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mercoledì 17 marzo 2010

Chiedo rava ma rispondono fava

Video, immagini e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...


Pubblico il video ed il testo del mio intervento di oggi, alla Camera dei Deputati, durante il consueto question time, dove ho illustrato un'interrogazione parlamentare al ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito, in merito all'articolo pubblicato de Il Fatto Quotidiano lo scorso 12 marzo riguardante l'indagine di Trani che coinvolge il Premier Berlusconi, Innocenzi dell'Agcom e il direttore del TG1 Minzolini.

La domanda

Antonio Di Pietro: Signor Presidente, abbiamo chiesto e vogliamo chiedere al Presidente del Consiglio le ragioni del suo comportamento: vorremmo chiedergliele, ma denunciamo ancora una volta che anche qui si dà latitante, così come in ogni aula di giustizia. Nei confronti del Parlamento il Presidente del Consiglio non può però permettersi di darsi latitante e deve farci sapere per quale ragione al mondo egli, da Presidente del Consiglio, si permette di telefonare al direttore del TG1, Minzolini, per avere un'informazione accondiscendente a sé stesso, per quale ragione al mondo egli si permette di interagire con un commissario dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per fare in modo che quell'Autorità sanzioni e chiuda tutte le trasmissioni che non fanno comodo a lui e - per quanto riguarda questa forza politica, l'Italia dei Valori, e la mia persona in particolare - per quale ragione al mondo egli non vuole far sentire la voce dell'opposizione agli italiani. Questo è regime: ci dica, il Presidente del Consiglio che non c'è, per quale ragione al mondo insista a fare così (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori)!

La risposta

Elio Vito: Signor Presidente, l'onorevole Di Pietro e i deputati del gruppo dell'Italia dei Valori con la loro interrogazione chiedono di conoscere quali elementi ritenga il Governo di fornire al Parlamento in relazione alla vicenda di cui in premessa e quali iniziative il Governo intenda assumere al fine di ristabilire la correttezza dei rapporti istituzionali.
In relazione a tale interrogazione quindi, onorevole Di Pietro, la informo che lo scorso 15 marzo il Ministro della giustizia, per il tramite del competente ispettorato generale, ha provveduto a disporre un'inchiesta amministrativa presso la procura della Repubblica di Trani, in relazione alle notizie riportate da articoli di stampa concernenti presunte pressioni che il Presidente del Consiglio dei ministri avrebbe posto in essere nei confronti del commissario dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e del direttore del TG1 per bloccare la messa in onda di talune trasmissioni televisive.
In particolare, secondo quanto riportato dagli organi di stampa sarebbero state intercettate diverse conversazioni telefoniche in relazione alle quali risulterebbe ipotizzato il reato di concussione. Per tale ragione, il Ministro della giustizia ha inteso disporre un'inchiesta amministrativa al fine di operare ogni necessario approfondimento e chiarire principalmente le ragioni della fuga di notizie verificatasi nell'ambito delle indagini in corso presso la predetta procura.
Ciò, sempre secondo quanto precisato dal Ministro della giustizia, anche per escludere ogni eventuale abuso connesso all'utilizzo dello strumento investigativo costituito dalle intercettazioni telefoniche e verificare, altresì, il rispetto dei parametri normativi in tema di competenza territoriale e di competenza del tribunale per i reati ministeriali, tenuto conto della natura dei reati ipotizzati e della qualificazione soggettiva di taluni indagati.
All'esito dell'accertamento ispettivo in questione, il Ministro della giustizia potrà valutare se siano stati posti in essere da parte dei magistrati comportamenti rilevanti sul piano disciplinare. In conclusione, onorevole Di Pietro, non posso che confermarle che il Governo intende continuare ad operare in leale collaborazione con tutti gli altri organi istituzionali.


La replica

Antonio Di Pietro: Siccome non credo che lei ci è, credo che lei ci faccia: io le ho chiesto «rava» e lei mi ha risposto «fava». Io le ho chiesto la ragione per cui il Presidente del Consiglio, nell'esercizio delle sue funzioni, si sia permesso di tentare di bloccare le parole di una formazione politica presente in Parlamento quando questa stava in una trasmissione pubblica pagata con i soldi del servizio pubblico della RAI; io le ho chiesto la ragione per cui il Presidente del Consiglio si sia permesso di interagire con il direttore del TG1, che è un servizio pubblico pagato con i soldi dei cittadini, per fare in modo che l'informazione vada a senso unico e a piacere suo; io le ho chiesto le ragioni per cui questo signore, Presidente del Consiglio, si permette di interagire con l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che, per legge, deve garantire la trasparenza e la pluralità dell'informazione (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).
E lei mi risponde che ha mandato un'ispezione a Trani per verificare perché hanno scoperto questo? Quel che vogliono sapere gli italiani non è perché questo è stato scoperto, ma perché è stato commesso questo abuso, qual è la ragione per cui il Presidente del Consiglio non si rende conto che siamo in una democrazia parlamentare e che in una democrazia parlamentare si rispettano le disposizioni, si rispettano le voci dell'informazione libera, si rispettano le controparti, in una democrazia parlamentare!
Questo è quel che non capisce il Presidente del Consiglio; e il Ministro Alfano non capisce e non si rende conto che le questioni di competenza e di fuga di notizie sui titoli di reato non deve deciderle l'ispezione, devono deciderle i magistrati all'interno dei conflitti di competenza e delle questioni di giurisdizione.
Quanto alla fuga di notizie, infine, forse non lo sa il Ministro Alfano, glielo dico io chi ha fatto la prima fuga di notizie: l'ha fatta proprio Minzolini ed è la ragione per cui sta agendo la procura di Trani (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).


Care Amiche e Cari Amici,
sabato 20 marzo, alle ore 17.30, presso il Centro Congressi Confcommercio in via Corso Venezia 47, a Milano, Luigi de Magistris ed io prenderemo parte all’iniziativa “Attenti a quei due”. Insieme a noi, per coordinare il dibattito, ci sarà anche Gianni Berbacetto. Un’occasione per discutere di quanto sta avvenendo nel nostro Paese, dove lo svuotamento della democrazia e del diritto da parte del Governo è ormai una prassi consolidata. Un Paese dove la Costituzione è ridotta a lettera morta dalle leggi ad personam varate per garantire l’immunità del premier, mentre la magistratura è sotto attacco, continuato e progressivamente sempre più pesante, da parte della maggioranza che ci governa e che vorrebbe porsi al di sopra della legge e della giustizia. Una nazione dove la difficile condizione economica vissuta dagli italiani è divenuta, per l’esecutivo, argomento di secondaria importanza rispetto al coinvolgimento giudiziario del presidente del Consiglio, che catalizzata la vita politica del Paese oltre che l’attività parlamentare finalizzata a renderlo immune dalla legge attraverso provvedimenti ad hoc. In occasione dell’iniziativa “Attenti a quei due”, saremo naturalmente disponibili a rispondere alle domande che i presenti vorranno porci, ma anche a quelle che saranno avanzate sulla pagina Facebook dedicata all’evento. Al termine del dibattito verrà trasmesso il monologo di Beatrice Luzzi, “Poliziotta per Amore”. Vi aspetto e mi auguro di vedervi sabato a Milano.


Antonio Di Pietro

Video, immagini e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...

martedì 16 marzo 2010

CDA Rai: vietato informare

Video, immagini e testo sono stati prelevati dal blog dell'Italia dei Valori http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/... - articolo di
Pancho Pardi


Cda e Vigilanza fanno il gioco dei due compari: a turno uno bara e l'altro fa il palo. Del resto entrambi gli organismi sono a maggioranza di centrodestra e dunque obbediscono ad ordini precisi, come è stato rilevato anche dalle intercettazioni dei giorni scorsi.

Siamo nella situazione paradossale per cui le televisioni private, tra cui quelle del presidente del consiglio, hanno il diritto di informare, le tivù pubbliche, pagate con i soldi dei cittadini, no. Un altro elemento assai paradossale è la manfrina con cui i colonnelli del premier dicono che tutto questo dipende dalla legge sulla par condicio. Ogni legge, anche la migliore, può essere rovinata se chi la deve interpretare lo fa in totale malafede.

La par condicio non è la migliore delle leggi possibili, ma la destra di governo sta facendo di tutto per ridicolizzarla raggiungendo così un duplice scopo: impedire gli approfondimenti politici sulla Rai nell'immediato e subito dopo cancellare la legge e non avere più regole. Nella giungla ad avere vantaggi sarebbe come al solito il presidente del Consiglio.

Le intercettazioni di questi giorni potranno anche non avere rilevanza penale ma fotografano una realtà che vede il premier considerare i commissari dell'Agcom e il direttore del Tg1 come sgherri al suo servizio.

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'Italia dei Valori http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/... - articolo di Pancho Pardi

domenica 14 marzo 2010

In difesa della democrazia e della Costituzione

Video, immagini e testo sono stati prelevati dal blog dell'Italia dei Valori http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/... - articolo di
Luigi de Magistris


Pubblico il video ed il testo del mio intervento di ieri durante la manifestazione a Piazza del Popolo a Roma.

Testo dell'intervento

Oggi è una giornata straordinaria, dove il popolo scende nuovamente in piazza per difendere la democrazia e lo Stato di diritto contro un disegno autoritario che vuole smantellare la Costituzione repubblicana.
Non passa giorno che non c'è un attentato alla Costituzione, dal decreto Salva-liste, al massacro dello Statuto dei lavoratori, al legittimo impedimento, alle pressioni del Presidente del Consiglio all'Agcom, il quale dovrebbe un organo indipendente, e il ruolo servente della televisione cosiddetta “servizio pubblico”. La situazione è molto difficile, la democrazia è a rischio, ma questa piazza è il segno che c'è una parte del Paese che è viva e vuole difendere e attuare la Costituzione repubblicana.


Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'Italia dei Valori http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/... - articolo di Luigi de Magistris

Berlusconi e la strategia alla 'mago Do Nascimento'

Video, immagini e testo sono stati prelevati dal blog dell'Italia dei Valori http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/... - articolo di Massimo Donadi


La strategia di Silvio Berlusconi, per questa campagna elettorale, appare sempre più chiara: possiamo chiamarla “alla mago Do Nascimento”, il compare di Vanna Marchi, quello delle truffe nelle televendite. Visto che la stima del governo, ormai da un anno e mezzo a questa parte, è soltanto una collezione ininterrotta di disastri, con un economia che va sempre peggio, centinaia di migliaia di persone che hanno perso il posto di lavoro, i giovani con il più alto tasso di disoccupazione degli ultimi vent'anni, e via via sempre più famiglia che sprofondano nella povertà, aziende che chiudono, imprenditori che si tolgono la vita per non affrontare la tragedia delle loro aziende che non ce la fanno ad andare avanti. Di fronte a tutto questo era evidente che Berlusconi non poteva affrontare una campagna elettorale normale, fatta di confronto, fatta di pluralismo, fatta di idee e contenuti. Ecco allora che parte la strategia alla “mago Do Nascimento”.

Berlusconi, lo sappiamo, ha un controllo quasi totale dei mezzi d'informazione televisivi, ed ecco allora che partono le mosse strategiche: la “mordacchia” definitiva a quel poco di libera informazione che ancora esiste in Rai, chiudendo con un provvedimento ingiusto, probabilmente illegale e incostituzionale, i talk show televisivi. Provvedimento che poi verrà esteso anche alle tv private, ma è evidente che i più importanti e seguiti sono tutti in Rai. La seconda operazione, che si affianca a questa, è che l'unica informazione di comunicazione politica che a quel punto resta nelle televisioni è quella dei telegiornali, ormai quasi tutti interamente di informazione di regime. Guarda caso proprio oggi l'Agcom, che diffonde i dati sulla presenza delle forze politiche nei vari Tg nazionali, ci dice che nei Tg di Mediaset il governo e la maggioranza dilagano letteralmente con percentuali che arrivano oltre il 90%, con le opposizioni ridotte a percentuali da prefisso telefonico: 1-2%. In Rai non va molto meglio. Al Tg1 tutta l'opposizione insieme occupa appena il 18%, il resto va tutto alla maggioranza e al governo. Si chiude qui la strategia alla “mago Do Nascimento”, Berlusconi può andare in televisione a raccontare un sacco di bugie, ricostruendo la sua personale narrazione delle cose, falsa e bugiarda, che non ha nulla a che fare con la realtà ma che, come diceva il tristemente famoso Joseph Goebbels, ministro della propaganda di Hitler, a cui probabilmente Berlusconi si ispira: “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà verità”. Questa è la strategia alla “mago Do Nascimento” di Berlusconi.

Purtroppo per lui, in questo Paese c'è ancora un istituzione di garanzia che funziona, l'unica: la magistratura, che ci ha dato in queste settimane gli ultimi sprazzi, le ultime speranze, di una democrazia che ancora regge, prima facendo giustizia di quel tentativo indegno del centrodestra che con una norma illegale e incostituzionale ha cercato di ripescare le proprie liste all'ultimo momento, poi sospendendo il provvedimento dell'autorità garante delle comunicazioni che applicava anche alle televisioni private quel regolamento, dato dalla vigilanza Rai e poi applicato in modo ancora più estensivo dal CDA Rai, che impediva la trasmissione dei programmi di approfondimento politico durante la campagna elettorale. La prima decisione arriva da una commissione parlamentare, composta da deputati e senatori, che decide che i talk show televisivi di carattere politico in campagna elettorale o si trasformano in tribune politiche oppure non possono andare in onda. Successivamente il CDA Rai, andando addirittura oltre la decisione di questa commissione parlamentare di vigilanza, decide non di trasformare i talk show in tribune politiche, ma di cancellarli del tutto. A quel punto, un'altra autorità garante, l'AGCOM, decide che per una questione di equità questa norma vada estesa anche alle TV private. Oggi, il Tar, nell'ambito della sua competenza sugli atti amministrativi, sentenzia che questa scelta è stata una decisione illegale e sbagliata, dando alle televisioni private la possibilità di fare anche in campagna elettorale i talk show. Il Tar però deve alzare le braccia sulla decisione della commissione di vigilanza parlamentare, proprio perché è un atto di un organismo sovrano. A questo punto il rischio è che il Tar, pur avendo fatto giustizia, può imporre solo alle tv private di far ripartire i talk show, producendo un paradosso: le televisioni private, in particolare Mediaset, potranno già da questa sera fare talk show politici, ma l'unica a non poterlo fare rimarrebbe la Rai.

Noi crediamo che sia particolarmente importante l'iniziativa che abbiamo avviato in questi giorni, un'iniziativa di grande successo chiamata “Una mail per riaccendere l'informazione”  e che già oggi ha portato a più di 7000 mail inviate al direttore generale della Rai per chiedergli di riaccendere l'informazione libera in questo Paese. Iniziativa che abbiamo proseguito nei giorni più recenti avviando un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale verso il direttore generale della Rai e gli amministratori del centrodestra per una decisione che, non solo priva i cittadini italiani di uno spazio di libertà , ma danneggia anche le casse della Rai. Ma non è finita qui. La cosa che oggi dobbiamo impedire è che si produca questo paradosso, dove Mediaset è autorizzata a trasmettere i talk show televisivi mentre soltanto la Rai resta ammutolita.

Oggi, fortunatamente, il Presidente del CDA Rai, Zavoli, ha convocato per lunedì un consiglio straordinario. Il Presidente, però, è solo un organo di garanzia,  e non ha nessun potere su quel Cda che è composto da esponenti messi dalla maggioranza di centrodestra. Per questo chiediamo a tutti i cittadini una nuova mobilitazione: da lunedì a mezzogiorno, momento della convocazione del CDA Rai, faremo partire un presidio ininterrotto davanti alla Rai, perché oggi stiamo assistendo al tentativo di questi “Al Capini”, perché ladri di informazione, ladri di libertà e ladri di democrazia, di spegnere giorno dopo giorno un pezzo della libertà del nostro Paese. Saremo davanti alla sede generale della Rai, in via Mazzini, per testimoniare che c'è una parte del Paese che di fronte alla violenza e all'arroganza di questo regime non china la testa.

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'Italia dei Valori http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/... - articolo di Massimo Donadi

13 marzo 2010: una giornata di resistenza

Video, immagini e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...


Pubblico il video ed il testo del mio intervento durante la diretta streaming di ieri da Piazza del Popolo a Roma.

Testo dell'intervento

Amici della Rete, eccoci qua. Qui c'e' il popolo vero, quello della speranza. Perche' sono qui? Loro sono qui per ricordare a noi esponenti di partito di fare il nostro dovere.  Il nostro dovere, in questo momento, è di fare resistenza, resistenza, resistenza al neofascismo del piduista berlusconiano, prima che sia troppo tardi.
Amici della Rete, mi raccomando, non cadete nella tentazione di non andare a votare perché ci sono solo due modi per liberarci da questo neofascista: o con “la presa della Bastiglia”, ma non possiamo fare la rivoluzione, o attraverso il voto, mandandolo a casa. Per questo vi invito ad un atto di responsabilità che anche noi dell'Italia dei Valori vogliamo perseguire.
Oggi sto facendo una manifestazione insieme con altri esponenti di partito e con i quali, molte volte, mi sono trovato in dissenso. C'è però un momento in cui, per difendere la democrazia nel nostro Paese, anche le persone con idee diverse tra loro hanno il dovere di stare insieme. Lo hanno fatto i nostri padri per liberarsi da Mussolini, dobbiamo farlo noi per liberarci da Berlusconi. Non c'è più informazione, non c'è più un Parlamento che funzioni, non ci sono più gli organi di controllo. In una situazione di questo genere dobbiamo trovare la forza e l'umiltà di accettare il nostro vicino di banco, anche se qualche volta non ci convince, perché solo insieme possiamo mandare a casa il nemico della democrazia. Da quel momento in poi potremo occuparci, finalmente, del lavoro, dell'occupazione, della scuola pubblica, della sanità pubblica, della difesa del territorio. Si, poiché sono questi i temi di una nuova alleanza che voi ci chiedete, che questo popolo ci chiede e che noi dell'Italia dei Valori vogliamo portare avanti. Con un avvertenza però: sin dall'inizio, dalla manifestazione di Piazza Navona, avevamo segnalato che il governo Berlusconi era un pericolo pubblico mentre tutti i partiti presenti oggi in piazza ci ritenevano eversivi e antidemocratici. Oggi posso dire con orgoglio che siamo finalmente tutti insieme, in questa piazza, e ciò vuol dire che l'Italia dei Valori aveva visto giusto, ciò vuol dire che  sarò anche un pò contadino ma ho avuto il cervello più fino di tanti pensatori della domenica.
Dobbiamo essere uniti e, soprattutto, distinguere chi fa opposizione di circostanza da chi fa un'opposizione per un' alternativa vera.


Video, immagini e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...