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mercoledì 2 dicembre 2009

Svegliamoci prima che sia troppo tardi

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...



Ieri sera sono stato ospite di Giovanni Floris alla trasmissione Ballaro'. Pubblico il video ed il testo del mio intervento, dove rispondo alle dichiarazioni del ministro Sandro Bondi in tema di giustizia.

Testo dell'intervento

Al contrario di quanto afferma l'onorevole Bondi, credo che sia Berlusconi a perseguitare la giustizia e non la giustizia che perseguita Berlusconi. Credo che ci si debba difendere nel processo e non dal processo. Ormai ci si difende dal processo attraverso leggi ad personam, denigrazione degli organi giudiziari e attraverso strumentalizzazioni continue, mi dispiace che, a pensarla così, siano non soltanto alcuni parlamentari del Pdl ma, addirittura, qualcuno della coalizione di cui faccio parte.

Mi permetto di essere d'accordo con il ministro Bondi: il problema non è Berlusconi in quanto tale, ma il berlusconismo che sta invadendo tutte le istituzioni, del quale si sta ammalando tutta la politica e il sistema degli affari in Italia. Non c'è amministrazione pubblica che non sia sotto indagine. Siamo alla vigilia di quello che era accaduto tra la fine del 1991 e l'inizio del 1992, un’Italia piena di mazzette, tangenti, malaffare, dove tutti facevano finta di non vedere e chiudevano gli occhi, fino ad arrivare al punto in cui si diceva “tanto lo fanno tutti”, come disse l'allora Presidente del Consiglio, Bettino Craxi.

Non è solo la questione dei processi che riguardano Berlusconi, ma tutte le pubbliche amministrazioni dove c'è un senso di impunità, un livellamento al ribasso dell'etica pubblica, dove la colpa è di coloro che svolgono le indagini e non di coloro che commettono i reati.

Sono orgoglioso, da cittadino e da rappresentante politico, di partecipare alla manifestazione del “No B-Day”, che si svolgerà il 5 dicembre, a Roma, dove centinaia di migliaia di persone indosseranno un indumento di colore viola con il quale vogliono mandare un messaggio importante al Paese: “Svegliamoci prima che sia troppo tardi, prima che la dittatura ritorni in questo Paese”.

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Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...

il cannocchiale

martedì 1 dicembre 2009

La bocca della verità

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...



Gianfranco Fini, Presidente della Camera dei Deputati, dice in privato cio' che l'Italia dei Valori dice in pubblico. Ci auguriamo che passi dalle parole ai fatti e spenga l'interruttore di questa legislatura e di questo governo prima che sia troppo tardi.

Riporto di seguito la trascrizione del fuori onda tra Gianfranco Fini e il procuratore della Repubblica Nicola Trifuoggi alla giornata conclusiva del "Premio Borsellino" del 6 novembre 2009 a Pescara.

Fini: "Il riscontro delle dichiarazioni di Spatuzza (ndr il pentito Gaspare Spatuzza)... speriamo che lo facciano con uno scrupolo tale da... perché è una bomba atomica"

Trifuoggi: "Assolutamente si... non ci si può permettere un errore neanche minimo"

Fini: "Si perché non sarebbe solo un errore giudiziario, è una tale bomba che... lei lo saprà .. Spatuzza parla apertamente di Mancino, che è stato ministro degli Interni, e di ... (ndr Berlusconi?)... uno è vice presidente del CSM e l'altro è il Presidente del Consiglio..."

Trifuoggi: "Pare che basti, no"

Fini: "Pare che basti"

Trifuoggi: "Però comunque si devono fare queste indagini"

Fini: "E ci mancherebbe altro"

Fini: "No ma lui, l'uomo confonde il consenso popolare che ovviamente ha e che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di... qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo... magistratura, Corte dei Conti, Cassazione, Capo dello Stato, Parlamento... siccome è eletto dal popolo...

Trifuoggi: "E' nato con qualche millennio di ritardo, voleva
fare l'imperatore romano"


Fini: "Ma io gliel'ho detto... confonde la leadership con la monarchia assoluta.... poi in privato gli ho detto... ricordati che gli hanno tagliato la testa a... quindi statte quieto"

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...

"La bocca della verita'" di Antonio Di Pietro | 1 Dicembre 2009
Tieniti aggiornato: www.antoniodipietro.it

domenica 29 novembre 2009

Solidarieta' a Google

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...



La Procura di Milano ha chiesto la condanna di quattro dirigenti 'Google' per non aver vigilato sulla pubblicazione di un filmato nel 2006, dove alcuni compagni di classe maltrattavano, riprendendo con il cellulare, un ragazzo con la Sindrome di Down. Per tre dei quattro manager è stata chiesta la pena di reclusione di anni uno, per il quarto di mesi sei. Come se non bastasse, il Comune di Milano, ritenendosi parte offesa, ha chiesto 300 mila euro alla società per danni morali e materiali.

Rispetto le azioni della Magistratura, ma mi permetto, dapprima, di offrire  la mia solidarietà ai quattro dirigenti e, poi, di dissentire sulla decisione, poiché mi appare frutto di una mancanza di conoscenza tecnica dei meccanismi che regolano il funzionamento e l'esistenza di Youtube.

E' chiaro che chiunque abbia pensato di fare una simile causa è stato tratto in inganno dal fatto che il legislatore non sappia cosa sia esattamente la Rete né, tanto meno Youtube, altrimenti non avrebbe emanato una legge che mette il bavaglio alla Rete.

Se Youtube avesse la possibilità di monitorare le migliaia di video pubblicati dagli utenti in un solo giorno, ed in tempo reale, se imponesse regole e vincoli stringenti in fase di pubblicazione, probabilmente chiuderebbe nel giro di un giorno e, con esso, sparirebbe il più importante canale di informazione libera ed indipendente esistente nel Web.

Inoltre, sulla vicenda specifica, aggiungo che, grazie a quel video, il malcapitato ragazzo, a cui va tutta la mia solidarietà, ha smesso di ricevere angherie quotidiane e, con lui, chissà quanti altri coetanei coinvolti in atti di bullismo. Questo per il semplice motivo che lo scalpore generato dall'episodio ha acceso ulteriormente i riflettori su questa tematica mettendo con le spalle al muro i responsabili di quel vergognoso atto.

Nessuno mi risulta abbia proposto per Google, proprietario di Youtube, un premio di 300 mila euro per aver parimenti consentito l'arresto del presunto killer di Napoli, il cui filmato dell'efferata esecuzione è stato diffuso tramite questo mezzo, attraverso centinaia di migliaia di visualizzazioni in poche ore.

Ritengo, pertanto, la persecuzione dei quattro manager l'ennesimo attacco alla Rete, rea di aver introdotto una rivoluzione sociale ed epocale che l'Italia, ingabbiata nelle sue leggi a favore di un crescente divario tecnologico rispetto agli altri Paesi, non ha ancora compreso.

Chiudo annunciando che l'Italia dei Valori sta lavorando ad un disegno
di legge
 che mira alla diffusione del Wi-Max gratuito in tutti i grandi centri abitati, a partire dalle Provincie. Tale disegno di legge prevederà importanti sgravi fiscali e agevolazioni per tutte quelle attività imprenditoriali che, attraverso l'utilizzo di Internet, riescano a trasferire benefici tangibili nella vendita di beni e servizi ai consumatori e alla comunità. In tale disegno di legge sarà previsto l'accesso gratuito ai costi di
connessione per studenti e famiglie con basse soglie di reddito
.

Internet non è più un accessorio per la vita di un cittadino, ma un diritto di cui è ora che lo Stato si faccia garante.

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...

venerdì 27 novembre 2009

Eutelia: l'unica strada e' il commissariamento (27 Novembre 2009)

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...



Pubblico il video e il testo del mio intervento durante la manifestazione di ieri, 26 novembre a Roma, dei lavoratori Agile ex Eutelia.

Il risultato dell’incontro di ieri e la posizione espressa dal sottosegretario Letta e dal ministro Tremonti, quest’ultima presentata nel corso della puntata di Annozero e in risposta ad una proposta avanzata dall’Italia dei Valori, confermano che l’unica strada possibile per il gruppo Omega è quella del commissariamento.

Il commissariamento permetterebbe di salvaguardare un settore strategico come l’information technology, di conservare le commesse, di bloccare le procedure di licenziamento e, attraverso commissari seri e competenti, cercare interessi industriali, che in Italia ci sono, per poter condurre fuori dal tunnel i lavoratori, ai quali devono essere nel frattempo garantiti gli ammortizzatori sociali.

Quello di ieri è solo un primo passo compiuto verso l’obiettivo di garantire i lavoratori del gruppo Omega, perciò l’Italia dei Valori continuerà a sostenerli e già lunedì, a Milano e Novara, sarà a loro fianco. I tribunali coinvolti dalle procedure previste dalla legge per arrivare al commissariamento devono infatti comprendere che si tratta di una emergenza nazionale.

Testo dell'intervento

Siamo qui per costringere questo governo ad assumersi le sue responsabilità. Abbiamo protestato per ore davanti Palazzo Grazioli, dove Berlusconi si era riunito con i suoi per decidere di portare urgentemente in Parlamento le nuove proposte di legge sulla giustizia che gli servono perrisolvere i suoi problemi.
Abbiamo bisogno di giustizia sociale, di lavoro e di occupazione. Qui ci sono migliaia di persone che non hanno più da mangiare, il lavoro potrebbe esserci ma non c'è perché questo governo ha preso fantomatici piani industriali di signori che non hanno alcun piano industriale credibile, e di cui dovrebbero essere sequestrati, in via cautelativa, tutti i beni prima che li facciano sparire. Al contrario, si dovrebbe attuare immediatamente una procedura di commissariamento, affinché il nuovo commissario, nominato dal tribunale o dal ministero, stabilisca un piano industriale che riapra da subito gli stabilimenti, che garantisca gli stipendi, che possono essere garantiti grazie agli ammortizzatori sociali. Bisogna far tornare a lavorare una realtà fatta di professionalità. Se perdiamo queste professionalità ci vorranno quaranta anni per rimetterle in piedi.


Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...

giovedì 26 novembre 2009

Cosentino: la giunta nega l'arresto (26 Novembre 2009)

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...





L'assoluzione dell’onorevole Cosentino da parte del Parlamento è stata una vergogna. Il fatto che sia stata respinta nella serata di ieri anche la mozione Italia dei Valori, che chiedeva le sue dimissioni da sottosegretario all’Economia, è altrettanto vergognoso. Ma le dichiarazioni di un pentito come Spatuzza che tirano in ballo un Presidente del Consiglio, un senatore della Repubblica e ora anche il Presidente del Senato come referenti di Cosa Nostra e le relazioni con i capi mafia – se davvero fossero vere e riscontrate - non sarebbero solo una vergogna, ma un attentato allo Stato di diritto e alla democrazia.

Ecco perché credo sia necessario – per il bene del Paese – pretendere che i magistrati siano lasciati in pace a lavorare per scoprire se le accuse dei pentiti di mafia siano credibili o meno. Anzi, in un paese normale sarebbero gli stessi chiamati in causa (Silvio Berslusconi, Schifani, Dell’Utri), a sollecitare le indagini della magistratura. Berlusconi, invece, si fa fare dal “suo” Parlamento le leggi per non farsi giudicare, Dell’Utri se la prende con gli organi di informazione e Schifani minaccia querele.

Io, come cittadino e parlamentare, chiedo al Presidente del Senato di correre in un’aula di tribunale per smentire con i fatti quei macigni così ben circostanziati e che parlano di lui, di Filippo Graviano e dei loro presunti incontri. Così come vorrei che Silvio Berlusconi si presentasse spontaneamente, prima che qualche giudice trovi il coraggio di notificargli un avviso di garanzia, per confutare le dichiarazioni e le prove raccolte su di lui che lo indicano come “possibile mandante”, con il sodale Dell’Utri, delle stragi del '93. Questo vogliono sapere i cittadini e lo vogliono sapere attraverso le indagini della magistratura e non attraverso i proclami di ‘Porta a Porta’ o le denigrazioni dei giornali di famiglia contro i magistrati che indagano sulla vicenda. Qui non si tratta di “mettere il Paese nelle mani dei pentiti”, come sproloquia Quagliariello, ma di essere certi che il Paese non sia in mano alla mafia.

Il Paese deve fermarsi ora, adesso, ogni cittadino di questa Italia a pezzi vuole sapere da Berlusconi, Schifani e Dell’Utri se possono rimanere al loro posto. Qui non si tratta del patrimonio di un impresentabile corruttore, di una mazzetta, di estorsione, evasione, di aerei di Stato o lettoni di Putin, qui si tratta di sapere se le più alte cariche dello Stato hanno contribuito a far crescere e prosperare il potere mafioso nel nostro Paese.

Qui è in gioco la stabilità sociale, politica ed economica del Paese. Una cosa è sicura, questo non è un complotto dei soliti comunisti o una trama supportata da falsi volantini di brigatisti, qui si parla di pentiti e quintali di fascicoli e prove documentali da confutare.

Piazza Navona, piazza Farnese, il No B Day, gli appelli della stampa e della società civile, le centinaia di migliaia di firme, non sono sufficienti, la situazione è scivolata di mano in Italia. I parlamentari, anche quelli onesti, passano di giorno in giorno al di là della barricata dell’onestà, ricattati, corrotti da privilegi e soldi facili. Nel mezzo le vittime, i cittadini confusi, rassegnati, messi nelle condizioni di non sapere, frastornati da una realtà artefatta dalle televisioni che negano, confutano, inventano e diffamano.

Non rimane che ragionare su come la Comunità Internazionale
possa intervenire per vigilare sulla situazione politica italiana. Dopo tutto se
gli Stati Uniti hanno deciso di scendere in campo per destituire Saddam e portare la democrazia in Iraq, possono tranquillamente intervenire per rianimare quella italiana e assicurare alla giustizia i nostri politici.

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...