlato di scappatoia, se la Corte di Cassazione ritiene che la corruzione Mills Berlusconi, Berlusconi – Mills è susseguente, potrebbe cadere l’ipotesi aggravata di corruzione giudiziaria, potrebbero passare tutti e due alla corruzione semplice, essere definiti naturalmente uno un corretto e un altro un corruttore, mica assolti, ma il reato di degraderebbe alla sua fattispecie meno grave e quindi scapperebbe prima per Mills e poi per Berlusconi, l’automatica prescrizione, se la Cassazione si comporta così, anche il processo breve, come la legge antipentiti, viene accantonato, se fanno i bravi non gli fanno le leggi per impedirgli di fare i cattivi, se fanno i cattivi gli fanno le leggi per impedirgli di fare i cattivi, naturalmente per impedirglielo erga omnes ancora una volta, ad personas! Non fate più nessun processo se non fate i bravi in quel processo, questa è la minaccia di tutte queste pistole puntate sul tavolo e poi naturalmente ci vuole una preparazione dell’opinione pubblica per farle credere che le leggi future che dovranno agganciarsi al legittimo impedimento che consente a Berlusconi di rinviare per un anno e mezzo i suoi processi, *** che queste leggi future sono fatte in apparenza per lui, in realtà le fanno per noi, è un po’ difficile farlo capire, infatti oggi nei sondaggi sia il lodo Alfano per le 4 cariche in forma costituzionale, sia l’immunità parlamentare per tutti e mille i deputati e senatori, sono altamente impopolari, la gente non li vuole, nei sondaggi c’è un 80/90% di contrari, anche elettori del centro-destra, perché non hanno mai visto nel programma una roba del genere, perché Berlusconi fa la campagna elettorale dicendo “eleggetemi che così mi faccio delle leggi per me, le fa, ma non lo dice, quindi l’elettore del centro-destra può anche fare il finto tonto e dire: non l’avevo previsto, non me lo avevi detto, nel contratto con gli italiani non c’era scritto “meno processi per me” c’era scritto “meno tasse per tutti, pensioni più alte per tutti, meno reati per tutti” ecco meno reati, non meno processi!
Quindi bisogna convincere la gente che in realtà sembrano leggi fatte per la casta ristretta, 4 altre cariche allargata, mille parlamentari, ma in realtà lo fanno per noi, per dare serenità al governo, al Parlamento e chi non vuole un Premier sereno, un Parlamento sereno, alte cariche serenissime, vogliamo tutti una serenità meravigliosa, e consentire che possano governarci e legiferare senza distrazioni perché avete sentito cosa ha detto Angelina Jolie, il Premier è un secchione, uno che quando ha un processo si studia tutto e non trova più il tempo per fare il resto, ecco perché da 15 anni si occupa soltanto dei cazzi suoi, perché è un secchione, studia, questa è la ragione, studia, studia e studia, alla fine gli vengono in mente soltanto i suoi processi e non gli affari nostri!
Santa ingenuità, questo è quello che stanno cercando di fare, per questo la campagna di stampa è partita su Craxi, perché? Perché se passa, l’abbiamo detto mille volte, il principio che non valgono più neanche le sentenze definitive per corruzione di condanne a carico di uno che è scappato all’estero, se si può fare anche quello e si viene beatificati dal Capo dello Stato, dal Presidente del Senato etc., è evidente che passa qualsiasi altra cosa, cosa si può fare di peggio che non rubare da statista, da leader politico, da Presidente del Consiglio e poi quando si viene beccati, svignarsela all’estero per sottrarsi alla giustizia del proprio paese che sta cercando di punirvi per avere violato leggi fatte da voi stessi? E’ evidente che se passa una cosa del genere non ci sarà più niente che non si potrà fare legittimamente, quindi hanno legittimato Craxi per legittimare il suo degno compare e successore.
Ma la legittimazione di Craxi ha anche un altro significato, delegittimare Mani Pulite, per estensione, per effetto di trascinamento tutte le indagini che sono figliate da allora, per corruzione e per mafia, se i processi ai politici sono precisi politici, fatti da giudici politicizzati non perché i politici commettono reati, ma perché i politici hanno delle idee che non piacciono ai giudici, a questo punto tanto vale metterci una pietra sopra e dire: siamo stanchi, siamo stanchi, facciamo la pace, arrendiamoci, diamogli, come ha detto Cementano, sciaguratamente l’altro giorno sul Corriere della Sera, un bel lasciapassare e chi si è visto si è visto, questo è lo scopo, perché? Perché tanto sono processi politici, succede casino, poi quello fa il processo breve, fa saltare di qua, fa la guerra atomica, lasciamo stare, lo dicono anche molti magistrati stremati, dicono: diteci chi non dobbiamo più processare e noi non ve lo processiamo, l’importante è che gli altri ce li fate processare, questo è il clima, in questo clima naturalmente c’è un problema, che continuano almeno su alcuni giornali a venire fuori e alcune trasmissioni, tanto per non fare nomi Annozero e sui blog, continuano a venire fuori delle notizie vere, come quelle che riguardano le rivelazioni di Ciancimino, allora cosa succede? Che i media di Berlusconi, la gran parte tra quelli direttamente controllati e quelli indirettamente condizionati, buttano nel ventilatore ogni giorno un falso scandalo nella speranza di fare pari e patta con i veri scandali che coinvolgono il Premier, allora abbiamo il complotto della D'Addario, quest’ultima non è una prostituta che non noto pappone, amico di Berlusconi ha portato nel letto di Berlusconi il quale ci ha fatto quello che sappiamo, dopodiché l’ha fatta candidare in una lista del Popolo della Libertà, l’ha più volte chiamata, le ha fatto le solite promesse e poi non le ha mantenute, no la D'Addario è stata selezionata da oscure centrali internazionali, leggete se vi capita, Panorama è meglio di un giornale umoristico, che l’hanno infilata surrettiziamente nel lettone di Putin e il povero Berlusconi che era lì che quella sera, come sempre, questo anziano signore con il plaid sulle ginocchia, sulla sedia a dondolo rubava a ruba mazzo insieme a Bondi, Cicchito e Capezzone che lo lasciano vincere anche quando perderebbe così per dargli il contentino, davanti a una tazza di camomilla, vede irrompere questa *** che lo violenta lì davanti a tutti, lui che urla no, non voglio, queste cose non le faccio, Veronica salvami! Niente, purtroppo la amata *** prende il sopravvento, questo lo scrivono restando seri importanti giornali del centro-destra, mentre altri, anziché spernacchiarli, riportano Panorama sostiene, come se Panorama fosse un giornale, lo è stato, glorioso anche, vedete com’è ridotto, Berlusconi ha questo di bello, è il Re Mida che trasforma tutto quello che tocca in merda!

Il complotto contro Di Pietro
Dall’altra parte abbiamo il complotto di Di Pietro, complotto di Di Pietro che non a caso, alla vigilia di Natale del 1995 si ritrova a cena con dei Carabinieri, con un agente, con un detective le La Kroll, un’agenzia di investigazione americana, secondo alcuni forse in odore di Cia che gli dà un premio, addirittura un fermacarte, in più Bruno Contrada, quest’ultimo quello che poi 9 giorni dopo è stato arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa e anni dopo è stato condannato, Di Pietro, avete capito?
Non lo frequenta dopo che è stato arrestato o condannato, quando si sapeva che quello era un amico della mafia, no, lo frequenta prima, è questo il peccato originale, Di Pietro frequenta le persone quando sono incensurate, questo è imperdonabile, meno male che l’hanno beccato! Sapete chi l’ha beccato? Un giornalista de Il Corriere della Sera che ha scritto un libro in cui sostiene che Contrada è innocente, anche se invece è stato giudicato colpevole fino alla Cassazione, aiutava i mafiosi a farla franca dei blitz che altri poliziotti, però per bene, organizzavano, li chiamava e quelli scappavano, questa era la sua funzione!
Prima non lo si sapeva, si è saputo dopo, Di Pietro è andato a cena una volta con lui, con 3 Carabinieri, tutti incensurati, tutti insospettabili in quel momento e quindi ci sarà qualcosa dietro, altrimenti farebbe come tutti gli altri che frequentano i servitori dello Stato una volta che sono stati condannati, ovviamente! Gli stessi che hanno difeso Contrada fino all’ultimo dicono: è se Di Pietro è a cena con Contrada ci sarà qualcosa di male, alla fine rimprovereranno a Contrada di essere andato a cena con Di Pietro, perché questo è l’andazzo, come ci fosse qualcosa di strano che un magistrato va a cena in una caserma dei Carabinieri, circondato da Carabinieri, da un investigatore americano che lo voleva conoscere e da Contrada che essendo il N. 3 del Sisde, voleva conoscere l’uomo dell’anno e davanti, nella foto però non si vede, non ve l’hanno detto che ci sono, c’erano 80 reclute e 80 Carabinieri non graduati, che cenavano tutti intorno e immaginate in quel momento 92, il giorno dell’avviso di garanzia a Craxi, saranno stati tutti lì con le macchine fotografiche e non c’erano i telefonini ancora con la macchina fotografica o con la webcam interna, per cui tutti che fotografavano e si fotografavano con Di Pietro, immaginate come si va a nascondere un evento che è avvenuto davanti a 80 testimoni, ma è quello che abbiamo letto per una settimana: chissà che fine hanno fatto, chissà dove sono sparite, chi le ha fatte sparire e perché, forse mani pulite, scrive autorevolmente Feltri, è un complotto voluto da servizi segreti stranieri, legati a quelli americani, per portare al Governo il PC, dopo avere distrutto il pentapartito, pensate alla Cia, uno dice che sono fessi, sono furbissimi, hanno organizzato il complotto di mani pulite per rovesciare tutti i partiti filo americani in Italia e portare al governo i comunisti! 
A parte che anche Feltri deve avere anche un pizzico di Alzheimer perché non ricorda che dopo mani pulite al governo c’è andato Berlusconi, non i comunisti, ma questi sono dettagli, li fa il Direttore di giornale, non è mica tenuto a sapere queste cose, è difficile saperle! Sono tenute segrete anche queste cose, ma soprattutto Feltri rivela che la Cia ha lavorato e bene, devo dire, per rovesciare la prima repubblica, tutti i partiti filo americani sono scomparsi e lasciarne in piedi uno, il Partito Comunista che, naturalmente, rubava di meno e questa è la ragione per cui gli elettori l’hanno pulito di meno, anche perché i suoi dirigenti non hanno mai messo una lira in tasca, le mettevano semmai nelle tasche del partito, il che è anche più grave dal punto di vista politico, ma la gente ovviamente reagisce in modo diverso, rispetto a quelli che hanno le ville, le mignotte, gli aerei privati, i conti etc., ma questo è il bello, la Cia ha portato al governo i comunisti distruggendo tutti i partiti filo americani, è un’operazione che a pensarci bene, neanche il KGB sarebbe riuscito a realizzare così bene, bene ci ha pensato la Cia, quest’ultima e il KGB forse agivano insieme, forse la Cia è il servizio segreto sovietico travestito da americano e adesso naturalmente è dietro anche al complotto della D'Addario perché sapete che Berlusconi è amico di Putin, di Luca***, di Gheddafi e quindi la Cia ce l’ha con lui e quindi è probabile che l’amata *** del tavoliere, la D'Addario, sia stata infilata nel suo letto da uomini della Cia, anche perché un uomo così illibato e così santo come lui, lo potevano giusto sputtanare mettendogli una donna nel letto, perché? Perché è una cosa talmente insolita che si sono scandalizzati tutti, è un po’ come tentare di fare un complotto contro Mara dona, mettendogli una bustina di droga nella macchina, ne ha altre 100 e quella non si nota, immaginate a chi potrebbe venire in mente in una ipotetica centrale spionistica mondiale, cosa facciamo? A Berlusconi perfetto, gli mettiamo una prostituta in casa che è proprio la cosa più lontana che potrebbe mai capitare in quella casa, così la gente si scandalizza e lui è screditato a livello mondiale! 
Nello stesso periodo purtroppo sono uscite le foto, dove di queste se ne vedevano a ventine, che venivano aviotrasportate nei voli di Stato sulle sue residenze, ma queste cose restando seri, i giornali le pubblicano e le televisioni le replicano, vedi scodinzolii con il TG1, perché? Perché devono fare pari e patta con le rivelazioni vere che stanno uscendo sul vero punto nero della seconda repubblica, la nascita di Forza Italia e i rapporti con la mafia, tutto il resto è una conseguenza.