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La situazione politica in Italia è grave ma non è seria
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sabato 6 febbraio 2010

venerdì 5 febbraio 2010

Chaos Economy di Eugenio Benetazzo




"[...] La caratteristica principale della popolazione italiana è rappresentata dal classismo sociale: questo significa che qualsiasi tipo di affermazione, proposta, contestazione o critica deve essere sempre riconducibile a qualche movimento politico. Della serie, se Benetazzo dice che l'America è fallita a causa della sua composizione etnica allora significa che è leghista o estremista di destra e pertanto questo determina l'ammirazione di quella parte politica o il disprezzo della parte avversaria. Mi rammarico per questo e temo che difficilmente il futuro del nostro paese possa essere roseo visto che non potrà mai vincere il buonsenso, ma solo un determinato colore politico [...]" (Gheto capio, Eugenio Benetazzo)

[...] Mi fanno ridere queste farse politiche (rosse, nere, azzurre e verdi) che ora lanciano moniti sui livelli occupazionali in Italia, mi sembra di vedere una banda di piromani che grida "al fuoco, al fuoco". Nessuno di loro è più attendibile o credibile, spero che presto uno tsunami elettorale li spazzi via nel dimenticatoio per sempre, assieme a tutte le loro beghe di partito e le deliranti notizie di gossip [...] (Cuoi e buoi dei paesi tuoi, Eugenio Benetazzo)

[...] Dalla metà degli anni 90 per l'Italia è iniziato infatti un lento processo di declino industriale: sono stati fatti entrare a frotte milioni di extracomunitari con il solo scopo di consentire ai grandi gruppi industriali di poter abbassare i costi di manifattura (grazie a persone disperate disposte a lavorare con retribuzioni minori rispetto agli italiani), di lì a poco è stato introdotto il lavoro interinale come soluzione per "snellire" l'attività di impresa che in poco tempo ha fatto nascere una nuova fascia sociale, quella dei precari, infine si è dato inizio ad una lenta opera di deindustrializzazione aiutando gli industriali a smantellare le loro aziende per spostarle al di fuori dei confini italiani e decretando così la fine di centinaia di migliaia di posti di lavoro. Quanto sta accadendo in questi ultimi 18 mesi non può essere definito genericamente come semplice crisi, come ci vogliono far credere i media tradizionali con il loro gracchiante vociferare, quanto piuttosto come una vera e propria emergenza che sino ad oggi ha manifestato solo il primo dei suoi tre aspetti, ovvero quello finanziario [...] Adesso dovranno arrivare le altre due sfacettature, quella industriale e quella sociale, entrambe legate da questo scellerato ed osannato modello economico imposto dal WTO in cui tutti i paesi occidentali hanno dovuto lentamente e progressivamente regalare le loro produzioni ed i loro ordinativi industriali alle nuove aree emergenti di questo millennio, così facendo si sono create le condizioni sociali ed industriali per una impensabile sperequazione [...] A livello nazionale non vi è una forza politica che si faccia portavoce di esigenze di protezionismo nei confronti dei nostri gloriosi ed invidiati distretti industriali, l'unica risorsa che avevamo ovvero la distintività ed originalità della manifattura italiana è stata brutalmente sacrificata per permettere a paesi come la Cina di assorbire, copiare e far morire le nostre tipiche produzoni, diventando nel frattempo la grande fabbrica del pianeta. A mio modo di vedere l'unica salvezza potrebbe essere un incredibile e improvviso cambio di governance politica che faccia emergere un "tribuno del popolo" stile Lula in Brasile, che contrasti e metta fine a questo dictat economico che sta portando il paese al suicidio industriale, sociale ed economico.(Tagli e dettagli, Eugenio Benetazzo)

"Il Signoraggio è una colossale truffa monetaria perpetrata contro il Popolo Italiano da una Diabolica Elite bancaria. E questa truffa si nasconde e si potenzia dietro una cortina di silenzio e morte che ha una storia di circa due secoli" (Eugenio Benetazzo)

Il pessimista è un ottimista ben informato. (Eugenio Benetazzo)


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Il cittadino più uguale degli altri: "io so’ io, e vvoi nun zete un cazzo"



C’era una volta un Re cche ddar palazzo
mannò ffora a li popoli st’editto:
"Io so’ io, e vvoi nun zete un cazzo,
sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.

Io fo ddritto lo storto e storto er dritto:
pozzo vénneve a ttutti a un tant’er mazzo:
Io, si vve fo impiccà, nun ve strapazzo,
ché la vita e la robba Io ve l’affitto.

Chi abbita a sto monno senza er titolo
o dde Papa, o dde Re, o dd’Imperatore,
quello nun pò avé mmai vosce in capitolo".

Co st’editto annò er boja pe ccuriero,
interroganno tutti in zur tenore;
e, arisposero tutti: È vvero, è vvero.

(Li soprani der monno vecchio, Giuseppe Gioacchino Belli)
DI TUTTO DI PIU'...

Ignorare humanum est. Ingannare autem diabolicum




CONFUSIONE DI STATO (testo tratto dal video di Guido Scorza)

Dopo settimane che si discute del "suo" Decreto, dice il Vice Ministro Paolo Romani che...
"...a me ... un malinteso è nato, professore, insisto (se la sua domanda si riferiva a questo campo) sul fatto dell'autorizzazione. La direttiva 31 dell'e-commerce parla dell'autorizzazione preventiva. Ovvero, chi vuole utilizzare la Rete per fare commercio ha - lo dice la direttiva europea, attenzione, non siamo noi - ha bisogno di un'autorizzazione preventiva. Così definita e tradotta in italiano. Noi abbiamo introdotto il concetto di autorizzazione [generale] che è una DIA, è una Dichiarazione di Inizio Attività. Dopodiché uno può immediatamente cominciare a fare quello che vuole fare. Se entro sessanta giorni il Governo verifica che non si ricade nella fattispecie che citavo prima, il percorso aperto in quel momento è assolutamente libero. Quindi non c'è da parte del Governo nessuna volontà censoria di qualsiasi tipo rispetto a questo problema. Questo lo voglio chiarire..."
PRECISAZIONI DI GUIDO SCORZA

... in realtà la Direttiva 31/2000 sul commercio elettronico dice esattamente il contrario, ovvero che ...

Articolo 4
Principio dell'assenza di autorizzazione preventiva
1. Gli Stati membri garantiscono che l'accesso all'attività di un prestatore di un servizio della società dell'informazione ed il suo esercizio non siano soggetti ad autorizzazione preventiva o ad altri requisiti di effetto equivalente.

... dice ancora il Vice Ministro Paolo Romani che...
"la normativa belga di recepimento della direttiva n'65 del 2007 (articolo 38 della legge 26 marzo 2009) introduce il regime della dichiarazione preventiva ("déclaration préalable")" che riguarda espressamente i servizi di media audiovisivi a richiesta forniti su qualsiasi piattaforma, inclusa Internet".
...in realtà non è proprio così...

In Belgio - come è giusto che sia - solo l'editore e non ogni fornitore di servizi media audiovisivi deve effettuare la dichiarazione preventiva...
"L'éditeur de services doit effectuer une déclaration préalable introduite par lettre recommandée auprès du Collège d'autorisation et de contrôle du CSA pour chacun des services télévisuels qu'il entend éditer." (Art. 38, Legge 26 marzo 2009. Belgio)
... forse prima di varare il Decreto varrebbe la pena di chiarirsi le idee...
con dimpatia e spirito costruttivo;)

Il Decreto Romani contro Internet - ne parla la Tv svizzera. Con intervista a Enzo Di Frenna

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