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martedì 9 febbraio 2010

Pinocchioni è profondamente dispiaciuto per Eluana Englaro




Ormai alla spudoratezza del premier e dei suoi (am)ministr(at)i ci siamo abituati, ma come può un italiano, foss'anco medio, credere alla sua lacrimevole coccodrillaggine. Berlusconi, profondamente dispiaciuto per Eluana Englaro? Ma se non la conosceva neanche; non è andato nemmeno a vedere in che condizioni versava la poveraccia in ospedale, da anni inchiodata al letto in uno stato vegetativo, alimentata artificialmente. Ma Silvio, un po' di dignità, che diamine!... Il guaio è che il piazzista d'Arcore, anche se ne avesse un po', la venderebbe a peso d'oro.

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Il Tg3 nazionale intervista Gianni Lannes



Il giornalista sottoscorta Gianni Lannes ha le prove che la nave affondata al largo di Cetraro non è il "Catania" come vogliono farci credere ma la Cusky, nave imbottita di rifiuti tossici e radioattivi.


Non proprio tempestivamente, ma Gianni Lannes ha avuto un pochettino di spazio sui media televisivi. Il risultato a cui è pervenuto con la sua inchiesta a quanto pare contrasta con i dati fuorvianti forniti dal tranquillante (sic) Ministero per l'Ambiente... dimenticato.

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Trattativa tra Mafia e Stato. Si vuole delegittimare il governo Berlusconi




L'Agenzia AGI (Roma, 8 febbraio) riporta Mafia: Ghedini, Ciancimino? Si vuole delegittimare governo...
"Sembra che si voglia delegittimare proprio il governo Berlusconi che sta conducendo la più severa e forte offensiva del dopo guerra contro la mafia. Ciancimino dovrà rispondere di fronte all'autorità giudiziaria anche di tali diffamatorie dichiarazioni. Le dichiarazioni di Massimo Ciancimino non sono soltanto destituite di ogni fondamento, ma sono anche totalmente inverosimili e prive di ogni dignità logica. Spiace che qualcuno possa dare anche un minimo credito a prospettazioni che la storia di Forza Italia e del presidente Berlusconi hanno dimostrato concretamente e con atti di governo essere completamente inesistenti".
Curiosa la filosofia di questo governo e dei suoi ministeriali menestrelli e menefreghisti parla(ele)mentari. La lotta alla mafia la conducono i magistrati, mentre il governo si limita, in primis il premier, ad accanirsi contro di loro, definendoli plotone d'esecuzione, fannulloni, comunisti, disturbati mentali, ecc... e chi più ne ha più ne metta. Vogliamo mettere anche in che condizioni versano le procure, prive di personale e mezzi necessari, oberate dal lavoro. Cosa fa il caro governuccio? Fa la lotta alla mafia? E come?... Non mi sembra di aver visto Berlusconi in prima linea nella lotta contro la mafia, né si sono visti allo stesso modo i suoi ministretti (Brunetta, Ghedini, Alfano, ...). la capacità di Berlusconi la si è vista nei voli di Stato insieme ad Apicella e alle sue escort, la si è vista a Villa Certosa, la si è vista a Palazzo Grazioli... Come se non bastasse c'è anche il ricatto tramite i DDL del Processo Breve o quello del Valentino sui pentiti... Se la magistratura continua ad avere successi nella lotta alla mafia, non è certo a causa degli impedimenti (legittimi e illegittimi) che questo governo infrappone. Per la Giustizia non ha fatto altro che leggi e leggine su misura, preconfezionate, per l'uomo più uguale degli altri e per i suoi scagnozzi. O forse è lo stesso Ghedini che ha ottenuto risultati positivi in questa lotta, lavorando di notte, travestito da giustiziere o da uomo mascherato, insieme a Brunetta e ad Angelino Alfano?... Non si fa altro che insultare, deteriorare e criminalizare la magistratura e poi gli spudorati, con tanto di faccia bronzea rifatta, ci vengono a dire che hanno fatto un ottimo lavoro contro la mafia, quando invece di fatto non fanno altro che favorirla. È falso e oltraggioso dire che "il governo Berlusconi sta conducendo la più severa e forte offensiva del dopo guerra contro la mafia". La spiegazione reale e di certo meno fantasiosa di quella surreale fornita da Ghedini è che la magistratura e le forze di polizia hanno ottenuto dei risultati nonostante gli intralci e il menefreghismo da parte di questo governo. In questo caso sarebbe veramente da delegittimare.

Mavalà Ghedini, apra bene le orecchie e ascolta: "Te ci'hanno mai mannato a quel paese?..."

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Dell'Utero no si dimette nonostante le dichiarazioni di Cianciminchio



Quello che i condannati per mafia dicono...

So' tosti sti parla(ele)mentari!... "Se non mi dimetto, ci sarà più pilu pi tutti... Forzitaliamende le dimissioni non possono essere date per partito preso, quandunguamende, necessariamende, tuttavia-mende, avendo contribuito io a fondare il partito che si è preso gioco di un sacco di voti". La mafia non esiste. Ve lo posso garantire io, quandunguamende, volondariamende, mi sono difeso nel processo davanti e di dietro a un complotto d'esecuzione plotonizzato necessariamende per danneggiare l'immagine sacramentale di cui io degnamende modestamende incautamende rappresentai la figura preminende; mendre ora mi si vede impuntato di Cosa Nostra a causa dei casini avutisi nella Casa della Libertà. Lo ripeto, io non g'entro con la mafia, lo posso giurare sul mio onore e anghe sul mio onere, quandungue mi si accussa di complotto che - ripeto - è stato fatto ai miei danni e a mia insaputa. Da parlamentare eletto democraticamente quale io sono e quale io fui, ho il diritto e il dovere, per il bene del Paese, di non finire in galera, rassegnando le dimissioni.


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lunedì 8 febbraio 2010

Appello per la Campania

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...


Sento il bisogno di spiegare a voi della Rete le ragioni per cui Italia dei Valori si e' determinata ad appoggiare la candidatura di De Luca come candidato governatore della Regione Campania. Lo devo fare perché da diversi di voi sono arrivate delle critiche importanti, fondate, che sento mie.

Dite che De Luca e' sotto processo per reati contro la pubblica amministrazione, e ci chiedete perché appoggiamo la sua candidatura, e perche' non potevamo fare diversamente. Questo è il dramma: diversamente come? Quando c'è un’elezione regionale si presentano alcuni candidati alla carica di presidente alla Regione con i partiti che lo appoggiano.

Il centrodestra appoggia Cosentino, quel sottosegretario nei confronti del quale pende un provvedimento restrittivo per associazione a delinquere, proprio perché accusato di aver rapporti con il clan dei Casalesi in Campania. Quel centrodestra ha indicato il proprio candidato, Caldoro, che potrebbe vincere le elezioni. Dal 29 di marzo, e per 5 anni, se dovesse vincere, affideremo la Campania a personaggi che hanno legami con il clan dei Casalesi e con la camorra. Non mi riferisco solo al candidato presidente Caldoro, ma a quell’insieme di personaggi, di quel sottobosco politico del centrodestra, che lo appoggiano e che gli fanno da copertura, da trait d'union tra il sistema clientelare della regione campana e il sistema camorristico che governa di fatto il territorio.

Una forza politica come l'Italia dei Valori, prima di mettersi “di traverso” a tutto e a tutti, deve sapere che se non fa il possibile, il 29 marzo, per evitare che la Campania sia affidata al controllo di fatto del clan dei Casalesi, deve rendersi conto che deve assumersi una responsabilità. Io mi sto assumendo questa responsabilità, perché di fronte dell’eventualità che i prossimi cinque anni il governo regionale della Campania sia in mano ad un sistema nelle mani di soggetti che non faranno sconti a nessuno (chiedete a Sandokan), rispetto a tutto questo, bisogna costruire un'alternativa democratica di resistenza e di difesa. Come si fa? O fai la rivoluzione, e in questo caso non la puoi fare, oppure devi costruire un quadro di alleanze per tentare di raggiungere il 51% alle prossime elezioni.

Ci vorrebbe, e sarebbe stato meglio, un candidato presidente di rottura, dell'alternativa. Come Italia dei Valori, prima di arrenderci, abbiamo cercato un candidato dell'alternativa, abbiamo chiesto anche a de Magistris di candidarsi, ma Luigi ha fatto presente un fatto giustissimo: è stato appena nominato parlamentare europeo, Presidente della commissione di Controllo bilancio di tutti i fondi europei, ed è stato nominato per i voti ricevuti da tutta Italia, e non possiamo chiedergli di fare il “traditore”.

Ho fatto appelli via radio, attraverso la Rete, anche quando sono stato ospite a ‘Repubblica TV’, qualche giorno fa, e ho detto: “Possibile che non si riesca a trovare un candidato di rottura che possa rappresentare l'unità degli elettori del centrosinistra in Campania?”. Nessuno ha dato la sua disponibilità. Mi sono trovato davanti ad un'alternativa drammatica. Da una parte affidare la Campania al clan dei Casalesi. Dall'altra quella di appoggiare una candidatura, quella di De Luca, che è sotto processo ed è già stato indicato come candidato dagli altri partiti. In tutto questo con la consapevolezza che, trovandoci d’accordo tutti quanti nell’appoggio alla sua candidatura, si poteva fermare quella deriva casalese.

Ho chiamato De Luca, l'ho fatto venire davanti a migliaia di testimoni di fronte al congresso nazionale dell'Italia dei Valori, di fronte alla Rete e alle televisioni, affinché fossero testimoni e notai di cinque impegni formali che lui dovrà prendere.

Primo: se lo condannano deve dimettersi.

Secondo: nel periodo del suo mandato non deve mai invocare il legittimo impedimento. Deve correre dal giudice e farsi giudicare il più velocemente possibile.

Terzo: non deve permettersi di attaccare la magistratura anche se è sotto processo.

Quarto: se riesce a diventare presidente, come primo atto deve prendere la ramazza e togliere di mezzo tutta quella classe dirigente, di nomina politica, che ha rappresentato il clientelismo, l'affarismo e il nepotismo di tutti questi anni.

Quinto: deve istituire una casa di vetro regionale, trasmettendo sul web tutti i consigli e le giunte regionali, e deve mettere in Rete ogni provvedimento che prende. Insomma, una casa trasparente certificata da un assessorato alla trasparenza e al controllo, affidata a persone esterne, che possano verificarne la legittimità.

Vogliamo davvero pretendere tutto e ottenere niente? Se l'Italia dei Valori va da sola, chi candida per ottenere l'alternativa? Una persona che potrà prendere tutti i voti che volete, ma non arriverà mai al 51%, facendo cosi vincere il centrodestra, affidando per cinque anni la Campania ad un clan piuttosto che ad un governo. Avremmo potuto fare di più, ma non è stato fatto, perché chi doveva assumersi la responsabilità di trovare un candidato terzo non c'è riuscito. Parlo innanzitutto degli altri partiti che già governavano la regione e che dovevano avere il coraggio e l'umiltà di mettere da parte coloro che erano sotto inchiesta.

Abbiamo fatto questa scelta di campo: vogliamo salvare il salvabile, vogliamo salvare la Campania da una deriva criminale. Per questa ragione ho detto a De Luca di assumersi queste responsabilità. Cercate di capirmi, se fossi solo un cittadino, anche io la penserei come voi, ma sono il responsabile di un partito e dalle mie decisioni dipende il futuro della Campania e del Paese. Sento il dovere di mettere insieme Guelfi e Ghibellini per evitare che dall'altra parte arrivi qualche personaggio che si mangi la democrazia, l'economia e il riscatto del Paese.

Ho cercato di fare il possibile, mi sono assunto questa responsabilità. Chiedo la vostra comprensione e la vostra responsabilità, perché è troppo facile criticare dicendo che non si poteva fare. L'alternativa a questa soluzione era la consegna, senza lotta, della Campania al clan dei Casalesi.


Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...