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giovedì 25 febbraio 2010

Carnevale Düsseldorf: Berlusconi chieda scusa

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'Italia dei Valori http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/... - articolo di Niccolò Rinaldi


Nella celebre cittadina della Germania del nord della Renania, Dusseldorf, lo scorso 15 febbraio, come in ogni lunedì grasso, fastosi e colorati carri di carnevale hanno sfilato tra le vie della cittadina tedesca. La notizia sembrerebbe irrilevante per chi non sapesse che proprio quest'anno uno dei carri fra i più irriverenti è stato così ispirato dalle vicende italiane da scegliere di rappresentare un enorme pupazzo in guisa di mafioso che sodomizza un Berlusconi cornuto, accanto alla scritta "matrimonio omosessuale all'italiana".

Quello che lascia più allibiti in questa vicenda non e' l'offesa a tutti gli italiani ma che nessuna autorità italiana abbia reagito a quel carro di carnevale sfilato a Düsseldorf. Nessuno.

Questo carro è un atto di volgarità verso tutti gli italiani e soprattutto verso coloro che sulla mafia hanno poca voglia di scherzare.

L'immagine del nostro Presidente del Consiglio in quella posizione probabilmente farà anche ridere qualcuno oltralpe ma è l'emblema di come siano considerati all'estero gli italiani. Chi abbia provato almeno una volta cosa vuol dire uscire dai confini nazionali, conosce bene quanto possa essere faticoso lottare contro i pregiudizi, contro quell'etichetta di "Mafioso" che spesso con superficialità viene cucita addosso agli italiani.

La mafia è  oggetto di lutto, di dolore, di sopraffazione come ben sanno ormai anche in Germania, al di là dei confini nazionali. La mafia può e deve anche essere derisa entro i limiti non solo del buon gusto ma di una sensibilità civica.

Nessuno si è mai permesso di scherzare sull'Eta, o sul conflitto nord irlandese. Ma su una piaga italiana questa volta l'irridere e' poi un modo di irridere lo stato italiano, visto i sospetti di connivenza tra Parlamento e mafia.

Ci può amareggiare che l'Europa ancora indugi in questi stereotipi ma ci indigna ancora di più il silenzio del Presidente del Consiglio che tace su un'immagine che fa il giro d'Europa e sulla quale anche i media italiani tacciono.È qualcosa di più di una coda di paglia, è la constatazione di quanto sia radicata nel resto d'Europa una certa idea di Berlusconi (considerato "mafioso" dai tedeschi, "il buffone" per la copertina de L'Express ) travolto da ogni genere di scandali finanziari, sessuali, giudiziari, o anche solo autore di ridicole battute, corna e altre gaffe pubbliche.

Di cosa ci lamentiamo, allora?

Lo sappiamo bene noi che rappresentiamo l'Italia all'estero, in un compito che è  sempre più difficile, e dove ogni sconfitta politica e diplomatica è legata a doppio filo a questa assenza di credibilità che sfocia perfino nei carnevali popolari.

Così, prima ancora che gli autori del carro allegorico di Düsseldorf, è il capo del governo che dovrebbe scusarsi con gli italiani per le condizioni nelle quali mette il paese.

Un atteggiamento contraddittorio, quello del governo di centrodestra, che accusa di “anti-italianità” coloro che osano criticare il premier, mentre non fa nulla per difendere l'immagine dell'Italia e non si preoccupa di come questa venga descritta sulla stampa straniera.

I veri anti italiani sono quelli che non si dissociano dall’immagine che Silvio Berlusconi e la sua biografia offrono del Paese, e che l'opinione internazionale vede come un’anomalia del sistema Europa.

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'Italia dei Valori http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/... - articolo di Niccolò Rinaldi

mercoledì 24 febbraio 2010

Male non fare, paura intercettazioni non avere



Nunzio vobis gaudium magnum: habemus Papis: Silvio I

"... Tutte le cose che noi diciamo al telefono, riservatamente ['ccetto la qualungue] con un'altra persona, appaiono sui giornali, e portino delle secchiate di fango, che poi alla fine si risolveranno in molti casi solo in secchiate di fango, perché non ci sono reati emersi con certezza ..." (Dall'Evangelio secondo Berlusca)


Berlusca, sempre fuor di luogo, dice che la "sinistra" (ovvero chi non la pensa come lui) vuole l'immigrazione per prendere voti. Altra perla del pirla: le intercettazioni servono solo a buttare fango su di lui e sulla sua congrega. Semmai le intercettazioni il fango dovrebbero toglierlo, dato che fango e merda vengono a galla proprio intercettando. Caro Silvio, si è capito benissimo che le intercettazioni riguardano il privato... Non si è mai visto un corrotto (e lei ne sa qualcosa) un delinquente, un uomo o una donna di malaffare fare le loro sporche cose in pubblico, alla luce del sole... Le intercettazioni servono a questo: a rendere chiaro ciò che viene tramato nell'ombra. Io, non avendo nulla da nascondere, dico: intercettatemi.
Chi governa deve rendere conto agli elettori della sua condotta (im)morale. Invece, a quanto pare, il cittadino più uguale degli altri, tra una legge di qua e una leggina di là, sembra voglia costruirsi una corazza per porsi al di là del bene e del male, al di là della morale. Sarà un'altra sporca legge ad personam, anzi, ad personas visto che ce ne sono parecchi. Troppi. Il pluri-sfacciato d'Arcore, condannato prescritto, con un processo in corso in cui lo si vede imputato per corruzione, capo del governo, parla di proteggere la privacy dalle intercettazioni. Strano! Come mai il Vanna è contrario alle intercettazioni?... Mi meraviglio!... Una persona così integerrima, così pulita, così impeccabile, così buona, così amorevole, così soccorevole!... Povero cocco, gli vogliono fare sempre la bua quei zozzoni giustizialisti, quegli spioni sempre attenti ad origliare sul privato altrui!
Ma silvio, imperterrito, con animo nobile, e soprattutto mobile, dato che lavora 20 ore al giorno, ispirato dallo Spirito Satano, continua spedito, sorridisdicevole, verso la sua meta beati-fica-nte. Ama (le belle donne) e perdona coloro che sono compromessi con il crimine. Pensate un po', aveva in casa un mafioso (più d'uno, se si considerano le riunioni di famiglia) al solo scopo di fornigli un'altra chance, magari un alibi da stalliere, ben remunerato. Il suo solo santo, disinteressato intento era quello di redimer lo peccatore dallo inferno che gli s'appressava. Purtroppo le inter(i)cettazioni lo colsero proprio sul più bello, e la sua privacy redentrice andò in fumo per sempre.

Lombardia: da fiore all'occhiello a vespasiano d'Italia

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...


Nel Milanese si sospetta che vi sia una correlazione tra inquinamento e leucemie infantili con tasso superiore alla media. Su circa 70 Comuni riunitisi nella sede della Provincia di Milano, in rappresentanza dei 134 dell'hinterland milanese che hanno aderito al blocco del traffico per domenica 28 febbraio, solo due, Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo, sono pronti all'iniziativa.

Contemporaneamente, nel Lambro, sono stati versati almeno 600mila metri cubi di sostanza inquinante, fuoriuscita dai depositi della ex-raffineria Lombarda Petroli di Villasanta, che ha raso al suolo e compromesso, a tempo indeterminato, l’intero ecosistema circostante confluendo nel Po.

Sul fronte politico ci sono stati arresti per mazzette e per infiltrazioni della ‘Ndrangheta. La Lombardia, considerata il motore dell’economia italiana con la produzione di un quarto del Pil nazionale e fiore all’occhiello dell’Europa, si sta trasformando nel vespasiano d’Italia.

Questa situazione non è più tollerabile.

I politici del centrodestra sono i principali responsabili di questo catastrofico risultato poiché governano da oltre vent’anni consecutivi la Regione e il capoluogo. Per quanto alzino la voce a fini propagandistici per dire “basta” a quanto è successo, per quanto improvvisino banchetti leghisti per raccogliere firme di petizioni fasulle, per quanto Formigoni si faccia filmare mentre pedala per cento metri nel tentativo di farsi eleggere per la quarta volta consecutiva Presidente della Regione, ad oggi, Pdl e Lega sono gli unici responsabili del decadentismo lombardo.

Il consenso elettorale non dà ai politici alcuna autorità per poter decidere sulla salute dei cittadini. Qualsiasi siano le ragioni della non adesione di 132 Comuni al fermo del traffico domenicale, il boicottaggio dell’iniziativa è intollerabile.

Mi sarei aspettato da parte di chi governa un atto di responsabilità a tutela dei cittadini e del bene comune che trascendesse, dunque, dai conflitti dichiarati tra amministrazioni comunali e provinciali giocati, purtroppo, sulla pelle dei milanesi.

La misura del fermo automobilistico potrà anche essere insufficiente ma, proprio per questo, mi sarei aspettato una richiesta di estensione del blocco auto anche per i giorni feriali e non un rigetto di una proposta che, seppur limitata, rappresenta comunque un punto di partenza.

I cittadini, le associazioni, le famiglie e gli imprenditori devono essere disposti a cambiamenti radicali poiché radicali saranno gli effetti del degrado che stanno già pagando loro e i loro figli.

Di una cosa sono certo: qualora Formigoni vincesse anche questa volta le elezioni regionali non cambierebbe nulla, la Lombardia rimarrebbe sì motore d’Italia, ma inquinato e malato.

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...

martedì 23 febbraio 2010

Il pelo nell'uovo di Bertolaso




Links utili

Il Gioco dell'Oca

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...


Il balletto pre-elettorale è penoso e appare una macabra danza della morte sul cadavere della politica. Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha una concezione dell’amministrazione pubblica e della politica simile a quella del Gioco dell’Oca, dove “se cadi nel pollaio, salti il turno”.
Infatti sostiene che chi è condannato in terzo grado per reati contro la pubblica amministrazione non debba essere candidato “per 5 anni”: è cerchiobottismo elettorale.
Alfano, come diretto dipendente del Premier, sa benissimo che se la proposta di Fini passasse, il Pdl si fermerebbe subito.
Fini sa altrettanto bene che il sistema clientelare fittissimo su cui viaggia il partito, di cui è co-fondatore, non si basa su valori ideologici ed etici ma esclusivamente sul voto di scambio e su una rete clientelare che ha radici tanto nella criminalità organizzata quanto nel sistema economico, finanziario e lobbistico italiano. Se questa rete venisse messa in discussione, il consenso di Berlusconi crollerebbe verticalmente. Per capirci: senza i Cosentino, i Fitto, i Dell’Utri, i Miccichè, Forza Italia, oggi Pdl, non esisterebbe nemmeno. E’ per questo motivo che io preferisco il giudice Nicastro, al suo indagato, Fitto. E’ per questo che Fitto non potrebbe stare un sol giorno nell’Italia dei Valori, mentre Berlusconi ne ha bisogno per supportare Palese.

La politica non è un gioco, né una professione in sé. Ci sono milioni di persone oneste in Italia che sono da preferirsi a qualsiasi condannato, a qualsiasi rinviato a giudizio e perfino a molti degli intercettati, non ancora rinviati a giudizio, ma semplicemente perché hanno tenuto comportamenti inadatti a gestire e collaborare con l’amministrazione pubblica e lo Stato.

La politica non è una professione da sposare per trent’anni né un parcheggio per amici dentisti e avvocati personali. Il politico ideale è una figura che nasce dalla società civile prestata allo Stato per un tempo limitato e non a vita.
Questo concetto di politica ha due vantaggi fondamentali: il primo consente un più facile ricambio generazionale nel Paese, governato oggi dai capelli bianchi; il secondo impedisce che il tempo possa favorire il consolidarsi di una rete di connivenze che, oltre a distogliere illegalmente risorse pubbliche alla comunità, soffochi il tessuto imprenditoriale locale e nazionale.

Montezemolo e Marcegaglia hanno parlato della corruzione prendendone le distanze e ignorando che è il sistema di cui sono alla guida che presenta questa malattia. Una parte della platea di Confindustria, che non ha aperto bocca quando si trattava di approvare lo scudo fiscale di Tremonti, che ha applaudito l’attacco di Berlusconi ai giudici, è oggi corresponsabile del degrado del rapporto tra politica e tessuto economico del Paese.

Da loro avremmo voluto sentire parlare di giustizia e di competitività del sistema, di fuga degli investimenti esteri e di multinazionali dal Paese, di corruzione e di strozzinaggio politico più spesso e prima che il problema emergesse in tutta la sua dimensione.

L’Italia dei Valori ha presentato, già all’inizio di questa legislatura, un disegno di legge nel quale si stabilisce che coloro che sono stati condannati non possono essere candidati, le persone rinviate a giudizio non possono ricoprire incarichi di governo e gli imprenditori che hanno commesso reati contro la pubblica amministrazione non possono più partecipare a gare pubbliche. Regole-base che noi abbiamo adottato per le liste dell’IdV. Ben venga se ora qualcuno è disposto ad approfondire e prendere provvedimenti reali per risolvere alla radice la questione, anche se, per ora, chi è parte del problema continua a definire “giustizialista” questa visione di una politica pulita.

PS: solidarietà all'avvocato ed ex-parlamentare An Enzo Fragalà rimasto ferito gravemente i seguito ad una vile aggressione messa a sgno questa sera da uno sconosciuto nei pressi del suo studio legale al centro di Palermo.

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Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...