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lunedì 14 dicembre 2009
Gli sciacalli sono ancora loro
L'opposizione non si ferma
Ribadisco che ne' io ne' l'Italia dei Valori intendiamo giustificare in alcun modo il gesto scriteriato di un malato di mente che deve essere assicurato alla giustizia e rispondere di ciò che ha commesso. Noi però non intendiamo associarci all'ipocrisia e al perbenismo di maniera di chi vorrebbe, per colpa di questo fatto grave, giustificare le politiche governative che hanno creato disagio e allarme sociale. Una politica governativa, che in materia economica, in materia di giustizia sociale e di parità dei diritti, ha creato allarme sociale e tensione nella cittadinanza. Questa è la ragione per cui non intendo associarmi agli ipocriti tanto al chilo e ai benpensanti di maniera. Non intendo fare alcuna valutazione delle dichiarazioni altrui, intendo assumermi la responsabilità delle mie dichiarazioni e di quelle che rilascio in nome dell'Italia dei Valori, un partito che è all'opposizione di questo Governo e continuerà, dentro e fuori il Parlamento, a fare un'opposizione determinata nell'azione, chiara nel linguaggio, senza ipocrisia, senza ripensamenti e senza cadere nel trabocchetto di chi vuole usare questo grave episodio per giustificare politiche governative che meritano tutta la riprovazione sociale. Già nei giorni scorsi avevo lanciato l'allarme. Vedevo, e vedo ancora nella società reale, un disagio sociale crescente. E' chiaro che se un disturbato mentale, che non ha il controllo dei propri freni inibitori, commette un fatto cosi grave, è giusto assicurarlo alla giustizia e condannarlo, verificando le ragioni per cui lo ha fatto. Ho profondo dolore per il fatto, e profonda riprovazione per quel gesto inconsulto, ma ho anche assunto la responsabilità di differenziare quello che è successo dal buonismo di maniera di chi vorrebbe giustificare quel dramma per far passare in cavalleria le politiche governative basate su interessi personali e di nessun interesse pubblico, portate avanti in questi mesi. Non mi associo al club degli ipocriti e dei falsi ben pensanti che si incravattano e si mettono il cerone facendo credere che va tutto bene. Non va tutto bene: questo Paese ha raggiunto un livello di allarme sociale preoccupante che va curato intervenendo sul piano dell'economia reale, sul piano degli ammortizzatori sociali, sul piano della solidarietà e della giustizia sociale. Su questo bisogna intervenire per eliminare a monte il rischio di una ribellione e di una protesta continua. Dicono che il mio tipo di opposizione istiga. Mi rendo conto che qualcuno vorrebbe che l'opposizione non ci fosse e vorrebbe sentire dire da tutti quanti che va tutto bene. Il governo e il Parlamento non fanno leggi negli interessi dei cittadini, ma per una casta di cittadini, con un Presidente del Consiglio che opera senza alcun rispetto nei confronti degli organi di controllo, nei confronti degli organi di garanzia, nei confronti del Parlamento e nei confronti dei cittadini. Continueremo a fare opposizione nello stesso modo di prima, perché riteniamo necessario che questo Parlamento faccia dei provvedimenti in materia di economia reale, in materia di ammortizzatori sociali e di giustizia sociale, provvedimenti che servono a tutti i cittadini. Lo dico conto toni sereni senza alcuna alterazione, ma domani mattina sarò ancora in piazza a manifestare affinché questo Governo pensi ai cittadini e affinché questo Parlamento faccia leggi negli interessi di tutti, non il legittimo impedimento, il processo breve o il lodo Alfano bis, provvedimenti che contrasteremo, nonostante quello che è avvenuto ieri, non li faremo passare in cavalleria. Sono contro la violenza, senza se e senza ma, ma ciò questo non vuol dire che devo smettere di fare opposizione a questo Governo. Non confondete le idee ai cittadini, una cosa è la violenza fine a se stessa che va combattuta e contrastata, l'altra è l'opposizione ad un governo piduista e fascista che deve essere fatta senza sconti sul piano parlamentare e politico. |
Berlusca, dicci la verità!
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domenica 13 dicembre 2009
Chi semina vento raccoglie tempesta
L'aggressione nei confronti di Berlusconi e' un gesto inconsulto e sconsiderato che noi dell'Italia dei Valori deploriamo e condanniamo fermamente. Ma questo non può e non deve giustificare e legittimare il totale abbandono nel quale il Governo ha lasciato le fasce sociali più deboli, i lavoratori che hanno perso il lavoro e tutti coloro che non arrivano alla fine del mese. |
Se si andasse al voto, Berlusconi vincerebbe anche senza Fini? (ipotesi futuribile)
Eh sì, le rivoluzioni non portano da nessuna parte, caro Di Pietro; non apportano nessun cambiamento auspicato e/o ideologizzato dalle medesime. In genere sono contropoducenti e i valori che propagandavano e si premunivano di apportare nella società vengono vanificati dall'evento incontrollato e difficile se non impossibile da gestire. Sia i cambiamenti in meglio che quelli in peggio sono piuttosto lenti. Bisogna tenere la guardia alta, essere combattivi e sempre pronti a reagire, ma senza sbracare. È una società complessa, la nostra, oltre che superaffollata di persone e di ideologie, non ci si può permettere il lusso delle rivoluzioni. Facciamo un pronostico, un ipotesi più che altro futuribile... Non dimentichiamoci che l'informazione e dunque la propaganda di regime, specialmente quella televisiva, è ormai quasi tutta finita nelle mani del Cavaliere, checché lui ne sparli diversa-mente per le lande forestiere. Se si va alle elezioni anticipate, probabilmente il PdL otterrà una maggioranza relativa (ovvero senza Fini e Bossi) superiore a quella attuale. La differenza la faranno dunque i mass-media che favoriranno di certo il premier. Se PdL e Lega riuscissero ad ottenere la maggioranza, il gioco è fatto. Berlusconi non lo fermerà più nessuno, né le toghe rotte, né la costituzione, che potrà lasciare anche inalterata dato che la sua parola populista la sostituirà a tutti gli effetti. Sarà veramente la Notte della Repubblica, non come quella oscurità quasi pre-aurorale di Sergio Zavoli. In questo scontro, illusoriamente politico, ci sono in gioco altre forze titaniche (per niente trascurabili o di poco peso) come quelle dell'industria (o se vogliamo, di un certo tipo di industria) che oltrepassa anche i confini nazionali e le banche che con la corruzione e la non-trasparenza ci campano e prosperano a dismisura, e che faranno di tutto (con mezzi leciti e illeciti) per sostenere la politica del premier. Berlusconi ha trasformato lo Stato italiano in una sua azienda privata. Del resto, non ha tutti i torti, se dice espressamente che è stato votato dal popolo (anche se plagiato dalla sua informazione di regime) e dunque deve comandare e dirigere lui l'intera azienda-nazione. Adesso, possiamo ancora dire, insieme a Fini, che il potere concessogli lo debba esercitare nelle forme e nei limiti imposti della Costituzione di cui si fa garante la Corte Costituzionale. Ma, se Berlusconi vincesse di nuovo, senza Fini, soltanto alleandosi con la Lega, il discorso dell'esercizio del potere nelle forme e limiti dalla costituzione non avrà più nessuna validità effettiva, così come la Corte Costituzionale. Se la dittatura de facto viene resa impossibile, in un modo o nell'altro, per una serie di possibili ragioni che non stiamo qui a elencare, quello che si potrebbe allora realizzare è proprio la spaccatura dell'Italia voluta dalla Lega e di conseguenza sostenuta fermamente anche dal reuccio d'Arcore. Si verrà a realizzare proprio la Padania come un'entità nazionale separata dal resto d'Italia. O, altrimenti, si verrà ad un compromesso doloroso e dunque Berlusconi uscirà dalla scena politica con tutti gli onori e il potere (che potrà comunque esercitare ugualmente, e forse ancor meglio e più efficacemente di prima, dietro le quinte). Si dovranno allora, causa neccessitato compromesso, cassare tutte le sentenze che pendono sul suo capo. In questo modo avremo intatta e prospera l'eredità del berlusconismo, e del resto il suo capo, che agiva apertamente, adesso può ritornare a tessere le trame libertarie nell'ombra. Secondo me, è errato considerare Berlusconi soltanto dal punto di vista meramente politico. Berlusconi, lo ripeto, è un entità soprattutto economica con moltissimi agganci, rapporti di scambio, o se vogliamo favoritismi, extra-nazionali. I suoi agganci hanno valenza globale. Tranne la vecchiaia con il suo inevitabile deterioramento fisico e psichico, così come avviene per tutti, difficilmente Berlusconi potrà essere deteriorato diversamente, senza intaccare interessi che vanno ben oltre la sfera degli intressi nazionali italiani. |







