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mercoledì 20 gennaio 2010

Attacco alla Rete

Articolo tratto dal video blog di Claudio Messora



 Il Decreto Romani, con il quale l'Italia da attuazione alla direttiva europea AVMSD (Audiovisual Media Services Directive), interpreta in maniera tutta italiana il principio condivisibile della Commissione Europea, secondo il quale la trasmissione di materiale audiovisivo deve rispondere agli stessi criteri indipendentemente dal media sul quale transita.
 Quello cui il governo si guarda bene dal dare attuazione è il considerando 16 della stessa direttiva europea, che chiarisce inequivocabilmente cosa deve rientrare in questa regolamentazione e cosa no.
«La definizione di servizio di media audiovisivo non dovrebbe comprendere le attività precipuamente non economiche e che non sono in concorrenza con la radiodiffusione televisiva, quali i siti internet privati e i servizi consistenti nella fornitura o distribuzione di contenuti audiovisivi generati da utenti privati a fini di condivisione o di scambio nell’ambito di comunità di interesse.»
 Romani avrebbe potuto ricopiare il testo tale e quale, ma non sarebbe stato Romani, cioè il paladino del protezionismo televisivo e del controllo dell'informazione. Così ridefinisce nel seguente modo la direttiva europea:
«Non rientrano nella nozione di servizio media audiovisivo i servizi prestati nell’esercizio di attività principalmente non economiche e che non sono in concorrenza con la radiodiffusione televisiva, fermo restando che rientrano nella predetta definizione i servizi, anche veicolati mediante siti internet, che comportano la fornitura o la messa a disposizione di immagini animate, sonore o non, nei quali il contenuto audiovisivo non abbia carattere meramente incidentale.»
 Sparisce il riferimento ai siti internet privati, sparisce il riferimento agli utenti privati  così come spariscono i riferimenti alle paroline magiche: condivisione, scambio, comunità di interesse. In cambio, con una tortuosità degna del miglior azzeccagarbugli, si dice che se pubblichi video per uno scopo non precipuamente economico, non rientri nella definizione (qui fingono di recepire le indicazioni), fermo restando che ci rientri (e qui si fanno i cazzi loro) perché metti a disposizione immagini animate (ma che è... un manga?), sonore e non (infatti la rete è piena di clip muti) nelle quali il contenuto audiovisivo non ha ovviamente carattere incidentale.
 Carattere incidentale? In quale video, sul tubo, il contenuto video potrebbe mai avere carattere incidentale? Sarebbe come aprire una concessionaria all'interno della quale la presenza di automobili avesse carattere incidentale, o come farsi una scopata nella quale l'attività sessuale abbia carattere puramente incidentale.

 Io credo che l'unica cosa davvero a carattere incidentale è il cervello del legislatore italiano, o più precisamente la sua onestà.

 Ieri sera tardi ho incontrato Guido Scorza alla stazione centrale di Milano. Guido è il Presidente dell'Istituto per le Politiche dell'Innovazione. E' avvocato, giornalista, membro di mille consigli, ma soprattutto è un uomo ragionevole e di buon senso. Se conosciamo con largo anticipo gran parte delle minacce che la banda bassotti IV perpetra costantemente ai danni della rete, lo dobbiamo anche e soprattutto a lui.

 Perchè non posso avere uno Scorza come Ministro dei Beni e delle Attività Culturali? Anzi, lo voglio a capo di un nuovo ministero che subito istituirò, alla mia prima Presidenza del Consiglio: il Ministero della Rete.

 [la trascrizione dell'intervista seguirà a breve]

Articolo tratto dal video blog di Claudio Messora (http://www.byoblu.com/)

Vaccino per gli immuno-deficienti e immunità per chi sta in Parlamento



Novartis: la nuova arte per spillare soldi ai cittadini.
L'Italia è una Repubblica privata fondata sulla raccomadazione e sulla corruzione.


Come al solito c'è lo scaricabarile delle responsabilità; una perfetta truffa dello Stato ai danni dei gonzi cittadini. Si accusano addirittura entità sovranazionali, mentre Ferruccio Fazio (ministro della salute) coadiuvato dalla stampella Gasparri, con splendida faccia da kaiser, sembra non sia interessato al problema... Che Italia di merda, che giornalismo di merda, che ministri di merda!...

Se questa è l'Italia, allora dico: fratelli merdolosi d'Italia, vaffanculoooo!... Io sono una nazione a parte. Niente a che spartire con voi, schifosi, corrotti e mafiosi.

Governo mafio-ladro



Fondo monetario popolare.
L'Italia è una Repubblica privata fondata sulla corruzione.


Dopo il voltastomaco di quest'ultima vergognosa farsa senatoriale di commemorazione, che non ricorda più chi era Bottino, intenzionata più che altro a redimere Berlusca dai suoi oscuri trascorsi, legittimando di fatto i suoi stessi scagnozzi e la corruzione stessa, cosa ci resta se non sparare nel fondo monetario popo-ilare?

martedì 19 gennaio 2010

Verso il congresso: portiamo avanti le nostre idee

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'Italia dei Valori http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/... - articolo di Ivan Rota


Autore Ivan Rota Ivan Rota
Cari italiani di valore eccomi di nuovo a noi, c’è tanto da lavorare, da fare, ma il vostro sostegno rinnova le energie, i vostri post rinnovano le energie, la voglia di fare nella costruzione di un’Italia dei valori che veramente possa costruire un’alternativa da governo, è vero, Angelilla, ci sono dei post molesti, c’è qualcuno che utilizza la libertà che diamo sul nostro sito per parlare di altro e screditare, pazienza, non possiamo farci nulla, preferiamo continuare a essere trasparenti e lasciare che ognuno esprima il suo pensiero. Il nostro Statuto inoltre consente a tutte le persone oneste e perbene di aderire all’Italia dei Valori, Maria Carmen si accontenta di questo, dice: sono sufficienti le persone oneste e perbene, anche Giuseppe Mazzei dice questo, ma bisogna essere un po’ più severi nelle selezioni e nelle espulsioni di chi non è idoneo al nostro programma e la stessa cosa la dice Rita Clara che dice che alla fine è giusto portare le persone perbene e oneste, qualcuno però arriva per fare gli affari suoi, dicendo che potrebbero rivelarsi dannose al partito e a loro basterebbe indicare la porta di uscita, è vero, Rita Clara e è vero anche quello che dice Giuseppe Cavina, ricordandomi di dare una risposta che magari era un po’ lenta ad arrivare, ma credete, c’è tanto da fare e Giuseppe Cavina dice che non è sufficiente avere la fedina penale pulita, è vero Giuseppe, ma è un proprio passo, se tutti i partiti lo facessero al pari di Italia dei Valori, avremmo sicuramente nelle istituzioni persone migliori. (Continua a leggere)

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'Italia dei Valori http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/... - articolo di Ivan Rota

giovedì 14 gennaio 2010

Vergogna Minzolini

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...


Ieri sera sono stato ospite di Lilli Gruber alla trasmissione Otto e mezzo, poco prima era andato in onda un editoriale raccapricciante del TG1 di Augusto Minzolini. L'Italia non può più permettere un revisionismo storico basato su informazioni parziali, pilotate e perfino false quali quelle mandate in onda in una sorta di beatificazione di Bettino Craxi. Da parte mia, come ho già dichiarato, querelerò Minzolini per alcune delle nefandezze del suo editoriale.

Testo dell'intervento

La storia giudicherà se Craxi sia stato o meno uno statista. Craxi è stato più volte condannato per corruzione con sentenza penale passata in giudicato, non perché era uno statista ma perché aveva tre conti correnti sui quali ha ricevuto soldi dalle imprese, soldi che non sono andati al partito ma a sé e ai suoi cari, direttamente per fatti propri. È un corrotto, condannato con sentenza penale passata in giudicato e latitante. Questo è Craxi.

Il problema a questo punto non è Craxi ma Minzolini, direttore del TG1, servizio di Stato che pagano i cittadini con il canone. Un direttore del servizio pubblico non può permettersi di raccontare bugie e non può permettersi di diffamare chi ha fatto il proprio dovere.

Per questa ragione, in via privata, querelerò Minzolini per aver detto che la ragione di quell'inchiesta è stata politica. Io ho fatto il mio dovere e difendo il mio onore di fronte a questo signore. Denuncerò alla Camera e al Paese il signor Minzolini, il quale prende uno stipendio pagato dai cittadini per fare un'informazione corretta che racconti un quadro di verità e non di parzialità.

Se per Minzolini Craxi è uno statista lo dica, ma deve raccontare ai cittadini quello che ha fatto e non paragonarlo a Wojtyła e a Reagan.

Forse potrà paragonarlo a Reagan ma un direttore di Tg dovrebbe avere il pudore di non paragonare un corrotto al Papa.

La mia è passione per la verità. Questa idea di scindere il Craxi corrotto dal Craxi politico è come arrampicarsi sugli specchi. Una persona va vista nella sua complessità. Non voglio discutere su cosa ha fatto da politico ma, da testimone, dico che questo signore, nell'esercizio delle sue funzioni,

quando si decise di come assegnare le frequenze televisive ad un imprenditore, da questi ricevette, attraverso il conto All Iberian sul conto Northern Holding di Ginevra, una barcata di miliardi.

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...

Di tutto di più

Bettino Craxi rubava soprattutto per sé e i suoi cari ( ditelo a Minzolini )



Mio Dio, che soappapera all'italiana!