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domenica 28 febbraio 2010

Torino 26 febbraio 2010




Certamente Piero Ricca non è uno stilnovista, ma nel suo dire c'è dell'arte. "Fatti processare buffone! Rispetta la legge. Rispetta la Costituzione! Rispetta la democrazia. Farai la fine di Ceauşescu..." Fraseggio epico da incorniciare ed esporre pernanentemente al Louvre.

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venerdì 26 febbraio 2010

Mills prescritto e i bugiardi che assolvono B. (Daniele Martinelli)



Prescritti, ma non innocenti



A quanto pare Verdini, Cicchitto, Capezzone, Gasparri, esultano per la prescrizione del corrotto David Mills e di conseguenza anche per la prossima prescrizione del corruttore Silvio Berlusconi. Cosa avranno da esultare, si chiede Massimo Donadi e tanti altri... È ovvio che la maggior parte degli italiani sa che Mills non è innocente così come non lo è Berlusconi. Ma la farsa del festeggiamento di una vittoria che non esiste serve ad abbindolare quella parte degli italiani (forse il 20-25%) che di politica non si interessano. Potranno così far credere loro la balla della magistratura che perseguita con ferocia da anni la sua vittima prediletta: Silvio d'Arcore, Santo e Martire.

Ricorda un po' la vittoria di Antonio dopo la battaglia di Azio... le navi della regina Cleopatra dirette verso il porto di Alessandria, addobate ad arte, issanti bandiere e stendardi multicolori ... Festeggiavano quella che in effetti era una disastrosa sconfitta.

Non c'è nulla da esultare. Prescritti non significa affatto innocenti, ovvero, non significa che la bella coppia Mills-Berlusconi non siano l'uno corrotto e l'altro corruttore, in questo processo specifico. Anche altre volte i processi a carico di Silvio Berlusconi sono stati sciolti per avvenuta prescrizione, ma non per il fatto che lui non abbia commesso il fatto. In effetti, l'esultanza di Verdini, Cicchitto, Capezzone, Gasparri, & co, non è altro che l'ennesimo festino imbandito per onorare la loro Signora (Domina) prediletta a cui sono proni e legati a filo doppio per devozione e sudditanza: la Corruzione.

DI TUTTO DI PIU'...

I tiggiunisti fanno veramente vomitare in quanto a deontologia professionale. Ma ci fanno o ci sono? Secondo il vocabolario della lingua italiota con il termine prescrizione s'intende l'"... estinzione di un reato o di una pena per il trascorrere di un determinato periodo di tempo". L'assoluzione invece "... esclude la responsabilità dell’accusato relativamente alle imputazioni mossegli". Sono due cose diverse. Orbene, Mills non è stato assolto, poiché è responsabile dei reati contestatigli, idioti! Il suo processo si è semplicemente estinto per sopravvenuta prescrizione. Un reato prescritto non è un reato non commesso, ma, nel caso specifico di Mills-Berlusconi, è un reato commesso ma non punito o punibile per la causa di cui sopra. E mo' guardatevi sta tele-stronzata di cui sotto...


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Nunzio vobis maestitiam magnam: hanno prescritto n'antra vorta er Papi



"Non sembra essere in dubbio che il reato corruttivo è avvenuto con la comunicazione da parte di emissari di Bernasconi nei confronti di Mills della disponibilità della somma" (Gianfranco Ciani, sostituto procuratore generale) 1.


Accidenti a li quattrini! Se non ci'hai sordi finisci 'n galera solo per ave' rubbato na gallina.

Prescritto non vuol dire innocente. La colpevolezza resta.
"La prescrizione non è un'assoluzione, ma un proscioglimento tecnico per motivi solamente procedurali: l'avvocato inglese David Mills, dunque, è colpevole di essersi fatto corrompere con 600 mila dollari per favorire l'imputato Berlusconi in due processi (tangenti alla Guardia di Finanza; fondi neri Fininvest - All Iberian), ma non può più essere punito, perché ha incassato la tangente più di dieci anni fa. Della condanna di primo grado, che era stata confermata anche in appello, resta valido solo il risarcimento civilistico del danno morale (che non cade in prescrizione): Mills dovrà versare 250 mila euro allo Stato italiano, che per legge, paradossalmente, è rappresentato nel processo dalla presidenza del consiglio dei ministri". (Paolo Biondani su L'Espresso2)

RIDONO DI NOI...

EL PAÍS

La Cassazione dichiara prescritto il 'caso Mills'

Articolo originale "El Supremo italiano declara prescrito el 'caso Mills'" di Miguel Mora, Roma, 26/02/2010 (tradotto da Carlo Giordano)

La corte suprema italiana ha annullata ieri la condanna per corruzione in atti giudiziari dell'avvocato David Mills per avvenuta prescrizione del reato. L'avvocato britannico era stato considerato colpevole nelle due prime istanze giudiziarie e condannato a quattro anni e mezzo di carcere per avere incassato 600.000 dollari (450.000 euro) da Silvio Berlusconi per favoreggiamneto in due processi celebrati negli anni novanta.

Secondo la Corte Suprema, Mills commise il reato, vale a dire, mentì nelle sue dichiarazioni riscuotendo successivamente per questo una bustarella di Berlusconi, ma il reato di corruzione in atti giudiziari si consumò l'11 novembre del 1999 e non nel febbraio del 2000, come sostenuto nelle precedenti sentenze, per cui essendo trascorsi ormai 10 anni, la legge, per tale lasso di tempo, considera estinto il reato.

Per la corte, la data esatta dell'avvenuta corruzione si produsse nel momento in cui gli emissari di Carlo Bernasconi (dirigente di Fininvest, ormai deceduto) comunicarono a Mills di avergli depositato in un fondo i 600.000 dollari in azioni, e non quando l'avvocato dispose finalmente del denaro sul suo conto personale.

La salomonica sentenza sottintende una vittoria di Pirro sia per l'avvocato che per il primo ministro, poiché si considera comunque provato che costui corruppe Mills, creatore dell'intelaiatura di compagnie off shore della Fininvest.

Conseguenze per Berlusconi

Il processo aperto contro Berlusconi sortirà adesso probabilmente senza nessun effetto. La causa contro il primo ministro, per lo stesso reato imputato a Mills, fu separata da questa dopo l'approvazione, l'anno scorso, della legge sull'immunità che impediva di processare le alte cariche dello stato e che alla fine venne dichiarata incostituzionale.

Sebbene il processo a Berlusconi fosse stato sospeso nel corso di un anno, la prescrizione arriverebbe tuttavia nel novembre prossimo venturo, secondo la tesi della Corte Suprema, il che lascia soltanto alcuni mesi prima che si arrivi a una sentenza definitiva. Berlusconi si libererà così, come in altre occasioni in passato, dalla possibilità di esser condannato grazie alla prescrizione.

Durante l'udienza, il procuratore generale della Corte Suprema, Gianfranco Ciani, sottolineò l'assenza di motivazioni atti ad assolvere Mills dal reato contestato in base al "contenuto" dei fatti provati. Per questo, ironicamente, la Corte Suprema lo condanna a indennizzare con 250.000 euro il Governo "per avere pregiudicato l'immagine della giustizia italiana".

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mercoledì 24 febbraio 2010

Male non fare, paura intercettazioni non avere



Nunzio vobis gaudium magnum: habemus Papis: Silvio I

"... Tutte le cose che noi diciamo al telefono, riservatamente ['ccetto la qualungue] con un'altra persona, appaiono sui giornali, e portino delle secchiate di fango, che poi alla fine si risolveranno in molti casi solo in secchiate di fango, perché non ci sono reati emersi con certezza ..." (Dall'Evangelio secondo Berlusca)


Berlusca, sempre fuor di luogo, dice che la "sinistra" (ovvero chi non la pensa come lui) vuole l'immigrazione per prendere voti. Altra perla del pirla: le intercettazioni servono solo a buttare fango su di lui e sulla sua congrega. Semmai le intercettazioni il fango dovrebbero toglierlo, dato che fango e merda vengono a galla proprio intercettando. Caro Silvio, si è capito benissimo che le intercettazioni riguardano il privato... Non si è mai visto un corrotto (e lei ne sa qualcosa) un delinquente, un uomo o una donna di malaffare fare le loro sporche cose in pubblico, alla luce del sole... Le intercettazioni servono a questo: a rendere chiaro ciò che viene tramato nell'ombra. Io, non avendo nulla da nascondere, dico: intercettatemi.
Chi governa deve rendere conto agli elettori della sua condotta (im)morale. Invece, a quanto pare, il cittadino più uguale degli altri, tra una legge di qua e una leggina di là, sembra voglia costruirsi una corazza per porsi al di là del bene e del male, al di là della morale. Sarà un'altra sporca legge ad personam, anzi, ad personas visto che ce ne sono parecchi. Troppi. Il pluri-sfacciato d'Arcore, condannato prescritto, con un processo in corso in cui lo si vede imputato per corruzione, capo del governo, parla di proteggere la privacy dalle intercettazioni. Strano! Come mai il Vanna è contrario alle intercettazioni?... Mi meraviglio!... Una persona così integerrima, così pulita, così impeccabile, così buona, così amorevole, così soccorevole!... Povero cocco, gli vogliono fare sempre la bua quei zozzoni giustizialisti, quegli spioni sempre attenti ad origliare sul privato altrui!
Ma silvio, imperterrito, con animo nobile, e soprattutto mobile, dato che lavora 20 ore al giorno, ispirato dallo Spirito Satano, continua spedito, sorridisdicevole, verso la sua meta beati-fica-nte. Ama (le belle donne) e perdona coloro che sono compromessi con il crimine. Pensate un po', aveva in casa un mafioso (più d'uno, se si considerano le riunioni di famiglia) al solo scopo di fornigli un'altra chance, magari un alibi da stalliere, ben remunerato. Il suo solo santo, disinteressato intento era quello di redimer lo peccatore dallo inferno che gli s'appressava. Purtroppo le inter(i)cettazioni lo colsero proprio sul più bello, e la sua privacy redentrice andò in fumo per sempre.

domenica 21 febbraio 2010

Carnevale Popolo Viola (20 febbraio 2010 )




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  • All you need is law (articolo di Marco Travaglio, su Il Cannocchiale, il blog de Il Fatto Quotidiano)

L'Euro a due velocità




Testo intervento.

"Oggi tenterò di fare un quadro su quella che è una delle più contestate teorie di natura monetaria circa l’avverarsi di un cosiddetto Euro 2, di una spaccatura valutaria all’interno dell’area monetaria in Europa che porti all’emersione di una seconda divisa che consentirà un tenore di doppia circolazione all’interno di determinati Paesi.
Chi ha letto il mio primo saggio economico nel 2006: “Duri e puri, aspettando il nuovo 1929”, si ricorderà che in copertina c'era una moneta da un Euro che si spezzava in due. Molti lettori mi hanno chiesto: "Ma perché non hai messo il dollaro al posto dell’Euro, non sarebbe stato più giustificato visto quello che è accaduto dopo?"
No perché l’idea originale era proprio quella che all’interno dell’area Euro si potesse creare un Euro 2, una cosiddetta baby moneta, secondaria che venisse utilizzata all’interno di alcuni Paesi, quali sono questi Paesi? I cosiddetti PIGS (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna) a cui aggiungerei Malta e Cipro. Per quale motivo un Euro 2? Perché a distanza di 10 anni dalla nascita dell’Euro, ci si rende conto di come l’Unione Europea sia nata attraverso pressioni e forzature insensate e quasi scellerate perché alcuni Paesi, tra i quali anche il nostro, debbono scontrarsi con deficienze strutturali che sarà difficile nel lungo termine riuscire a livellare.
I famosi parametri di Maastricht, che ormai sono parametri scritti nei libri di storia, perché negli ultimi due anni solo saltati per quasi tutti, dalla Germania alla Grecia, a cosa serve un’Europa in cui i processi di armonizzazione economica avrebbero dovuto pretendere un allineamento in termini di debito pubblico rapportato al Pil e poi di ricorso al deficit di bilancio per tenere in piedi i Paesi, quando ci troviamo con un grande punto di domanda per la Grecia: "La Grecia si autosalverà attraverso una ridefinizione della fiscalità diffusa, oppure verrà salvata dalla Germania in concertazione con altri Paesi?". Questa è la vera preoccupazione dei mercati finanziari, vi è di più, se la Grecia venisse salvata, a quel punto si creerebbe un precedente, si dovranno salvare più avanti la Spagna e forse anche l’Irlanda e non dimentichiamoci dell’Italia, solamente che la Grecia pesa in maniera ridicola dal punto di vista economico, l’Italia, la Spagna sono un grande punto di domanda perchè non ci sarebbero le risorse per intervenire e mettere un tappo alla falla. Ecco perché i mercati finanziari hanno un particolare nervosismo sia sulla negoziazione dei titoli di Stato, che sullo stesso andamento del rapporto Euro - Dollaro, ormai il vero driver trainante i motori finanziari e che è stata la giustificazione della cosiddetta ripresina che abbiamo conosciuto fino a un mese fa, dovuta proprio al rapporto di cambio tra Euro e Dollaro. Dopo quello che è accaduto (alla Grecia, ndr), il cambio Euro - Dollaro si è contratto pesantemente, è passato a 1,50 e si sta proiettando a 1,30, forse anche a 1,25. I mercati finanziari vivono con maggior ansietà il futuro dell’Europa rispetto agli Stati Uniti d’America a causa della disomogeneità strutturale in termini di deficit, di crescita e di credibilità dei Paesi europei.
L'Euro è un marco travestito, una moneta che hanno preteso e voluto i tedeschi perché la Germania era un Paese con potenzialità in termini di export rivolte soprattutto ai Paesi europei, quindi aveva la necessità di una valuta forte e di un rapporto di cambio fisso che consentissero stabilità negli scambi commerciali.
Paesi come l’Italia, la Spagna e la Grecia hanno potenzialità diverse da quelle della Germania, pensiamo all’Italia che esporta molto di più rispetto alla Germania, al di fuori dei confini europei e avrebbe la necessità di una valuta competitiva, un po’ quello che sta facendo la Cina nei confronti delle altre divise, tenendo lo Yuan svalutato per rendere appetibili le esportazioni cinesi.
In questi termini dovremmo ripensare alla politica monetaria per alcuni Paesi europei, ed è per questo motivo che comincia a emergere l’ipotesi del cosiddetto Euro 2, una spaccatura all’interno dell’Euro che faccia nascere una seconda divisa.. Ricordiamoci però che proprio per questa ragione uno dei primi Paesi che si dovrebbe opporre sarebbe la Germania che si ritroverebbe a avere partner con potenzialità e appeal valutari che la metterebbero in difficoltà. L’emergere dell’Euro ha creato molti più benefici a alcuni Paesi e messo a dura prova la tenuta dei conti di altri, ecco perché in questo momento i mercati sono dubbiosi sul futuro dell’Europa e dell’Euro. La Grecia con 0,3 trilioni di euro fa ridere, può essere salvata attraverso un intervento in concertazione di più Stati, ma un Paese come la Spagna? L’Italia? Chi li salverà?"

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Cipriani in carcere e Tronchetti a Portofino Intervista a Peter Gomez




Testo intervista

"Mi chiamo Peter Gomez, sono un giornalista de Il Fatto Quotidiano, mi sono occupato in questi anni di tutti i più grandi scandali finanziari di corruzione di mafia di questo paese e in particolare a partire dal 2004 con alcuni colleghi de L’Espresso mi sono appassionato e ho seguito lo scandalo degli spioni Telecom, uno scandalo che oggi, come speso accade in Italia, sta finendo in niente.
Cosa è accaduto lo sapete, migliaia e migliaia di persone sono state spiace, schedate, analizzate, le loro vite sono state rovistate, i loro conti correnti sono stati osservati, le banche dati riservate del Ministero dell’Interno sono state consultate per formare delle schede su di loro, schede che finivano in mano alla sicurezza Telecom, allora capitanata da Giuliano Tavaroli.
Oggi a sei anni di distanza possiamo dire che tutto questo è stato uno scherzo o quasi, tutti i principali imputati della vicenda, dipendenti Telecom stanno uscendo dal processo con un patteggiamento e con dei risarcimenti minimi, i vertici dell’azienda erano testimoni e sono rimasti testimoni, secondo i giudici Tronchetti Provera non sapeva nulla di quello che era accaduto nella sua azienda, è possibile? Non è possibile? I magistrati dicono che non ci sono prove, io registro solamente quello che è accaduto in questo periodo.
E’ accaduto che Telecom si è trovata accusata esclusivamente della violazione della legge 231, di un omesso controllo, del fatto di non essersi data degli apparati organizzativi che impedissero le corruzioni e questo tipo di spionaggio, la partita è stata chiusa con un patteggiamento a 7 milioni di Euro. Sotto processo di fatto rimangono due persone, due personaggi importanti uno è l’investigatore privato fiorentino Emanuele Cipriani che era il proprietario del cosiddetto archivio Z, l’archivio in cui venivano accatastate tutte queste pratiche, pratiche che non riguardavano solo, come all’epoca della FIAT la schedatura di migliaia e migliaia di dipendenti o di aspiranti dipendenti della Telecom, che venivano analizzati prima di essere assunti in spregio a ogni regola, ma riguardava molto spesso anche personaggi di primo piano della politica e della finanza italiana.
Altro grande imputato, ma salvato o forse presto salvato dal segreto di Stato controfirmato dal Premier Silvio Berlusconi è l’ex capo del controspionaggio Marco Mancini. Quest’ultimo era accusato e è tutt’ora accusato di avere brigato insieme agli spioni Telecom, di avere venduto delle informazioni del servizio alla Telecom, Berlusconi ha detto che è vero, tutti i suoi rapporti con Telecom, con l’azienda sono coperti dal segreto di Stato e quindi oggi dobbiamo anche chiederci cos’era Telecom a quell’epoca? Era una struttura parallela dei servizi segreti? Era un grande orecchio che osservava tutti gli italiani? Non lo sappiamo, aspettiamo cosa decideranno i giudici.
Una cosa però l’abbiamo capita, abbiamo capito che tra i dossier che venivano accumulati c’erano anche una serie di dossier politici, ci sono dossier per esempio che riguardano il sottosegretario Aldo Brancher, ci sono dossier che riguardano il Segretario dell’UDC Lorenzo Cesa e c’è poi il dossier dei dossier , quello che nessuno di noi potrà mai conoscere perché una legge bipartisan approvata nel 2006 ne ha ordinato la distruzione, il dossier Oak , sui presunti fondi esteri dei DS, creati, secondo questo dossier, al momento della scalata a Telecom da parte della cordata dei capitani coraggiosi di Roberto Colaninno.
Secondo il dossier Telecom, da quello che si è letto, secondo il dossier Oak, questi fondi in parte arriverebbero ai DS, non sappiamo niente per legge, Giuliano Tavaroli nel 2008 ha descritto in parte questo dossier in una lunga intervista o in una serie di colloqui fatti con Repubblica, con Giuseppe D’Avanzo. Ha fatto dei nomi, ha fatto esplicitamente il nome di Piero Fassino, quest’ultimo ha annunciato a quell’epoca una querela che non risulta essere mai stata notificata a Tavaroli, perché questo è uno dei grandi interrogativi, servivano questi dossier per ricattare la politica o servivano semplicemente per raccogliere informazioni da utilizzare magari non necessariamente a fini ricattatori? Non l’abbiamo capito, questi dossier arrivavano sul tavolo di Tronchetti, non l’abbiamo capito, ho intervistato Emanuele Cipriani, l’investigatore che li raccoglieva, il quale mi ha dichiarato, come del resto aveva fatto ai magistrati che lui abitualmente incontrava Tavaroli, che ogni settimana faceva il punto della situazione e che quando i dossier erano particolarmente delicati come nel caso dei dossier politici, Tavaroli alzava il telefono e chiamava o la Segreteria di Tronchetti o direttamente Tronchetti sul cellulare e poi gli diceva “Dottore è arrivato il fiorentino, abbiamo l’esito di quell’indagine, la vengo a trovare” e partiva verso via Negri, sede della Pirelli con il dossier sotto il braccio.
Questi dossier sono mai arrivati sul tavolo di Tronchetti? Tronchetti nega, i magistrati gli credono e Tavaroli davanti ai magistrati nega anche lui, poi con un’intervista a Repubblica dice esattamente il contrario e preannuncia che forse in Tribunale parlerà, non l’ha fatto, ha patteggiato come tutti gli altri, il risultato qual è? Pensiamo al risultato delle migliaia di cittadini, il cui nome trovate sul sito di Beppe Grillo, degli schedati Telecom, non si sono riusciti a costituire parte civile contro l’azienda, hanno potuto solo costituirsi parte civile contro i singoli imputati, i singoli imputati adesso escono grazie al patteggiamento e i danneggiati per vedere dei soldi veri, di fatto a loro sono state offerte poche migliaia di euro, dovranno rivalersi in sede civile, mi sembra molto incivile tutto questo!
Tra le cose che mi ha raccontato Emanuele Cipriani nella lunga intervista che gli ho fatto, ce ne è una particolarmente nuova, Emanuele Cipriani racconta che venivano spiati e controllati anche quelli che venivano definiti “disturbatori di assemblea” gli ho chiesto “Dott. Cipriani ha quindi spiato anche Beppe Grillo?” lui mi dice di no e anche perché racconta di avere lavorato per Telecom in questo senso fino al 2003 – 2004, mi spiega però che era essenziale sapere cosa avrebbero chiesto gli azionisti per evitare di mettere in imbarazzo la presidenza e Tronchetti, per questo lui sostiene che queste operazioni di controllo e di spionaggio su chi poneva domande in assemblea, è la dimostrazione che Tronchetti fosse perfettamente al corrente del suo lavoro perché grazie alle informazioni da lui raccolte, dice Cipriani a Tronchetti riuscì, almeno in un caso a fare un’ottima figura.
E’ anche vero, dobbiamo ricordarlo che Cipriani è un uomo molto arrabbiato perché la Magistratura gli ha sequestrato ben 14 milioni di euro all’estero, accusandolo sostanzialmente di appropriazione indebita, di avere rubato i soldi a Telecom, Cipriani cosa ribatte? Ma come, era tutto fatturato, su tutte le mie pratiche del mio schedario Z, compariva un codice alfanumerico che rimandava a una fattura, non mi potete venire a dire che ho rubato dei soldi all’azienda, per questo probabilmente adesso sta parlando e sta lanciando un po’ di verità e molti segnali.
Qualcuno nonostante che lo scandalo Telecom sia uno scandalo che giudiziariamente possiamo considerare morto, continua a tremare, anche perché dobbiamo ricordare, che la famosa legge che ha distrutto e ordinato la distruzione di quei dossier, è una legge suicida, quei dossier erano tutti in formato informatico, ovviamente continuano a circolare e continuare a produrre veleni, contro i ricatti c’è un solo sistema per smontarli, bisogna giocare a carte scoperte, cercare di spiegare come sono andate le cose, sempre che lo si possa fare!".

venerdì 19 febbraio 2010

Sex a-PIL. Le ruote di escort del premier



Il Re
del sesso
vuole showgirls
per una politica sensuale.
Il "ciarpame senza pudore" tira
e scongiura il calo delle pene del sex a-PIL.
Allora in verità in verità vi dico: cchiu pilu pi tutti!


Non c'è che dire: belle fighe! Il guaio è che già in Parlamento i parla(ele)mentari non fanno altro che grattarsi le palle da mane a sera, nei rari momenti in cui presenziano alle sedute. In più, se si considera che il Parlamento emana, promulga ed emenda ormai soltanto leggi e leggine ad personam, adesso, con questo nuovo afflusso sensual godereccio di porche vacche troie, può a tutti gli effetti chiudere i battenti e trasformarsi in una casa chiusa privata di Papi, il Satano Protettore di tutte le belle fighe d'Italia.


RIDONO DI NOI...

DAILY TELEGRAPH

Silvio Berlusconi sceglie un'igienista dentale come candidata politica

Silvio Berlusconi ha scelto di far candidare la sua igienista dentale alle cruciali elezioni che si terranno il mese prossimo, nonostante il clamore provocato lo scorso anno con i suoi tentativi di promuovere giovani donne dello spettacolo come candidate.

Articolo originale "Silvio Berlusconi shortlists dental hygienist as political candidate" di Nick Squires, Roma, 19 febbraio 2010 (tradotto da Carlo Giordano)

Il primo ministro italiano ha trascorso settimane smentendo le voci riguardo al fatto che il suo partito avrebbe inserito mella sua lista di candidati modelle o attrici giovani e attraenti.

Ma il premier settantatrenne è incapace a quanto sembra di resistere al fascino di Nicole Minetti, showgirl ed igienista dentale, incontrata quando i suoi denti neccessitavano di essere aggiustati dopo che nel mese di dicembre a Milano rimase vittima di un attacco da parte di un uomo affetto da turbe psichiche.

Nonostante il clamore e l'indignazione di sua moglie, lo scorso anno, causato dal suoi tentativi di favorire una sfilza di donne affascinanti alla candidatura per le elezioni europee, la signorina Minetti, da quanto viene riferito, sta adesso entrando in lizza per candidarsi nel partito del Popolo della Libertà (PDL) di Berlusconi in Lombardia, Italia Settentrionale.

Precedentemente ballerina, apparsa in vari spettacoli televisivi, si è diplomata come igienista dentale lo scorso novembre e da settimane sta curando il primo ministro, portato all'ospedale San Raffaele di Milano per due denti e un setto nasale rotti in seguito all'attentato del 13 dicembre.

Il suo non è il solo volto grazioso tra le file del partito di Berlusconi siccome cerca di consolidare il suo potere nelle elezioni che si terranno in 13 regioni italiane alla fine di marzo.

Graziana Capone, laureata in legge e modella, soprannominata "l'Angelina Jolie della Puglia", la regione meridionale dal quale proviene, venne recentemente assunta per curare l'immagine di Berlusconi in televisione, riferisce il quotidiano La Repubblica. È anche stata resa pubblica una sua possibile candidatura alle elezioni.

Un sorridente Berlusconi viene fotografato questa settimana mentre presentava quattro donne, sperando che siano elette come governatori regionali, due delle quali hanno l'aspetto di ragazze copertina: Monica Faenzi e Anna Maria Bernini.

La sua inclinazione nel favorire cervelli in base alla bellezza gli hanno procurato una critica esasperata dal principale partito d'opposizione.

"Berlusconi sceglie i candidati più per il loro bell'aspetto che per la loro esperienza" dice Anna Finocchiaro, il leader al Senato del Partito Democratico. "Ha riempito il parlamento di belle ragazze, sebbene competenti, ma che non contano niente all'interno del partito".

Ma i lealisti all'interno delle file del partito ribattono rabbiosamente. Margherita Boniver, parlamentare, dice al Corriere della Sera: "Sono sbalordita. Se si cerca nel curriculum dei nostri candidati si capisce che sono persone che si dedicano alla politica". Barbara Saltamartini, un parlamentare che ha la responsabilità per le pari opportunità all'interno del PDL, asserisce che le affermazioni della Finocchiaro mostrano che "lei è nemica delle donne".

L'affascinante schieramento invita a fare confronti con la schiera che venne fuori lo scorso anno quando il partito di Berlusconi propose di mettere in campo una frotta di attrici, modelle e stelline di reality televisivi come candidate per le elezioni parlamentari europee tenutesi in Giugno.

Sua moglie, Veronica Lario, le marchiò definendole "ciarpame senza pudore" e una settimana dopo chiese il divorzio dopo quasi 30 anni di matrimonio.

Alla fine la maggior parte delle donne vennero eliminate dalla formazione e solo una, la ventisettenne Barbara Matera, presentatrice televisiva, attrice, ex concorrente a Miss Italia, venne eletta a Bruxelles.

Lei rivelò che il suo modello di comportamento era Mara Carfagna, ex fotomodella per riviste di soli uomini di cui Berlusconi ne fece il suo ministro delle pari opportunità quando ritornò al potere nel 2008.

La scorsa settimana Berlusconi provocò un'altro clamore scherzando sul fatto che mentre l'Italia aveva con successo fermato il flusso di immigrati clandestini albanesi attraverso l'Adriatico, egli avrebbe volentieri fatto eccezione per le "belle ragazze".

Articolo originale "Silvio Berlusconi shortlists dental hygienist as political candidate" di Nick Squires, Roma, 19 febbraio 2010 (tradotto da Carlo Giordano)

La secessione degli italiani



Su Giornalettismo.com si legge una cosa molto interessante...

« [...] In realtà, quando il Presidente del Consiglio italiano o alcuni suoi ministri invitano a evadere quelle tasse considerate inique o che portano via i soldi da una regione per darli a un’altra non si sono inventati nulla di nuovo. Gli Stati Uniti d’America sono nati proprio rifiutandosi di pagare un balzello. Era il 1773 e a Boston furono gettati in mare interi carichi di tè che dovevano raggiungere la madre patria inglese, per protesta contro le tasse che si pagavano per le esportazioni [...] ». (FB e la libertà d’espressione: è il momento del vendicatore delle tasse)

È una bella idea. Non pagare le tasse sarebbe un modo non violento per spodestare questi sfruttatori corrotti che ci governano. Ovviamente, bisogna essere uniti. Il metodo che usa questo nostro governo mafio-ladro è quello del divide et impera, manganello alla mano, al quale si può opporre quello della disobbedienza civile a livello nazionale.
Cari mafio-ladro-governanti, se le tasse non le volete riutilizzare reinvestendole per il bene del Paese ma solo per i vostri porci comodi, vi invitiamo a un “Italian Tea Party” che serva però, diversamente da quello americano di secoli addietro, ad unire anziché a dividere gli italiani... Naturalmente al mare non verrà buttato il tè, ma il corrotto, il depravato per eccellenza, insieme ai suoi scagnozzi.

Sbarco di clandistinti

Al gran porcello che sta portando alla deriva questa nostra misera Italietta, visto che adora tanto le belle ragazze esotiche, gli potremmo offrire un bel gommone, comprensivo di passaporto e viveri, onde poter approdare liberamente insieme ai suoi stretti collaboratori sulle coste albanesi, e potersi così approviggionare di quanto necessita.

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giovedì 18 febbraio 2010

Il Vanna Marchi d'Arcore: "I have a dream: l'Italia prima in classifica per corruzione"



"Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono" (Giorgio Gaber)



RIDONO DI NOI...

REUTERS UK

"La corruzione sta montando in Italia", riferisce un funzionario statale

Roma, mercoledì, 17 febbraio 2010

Articolo originale "Corruption is surging in Italy, says state auditor" di Virginia Alimenti (tradotto da Carlo Giordano)

La corruzione sta montando drasticamente in Italia e le sanzioni legali non sono più un deterrente sufficiente, ha dichiarato mercoledì un funzionario statale, accendendo un crescente dibattito sulla moralità della vita pubblica.

La Corte dei Conti a Roma, che sovraintende e controlla le possibili irregolarità nella spesa pubblica, ha affermato che i casi di corruzione sono aumentati del 229% dal 2008 fino allo scorso anno.

Il primo ministro, Silvio Berlusconi, coinvolto in un processo per corruzione e frode fiscale, a sua volta accusa i magistrati di intraprendere un campagna motivata politicamente ai suoi danni.

"La corruzione è parte della nostra cultura e i codici della legge non sono ormai più sufficienti", dichiara il presidente della Corte Tullio Lazzaro. "Abbiamo bisogno di un ritorno ad un comportamento etico da parte di tutti e io non lo vedo".

In anni recenti, l'Italia è stata presa nella morsa degli scandali per corruzione di alto profilo, che vanno dal campo degli affari alla politica e anche al calcio, e diversi parlamentari sono sotto inchiesta oppure già collusi con il crimine.

L'ultimo evento eclatante coinvolge l'Istituto della Protezione Civile, dove gli inquirenti sospettano che gli appalti pubblici siano redistrubuiti in cambio di denaro e favori sessuali.

Molti giornalisti televisivi avvertono che la situazione è simile a quella creatasi agli inizi degli anni '90, prima della cosiddetta inchiesta di Mani Pulite, portata avanti dai magistrati di Milano che vedeva coinvolta la classe politica, dominante in Italia fin dalla Seconda Guerra Mondiale.

Il ministro dell'industria, Claudio Scajola, in una intervista televisiva riguardo agli accertamenti fatti dalla corte di giustizia smentisce il parallelo.

Inoltrfe aggiunge che le sanzioni penali per corruzione necessitano di essere inasprite, e che sia necessario anche velocizzare le procedure burocratiche in modo che non vi siano da parte della gente "la tentazione di corrompere pubblici ufficiali", onde ottenere licenze.

In base alla Trasparenza Internazionale, nel 2009 l'Italia era al 63° posto nella classifica riguardo all'integrità nella vita pubblica, scivolando di otto posti rispetto all'anno precedente e arrivando al penultimo posto nell'euro zona e al di sotto del Botswana e della Namibia.

Articolo originale "Corruption is surging in Italy, says state auditor" di Virginia Alimenti (tradotto da Carlo Giordano)

Ci facciamo sempre riconoscere

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venerdì 12 febbraio 2010

L'informazione messa a tacere.



Pollai e Vespai


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Il segreto della popolarità di Silvio Berlusconi



Certamente in Italia c'è una forte opposizione contro Berlusconi, ma sfortunatamente non in Parlamento, dove l'IDV sembra essere l'unica forza politica che ancora riesce a tenere testa alle assurde pretese dell'imperatore folle. C'è la forte opposizione della Rete, ampia, ma non basta. In una democrazia conta il numero e dato che vi è anche una fetta consistente di popolazione che soggiace ai mass-media, ormai in buona parte in mano, in modo diretto o indiretto, a Berlusconi, è forse inevitabile l'ennessima prossima sconfitta della sinistra, dovuta proprio a questa ampia fascia non schierata che però è modellabile e fortemente condizionabile. La forza di Berlusconi sta proprio paradossalmente nella democrazia, ovvero nell numero, (suggestionabile, influenzabile, controllabile) che può elevare alla sua ennesima potenza tramite gli esorbitanti mezzi e fondi di cui dispone. Scandali, conrruzione, collusioni con la mafia, vengono bypassate dal martellamento dell'infomazione di regime e dalla par condicio che ormai sembra serva solo a ridurre tutto all'uniformità, ad azzerare valori, comprensione e senso critico.


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Il segreto della popolarità di Silvio Berlusconi

Articolo originale "The secret of Silvio Berlusconi's popularity" di Richard Owen, Roma, 11 febbraio 2010 (tradotto da Carlo Giordano)

Fuori dall'Italia, Silvio Berlusconi viene spesso visto come un buffone, in preda a gaffe, inabissato dagli scandali sessuali, e che usa — o abusa — del suo potere per mutare le leggi onde evitare di essere processato per corruzione. Un leader che, secondo molti, ha equipaggiato scarsamente la magistratura, mettendo in pericolo la democrazia nel suo tentativo di evitare di finire in tribunale.

Nell'ambito del suo Paese, il primo ministro italiano resta un leader popolare conservatore che ha comunque ben superato gli scandali riguardanti le escort e le accuse di frode fiscale ed è probabile che sopravviva — se non addirittura vinca — alle elezioni regionali che si terranno il prossimo mese.

Alle manifestazioni di questa settimana Berlusconi si è ripresentato con la sua solita esuberanza. Non ha mostrato nessun segno sulla sua faccia delle ferite causate dall'assalitore [Massimo Tartaglia] che nel dicembre scorso lo aveva colpito con un souvenir del Duomo di Milano. Respinge le voci ufficiose riguardo ad una possibile divisione del suo impero commerciale a causa del suo imminente divorzio, dicendo che non ha "nulla di che pentirsi" nelle sue relazioni con le donne e affermando di avere "sempre agito con senso di responsibilità e rispetto". Scherzando dice che egli vorrebbe spedire messaggi nel giorno di San Valentino "a tutte le mie ragazze".

Allora, come spiegare la persistenza del fenomeno Berlusconi? In parte la risposta sta nel controllo che riesce a ottenere sui media. Secondo le stime ufficiali, l'80% degli italiani attingono la loro informazione soltanto dalla televisione. Berlusconi non solo possiede le tre principali televisioni commerciali ma, come Primo Ministro, esercita la sua influenza sulla RAI, la televisione pubblica, la quale tende ad essere rispettosa nei suoi confronti, minimizzando le notizie negative che lo riguardano.

Dunque vi è la mancanza di un alternativa: il centro-sinistra è rimasto debole e diviso fin dalla sua disfatta per mano del centro-destra un anno e mezzo fa e la scomparsa dalla scena politica di Romano Prodi, il solo uomo capace di battere Berlusconi secondo i sondaggi (nel 1996, e nuovamente nel 2006). Gianfranco Fini, leader alleato del Partito del Popolo della Libertà e portavoce della Camera dei Deputati, in rapporti glaciali con Berlusconi, osa ancora sfidarlo apertamente.

Ma la chiave della sopravvivenza di Berlusconi va ricercata nella sua abilità di essere in sintonia con l'umore popolare. Tutta la sua ricchezza e il suo potere gli danno la possibilità di trasmettere un'immagine di sé stesso come quella di un "uomo ordinario", un uomo che si è fatto da sé, che ama il calcio, la compagnia delle belle donne, e prende le distanze rompendo le regole, in una nazione dove aggirare la burocrazia è uno sport nazionale.

È anche un politico e comunicatore consumato che riesce a volgere gli imprevisti a suo vantaggio — dipingendo l'attentato di Milano, per esempio, come il risultato di una "campagna d'odio" contro di lui perpetrata dalla stampa e dai magistrati, trasformandolo in un evento quasi religioso nel quale mostra la sua faccia insanguinata alla folla e dunque dimenticando il suo assalitore.

L'idea che la stampa e la magistratura stiano semplicemente facendo il loro lavoro cercando di portarlo a testimoniare contrasta con il ritratto di Berlusconi che danno i suoi sostenitori, ovvero, di una vittima sotto costante persecuzione. L'abitudine nel frequentare escort e feste che coinvolgono showgirl scarsamente vestite del suo impero televisivo ha ingenerato sempre più proteste da parte delle femministe, a causa del suo vezzo di offrire poltrone politiche alle attraenti donne provenienti dall'industria del mondo dello spettacolo.

Ma molti italiani — e non solo uomini — considerano il suo divorzio e i suoi scandali sessuali una "faccenda privata", dicendo di giudicarlo dal punto di vista politico, fondato sulla libertà individuale e su un anti-comunismo viscerale. Per quanto concerne la corruzione, in modo similare, l'Italia ha una lunga storia di politici infidi, e il sistema sopravvive grazie ai legami familiari e al mercato nero.

Ci sono comunque nuvole all'orizzonte: lo scorso anno l'Italia ha subito una caduta del PIL del 5%; la disoccupazione tra i giovani è alta, e oggi la Banca d'Italia annuncia che il reddito della famiglia media è sceso del 4% in due anni. Berlusconi ha dichiarato di tagliare le tasse, ma ha anche ammesso che non "vi è la possibilità di poterlo fare nell'immediato futuro".

Senza l'ausilio del suo trucco permanente Berlusconi (a settembre compirà 74 anni) talvolta appare stanco (soffre di dolore cronico al collo). Le sue speranze di diventare Capo di Stato sono state vanificate dagli scandali, e un sondaggio di questa settimana sul Corriere della Sera indicava che il suo consenso popolare è ridisceso al 48% dopo essere salito al 56% in un ondata di soldarietà dopo l'attentato di Milano.

I suoi tentativi di premere attraverso nuove leggi per rinvigorire la sua immunità, affinché si annullino i due nuovi processi per corruzione a suo carico, trovano opposizione non solo da parte della magistratura, ma anche del presidente Napolitano. Il pentito di mafia continua a dichiarare in aula che Berlusconi iniziò sia gli affari che la politica grazie al sostegno di Cosa Nostra — un'imputazione che egli smentisce.

Come se non bastasse Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile, uno dei più rinomati uomini di Berlusconi, questa settimana resta indagato per corruzione che lo vede coinvolto nella prostituzione e nelle tangenti relative agli appalti per la costruzione delle strutture de La Maddalena in Sardegna, il cui costo si aggira intorno ai 327 milioni di euro, che dovevano ospitare il G8, ma che Berlusconi alla fine spostò a L'Aquila.

Il momento decisivo accadrà nel giro di due settimane quando la Corte Suprema sarà chiamata a decidere se confermare o no il verdetto dello scorso anno di colpevolezza di David Mills, precedente avvocato di Berlusconi e di sua moglie separata, Tessa Jowell, Ministro per i Giochi Olimpici, per aver preso una tangente di 600.000 euro da Berlusconi onde fornire falsa testimonianza a suo vantaggio in processi per corruzione risalenti agli anni '90.

Berlusconi, lui stesso coinvolto nel processo per la presunta tangente, dice che farà un furtiva apparizione in tribunale, ad una udienza che si terrà a Milano due giorni dopo il verdetto della Corte Suprema. Se il verdetto su Mills viene confermato come definitivo, Berlusconi avrà bisogno di tutta la sua abiltà di showman per persuadere ancora una volta gli italiani che egli è — come ripetutamente dichiara — vittima di un ingiusta persecuzione perpetrata da una magistratura politicamente schierata.

Articolo originale "The secret of Silvio Berlusconi's popularity" di Richard Owen, Roma, 11 febbraio 2010 (tradotto da Carlo Giordano)

mercoledì 10 febbraio 2010

La Protezione di Bertolaso




Su Corriere.it leggiamo che Guido Bertolaso, capo della Protezione civile...

"è stato raggiunto da un avviso di garanzia per corruzione nell'ambito di un'inchiesta sui lavori del G8 alla Maddalena. Per questo Bertolaso ha rimesso tutti gli incarichi al premier che dopo qualche ora in Consiglio dei ministri ha ribadito la sua fiducia nel capo della Protezione civile e ne ha respinto le dimissioni: «Sono convinto che Bertolaso potrà chiarire ogni cosa» [...] Il governo e la maggioranza fanno quadrato attorno a Bertolaso..."

Mentre l'opposizione,  come al solito...

"... attraverso il leader del Pd Pier Luigi Bersani, definisce quanto accaduto un «fatto grave» e auspica che la magistratura faccia al più presto luce sulla vicenda. L'inchiesta che ha coinvolto Bertolaso riaccende però la polemica politica sul decreto per la Protezione civile Spa... "

Caso unico nel Governo Berlusconi che qualcuno appena indagato rassegni subito le dimissioni. Un'anomalia tutta italiana, più che ministeriale, saremmo tentati di dire. Per fortuna l'incredibile Silvio, pluridecorato in quanto a condanne e a prescrizioni, redarguisce Bertolazzo facendolo rinsavire dal suo insano proposito, costringendolo a ritornare sulla terra, corruttibile ancora ... e fu sensibilmente. Non si può di certo fare di testa propria, bisogna seguire l'iter burocratico, da corrotti si diventa ministri, e non dimissionari. Bertolaso è solo indagato e dunque non abbiamo certezza della sua colpevolezza. Speriamo di no, ma quando si ha a che fare con questo governo ladro dobbiamo augurarci sempre il meglio e aspettarci sempre il peggio.


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EL PAÍS

Indagato per corruzione un viceministro di Berlusconi

Articolo originale "Investigado por corrupción un viceministro de Berlusconi" di Miguel Mora - Roma - 11/02/2010 (tradotto da Carlo Giordano)

Silvio Berlusconi Guido Bertolaso, braccio destro di Silvio Berlusconi e capo della onnipotente Protezione Civile Italiana, ha presentato ieri le sue dimissioni al capo del Governo dopo aver saputo che i magistrati di Firenze stanno investigando sulla "corruzione continuata" dei vertici del suo dipartimento e di alcuni costruttori. Berlusconi ha rifiutato di accettare le dimissioni del suo consigliere prediletto scagliandosi contro i magistrati: "Lo sport nazionale in Italia è colpire coloro che fanno bene il proprio lavoro. Non si può governare essendo attaccati da impiegati publici quali sono i giudici".

Il caso è incentrato su supposte irregolarità commesse nelle opere di grandi eventi gestiti dalla Protezione Civile, tra le quali quelle dell'isola della Maddalena (Sardegna), che avrebbe dovuto ospitare il G-8 del 2009, poi spostato a L'Aquila.

Nell'indagine, aperta grazie ad un'intercettazione telefonica relativa a un altro caso di corruzione, ci sono una ventina di sospettati e imputati. La polizia ha perquisito ieri l'abitazione di Bertolaso e gli uffici dell'organismo a Roma per cercare documenti, fermando quattro perosne, informa la agenzia Ansa.

Berlusconi aveva annunciato che Bertolaso, il quale ha l'incarico di segretario di Stato della Presidenza del Governo, sarebbe stato nominato ministro fra breve per la sua brillante gestione.

Articolo originale "Investigado por corrupción un viceministro de Berlusconi" di Miguel Mora - Roma - 11/02/2010 (tradotto da Carlo Giordano)


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Il Papi della Libertà e la sua Grande Fratellanza




A volte è impossibile fare della satira sulle esternazioni sparate dal premier, dato che già di per sé sono un auto-satira. Nella letterina inviata dal Papi della Libertà alle suore misericordine si legge: “Vorrei ricordarla e condividere il rammarico e il dolore per non aver potuto evitare la sua morte”. Cosa, come, e chi ricorderà? Le foto che mostrano una bella ragazza sorridente, o la sua condizione vegetativa in ospedale durata 15 anni?

Si fosse almeno commosso e addolarato per la mattanza di Bolzaneto, per gli operai all'addiaccio che dormono sui tetti... No, macchè, la Grande Fratellanza di Silvio è rivolta da tutt'altra parte, magari a mettere zizzania provocando gli odiosi islamici. Strano (?) comportamento quello tenuto in Palestina dal nostro nazareno rifatto; non ha visto nemmeno il muro, tutto preso dai suoi pensieri che doveva sparare di lì a poco. Per il Papi della Libertà non ci sono barriere né fisiche, né mentali... E questo lo rende estremamente pericoloso. Berlusconi facesse il Presidente del Consiglio! Il ministero degli esteri lo lasciasse a chi di dovere, a Franco Frattini, molto più diplomatico e di certo più preparato.

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martedì 9 febbraio 2010

Pinocchioni è profondamente dispiaciuto per Eluana Englaro




Ormai alla spudoratezza del premier e dei suoi (am)ministr(at)i ci siamo abituati, ma come può un italiano, foss'anco medio, credere alla sua lacrimevole coccodrillaggine. Berlusconi, profondamente dispiaciuto per Eluana Englaro? Ma se non la conosceva neanche; non è andato nemmeno a vedere in che condizioni versava la poveraccia in ospedale, da anni inchiodata al letto in uno stato vegetativo, alimentata artificialmente. Ma Silvio, un po' di dignità, che diamine!... Il guaio è che il piazzista d'Arcore, anche se ne avesse un po', la venderebbe a peso d'oro.

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lunedì 8 febbraio 2010

La magistratura sotto ricatto - Marco Travaglio




Buongiorno a tutti, se leggete i giornali domani, dubito che i telegiornali ne diano gran conto, parleranno dei commenti alla notizia, ma non parleranno della notizia, avete la possibilità oggi di mettere insieme un po’ di tessere del mosaico degli ultimi giorni, del mosaico politico-mediatico degli ultimi giorni, perché magari qualcuno si domandava, ma perché certi giornali, Il Corriere della Sera, che in certe pagine, grazie a certe firme sembra la succursale di Libero o del giornale, si è dedicato con tanta passione e con tanto spazio a una foto di 16, 18 anni fa che ritrae Di Pietro a tavola con dei Carabinieri, un investigatore americano e Bruno Contrada?

La cassaforte di Ciancimino
Perché i giornali di Berlusconi hanno ritirato fuori la storia della D'Addario che sembrava morta a sepolta? Non avevano niente di meglio da fare? Siamo sicuri che Berlusconi gradisca che si riparli delle sue avventure con una prostituta?
Che fine ha fatto il processo breve? E che ne è del legittimo impedimento? E quale sarà la prossima mossa, visto che ci hanno detto che il legittimo impedimento è soltanto un ponte di un anno e mezzo in vista di qualcosa di più sostanzioso e di ancora più definitivo? Questa roba che è venuta fuori negli ultimi giorni di una legge contro i pentiti, anzi contro i pentiti e contro i testimoni cos’è? Perché l’hanno annunciato e poi l’hanno smentita? Cosa sta succedendo? Oggi arrivano e lo troverete su qualche giornale domani, a cominciare da Il Fatto naturalmente, l’ultima fase delle dichiarazioni di Massimo Ciancimino al processo di Palermo, Ciancimino sta parlando al processo che riguarda la trattativa tra Stato e mafia, quello a carica del Giornale Mori e del Capitano Colonnello Mauro Obinu, imputati di favoreggiamento alla mafia per non avere, secondo l’accusa arrestato Provenzano a Mezzojuso nel 1995, aspettando poi che fosse la polizia a arrestarlo nel 2006.
Infatti l’Avvocato del Generale Mori che è lo stesso che era Avvocato di Contrada etc. che è l’Avvocato Milio che è anche un ex  parlamentare di area radicale, ma letto a suo tempo nel Polo della Libertà come si chiamava all’epoca, ha detto: ma cosa c’entrano queste cose di Ciancimino che parla di Berlusconi, di Dell'Utri nel nostro processo, c’entrano sì perché nel 1995 la maggioranza in Parlamento ce l’aveva il centro-destra, anche se Berlusconi aveva visto cadere il suo governo e quindi era in una posizione di attesa e sosteneva con l’astensione, almeno con l’astensione, che al Senato sapete corrisponde al voto favorevole, il governo Dini, Dini che più che altro non aveva bisogno di sostegno perché aveva anche i voti del centro-sinistra e quindi sapere quello che succedeva nel 1995 politicamente mentre i Carabinieri, secondo l’accusa si distraevano, un po’ come quando non avevano perquisito il covo di Riina e non andavano a fare il blitz neanche non casolare di Mezzojuso dove era nascosto Provenzano, può essere utile per capire il contesto politico, ma dato che la trattativa che i Carabinieri cominciano nel 1992, dopo la strade di Capaci, secondo Ciancimino è poi proseguita con l’arresto di suo padre e poi con l’arresto di Riina Provenzano ha continuato a trattare con altri soggetti che non erano più soltanto i Carabinieri, Carabinieri che peraltro secondo l’accusa, quelli del Ros, quelli di cui stiamo parlando, continuarono a garantirgli massima libertà di movimento, Provenzano andava, veniva, si spostava, andava a Palermo, a Roma e la certezza che nessuno l’avrebbe mai acchiappato, bene quella trattativa, secondo Massimo Ciancimino fu rilevata, fu ereditata da Marcello Dell’utri e poi nacque Forza Italia, non sono cose nuove per chi segue il Passaparola o per chi ha letto certi libri o chi legge certi giornali, ma oggi siamo arrivati alla punta più alta delle dichiarazioni di Ciancimino perché lui non si è limitato a parlare, ha consegnato dei documenti, compresa una cosa che neanche i magistrati sapevano che esistesse, una lettera di suo padre a Berlusconi, che parafrasava in certe parole tracopiava i concetti espressi nel famoso pizzino di cui abbiamo parlato spesso, il pizzino nel quale Provenzano o qualche suo scriba si era rivolto direttamente a Berlusconi, un pizzino senza data, non hanno data i pizzini, ma si può capire che è stato scritto tra la fine del 1993 e l’inizio del 1994, è il famoso pizzino nel quale Provenzano si rivolge a Berlusconi chiamandolo Onorevole, anche se probabilmente Berlusconi non era stato ancora eletto, ma stava per esserlo e in quel pizzino Provenzano gli garantiva appoggio per le imminenti elezioni del marzo 1994, le prime, quelle che Berlusconi ha vinto per la prima volta, quelle della discesa in campo, chiedendo in cambio la messa a disposizione di una delle televisioni e minacciando, in caso contrario un evento triste, infausto, luttuoso, un qualche attentato al povero PierSilvio, mi ricordate la storia di quel pizzino, quel pizzino stava nella cassaforte della casa al mare a Mondello di Massimo Ciancimino, nel 2005 i Carabinieri, sempre Carabinieri, spiace perché poi la stragrande maggioranza dei Carabinieri sono delle persone perbene, ma qui ci sono delle coincidenze veramente incredibili, evidentemente Carabinieri che si occupano di questa vicenda sono toccati dalla sfortuna, oppure cadono tutti in uno stato di Alzheimer, di torpore quando devono entrare in certe case o aprire certe porte.
Perché vanno a perquisire all’inizio del 2005 la casa di Ciancimino Massimo al mare a Mondello, fuori Palermo, c’è una bella cassaforte nella stanza, se non erro, della badante del figlio o della figlia, la troverebbe anche un bambino, non la trovano, secondo alcuni semplicemente non la aprono, tant’è che quando un collaboratore di Ciancimino che assiste alla perquisizione, chiama Massimo Ciancimino che in quel momento era all’estero “ci sono i Carabinieri che perquisiscono” Ciancimino gli dice: se vogliono accedere alla cassaforte gli diamo le istruzioni necessarie per aprirla, neanche a dirglielo questi reagiscono, non aprite quella cassaforte, questo è il titolo del film, come non aprite quella porta o quel covo è il titolo del film della mancata perquisizione del covo di Riina e non aprite quel casolare a Mezzojuso è il titolo del film della mancata cattura di Provenzano, non aprono mai le porte, sono troppo educati, hanno paura di disturbare!
Avete presente Fantozzi quando deve bussare all’ingresso dell'ufficio del megadirettore galattico e sfiora soltanto la porta perché non osa neanche bussare… sono fatti così questi Carabinieri che si occupano delle vicende di cui stiamo parlando.
E’ sfortuna, perché poi la stragrande maggioranza dei Carabinieri si fa un mazzo tanto e hanno avuto anche dei caduti, a cominciare dal Capitano Basile o dal Generale Dalla Chiesa, ma purtroppo ne abbiamo degli altri che hanno questi vuoti, improvvisamente non sanno più chi sono, dove sono, vedono una cassaforte e la scambiano per un quadro!
Peccato perché  in quella cassaforte quando fecero la perquisizione c’era probabilmente copia del Papello, come dice Ciancimino e c’era integrale la lettera di Provenzano o di un suo scriba a Berlusconi, quello che abbiamo descritto prima, quella che Massimo Ciancimino dopo averne fatto copia, come gli diceva sempre suo padre “fai fotocopia di tutto” speriamo che salti fuori questa fotocopia perché almeno quella sarà integrale, portò l’originale a suo padre e Provenzano l’aveva data a lui per fare da intermediario con suo padre e suo padre doveva darla a Dell'Utri, il quale doveva darla a Berlusconi, questo dice Massimo Ciancimino.

Vito Ciancimino e la lettera a Berlusconi
Qui non sono più le parole di Massimo Ciancimino, qui c’è la ciccia perché almeno un lembo di quella lettera è saltato fuori da uno scatolone l’estate scorsa, uno scatolone che c’era in un magazzino della Procura, dove erano accantonate tutte le carte ritenute non utili tra quelle ritrovate nella casa di Ciancimino figlio, mistero, come è possibile che una lettera indirizzata all’On. Berlusconi sia ritenuta non utile?
Visto che a Palermo c’è stata un’inchiesta per mafia e riciclaggio a carico di Berlusconi, archiviata, ma che in caso di elementi nuovi può essere riaperta, anzi deve essere riaperta immediatamente? C’è un processo Dell'Utri proprio perché è accusato di avere fatto da tramite tra Berlusconi e la mafia, ci sono stati il processo al Generale Mori e al Capitano Ultimo, De Caprio per la mancata perquisizione del covo, c’è il processo al Genere Mori e al Colonnello Obinu per la mancata cattura di Provenzano e in tutti questi 4 processi quella lettera sarebbe fondamentale, quella lettera viene abbandonata ai tempi in cui il Procuratore Capo di Palermo era Piero Grasso che poi per questi e altri meriti è stato promosso Procuratore Nazionale antimafia, l’hanno lasciata in quello scatolone e non l’hanno depositata né al processo dove era imputato Mori per la mancata cattura di Riina, né al processo Dell'Utri, né al processo d’appello, già c’è pure il processo a carico di Massimo Ciancimino, accusato di avere riciclato il tesoro sul padre e condannato in primo grado in appello per intestazione fittizia di beni, in tutti questi processi quella carta non c’è perché i magistrati che li stavano facendo quei processi non sono mai stati avvertiti che i Carabinieri avevano trovato quel pizzino e l’avevano trovato, dice Massimo Ciancimino intero, perché nella sua cassaforte era intero, non era a fette, invece è rimasta una fettina soltanto, è saltata la parte in cui dice, Massimo Ciancimino, c’era scritto che Dell'Utri avrebbe dovuto  riceverlo per passarlo a Berlusconi e forse c’era scritta una qualche indicazione di data.
Quindi era intero quando c’è stata la perquisizione, cosa sia successo nel frattempo non si sa, sta di fatto che è stata trovata soltanto la fettina nello scatolone della Procura l’estate scorsa, 4 anni dopo quella perquisizione distratta!
Cosa significa questo? Che quando voi leggete e ce ne saranno per tutto il giorno, tutta la sera, sui giornali di domani i commenti che diranno: Ciancimino è pazzo, delira, si inventa etc., c’è un piccolo problema, bisogna giustificare la fettina del pizzino che non è più una chiacchiera di Ciancimino e bisogna giustificare quella lettera che Vito Ciancimino mandò a Berlusconi in cui diceva più o meno le stesse cose che Provenzano aveva detto nel pizzino, gliele ribadiva a scanso di equivoci e è quella che oggi Ciancimino ha consegnato, per fortuna integrale, adesso la Procura è nelle mani giuste, quindi non c’è più il rischio che qualcuno faccia a fette un pizzino integrato all’On. Berlusconi. 
È di fronte a questi fatti che si scontra la polemica politica, perché uno può fare tutte le polemiche che vuole su Ciancimino, può dire che vuole conservare il suo tesoro, dimenticando che glielo hanno sequestrato, può dire che sta cercando di ingraziarsi la Procura di Palermo per salvarsi nel suo processo, un po’ difficile perché la Procura di Palermo l’ha fatto condannare a 6 anni e quando c’è stato l’appello di Massimo Ciancimino la Procura generale, i rappresentanti della pubblica accusa hanno chiesto la conferma dei 6 anni, dopodiché la Corte d’Appello contro la richiesta della Procura ha deciso di dare a Ciancimino le attenuanti generiche e devo dire che non c’è niente da eccepire, perché nel nostro sistema processuale le attenuanti generiche, soprattutto a un incensurato, veramente non si negano mai, non si capisce per quale motivo Berlusconi debba avere 6 o 7 volte le attenuanti generiche e Ciancimino neanche nel suo primo processo dovrebbe averle, oltretutto la Procura non c’entra niente perché le attenuanti la Procura non le ha chieste, gliele ha date motu proprio la Corte d’Appello, quindi non c’è nessuna ragione per cui Ciancimino dovrebbe dire queste cose, anzi, ci sarebbero molte ragioni per cui Ciancimino quelle cose non le dovrebbe dire, perché? Perché se uno è un uomo di mondo e Ciancimino lo è, sa benissimo che se fa quei nomi ha finito di vivere tranquillo e questo spiega le sue esitazioni, i suoi stop and go perché ha una famiglia, che naturalmente ogni volta che lui va a parlare di queste cose finisce nel mirino.
La svolta, il ricatto La domanda che avevamo fatto all’inizio era: perché sono successe tutte queste cose, la foto di Di Pietro, il presunto complotto della D'Addario, perché siamo di fronte a una svolta cruciale, vi ricordate quello che abbiamo detto prima, c’è stata un’inchiesta archiviata a Palermo a carico di Berlusconi e di Dell'Utri per mafie e per riciclaggio, capite la paura che possono averi questi, ogni giorno viene fuori un pizzino, una lettera, una dichiarazione di Ciancimino, un’altra di Spatuzza etc.
Temono ovviamente che le inchieste archiviate vengano riaperte, esattamente come temono che vengono riaperte come quelle nelle quali erano imputati a Firenze e a Caltanissetta per concorso nelle stragi, intanto mettono lì un Disegno di Legge che stabilisce che non basta la parola anche di più testimoni o collaboratori di giustizia, per formare un elemento probante, è la famosa legge Valentino rivelata la Repubblica l’altro giorno che poi è stata subito smentita dai Ministri Alfano e Maroni, ma intanto è lì e non c’è solo il governo che può approvare le leggi, anche se praticamente fa solo quello, ma il legislatore con i decreti, c’è anche il Parlamento che può andare avanti e loro possono benissimo dire “il Governo non c’entra” ma liberamente la maggioranza parlamentare la porta avanti, la tengono lì come una pistola carica, puntata, come a dire: o fate i bravi e la smettete di fare certe domande a Ciancimino e a altri e a Spatuzza e a altri, oppure noi vi vogliamo dalle mani la possibilità di utilizzare i mafiosi pentiti e i testimoni dichiaranti, qual è Massimo Ciancimino e così i processi per mafia per ve li sognate, perché tutti i processi per mafia, checché se ne dica, salvo quelli in cui hai la fortuna di riuscire a vedere o a filmare il mafioso mentre commette dei delitti, si basano sulla parola di pentiti e di eventuali testimoni votati al carachiri, come Ciancimino Massimo, al quale converrebbe tutto, tranne tirare in ballo Berlusconi e Dell'Utri, ve lo posso assicurare, gli converrebbe mangiarseli certi pizzini, invece di portarli o di commentarli in udienza. 
Lo farebbero Ministro, Presidente del Senato se se li mangiasse! Pistola puntata carica o saltano certe indagini, oppure vi facciamo saltare tutte le indagini, poi c’è il processo breve, anche quello, l’hanno approvato in un ramo del Parlamento e adesso lo lasciano lì, fermo alla Camera, altra pistola puntata, perché? Perché il 25 febbraio c’è la sentenza a carico di Mills, accusato di essere stato corrotto da Berlusconi, se la Cassazione assolve Mills, il processo breve viene lasciato morire, lasciano scadere, dimenticato, per il processo Mediaset che peraltro è stato mangiato quasi tutto la prescrizione grazie alla ex  *** e ai condoni fiscali di Berlusconi, basta e avanza il legittimo impedimento che porterà le cose alle calende greche e poi dopo si parlerà di che fare o una legge costituzionale che riprende il lodo Alfano e immunizzi soltanto Berlusconi e le altre 3 cariche dello Stato, oppure un’immunità parlamentare erga omnes extralarge che coinvolgerà tutti e mille i parlamentari, quindi il processo breve è lì a minacciare la cassazione, affinché si mettano una mano sulla coscienza il 25 febbraio quando dovrà giudicare Mills ed  una scappatoia alla Cassazione l’hanno fornita i giudici di appello che hanno ritenuto che Mills non sia stato d’accordo con Berlusconi perché concordare le sue falle testimonianze in cambio della mazzetta di 600 mila dollari, prima di farle, ma che l’accordo sia avvenuto dopo, è un’assurdità, se devi fare una falsa testimonianza a pagamento per favorire qualcuno ti metti d’accordo con quel qualcuno prima di farla, non dopo, altrimenti dopo che l’hai fatta magari quello si dimentica di avere preso degli… quello magari dice: non c’entro niente, hai fatto tutto tu, non ti pago, infatti nel processo ci sono molti elementi che fanno ritenere che Mills e Berlusconi si fossero messi d’accordo prima del 1997/1998 quando furono fatte le false testimonianze da Mills, invece la Corte d’Appello ha ritenuto che la corruzione fosse susseguente, l’accordo e la dazione fossero avvenute dopo, mentre in realtà quello che emerge da chi conosce bene le carte, leggetevi il libro di Gomez Mascali “Il regalo di Berlusconi”, prima c’è l’accordo, poi ci sono le due false testimonianze e poi c’è il versamento. 
Con questa scappatoia la Corte Costituzionale potrebbe tagliare la testa al toro e dire: ma non esiste la corruzione giudiziaria susseguente, la corruzione giudiziaria per esistere deve essere antecedente rispetto all’atto e se la mette così può benissimo annullare anche senza rinvio la sentenza d’appello, ma può anche annullarla, non condividendone la motivazione, ordinare un nuovo processo di appello e lì muore tutto per prescrizione e a quel punto nel primo caso, si annulla senza rinvio la sorte anche del processo di Berlusconi, accusato di avere corrotto Mills è segnata, perché? Perché se hanno assolto il corrotto perché non può essere stato corrotto in quanto l’accordo sarebbe avvenuto dopo e non prima della falla testimonianza, allo stesso modo il processo a carico del corruttore, finirebbe in un’assoluzione, in una derubricazione del reato in corruzione semplice e non più corruzione giudiziaria, perché qui sta il cavillo, corruzione semplice, non aggravata è punita con una pena più bassa e quindi con una prescrizione più breve e la corruzione giudiziaria, quindi aggravata è punita con una pena più alta e quindi con una prescrizione più lunga.
Se fossero accusati di corruzione semplice, Mills e Berlusconi avrebbero avuto già la prescrizione che è il reato si è commesso, secondo la Procura e secondo il Tribunale, fino al 2000, quindi 2000 più 7,5 fa 2007 e il reato sarebbe già prescritto, invece la corruzione giudiziaria si prescrive in 10 anni, quindi c’è tempo ancora per quest’anno 2010, di finire, ecco perché Mills potrebbe essere condannato in tempo se la Corte di Cassazione confermasse la sentenza d’appello, e Berlusconi naturalmente avrebbe un processo che potrebbe durare altri 2 anni, perché? Perché ha sospeso questi processi più volte con delle leggi, quindi i periodi di sospensione ovviamente vengono detratti dal computo finale, quindi lui sarebbe ancora possibile giudicarlo senza prescrizione se la corruzione fosse ritenuta aggravata, giudiziaria, se invece ritengono che è corruzione semplice, allora il reato è già prescritto da due anni, perché vi ho fatto tutto questo pippone? Perché il problema della corruzione giudiziaria è che secondo alcuni orientamenti della Cassazione, non può essere susseguente, solo la corruzione semplice può essere susseguente, quella giudiziaria no, per questo vi ho parlato di scappatoia, se la Corte di Cassazione ritiene che la corruzione Mills Berlusconi, Berlusconi – Mills è susseguente, potrebbe cadere l’ipotesi aggravata di corruzione giudiziaria, potrebbero passare tutti e due alla corruzione semplice, essere definiti naturalmente uno un corretto e un altro un corruttore, mica assolti, ma il reato di degraderebbe alla sua fattispecie meno grave e quindi scapperebbe prima per Mills e poi per Berlusconi, l’automatica prescrizione, se la Cassazione si comporta così, anche il processo breve, come la legge antipentiti, viene accantonato, se fanno i bravi non gli fanno le leggi per impedirgli di fare i cattivi, se fanno i cattivi gli fanno le leggi per impedirgli di fare i cattivi, naturalmente per impedirglielo erga omnes ancora una volta, ad personas! Non fate più nessun processo se non fate i bravi in quel processo, questa è la minaccia di tutte queste pistole puntate sul tavolo e poi naturalmente ci vuole una preparazione dell’opinione pubblica per farle credere che le leggi future che dovranno agganciarsi al legittimo impedimento che consente a Berlusconi di rinviare per un anno e mezzo i suoi processi, *** che queste leggi future sono fatte in apparenza per lui, in realtà le fanno per noi, è un po’ difficile farlo capire, infatti oggi nei sondaggi sia il lodo Alfano per le 4 cariche in forma costituzionale, sia l’immunità parlamentare per tutti e mille i deputati e senatori, sono altamente impopolari, la gente non li vuole, nei sondaggi c’è un 80/90% di contrari, anche elettori del centro-destra, perché non hanno mai visto nel programma una roba del genere, perché Berlusconi fa la campagna elettorale dicendo “eleggetemi che così mi faccio delle leggi per me, le fa, ma non lo dice, quindi l’elettore del centro-destra può anche fare il finto tonto e dire: non l’avevo previsto, non me lo avevi detto, nel contratto con gli italiani non c’era scritto “meno processi per me” c’era scritto “meno tasse per tutti, pensioni più alte per tutti, meno reati per tutti” ecco meno reati, non meno processi!
Quindi bisogna convincere la gente che in realtà sembrano leggi fatte per la casta ristretta, 4 altre cariche allargata, mille parlamentari, ma in realtà lo fanno per noi, per dare serenità al governo, al Parlamento e chi non vuole un Premier sereno, un Parlamento sereno, alte cariche serenissime, vogliamo tutti una serenità meravigliosa, e consentire che possano governarci e legiferare senza distrazioni perché avete sentito cosa ha detto Angelina Jolie, il Premier è un secchione, uno che quando ha un processo si studia tutto e non trova più il tempo per fare il resto, ecco perché da 15 anni si occupa soltanto dei cazzi suoi, perché è un secchione, studia, questa è la ragione, studia, studia e studia, alla fine gli vengono in mente soltanto i suoi processi e non gli affari nostri!
Santa ingenuità, questo è quello che stanno cercando di fare, per questo la campagna di stampa è partita su Craxi, perché? Perché se passa, l’abbiamo detto mille volte, il principio che non valgono più neanche le sentenze definitive per corruzione di condanne a carico di uno che è scappato all’estero, se si può fare anche quello e si viene beatificati dal Capo dello Stato, dal Presidente del Senato etc., è evidente che passa qualsiasi altra cosa, cosa si può fare di peggio che non rubare da statista, da leader politico, da Presidente del Consiglio e poi quando si viene beccati, svignarsela all’estero per sottrarsi alla giustizia del proprio paese che sta cercando di punirvi per avere violato leggi fatte da voi stessi? E’ evidente che se passa una cosa del genere non ci sarà più niente che non si potrà fare legittimamente, quindi hanno legittimato Craxi per legittimare il suo degno compare e successore.
Ma la legittimazione di Craxi ha anche un altro significato, delegittimare Mani Pulite, per estensione, per effetto di trascinamento tutte le indagini che sono figliate da allora, per corruzione e per mafia, se i processi ai politici sono precisi politici, fatti da giudici politicizzati non perché i politici commettono reati, ma perché i politici hanno delle idee che non piacciono ai giudici, a questo punto tanto vale metterci una pietra sopra e dire: siamo stanchi, siamo stanchi, facciamo la pace, arrendiamoci, diamogli, come ha detto Cementano, sciaguratamente l’altro giorno sul Corriere della Sera, un bel lasciapassare e chi si è visto si è visto, questo è lo scopo, perché? Perché tanto sono processi politici, succede casino, poi quello fa il processo breve, fa saltare di qua, fa la guerra atomica, lasciamo stare, lo dicono anche molti magistrati stremati, dicono: diteci chi non dobbiamo più processare e noi non ve lo processiamo, l’importante è che gli altri ce li fate processare, questo è il clima, in questo clima naturalmente c’è un problema, che continuano almeno su alcuni giornali a venire fuori e alcune trasmissioni, tanto per non fare nomi Annozero e sui blog, continuano a venire fuori delle notizie vere, come quelle che riguardano le rivelazioni di Ciancimino, allora cosa succede? Che i media di Berlusconi, la gran parte tra quelli direttamente controllati e quelli indirettamente condizionati, buttano nel ventilatore ogni giorno un falso scandalo nella speranza di fare pari e patta con i veri scandali che coinvolgono il Premier, allora abbiamo il complotto della D'Addario, quest’ultima non è una prostituta che non noto pappone, amico di Berlusconi ha portato nel letto di Berlusconi il quale ci ha fatto quello che sappiamo, dopodiché l’ha fatta candidare in una lista del Popolo della Libertà, l’ha più volte chiamata, le ha fatto le solite promesse e poi non le ha mantenute, no la D'Addario è stata selezionata da oscure centrali internazionali, leggete se vi capita, Panorama è meglio di un giornale umoristico, che l’hanno infilata surrettiziamente nel lettone di Putin e il povero Berlusconi che era lì che quella sera, come sempre, questo anziano signore con il plaid sulle ginocchia, sulla sedia a dondolo rubava a ruba mazzo insieme a Bondi, Cicchito e Capezzone che lo lasciano vincere anche quando perderebbe così per dargli il contentino, davanti a una tazza di camomilla, vede irrompere questa *** che lo violenta lì davanti a tutti, lui che urla no, non voglio, queste cose non le faccio, Veronica salvami! Niente, purtroppo la amata *** prende il sopravvento, questo lo scrivono restando seri importanti giornali del centro-destra, mentre altri, anziché spernacchiarli, riportano Panorama sostiene, come se Panorama fosse un giornale, lo è stato, glorioso anche, vedete com’è ridotto, Berlusconi ha questo di bello, è il Re Mida che trasforma tutto quello che tocca in merda!

Il complotto contro Di Pietro
Dall’altra parte abbiamo il complotto di Di Pietro, complotto di Di Pietro che non a caso, alla vigilia di Natale del 1995 si ritrova a cena con dei Carabinieri, con un agente, con un detective le La Kroll, un’agenzia di investigazione americana, secondo alcuni forse in odore di Cia che gli dà un premio, addirittura un fermacarte, in più Bruno Contrada, quest’ultimo quello che poi 9 giorni dopo è stato arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa e anni dopo è stato condannato, Di Pietro, avete capito?
Non lo frequenta dopo che è stato arrestato o condannato, quando si sapeva che quello era un amico della mafia, no, lo frequenta prima, è questo il peccato originale, Di Pietro frequenta le persone quando sono incensurate, questo è imperdonabile, meno male che l’hanno beccato! Sapete chi l’ha beccato? Un giornalista de Il Corriere della Sera che ha scritto un libro in cui sostiene che Contrada è innocente, anche se invece è stato giudicato colpevole fino alla Cassazione, aiutava i mafiosi a farla franca dei blitz che altri poliziotti, però per bene, organizzavano, li chiamava e quelli scappavano, questa era la sua funzione!
Prima non lo si sapeva, si è saputo dopo, Di Pietro è andato a cena una volta con lui, con 3 Carabinieri, tutti incensurati, tutti insospettabili in quel momento e quindi ci sarà qualcosa dietro, altrimenti farebbe come tutti gli altri che frequentano i servitori dello Stato una volta che sono stati condannati, ovviamente! Gli stessi che hanno difeso Contrada fino all’ultimo dicono: è se Di Pietro è a cena con Contrada ci sarà qualcosa di male, alla fine rimprovereranno a Contrada di essere andato a cena con Di Pietro, perché questo è l’andazzo, come ci fosse qualcosa di strano che un magistrato va a cena in una caserma dei Carabinieri, circondato da Carabinieri, da un investigatore americano che lo voleva conoscere e da Contrada che essendo il N. 3 del Sisde, voleva conoscere l’uomo dell’anno e davanti, nella foto però non si vede, non ve l’hanno detto che ci sono, c’erano 80 reclute e 80 Carabinieri non graduati, che cenavano tutti intorno e immaginate in quel momento 92, il giorno dell’avviso di garanzia a Craxi, saranno stati tutti lì con le macchine fotografiche e non c’erano i telefonini ancora con la macchina fotografica o con la webcam interna, per cui tutti che fotografavano e si fotografavano con Di Pietro, immaginate come si va a nascondere un evento che è avvenuto davanti a 80 testimoni, ma è quello che abbiamo letto per una settimana: chissà che fine hanno fatto, chissà dove sono sparite, chi le ha fatte sparire e perché, forse mani pulite, scrive autorevolmente Feltri, è un complotto voluto da servizi segreti stranieri, legati a quelli americani, per portare al Governo il PC, dopo avere distrutto il pentapartito, pensate alla Cia, uno dice che sono fessi, sono furbissimi, hanno organizzato il complotto di mani pulite per rovesciare tutti i partiti filo americani in Italia e portare al governo i comunisti! 
A parte che anche Feltri deve avere anche un pizzico di Alzheimer perché non ricorda che dopo mani pulite al governo c’è andato Berlusconi, non i comunisti, ma questi sono dettagli, li fa il Direttore di giornale, non è mica tenuto a sapere queste cose, è difficile saperle! Sono tenute segrete anche queste cose, ma soprattutto Feltri rivela che la Cia ha lavorato e bene, devo dire, per rovesciare la prima repubblica, tutti i partiti filo americani sono scomparsi e lasciarne in piedi uno, il Partito Comunista che, naturalmente, rubava di meno e questa è la ragione per cui gli elettori l’hanno pulito di meno, anche perché i suoi dirigenti non hanno mai messo una lira in tasca, le mettevano semmai nelle tasche del partito, il che è anche più grave dal punto di vista politico, ma la gente ovviamente reagisce in modo diverso, rispetto a quelli che hanno le ville, le mignotte, gli aerei privati, i conti etc., ma questo è il bello, la Cia ha portato al governo i comunisti distruggendo tutti i partiti filo americani, è un’operazione che a pensarci bene, neanche il KGB sarebbe riuscito a realizzare così bene, bene ci ha pensato la Cia, quest’ultima e il KGB forse agivano insieme, forse la Cia è il servizio segreto sovietico travestito da americano e adesso naturalmente è dietro anche al complotto della D'Addario perché sapete che Berlusconi è amico di Putin, di Luca***, di Gheddafi e quindi la Cia ce l’ha con lui e quindi è probabile che l’amata *** del tavoliere, la D'Addario, sia stata infilata nel suo letto da uomini della Cia, anche perché un uomo così illibato e così santo come lui, lo potevano giusto sputtanare mettendogli una donna nel letto, perché? Perché è una cosa talmente insolita che si sono scandalizzati tutti, è un po’ come tentare di fare un complotto contro Mara dona, mettendogli una bustina di droga nella macchina, ne ha altre 100 e quella non si nota, immaginate a chi potrebbe venire in mente in una ipotetica centrale spionistica mondiale, cosa facciamo? A Berlusconi perfetto, gli mettiamo una prostituta in casa che è proprio la cosa più lontana che potrebbe mai capitare in quella casa, così la gente si scandalizza e lui è screditato a livello mondiale! 
Nello stesso periodo purtroppo sono uscite le foto, dove di queste se ne vedevano a ventine, che venivano aviotrasportate nei voli di Stato sulle sue residenze, ma queste cose restando seri, i giornali le pubblicano e le televisioni le replicano, vedi scodinzolii con il TG1, perché? Perché devono fare pari e patta con le rivelazioni vere che stanno uscendo sul vero punto nero della seconda repubblica, la nascita di Forza Italia e i rapporti con la mafia, tutto il resto è una conseguenza.