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Berlusconi è il bugiardo più sincero che ci sia, è il primo a credere alle proprie menzogne. Quando piange, alcuni pensano che le sue siano lacrime di coccodrillo: niente affatto, sono lacrime vere. È questo che lo rende così pericoloso. (Indro Montanelli)                           Berlusconi è il più grande piazzista del mondo. Se un giorno si mettesse a produrre vasi da notte, farebbe scappare la voglia di urinare a tutt'Italia. (Indro Montanelli)                          Berlusconi a pranzo ha completamente dimenticato ciò che su una data persona o situazione ha detto a colazione, e a cena non ricorda più di averne parlato (Indro Montanelli)                            Berlusconi è allergico alla verità. Ha una voluttaria e voluttuosa propensione alla menzogna; "chiagne e fotte" dicono a Napoli dei tipi come lui (Indro Montanelli)                           Berlusconi è il bugiardo più sincero che ci sia, e il primo a credere alle proprie menzogne (Indro Montanelli)                            Questa non è la destra, questo è il manganello. Gli italiani non sanno andare a destra senza finire nel manganello (Indro Montanelli)                           Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, al Quirinale. Soltanto dopo saremo immuni (Indro Montanelli)                           Berlusconi non ha idee: ha solo interessi (Indro Montanelli)                           L'Italia berlusconiana è la peggiore delle italie che ho mai visto, per volgarità e bassezza (Indro Montanelli)                           Il berlusconismo è la feccia che risale il pozzo (Indro Montanelli)                            Almeno su una cosa gli italiani sono d'accordo, tanto è solarmente evidente: che fin quando non si blocca il caso Berlusconi, non ci sarà dibattito politico cioè non ci potrà essere politica (Indro Montanelli, 20 luglio 1998, Corriere della Sera)                            

domenica 7 marzo 2010

Piazza del Popolo contro il decreto interpretativo

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...


"Chiamata alle armi". Sabato 13 marzo, dalle ore 13, tutti quanti a Piazza del Popolo a Roma in difesa della nostra legalita', della democrazia e della nostra Costituzione, perennemente violata da un governo golpista, come quello di Silvio Berlusconi, che per risolvere i suoi problemi di tipo giudiziari, imprenditoriali e, da ultimo, anche di tipo elettorale, si fa una legge a proprio uso e consumo. E' uno sconcio dell'etica, della democrazia e soprattutto, mai come questa volta, è una violazione della Carta costituzionale e del buon senso del diritto a poter giocare una partita nel rispetto delle regole del gioco.

Qualcuno dice, e purtroppo lo ha detto anche il Presidente della Repubblica, che bisognava fare questo provvedimento per permettere ai cittadini di andare a votare secondo coscienza. L'inutilità e la dannosità di questo decreto lo dimostra il fatto che, ancora prima che questo decreto abbia avuto efficacia, i giudici di Roma e di Milano hanno riammesso le liste Polverini e Formigoni. Non c'era bisogno di forzare, violare e sacrificare la Carta costituzionale, non c'era il bisogno di stravolgere il ruolo e le funzioni di garanzia del Presidente della Repubblica e di governo di questo Paese, per ottenere una cosa che già si poteva ottenere, e che già si era ottenuta con il rispetto delle regole del gioco attuali. La realtà è molto semplice: questi vivono nell'arroganza, nella prepotenza e nella strafottenza tipica del potere piduista e fascista.

Rispetto a tutto questo, l'unico a cui ci possiamo appellare è l'arbitro, come succede in una partita di calcio: se c'è qualcuno che fa fallo l'occhio va direttamente all'arbitro sperando che fischi il fallo. Invece, questa volta, l'arbitro non ha fischiato, perché altrimenti non vinceva l'altra squadra. All'arbitro non tocca stabilire quale squadra vince, ma garantire il rispetto delle regole del gioco.

Sono molto amareggiato, perplesso, anche schifato di questa intellighenzia e cultura italiana dei “commentatori della buonora” che affermano che questo decreto è una schifezza costituzionale ma che ritengono che “non è colpa dell'arbitro”.
Non sarà colpa dell'arbitro, ma il 13 marzo ricordatevi che se vogliamo mantenere la democrazia è meglio essere tutti a Roma a lanciare questo appello e questo allarme, prima che sia troppo tardi. Vogliamo un Paese in cui ognuno possa esprimere i propri diritti, ma nel rispetto delle regole del gioco, altrimenti vince sempre il più forte, il più furbo e spregiudicato, come accade nella giungla.

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...

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