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mercoledì 30 dicembre 2009

Odi et amo




Bossi adesso ringhia come un mastino feroce in difesa di Berlusconi, "l'uomo con le palle", ma non si può dire che sia stato un amore a prima vista.
Si potrebbe continuare all'infinito con queste citazioni. Bossi, oltre al Papi, non ha risparmiato nessuno, nemmeno AN, la bandiera italiana, il papa, gli extracomunitari, i meridionali, e chi più ne ha più ne metta. Come clima d'odio, ab-uso criminoso e mandanti morali niente male! È ovvio che per far tacere Bossi e la Lega, portandoli nella propria maggioranza, si doveva ungere amabilmente questo meccanismo facinoroso dell'odio che circondava il Cavaliere. Se tu dai una cosa a me, io poi dò una cosa a te. Una maggioranza che si regge tramite ricatti e un sistema efficiente di corruzione. Il pool di Mani Pulite era comunque in buona fede nelle sue inchieste, che però venivano ad allargarsi a macchia d'olio. Crollato il sistema politico che lo copriva e lo teneva in piedi, il sistema di corruzione non poteva sfasciarsi, tanto era possente; e così per potersi perpetuare, più forte ed efficiente di prima, doveva mantenersi compatto, tramite una maggioranza politica, sopratutto se incoerente (come è quella attuale), che lo sostenesse. Berlusconi è abbastanza realistico quando afferma (nonostante sia obbrobrioso) che la Costituzione va modificata. Infatti, essa non rispecchia più la situazione italiana e nemmeno la sua unitarietà geopolitica. C'è insomma uno sfasamento tra la realtà di fatto e le norme costituzionali e di garanzia che dovrebbero regolarla, ma che ormai sembrano quasi ridotte a un valore puramente nominale.

Il bottino di Bettino: come e quanto rubava

Video e articolo di Marco Travaglio sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...


Articolo di Marco Travaglio pubblicato su "il Fatto Quotidiano" di oggi a pagina 6. Ogni commento è superfluo, buona lettura.

"Al momento della morte, nel gennaio del 2000, Bettino Craxi era stato condannato in via definitiva a 10 anni per corruzione e finanziamento illecito (5 anni e 6 mesi per le tangenti Eni-Sai; 4 anni e 6 mesi per quelle della Metropolitana milanese). Altri processi furono estinti “per morte del reo”: quelli in cui aveva collezionato tre condanne in appello a 3 anni per la maxitangente Enimont (finanziamento illecito), a 5 anni e 5 mesi per le tangenti Enel (corruzione), a 5 anni e 9 mesi per il conto Protezione (bancarotta fraudolenta Banco Ambrosiano); una condanna in primo grado prescritta in appello per All Iberian; tre rinvii a giudizio per la mega-evasione fiscale sulle tangenti, per le mazzette della Milano-Serravalle e della cooperazione col Terzo Mondo.
Nella caccia al tesoro, anzi ai tesori di Craxi sparsi per il mondo tra Svizzera, Liechtenstein, Caraibi ed Estremo Oriente, il pool Mani Pulite ha accertato introiti per almeno 150 miliardi di lire, movimentati e gestiti da vari prestanome: Giallombardo, Tradati, Raggio, Vallado, Larini e il duo Gianfranco Troielli & Agostino Ruju (protagonisti di un tourbillon di conti e operazioni fra HongKong e Bahamas, tuttora avvolti nel mistero per le mancate risposte alle rogatorie).

Finanziamenti per il Psi?
No, Craxi rubava soprattutto per sé e i suoi cari. Principalmente su quattro conti personali: quello intestato alla società panamense Constellation Financière presso la banca Sbs di Lugano; il Northern Holding 7105 presso la Claridien Bank di Ginevra; quello intestato a un’altra panamense, la International Gold Coast, presso l’American Express di Ginevra; e quello aperto a Lugano a nome della fondazione Arano di Vaduz. “Craxisi legge nella sentenza All Iberian confermata in Cassazione - è incontrovertibilmente responsabile come ideatore e promotore dell’apertura dei conti destinati alla raccolta delle somme versategli a titolo di illecito finanziamento quale deputato e segretario esponente del Psi. La gestione di tali conti… non confluiva in quella amministrativa ordinaria del Psi, ma veniva trattata separatamente dall’imputato tramite suoi fiduciari… Significativamente Craxi non mise a disposizione del partito questi conti”.
Su Constellation Financiere e Northern Holding - conti gestiti dal suo compagno di scuola Giorgio Tradati - riceve nel 1991-‘92 la maxitangente da 21 miliardi versata da Berlusconi dopo la legge Mammì. Sul Northern Holding incassa almeno 35 miliardi da aziende pubbliche, come Ansaldo e Italimpianti, e private, come Calcestruzzi e Techint.


Nel 1998 la Cassazione dispone il sequestro conservativo dei beni di Craxi per 54 miliardi. Ma nel frattempo sono spariti. Secondo i laudatores, Craxi fu condannato in base al teorema “non poteva non sapere”. Ma nessuna condanna definitiva cita mai quell’espressione. Anzi la Corte d’appello di Milano scrive nella sentenza All Iberian poi divenuta definitiva: “Non ha alcun fondamento la linea difensiva incentrata sul presunto addebito a Craxi di responsabilità di ‘posizione’ per fatti da altri commessi, risultando dalle dichiarazioni di Tradati che egli si informava sempre dettagliatamente dello stato dei conti esteri e dei movimenti sugli stessi compiuti”.

Tutto era cominciato “nei primi anni 80” quando – racconta Tradati a Di Pietro – “Bettino mi pregò di aprirgli un conto in Svizzera. Io lo feci, alla Sbs di Chiasso, intestandolo a una società panamense (Constellation Financière, ndr). Funzionava cosí: la prova della proprietà consisteva in una azione al portatore, che consegnai a Bettino. Io restavo il procuratore del conto”. Su cui cominciano ad arrivare “somme consistenti”: nel 1986 ammontano già a 15 miliardi.
Poi il deposito si sdoppia e nasce il conto International Gold Coast, affiancato dal conto di transito Northern Holding, messo a disposizione dal funzionario dell’American Express, Hugo Cimenti, per rendere meno identificabili i versamenti. Anche lí confluiscono ben presto 15 miliardi.
Come distinguere i versamenti per Cimenti da quelli per Tradati, cioè per Craxi?


“Per i nostri – risponde Tradati – si usava il riferimento ‘Grain’. Che vuol dire grano”. Poi esplode Tangentopoli. “Il 10 febbraio ‘93 Bettino mi chiese di far sparire il denaro da quei conti, per evitare che fossero scoperti dai giudici di Mani pulite. Ma io rifiutai e fu incaricato qualcun altro (Raggio, ndr): so che hanno comperato anche 15 chili di lingotti d’oro… I soldi non finirono al partito, a parte 2 miliardi per pagare gli stipendi”.
Raggio va in Svizzera, spazzola il bottino di Bettino e fugge in Messico con 40 miliardi e la contessa Vacca Agusta. I soldi finiscono su depositi cifrati alle Bahamas, alle Cayman e a Panama.
Che uso faceva Craxi dei fondi esteri? “Craxi – riepilogano i giudici – dispose prelievi sia a fini di investimento immobiliare (l’acquisto di un appartamento a New York), sia per versare alla stazione televisiva Roma Cine Tv (di cui era direttrice generale Anja Pieroni, legata a Craxi da rapporti sentimentali) un contributo mensile di 100 milioni di lire. Lo stesso Craxi, poi, dispose l’acquisto di una casa e di un albergo [l’Ivanohe] a Roma, intestati alla Pieroni”. Alla quale faceva pure pagare “la servitú, l’autista e la segretaria”.
Alla tv della Pieroni arrivarono poi 1 miliardo da Giallombardo e 3 da Raggio. Craxi lo diceva sempre, a Tradati: “Diversificare gli investimenti”.
Tradati eseguiva: “Due operazioni immobiliari a Milano, una a Madonna di Campiglio, una a La Thuile”. Bettino regalò una villa e un prestito di 500 milioni per il fratello Antonio (seguace del guru Sai Baba).


E il Psi, finito in bolletta per esaurimento dei canali di finanziamento occulto? “Raggio ha manifestato stupore per il fatto che, dopo la sua cessazione dalla carica di segretario del Psi, Craxi si sia astenuto dal consegnare al suo successore i fondi contenuti nei conti esteri”.
Anche Raggio vuota il sacco e confessa di avere speso 15 miliardi del tesoro craxiano per le spese della sua sontuosa latitanza in Messico.


E il resto?
Lo restituì a Bettino, oltre ad acquistargli un aereo privato Sitation da 1,5 milioni di dollari e a disporre –scrivono i giudici– “bonifici specificatamente ordinati da Craxi, tutti in favore di banche elvetiche, tranne che per i seguenti accrediti: 100.000 dollari al finanziere arabo Zuhair AlKatheeb” e 80 milioni di lire(«$ 40.000/s. Fr. 50.000 Bank of Kuwait Lnd») per “un’abitazione affittata dal figlio di Craxi (Bobo, ndr) in Costa Azzurra”, a Saint-Tropez, “per sottrarlo - spiega Raggio - al clima poco favorevole creatosi a Milano”.
Anche Bobo, a suo modo, esule.


Quando i difensori di Craxi ricorrono davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo, nella speranza di ribaltare la condanna Mm, vengono respinti con perdite. “Non è possibile – scrivono i giudici di Strasburgo il 31 ottobre 2001 – pensare che i rappresentanti della Procura abbiano abusato dei loro poteri”. Anzi, l’iter dibattimentale “seguí i canoni del giusto processo” e le proteste dell’imputato sulla parzialità dei giudici “non si fondano su nessun elemento concreto… Va ricordato che il ricorrente è stato condannato per corruzione e non per le sue idee politiche”.

Video e articolo di Marco Travaglio sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...

Turisti della democrazia



SENZA PAROLE

martedì 29 dicembre 2009

Letizia per Craxi e per tutti gli uomini di buona violenza




La Moratti Letizia, in vena di eresie, vuole dedicare una via o un porco, pardon, un parco, a Benito Craxi. Silvio e Dell'Utri già pensano a una statua sequestre, pardon equestre, commemorativa per Vittorio Mangano. Manco a farlo apposta il giorno 25 d'Aprile verrà dedicato alla festa del Papi della Libertà e non della Liberazione, disonorevole e immeritato omaggio ai partigiani comunisti mangiatori di bambini. Verrà abolita altresì l'era volgare, perché appunto troppo volgare e non consona all'amorevole sensibilità e delicazzittudine del premier; essa sarà sostituita dall'era gentilizia o clientelare. D'ora in avanti gli anni verranno conteggiati, non già dalla nascita di Gesù Cristo (di quell'eversivo rosso che voleva che il Regno dei Cieli finisse in mano ai morti di fame), ma dall'anno di nascita del Papi della Libertà. Quindi il 2010 prossimo sventuro verrà indicato come l'anno 74 d.B. e l'era volgare verrà sostituita definitivamente con l'era dell'amore berlusconico. Affinché il regno dell'amore e il bene si propaghino e prosperino infinitamente, verrà estirpato tutto l'odio e il male che c'è nel mondo, insieme ai ceppi più resistenti dei malfattori e untori del male, a cominciare da Travaglio e Santoro, per finire poi a Luttazzi e tanti altri seminatori di parole non regolamentate dal codice di connivenza civile e penale. Enzo Biagi e Indro Montanelli passeranno alla damnatio memoriae per direttissima. La giustizia terrena cederà così il passo alla giustizia divina di Silvio d'Arcore. Resterà solo l'amore e il Papi della sua Libertà.

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lunedì 28 dicembre 2009

La terza industria del Paese

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...


Il gioco d’azzardo è illegale. E comunque anche quello considerato 'non d’azzardo', attraverso il quale lo Stato percepisce entrate fiscali da capogiro, è un’indecenza.
Con oltre 53 miliardi di euro di raccolta, questo business costituisce una percentuale vicina al 4% del Pil nazionale: rappresenta la terza industria del Paese.
Le entrate dello Stato derivanti dalla raccolta sono lievitate dai 3,5 miliardi di euro del 2003 ai 7,7 miliardi del 2008, con un tasso di crescita complessivo del 121,1%. A giocare di più sono individui tra i 25 ed i 44 anni e oltre i 65, questi ultimi pensionati. In Italia il gioco d'azzardo si sta diffondendo e sta avendo un impatto fortemente negativo su numerose fasce sociali: da quella degli studenti, che compromettono la riuscita dei propri studi, ai pensionati che finiscono in mezzo ad una strada, alle unioni familiari distrutte per il 'vizietto' di mamma e papà. Il profilo è quello del sognatore con un reddito modesto che tenta la fortuna ma scivola poi nella nullatenenza.
E' stato riconosciuto dal CNR e diversi studi che il gioco-scommesse è un’attività che crea dipendenza come le droghe, il fumo, l'alcol.
Non voglio con questo precludere la libertà di un cittadino di poter scommettere o meno. Sto dicendo che al cittadino non può essere venduto il gioco come miraggio di vincite milionarie (in realtà dalle probabilità infinitesimali) e come alternativa ad una vita basata sul lavoro e sulle proprie capacità.

Le norme in materia di gioco e scommesse vanno equiparate a quelle sul fumo in termini pubblicitari, ossia ne dovrebbe essere proibita la promozione.
I controlli sull’età di chi gioca devono essere stringenti per impedire a minorenni e persone senza un proprio reddito di accedervi.
Le licenze e gli apparecchi installati nei punti di accesso al gioco, che con una normativa più permissiva dal 2003 hanno proliferato a dismisura, devono essere ridotti e la diffusione legata alla demografia.
Lo Stato dovrebbe farsi promotore di campagne progresso contro il gioco-scommesse poiché può provocare danni alla salute e alla psiche dei cittadini favorendo, nella maggior parte dei casi, il dissesto economico individuale e familiare.

Qual è la differenza agli occhi dello Stato tra chi si gioca un appartamento a poker tra mura domestiche e chi spende la sua pensione euro su euro al SuperEnalotto? Il fatto che uno non ne versi una parte all’erario e l’altro si?
E’ solo nell’erario?
Ma perché non applicare allora lo schema “legalizziamo-incassiamo” anche per la prostituzione, riaprendo le case chiuse, oppure anche per le droghe?
Evidentemente dietro al gioco-scommessa ci sono dei valori sociali che ora mi sfuggono: ma quali?
I governi non possono anteporre gli interessi economici a quelli dei cittadini, così come hanno dimostrato con la progressiva legalizzazione delle scommesse adducendo come alibi la necessità di sottrarne semplicemente il controllo alla criminalità organizzata.
Non è il controllo economico il driver delle decisioni dello Stato ma la tutela della comunità e della sua salute.
Se da una parte si normano gli aspetti fiscali, dall’altra bisogna curarsi anche di eventuali effetti sociali.
L'Italia dei Valori, nei prossimi giorni, presenterà un disegno di legge per offrire una regolamentazione delle scommesse e della comunicazione ad essa associata a tutti i livelli per la tutela del cittadino.

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...