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venerdì 26 febbraio 2010

La prova delle menzogne

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...


David Mills e' prescritto e colpevole. C'e' un corrotto, e quindi anche un corruttore. Questa situazione non aggiunge nulla, o quasi nulla, alla dignita' mai avuta ne dimostrata da un uomo che occupa la Presidenza del Consiglio e che, nella sua carriera politica ed imprenditoriale, ha compiuto questa e ben altre vergognose gesta.

Riporto l'editoriale di Repubblica di oggi di Giuseppe D'Avanzo, che riassume in maniera esaustiva la vicenda ed il significato della condanna all'avvocato inglese David Mills.

Testo dell'editoriale

David Mills è stato corrotto. È quel che conta anche se la manipolazione delle norme sulla prescrizione, che Berlusconi si è affatturato a partita in corso, lo salva dalla condanna e lo obbliga soltanto a risarcire il danno per il pregiudizio arrecato all'immagine dello Stato. Questa è la sentenza delle Sezioni unite della Cassazione. Per comprenderla bisogna sapere che la corruzione è un reato "a concorso necessario": se Mills è corrotto, il presidente del Consiglio è il corruttore.

Per apprezzare la decisione, si deve ricordare che cosa ha detto, nel corso del tempo, Silvio Berlusconi di David Mills e di All Iberian, l'arcipelago di società off-shore creato dall'avvocato inglese. "Ho dichiarato pubblicamente, nella mia qualità di leader politico responsabile quindi di fronte agli elettori, che di questa All Iberian non conosco neppure l'esistenza. Sfido chiunque a dimostrare il contrario" (Ansa, 23 novembre 1999). "Non conosco David Mills, lo giuro sui miei cinque figli. Se fosse vero, mi ritirerei dalla vita politica, lascerei l'Italia" (Ansa, 20 giugno 2008). Bisogna cominciare dalle parole - e dagli impegni pubblici - del capo del governo per intendere il significato della sentenza della Cassazione.

Perché l'interesse pubblico della decisione non è soltanto nella forma giuridica che qualifica gli atti, ma nei fatti che convalida; nella responsabilità che svela; nell'obbligo che oggi incombe sul presidente del Consiglio, se fosse un uomo che tiene fede alle sue promesse.

Dunque, Berlusconi ha conosciuto Mills e, come il processo ha dimostrato e la Cassazione ha confermato (il fatto sussiste e il reato c'è stato), All Iberian è stata sempre nella sua disponibilità. Sono i due punti fermi e fattuali della sentenza (altro è l'aspetto formale, come si è detto). Da oggi, quindi, il capitolo più importante della storia del presidente del consiglio lo si può raccontare così. Con il coinvolgimento "diretto e personale" del Cavaliere, David Mills dà vita alle "64 società estere offshore del group B very discreet della Fininvest". Le gestisce per conto e nell'interesse di Berlusconi e, in due occasioni (processi a Craxi e alle "fiamme gialle" corrotte), Mills mente in aula per tener lontano il Cavaliere da quella galassia di cui l'avvocato inglese si attribuisce la paternità ricevendone in cambio "somme di denaro, estranee alle sue parcelle professionali" che lo ricompensano della testimonianza truccata.

Questa conclusione rivela fatti decisivi: chi è Berlusconi; quali sono i suoi metodi; che cosa è stato nascosto dalla testimonianza alterata dell'avvocato inglese. Si comprende definitivamente come è nato, e con quali pratiche, l'impero del Biscione; con quali menzogne Berlusconi ha avvelenato il Paese.

Torniamo agli eventi che oggi la Cassazione autentica. Le società offshore che per brevità chiamiamo All Iberian sono state uno strumento voluto e adoperato dal Cavaliere, il canale oscuro del suo successo e della sua avventura imprenditoriale. Anche qui bisogna rianimare qualche ricordo. Lungo i sentieri del "group B very discreet della Fininvest" transitano quasi mille miliardi di lire di fondi neri; i 21 miliardi che ricompensano Bettino Craxi per l'approvazione della legge Mammì; i 91 miliardi (trasformati in Cct) destinati non si sa a chi mentre, in parlamento, è in discussione la legge Mammì. In quelle società è occultata la proprietà abusiva di Tele+ (viola le norme antitrust italiane, per nasconderla furono corrotte le "fiamme gialle"); il controllo illegale dell'86 per cento di Telecinco (in disprezzo delle leggi spagnole); l'acquisto fittizio di azioni per conto del tycoon Leo Kirch contrario alle leggi antitrust tedesche. Da quelle società si muovono le risorse destinate poi da Cesare Previti alla corruzione dei giudici di Roma (assicurano al Cavaliere il controllo della Mondadori); gli acquisti di pacchetti azionari che, in violazione delle regole di mercato, favoriscono le scalate a Standa e Rinascente. Dunque, l'atto conclusivo del processo Mills documenta che, al fondo della fortuna del premier, ci sono evasione fiscale e bilanci taroccati, c'è la corruzione della politica, delle burocrazie della sicurezza, di giudici e testimoni; la manipolazione delle leggi che regolano il mercato e il risparmio in Italia e in Europa.

La sentenza conferma non solo che Berlusconi è stato il corruttore di Mills, ma che la sua imprenditorialità, l'efficienza, la mitologia dell'homo faber, l'intero corpo mistico dell'ideologia berlusconiana ha il suo fondamento nel malaffare, nell'illegalità, nel pozzo nero della corruzione della Prima Repubblica, di cui egli è il figlio più longevo.

E' la connessione con il peggiore passato della nostra storia recente che, durante gli interminabili dibattimenti del processo Mills, il capo del governo deve recidere. La radice del suo magnificato talento non può allungarsi in quel fondo fangoso perché, nell'ideologia del premier, è il suo trionfo personale che gli assegna il diritto di governare il Paese. Le sue ricchezze sono la garanzia del patto con gli elettori e dell'infallibilità della sua politica; il canone ineliminabile della "società dell'incanto" che lo beatifica. Per scavare un solco tra sé e il suo passato e farsi alfiere credibile e antipolitico del nuovo, deve allontanare da sé l'ombra di quell'avvocato inglese, il peso di All Iberian. È la scommessa che Berlusconi decide di giocare in pubblico. Così intreccia in un unico nodo il suo futuro di leader politico, responsabile di fronte agli elettori, e il suo passato di imprenditore di successo. Se quel passato risulta opaco perché legato a All Iberian, di cui non conosce l'esistenza, o di David Mills, che non ha mai incontrato, egli è disposto a lasciare la politica e addirittura il Paese. Oggi dovrebbe farlo davvero perché la decisione della Cassazione conferma che ha corrotto Mills (lo conosceva) per nascondere il dominio diretto su quella macchina d'illegalità e abusi che è stata All Iberian (la governava). Il capo del governo non lo farà, naturalmente, aggrappandosi come un naufrago al legno della prescrizione che egli stesso si è approvato. Non lascerà l'Italia, ma l'affliggerà con nuove leggi ad personam (processo breve, legittimo impedimento), utili forse a metterlo al sicuro da una sentenza, ma non dal giudizio degli italiani che da oggi potranno giudicarlo corruttore, bugiardo, spergiuro anche quando fa voto della "testa dei suoi figli".

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...


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Nunzio vobis maestitiam magnam: hanno prescritto n'antra vorta er Papi



"Non sembra essere in dubbio che il reato corruttivo è avvenuto con la comunicazione da parte di emissari di Bernasconi nei confronti di Mills della disponibilità della somma" (Gianfranco Ciani, sostituto procuratore generale) 1.


Accidenti a li quattrini! Se non ci'hai sordi finisci 'n galera solo per ave' rubbato na gallina.

Prescritto non vuol dire innocente. La colpevolezza resta.
"La prescrizione non è un'assoluzione, ma un proscioglimento tecnico per motivi solamente procedurali: l'avvocato inglese David Mills, dunque, è colpevole di essersi fatto corrompere con 600 mila dollari per favorire l'imputato Berlusconi in due processi (tangenti alla Guardia di Finanza; fondi neri Fininvest - All Iberian), ma non può più essere punito, perché ha incassato la tangente più di dieci anni fa. Della condanna di primo grado, che era stata confermata anche in appello, resta valido solo il risarcimento civilistico del danno morale (che non cade in prescrizione): Mills dovrà versare 250 mila euro allo Stato italiano, che per legge, paradossalmente, è rappresentato nel processo dalla presidenza del consiglio dei ministri". (Paolo Biondani su L'Espresso2)

RIDONO DI NOI...

EL PAÍS

La Cassazione dichiara prescritto il 'caso Mills'

Articolo originale "El Supremo italiano declara prescrito el 'caso Mills'" di Miguel Mora, Roma, 26/02/2010 (tradotto da Carlo Giordano)

La corte suprema italiana ha annullata ieri la condanna per corruzione in atti giudiziari dell'avvocato David Mills per avvenuta prescrizione del reato. L'avvocato britannico era stato considerato colpevole nelle due prime istanze giudiziarie e condannato a quattro anni e mezzo di carcere per avere incassato 600.000 dollari (450.000 euro) da Silvio Berlusconi per favoreggiamneto in due processi celebrati negli anni novanta.

Secondo la Corte Suprema, Mills commise il reato, vale a dire, mentì nelle sue dichiarazioni riscuotendo successivamente per questo una bustarella di Berlusconi, ma il reato di corruzione in atti giudiziari si consumò l'11 novembre del 1999 e non nel febbraio del 2000, come sostenuto nelle precedenti sentenze, per cui essendo trascorsi ormai 10 anni, la legge, per tale lasso di tempo, considera estinto il reato.

Per la corte, la data esatta dell'avvenuta corruzione si produsse nel momento in cui gli emissari di Carlo Bernasconi (dirigente di Fininvest, ormai deceduto) comunicarono a Mills di avergli depositato in un fondo i 600.000 dollari in azioni, e non quando l'avvocato dispose finalmente del denaro sul suo conto personale.

La salomonica sentenza sottintende una vittoria di Pirro sia per l'avvocato che per il primo ministro, poiché si considera comunque provato che costui corruppe Mills, creatore dell'intelaiatura di compagnie off shore della Fininvest.

Conseguenze per Berlusconi

Il processo aperto contro Berlusconi sortirà adesso probabilmente senza nessun effetto. La causa contro il primo ministro, per lo stesso reato imputato a Mills, fu separata da questa dopo l'approvazione, l'anno scorso, della legge sull'immunità che impediva di processare le alte cariche dello stato e che alla fine venne dichiarata incostituzionale.

Sebbene il processo a Berlusconi fosse stato sospeso nel corso di un anno, la prescrizione arriverebbe tuttavia nel novembre prossimo venturo, secondo la tesi della Corte Suprema, il che lascia soltanto alcuni mesi prima che si arrivi a una sentenza definitiva. Berlusconi si libererà così, come in altre occasioni in passato, dalla possibilità di esser condannato grazie alla prescrizione.

Durante l'udienza, il procuratore generale della Corte Suprema, Gianfranco Ciani, sottolineò l'assenza di motivazioni atti ad assolvere Mills dal reato contestato in base al "contenuto" dei fatti provati. Per questo, ironicamente, la Corte Suprema lo condanna a indennizzare con 250.000 euro il Governo "per avere pregiudicato l'immagine della giustizia italiana".

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giovedì 25 febbraio 2010

Carnevale Düsseldorf: Berlusconi chieda scusa

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'Italia dei Valori http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/... - articolo di Niccolò Rinaldi


Nella celebre cittadina della Germania del nord della Renania, Dusseldorf, lo scorso 15 febbraio, come in ogni lunedì grasso, fastosi e colorati carri di carnevale hanno sfilato tra le vie della cittadina tedesca. La notizia sembrerebbe irrilevante per chi non sapesse che proprio quest'anno uno dei carri fra i più irriverenti è stato così ispirato dalle vicende italiane da scegliere di rappresentare un enorme pupazzo in guisa di mafioso che sodomizza un Berlusconi cornuto, accanto alla scritta "matrimonio omosessuale all'italiana".

Quello che lascia più allibiti in questa vicenda non e' l'offesa a tutti gli italiani ma che nessuna autorità italiana abbia reagito a quel carro di carnevale sfilato a Düsseldorf. Nessuno.

Questo carro è un atto di volgarità verso tutti gli italiani e soprattutto verso coloro che sulla mafia hanno poca voglia di scherzare.

L'immagine del nostro Presidente del Consiglio in quella posizione probabilmente farà anche ridere qualcuno oltralpe ma è l'emblema di come siano considerati all'estero gli italiani. Chi abbia provato almeno una volta cosa vuol dire uscire dai confini nazionali, conosce bene quanto possa essere faticoso lottare contro i pregiudizi, contro quell'etichetta di "Mafioso" che spesso con superficialità viene cucita addosso agli italiani.

La mafia è  oggetto di lutto, di dolore, di sopraffazione come ben sanno ormai anche in Germania, al di là dei confini nazionali. La mafia può e deve anche essere derisa entro i limiti non solo del buon gusto ma di una sensibilità civica.

Nessuno si è mai permesso di scherzare sull'Eta, o sul conflitto nord irlandese. Ma su una piaga italiana questa volta l'irridere e' poi un modo di irridere lo stato italiano, visto i sospetti di connivenza tra Parlamento e mafia.

Ci può amareggiare che l'Europa ancora indugi in questi stereotipi ma ci indigna ancora di più il silenzio del Presidente del Consiglio che tace su un'immagine che fa il giro d'Europa e sulla quale anche i media italiani tacciono.È qualcosa di più di una coda di paglia, è la constatazione di quanto sia radicata nel resto d'Europa una certa idea di Berlusconi (considerato "mafioso" dai tedeschi, "il buffone" per la copertina de L'Express ) travolto da ogni genere di scandali finanziari, sessuali, giudiziari, o anche solo autore di ridicole battute, corna e altre gaffe pubbliche.

Di cosa ci lamentiamo, allora?

Lo sappiamo bene noi che rappresentiamo l'Italia all'estero, in un compito che è  sempre più difficile, e dove ogni sconfitta politica e diplomatica è legata a doppio filo a questa assenza di credibilità che sfocia perfino nei carnevali popolari.

Così, prima ancora che gli autori del carro allegorico di Düsseldorf, è il capo del governo che dovrebbe scusarsi con gli italiani per le condizioni nelle quali mette il paese.

Un atteggiamento contraddittorio, quello del governo di centrodestra, che accusa di “anti-italianità” coloro che osano criticare il premier, mentre non fa nulla per difendere l'immagine dell'Italia e non si preoccupa di come questa venga descritta sulla stampa straniera.

I veri anti italiani sono quelli che non si dissociano dall’immagine che Silvio Berlusconi e la sua biografia offrono del Paese, e che l'opinione internazionale vede come un’anomalia del sistema Europa.

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'Italia dei Valori http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/... - articolo di Niccolò Rinaldi

mercoledì 24 febbraio 2010

Male non fare, paura intercettazioni non avere



Nunzio vobis gaudium magnum: habemus Papis: Silvio I

"... Tutte le cose che noi diciamo al telefono, riservatamente ['ccetto la qualungue] con un'altra persona, appaiono sui giornali, e portino delle secchiate di fango, che poi alla fine si risolveranno in molti casi solo in secchiate di fango, perché non ci sono reati emersi con certezza ..." (Dall'Evangelio secondo Berlusca)


Berlusca, sempre fuor di luogo, dice che la "sinistra" (ovvero chi non la pensa come lui) vuole l'immigrazione per prendere voti. Altra perla del pirla: le intercettazioni servono solo a buttare fango su di lui e sulla sua congrega. Semmai le intercettazioni il fango dovrebbero toglierlo, dato che fango e merda vengono a galla proprio intercettando. Caro Silvio, si è capito benissimo che le intercettazioni riguardano il privato... Non si è mai visto un corrotto (e lei ne sa qualcosa) un delinquente, un uomo o una donna di malaffare fare le loro sporche cose in pubblico, alla luce del sole... Le intercettazioni servono a questo: a rendere chiaro ciò che viene tramato nell'ombra. Io, non avendo nulla da nascondere, dico: intercettatemi.
Chi governa deve rendere conto agli elettori della sua condotta (im)morale. Invece, a quanto pare, il cittadino più uguale degli altri, tra una legge di qua e una leggina di là, sembra voglia costruirsi una corazza per porsi al di là del bene e del male, al di là della morale. Sarà un'altra sporca legge ad personam, anzi, ad personas visto che ce ne sono parecchi. Troppi. Il pluri-sfacciato d'Arcore, condannato prescritto, con un processo in corso in cui lo si vede imputato per corruzione, capo del governo, parla di proteggere la privacy dalle intercettazioni. Strano! Come mai il Vanna è contrario alle intercettazioni?... Mi meraviglio!... Una persona così integerrima, così pulita, così impeccabile, così buona, così amorevole, così soccorevole!... Povero cocco, gli vogliono fare sempre la bua quei zozzoni giustizialisti, quegli spioni sempre attenti ad origliare sul privato altrui!
Ma silvio, imperterrito, con animo nobile, e soprattutto mobile, dato che lavora 20 ore al giorno, ispirato dallo Spirito Satano, continua spedito, sorridisdicevole, verso la sua meta beati-fica-nte. Ama (le belle donne) e perdona coloro che sono compromessi con il crimine. Pensate un po', aveva in casa un mafioso (più d'uno, se si considerano le riunioni di famiglia) al solo scopo di fornigli un'altra chance, magari un alibi da stalliere, ben remunerato. Il suo solo santo, disinteressato intento era quello di redimer lo peccatore dallo inferno che gli s'appressava. Purtroppo le inter(i)cettazioni lo colsero proprio sul più bello, e la sua privacy redentrice andò in fumo per sempre.

Lombardia: da fiore all'occhiello a vespasiano d'Italia

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...


Nel Milanese si sospetta che vi sia una correlazione tra inquinamento e leucemie infantili con tasso superiore alla media. Su circa 70 Comuni riunitisi nella sede della Provincia di Milano, in rappresentanza dei 134 dell'hinterland milanese che hanno aderito al blocco del traffico per domenica 28 febbraio, solo due, Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo, sono pronti all'iniziativa.

Contemporaneamente, nel Lambro, sono stati versati almeno 600mila metri cubi di sostanza inquinante, fuoriuscita dai depositi della ex-raffineria Lombarda Petroli di Villasanta, che ha raso al suolo e compromesso, a tempo indeterminato, l’intero ecosistema circostante confluendo nel Po.

Sul fronte politico ci sono stati arresti per mazzette e per infiltrazioni della ‘Ndrangheta. La Lombardia, considerata il motore dell’economia italiana con la produzione di un quarto del Pil nazionale e fiore all’occhiello dell’Europa, si sta trasformando nel vespasiano d’Italia.

Questa situazione non è più tollerabile.

I politici del centrodestra sono i principali responsabili di questo catastrofico risultato poiché governano da oltre vent’anni consecutivi la Regione e il capoluogo. Per quanto alzino la voce a fini propagandistici per dire “basta” a quanto è successo, per quanto improvvisino banchetti leghisti per raccogliere firme di petizioni fasulle, per quanto Formigoni si faccia filmare mentre pedala per cento metri nel tentativo di farsi eleggere per la quarta volta consecutiva Presidente della Regione, ad oggi, Pdl e Lega sono gli unici responsabili del decadentismo lombardo.

Il consenso elettorale non dà ai politici alcuna autorità per poter decidere sulla salute dei cittadini. Qualsiasi siano le ragioni della non adesione di 132 Comuni al fermo del traffico domenicale, il boicottaggio dell’iniziativa è intollerabile.

Mi sarei aspettato da parte di chi governa un atto di responsabilità a tutela dei cittadini e del bene comune che trascendesse, dunque, dai conflitti dichiarati tra amministrazioni comunali e provinciali giocati, purtroppo, sulla pelle dei milanesi.

La misura del fermo automobilistico potrà anche essere insufficiente ma, proprio per questo, mi sarei aspettato una richiesta di estensione del blocco auto anche per i giorni feriali e non un rigetto di una proposta che, seppur limitata, rappresenta comunque un punto di partenza.

I cittadini, le associazioni, le famiglie e gli imprenditori devono essere disposti a cambiamenti radicali poiché radicali saranno gli effetti del degrado che stanno già pagando loro e i loro figli.

Di una cosa sono certo: qualora Formigoni vincesse anche questa volta le elezioni regionali non cambierebbe nulla, la Lombardia rimarrebbe sì motore d’Italia, ma inquinato e malato.

Video e testo sono stati prelevati dal blog dell'onorevole Antonio Di Pietro www.antoniodipietro.com/...