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La situazione politica in Italia è grave ma non è seria
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domenica 28 febbraio 2010

Torino 26 febbraio 2010




Certamente Piero Ricca non è uno stilnovista, ma nel suo dire c'è dell'arte. "Fatti processare buffone! Rispetta la legge. Rispetta la Costituzione! Rispetta la democrazia. Farai la fine di Ceauşescu..." Fraseggio epico da incorniciare ed esporre pernanentemente al Louvre.

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Vox populi. Ghedini e il suo impedimento legittimo... un cazzo!




Cosa sarà mai legittimo, l'impedimento del premier o la voce del popolo, impedito nelle sue rivendicazioni dall'informazione di regime?... I nostri mafio-parla(ele)mentari credono ancora di poter trovare rifugio in leggi e leggine ad personam... Parlano di riforme per i Paese, di Patria... ma ...

            [...] Non vedete che tutta si scote,
             Dal Cenisio alla balza di Scilla?
             Non sentite che infida vacilla
             Sotto il peso de’ barbari piè?

             O stranieri! sui vostri stendardi
             Sta l’obbrobrio d’un giuro tradito;
             Un giudizio da voi proferito
             V’accompagna a l’iniqua tenzon [...]

Se dovessi definirli con una sola parola questi nostri governanti autocratici, sì, utilizzerei proprio la parola stranieri.

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Ma la VITA... quanto vale?

Immagini e testo sono stati prelevati dal sito "Italia Terra Nostra" del giornalista freelance Gianni Lannes

Ma la VITA... quanto vale?




Presentazione del libro di Gianni Lannes:   Nato: colpito e affondato

Le date:


Ferrara 06 Marzo 2010:
Presso: Sala di musica - via Boccaleone, 19 ore 21:00


Vigevano 05 Marzo 2010:
Presso Cooperativa "E. Portalupi" ore 21:00


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Immagini e testo sono stati prelevati dal sito "Italia Terra Nostra" del giornalista freelance Gianni Lannes

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sabato 27 febbraio 2010

Popolo Viola di nuovo in piazza


Banche nel tunnel




Testo:

Fallite più di 150 banche statunitensi

Un saluto a tutti i lettori del blog, ben ritrovati, questa settimana tenterò di dare una risposta o su quello che è uno dei principali interrogativi non solo del risparmiatore, dell’investitore a livello planetario, ovvero: "Per le banche il peggio è passato? È veramente passato?"
Direi di tornare indietro, per rispondere a questo quesito, di 18 mesi fa, alla detonazione finanziaria della Lehman Brothers, ottobre 2008, con le sue conseguenti vicissitudini, l’effetto domino sui mercati azionari e la fase di stress finanziario che hanno vissuto i grandi gruppi bancari.
Dalla Lehman Brothers a oggi sono fallite più di 150 banche statunitensi che hanno una peculiarità, è forse per questo motivo che non ne avete sentito parlare, sono banche che hanno una vocazione territoriale, sono le cosiddette "Community Bank", banche che per Statuto raccolgono denaro nel territorio e a sua volta lo riversano attraverso l’attività di prestito, quindi per alcuni aspetti ricordano le nostre Casse rurali, Casse di risparmio e Banche popolari.
Quello che è particolarmente inquietante è che all’interno di questa finestra temporale non si sono trovati in difficoltà i grandi gruppi bancari, ma piccole realtà. Due anni fa, il piccolo sembrava essere più forte, in grado di resistere alla tempesta finanziaria, mentre il grande si trovava con onde e mare in tempesta. Se non fossero intervenute quasi ovunque le autorità istituzionali, dalle banche centrali ai governi, a supportare il bilancio dei grandi istituti di credito, difficilmente oggi ci ritroveremmo ancora con grandi banche conosciute ancora in grado di operare.

400 piccole banche falliscono e le grandi restano influenti

Le Community Bank lanciano un segnale. Tim Geithner il ministro del Tesoro statunitense ha avvertito che, oltre a questi 150 fallimenti, ne esistono altri 400 potenziali. Non è detto che falliscano, però la disamina che dobbiamo fare in questo momento è: perché stanno fallendo e sono fallite le piccole banche, mentre le grandi mantengono il loro peso

e la loro capacità di essere influenti sul mercato, perché negli Stati Uniti la contrazione in termini di capacità occupazionale che ha avuto il Paese, è stata considerevole, si stima che la disoccupazione media negli Stati Uniti viaggi a oltre il 12%, alcuni Stati arrivano anche al 15%, le aree metropolitane oltre il 20%.
Quindi le banche di piccole dimensioni che hanno prestato e erogato denaro sottoforma di prestiti nelle aree di pertinenza, adesso si trovano in difficoltà nel riportare a casa i prestiti concessi perché si sta assistendo prima una polverizzazione di attività imprenditoriali e poi successivamente a una proliferazione di disoccupazione e quindi potete capire benissimo come nel giro di poco tempo, si stimano 6/9 mesi, la capacità di essere solvibili improvvisamente viene meno.

I mutui dei benestanti

Vi è poi un altro tipo di rischio sui mercati finanziari, vale a dire i mutui IOARM, che è un acronimo che sta per "Interest Only Adjustable Rate Mortgage", sostanzialmente sono mutui erogati a soggetti particolarmente benestanti, quindi nulla a che fare con i mutui trasformati in investimento, messi sul mercato e questo ha consentito per la banca che li aveva emessi, di liberarsi del rischio perché veniva spalmato sul mercato.
I mutui IOARM invece rimangono tutt’oggi nella pancia degli istituti di credito perché le banche non li hanno cartolarizzati essendo mutui concessi a benestanti. Questi mutui prevedono la restituzione del capitale discrezionalmente, cosa significa? Che la rata che viene pagata è composta solo di quote interessi e il mutuatario ha la libertà nei 15/20/30 anni che saranno la lunghezza della durata del mutuo, di decidere quando fare degli abbattimenti di capitale.
Con quello che è accaduto, quindi il crollo occupazionale, si sono frantumati posti di lavoro anche a livello impiegatizio particolarmente elevati e questo ha comportato l’incapacità di rimborsare i prestiti concessi. Improvvisamente si sono trovati con delle forme di mutuo che sono nei bilanci delle banche e destinati a esplodere nei prossimi 18/20 mesi.

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